Caneva

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Caneva
comune
Caneva – Stemma Caneva – Bandiera
Caneva – Veduta
Piazza Martiri Garibaldini
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Friuli-Venezia Giulia-Stemma.png Friuli-Venezia Giulia
Provincia Provincia di Pordenone-Stemma.png Pordenone
Amministrazione
Sindaco Andrea Gava (FI-LN-centrodestra) dal 18-5-2010 (riconfermato il 31-5-2015)
Territorio
Coordinate 45°58′N 12°27′E / 45.966667°N 12.45°E45.966667; 12.45 (Caneva)Coordinate: 45°58′N 12°27′E / 45.966667°N 12.45°E45.966667; 12.45 (Caneva)
Altitudine 57 m s.l.m.
Superficie 41,79 km²
Abitanti 6 424[1] (31-12-2015)
Densità 153,72 ab./km²
Frazioni Fiaschetti, Fratta, Sarone, Stevenà
Comuni confinanti Cordignano (TV), Fontanafredda, Fregona (TV), Polcenigo, Sacile, Sarmede (TV), Tambre (BL)
Altre informazioni
Cod. postale 33070
Prefisso 0434
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 093009
Cod. catastale B598
Targa PN
Cl. sismica zona 2 (sismicità media)
Cl. climatica zona E, 2 451 GG[2]
Nome abitanti canevesi
Patrono san Tommaso apostolo
Giorno festivo 3 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caneva
Caneva
Caneva – Mappa
Posizione del comune di Caneva nella provincia di Pordenone
Sito istituzionale

Caneva (Caneva in veneto) è un comune italiano di 6 424 abitanti della provincia di Pordenone in Friuli-Venezia Giulia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Resti litici di un accampamento di cacciatori, ritrovati nei pressi del “Bus Della Lum” al limitare della Foresta del Cansiglio e risalenti a circa 11.000 anni a.C., costituiscono la prima testimonianza della presenza dell'uomo sul territorio comunale. Questi furono preludio all'insediamento palafitticolo del "Palù del Livenza" (Paleolitico Superiore) in cui a partire dal 5.720 sino al 4.880 BP (datazioni al carbonio quattordici) si ebbe un insediamento umano su palafitte. In seguito in zona, sui due principali colli sporgenti dalla dorsale prealpina (col de Fer e col San Martino) si ebbero ben due castellieri, di cui uno si evolse in "castrum" romano quando qui venne costruita una torre d'avvistamento. Lo sviluppo -inteso in senso di comunità - si ebbe in epoca medievale quando, data la sua posizione strategicamente rilevante sulla via che univa Aquileia-Concordia all'Alpago e quindi al Norico, divenne territorio Patriarcale, documentato fin dall'anno 1034 quale possesso della Chiesa d'Aquileia. Caneva fu teatro di numerosi scontri tra le truppe della "Patria del Friuli" e quelle trevigiane, passando ora sotto il controllo dei Patriarchi ora sotto il controllo dei da Camino. Per molti secoli fu un feudo in possesso a vari esponenti dell'aristocrazia friulana. Nel 1385 il maniero venne occupato dalle truppe dei Carraresi, signori di Padova. Ritornato in possesso della Chiesa d'Aquileia, Caneva venne preso dalle truppe veneziane nell'anno 1420. I resti dell'antico maniero, sito sulla vetta d'un pendio roccioso, sono oggi costituiti dalle basi di alcuni muraglioni di difesa e dai resti di qualche torre. All'interno della cinta castellana si trova ancora la chiesetta di Santa Lucia costruita alla fine del secolo XVI e la torre campanaria ricavata da un'antica torre.

In epoca più recente Caneva divenne terra di emigrazione soprattutto verso America del Nord e del Sud, Svizzera, Belgio ed Australia. Il fenomeno, che durò per tutto l'Ottocento e gran parte del Novecento, si arrestò solamente negli anni Sessanta. Caneva è un paese di cave e di cavatori e come tale fa della pietra un elemento caratterizzante della sua storia e della sua architettura. L'impiego della pietra è stato importante sin dai secoli antichi per la costruzione di abitazioni, per l'edificazione di recinzioni, per la realizzazione di vie di comunicazione e per la realizzazione di ogni sorta di manufatti. Importante è cogliere come l'attribuzione di ben due medaglie d'oro al Valor Militare e 17 d'argento, (ricevute durante i due conflitti mondiali) siano a testimonianza dei valori civili e morali dei suoi cittadini, ma ancor più dell'innato senso di libertà che alberga in ogni persona, quale assodato storico e morale.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Lucia (XI secolo) antica pieve castellana, con torre campanaria e antico cimitero presso il Castello (Caneva)
  • Santuario della "Madonna del Persego" (Stevenà)
  • Chiesa arcipretale di San Tommaso Apostolo (in forme neoclassiche, con all'interno tre pale di Francesco da Milano e opere dei più recenti E. Chiaradia, D. Rupolo e D. Mazzoni) (Caneva)
  • Chiesa di San Marco Evangelista (Stevenà)
  • Chiesa parrocchiale Maria Immacolata (sculture lignee seicentesche di Ghirlanduzzi e una cinquecentesca pala di Francesco da Milano) (Sarone)
  • Chiesa parrocchiale Maria Assunta con annessa riproduzione della Grotta di Lourdes (Fratta)
  • Chiesa parrocchiale Annunciazione e SS. Redentore (Fiaschetti)

Architetture civili e musei[modifica | modifica wikitesto]

Sono presenti due ville[3], esempio di dimore signorili di campagna del XIX secolo, tutelate dall'Istituto Regionale per le Ville Venete (IRVV):

  • Villa Frova [1], edificio comunale oggi contenitore culturale multifunzionale [4];
  • Villa Pietranna (Rupolo), con motivi liberty;
  • Villa Zancaner Banfi (XIX secolo);
  • Villa Lucchese, opera del locale architetto Domenico Rupolo;
  • Ca' Damiani, villa ristrutturata del Settecento;
  • Villa Chiaradia, Sommacal, De Marchi, Barbieri, Corner, Posocco.

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo del ciclismo intitolato a Toni Pessot[5].
  • Museo del Minatore “Arduino Martinuzzo” a Fratta (ove sono contenuti preziosi cimeli soprattutto dei minatori canevesi in Belgio