Alta via n. 1

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Alta via n. 1
Alta Via 1 Dolomitica
(DE) Höhenweg Nr. 1
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Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Trentino-Alto Adige Trentino-Alto Adige, Veneto Veneto
Provincia Bolzano Bolzano, Belluno Belluno
Catena montuosa Dolomiti orientali
Percorso
Tipo sentiero escursionistico
Partenza lago di Braies
Arrivo Belluno
Rete percorsi Rete sentieristica europea
Lunghezza 150 km
Tipo superficie mista
Aspetti escursionistici
Percorribile a piedi
Stagione estate
Accesso gratuito
Percorrenza a piedi
Tempo andata 10-15 giorni
Difficoltà medio
La spilla dell'Alta via 1

L'Alta via n. 1 (in tedesco Höhenweg Nr. 1), la classica, è un percorso lungo circa 150 km, situato sulle Dolomiti orientali, che parte dal lago di Braies e arriva a Belluno. Il sentiero, noto anche come Alta Via 1 Dolomitica, è segnalato con un triangolo blu, all'interno del quale è segnato il numero 1. Braies (Prags) può essere raggiunta con il pullman e Belluno sia con il treno che con il pullman. Il tragitto è percorso anche da molti escursionisti che fanno il viaggio Monaco-Venezia a piedi.

Questa è la classica alta via nelle Dolomiti, e anche la più facile. Diventa leggermente più difficile procedendo verso sud, ma l'unica parte che può presentare delle difficoltà è la discesa da Schiara, che può essere evitata. Sono richiesti circa 10-15 giorni per completare l'intera via. Un giorno tipico sulla via potrebbe richiedere circa sette ore di cammino, con ascese e discese di circa 800 metri. Può essere effettuata durante il periodo luglio-settembre, quando dovrebbe essere in gran parte libera dalla neve.

Un itinerario[modifica | modifica sorgente]

Giorno uno: dal Lago di Braies al Rifugio Biella[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 900 m. Discesa 60 m
  • Lunghezza: circa 6 km
  • Tempo richiesto: 3.30 ore

Il rifugio Biella è aperto dal 20 giugno al 20 settembre. Può ospitare 53 persone, più altre 6 nel rifugio invernale. Ha elettricità, acqua e servizi all'interno.

Giorno due: dal Rifugio Biella al Rifugio Fanes passando per il Rifugio Sénnes, il Rifugio Fodara Vedla e il Rifugio Pederü[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 565 m. Discesa 830 m
  • Lunghezza: circa 14 km
  • Tempo richiesto: 4.30 ore

Il rifugio Sennes è aperto dal 1º giugno al 15 ottobre, dal 26 dicembre al 9 gennaio e dal 1º febbraio al 30 aprile. Ospita circa 50 persone. Non dispone di rifugio invernale.

Il rifugio Fodara Vedla è aperto dal 1° giugno al 3 novembre. Ospita circa 30 persone. Non dispone di rifugio invernale.

Il rifugio Pederü è aperto dall'inizio di giugno al 20 ottobre e dal 26 dicembre al 20 aprile. Ospita circa 30 persone. Non dispone di rifugio invernale.

Il rifugio Fanes è aperto dall'inizio di giugno alla metà di ottobre e dal 26 dicembre alla fine di aprile. Non dispone di rifugio invernale.

Il vicino rifugio Lavarella è aperto dall'inizio di giugno all'inizio di ottobre e dalla metà di febbraio alla metà di aprile. Ospita circa 30 persone. Dispone di rifugio invernale.

Giorno tre: dal Rifugio Fànes al Rifugio Lagazuòi[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 1070 m. Discesa 375 m
  • Lunghezza: circa 11 km
  • Tempo richiesto: 5 ore

Il rifugio Lagazuoi è collegato al Passo Falzarego da una funivia e da una via ferrata. È quasi sempre aperto. Ha un ristorante, delle cuccette e delle stanze. La terrazza offre viste spettacolari, in particolare all'alba e al crepuscolo.

Giorno quattro: dal Rifugio Lagazuòi al Rifugio Nuvolàu[modifica | modifica sorgente]

Il rifugio Nuvolau
  • Ascesa 635 m. Discesa 810 m
  • Lunghezza: circa 15 km
  • Tempo richiesto: 5.30 ore

Il rifugio Nuvolau offre viste spettacolari all'alba e al crepuscolo. È una delle strutture più spettacolari delle Dolomiti (tre dei lati si affacciano su alti precipizi). È aperto dal 20 giugno al 30 settembre. Ospita 24 persone. È fornito di acqua all'interno, servizi all'esterno e elettricità.

Escursione collaterale: la Galleria del Castelletto.

Dalla Forcella Col de Bòs, 2331 m, dove il sentiero 402 scende a sud-est e il 404 prosegue ad est, prendete il sentiero che va a nord-est e porta alla Galleria del Castelletto, uno sperone roccioso famoso per il suo ruolo nel corso della Grande Guerra.

Era il pilastro della difesa austriaca verso la Val Travenànzes e dominava le posizioni italiane della Val Costeàna. Alle 3 dell'11 luglio 1916, il picco del Castelletto venne fatto esplodere provocando molte vittime tra le truppe austriache.

La galleria può essere visitata (è però necessario munirsi di una lampada) dapprima risalendo una parete rocciosa attrezzata con funi metalliche (resti di accampamenti), poi entrando nelle viscere della montagna, seguendo un percorso a zigzag che supera un dislivello di 100 m su uno sviluppo di circa 500 m di lunghezza, con l'aiuto di una scaletta di legno e un corrimano. Ci sono tabelle che indicano le varie postazioni delle armi. Si sbuca alla fine proprio di fronte alla parete di roccia non lontano dal cratere dell'esplosione.

Giorno cinque: dal Rifugio Nuvolàu al Rifugio Città Di Fiume[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 260 m. Discesa 915 m
  • Lunghezza: circa 11 km
  • Tempo richiesto: 5.30 ore

Il rifugio Città di Fiume è aperto dal 15 giugno al 15 settembre. Ospita 31 persone. È fornito di elettricità, acqua, docce calde e servizi all'interno. Ha un rifugio invernale per 6 persone.

Giorno sei: dal Rifugio Città Di Fiume al Rifugio Venezia[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 580 m. Discesa 990 m
  • Lunghezza: circa 12 km
  • Tempo richiesto: 5.30 ore

Il rifugio Venezia è situato su una collinetta alla Sella (o Passo) di Rutorto, e offre una favolosa vista sulle vicine Dolomiti del Cadore e del superbo pilastro di nord-est del Pelmo. È aperto dal 20 giugno al 20 settembre. Ospita 76 persone, più 9 nel rifugio invernale. All'interno, servizi igienici con acqua, docce calde e illuminazione tramite generatore.

Giorno sette: dal Rifugio Palafavèra al Rifugio Vazzolèr[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 850 m. Discesa 650 m
  • Lunghezza: circa 14 km
  • Tempo richiesto: 6 ore

Il rifugio Vazzoler è aperto dal 15 giugno al 30 settembre. Ospita 84 persone, più 8 nel rifugio invernale. È fornito di elettricità, servizi all'esterno e all'interno, acqua e docce calde.

Nella zona di Alleghe si trova il rifugio Sonino al Coldai, un rifugio situato nel comune di Zoldo Alto, in Val Ziolere, nelle Dolomiti (gruppo Civetta), a 2.132 m s.l.m.

Questo è raggiungibile a piedi attraverso i seguenti sentieri:

  • Da Palafavera con i sentieri 564 e 556. Percorrenza: 2 h - Dislivello: 625 m - Difficoltà: E
  • Da Alleghe. Percorrenza: 3 h - Difficoltà: E

Altro rifugio è il rifugio Tissi, costruito alla base della grande parete nord-ovest della Civetta, raggiungibile in circa 1,30 h - 2,00 h dal Rifugio Sonino al Coldai per la Forcella Col Negro. Funziona dal 1963 ed è dedicato all'alpinista agordino Attilio Tissi. Un'altra possibilità è di raggiungerlo dal rifugio Vazzolèr in 2,00.

Nelle varianti scendendo ai Piani di Pezzè, Alleghe,Masarè,Capanna Trieste, Listolade, Agordo e Passo Duran il servizio Taxi di Alleghe Dolomiti Autonoleggio è a disposizione con servizio minibus dedicato ai rientri alla partenza dell' escursione.

Giorno otto: dal Rifugio Vazzolèr al Rifugio Carestiato[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 550 m. Discesa 430 m
  • Lunghezza: circa 8 km
  • Tempo richiesto: 4 ore

Il rifugio Carestiato è aperto dal 15 giugno al 20 settembre. Ospita 44 persone, più 9 nel rifugio invernale. È fornito di elettricità, servizi all'interno, acqua e docce calde.

Vicino al passo si trova anche il rifugio–Albergo San Sebastiano che è aperto da dicembre a Pasqua e dal 1º giugno al 30 ottobre.

Giorno nove: dal Rifugio Carestiato al Rifugio Sommariva al Pramperét[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 450 m. Discesa 430 m
  • Lunghezza: circa 13 km
  • Tempo richiesto: 5 ore

Giorno dieci: dal Rifugio Sommariva al Rifugio Pian De Fontana[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 540 m. Discesa 760 m
  • Lunghezza: circa 6 km
  • Tempo richiesto: 3 ore

Il rifugio Pian de Fontana è aperto dal 20 giugno al 20 settembre. Ospita 34 persone, più 12 nel rifugio invernale e 6 nel vicino bivacco "Renzo Dal Mas". È fornito di elettricità, servizi all'interno e all'esterno, acqua e docce calde.

Giorno undici: dal Rifugio Pian De Fontana al Bivacco Del Màrmol o Rifugio Bianchet[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 830 m. Discesa 195 m
  • Lunghezza: circa 6 km
  • Tempo richiesto: 4 ore

Il bivacco del Marmol ha 9 cuccette. È sempre aperto e privo di personale. C'è acqua nelle vicinanze, cinque minuti in direzione della via ferrata.

Il rifugio Bianchet è aperto dal 20 giugno al 20 settembre. Ospita 40 persone, più 6 nel rifugio invernale. È fornito di acqua all'interno e servizi con acqua e docce calde.

Giorno dodici: dal Bivacco del Màrmol al Rifugio 7º Alpini, Case Bortòt e Belluno[modifica | modifica sorgente]

  • Ascesa 100 m. Discesa 1570 m al Case Bortòt. Discesa 1770 m a Bolzano Bellunese. Discesa 1900 m a Belluno
  • Lunghezza: circa 9 km
  • Tempo richiesto: 5 ore a Case Bortòt, 7 ore a Belluno.

Il rifugio 7º Alpini è aperto dal 20 giugno al 30 settembre. Ospita 70 persone, più 5 nel rifugio invernale. È fornito di acqua all'interno, servizi all'interno e all'esterno, acqua, docce calde e elettricità.

Il bivacco "Severino Lussato" è un rifugio senza personale che può essere usato quando il rifugio è chiuso o pieno.

Al Case Bortòt c'è una taverna con posti letto e telefono. Da qui si può prendere un taxi per Belluno.

Mappe della via[modifica | modifica sorgente]

Le seguenti carte topografiche coprono il tracciato dell'Alta via n. 1, riportando la numerazione dei sentieri:

Casa Editrice Tabacco

  • mappa numero 1 Cortina - Sesto
  • mappa numero 3 Cortina e Ampezzano
  • mappa numero 4 Agordo - Zoldo - Pale di S. Martino
  • mappa numero 15 Pelmo Civetta
  • mappa numero 24 Dolomiti Bellunesi - Nevegal
  • mappa numero 25 Zoldo-Agordo
  • mappa numero 31 Braies

Kompass Wanderkarten Maps

  • mappa numero 55 Cortina d'Ampezzo
  • mappa numero 57 Brunico Dobbiaco Braies
  • mappa numero 77 Alpi Bellunesi

Lungo il percorso[modifica | modifica sorgente]

Il campeggio libero non è consentito lungo tutto il percorso, ma c'è ampia possibilità di pernottamento nei rifugi di montagna, ben distribuiti lungo tutto il tracciato e negli hotel della vallata. In agosto, data la grande affluenza di escursionisti, è essenziale la prenotazione in anticipo.

Dall'Alta via n. 1 si diramano molte vie ferrate, ma nessuna di queste fa parte del percorso ufficiale e pertanto non è richiesto uno speciale equipaggiamento o l'attrezzatura specifica per questo tipo di salite.

Il punto più alto lungo il percorso è la cima del Lagazuoi a 2.750 m. C'è un ampio rifugio che ha un ristorante e posti letto per 69 persone. Il percorso dal Lagazuoi scende al passo Falzarego e poi continua verso sud. C'è una funivia dal rifugio Lagazuoi al passo Falzarego, ma si consiglia di scendere attraverso la galleria Lagazuoi. Questo è un tunnel della prima guerra mondiale scavato proprio dentro alla montagna ed ora restaurato come un museo della prima guerra mondiale, con tanto di manichini e simulazioni della vita di trincea (necessaria una torcia elettrica). È possibile anche la discesa per il sentiero dei Kaiserjäger lungo la cengia Martini. Dal sentiero sono visibili numerosi resti dei combattimenti che ebbero luogo qui durante la prima guerra mondiale. La zona intorno al monte Lagazuoi e alle 5 Torri è un museo all'aperto della prima guerra mondiale.

Ci sono molti altri percorsi di alta quota sulle Dolomiti, inclusa l'Alta via n. 2 che va da Bressanone a Feltre.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]


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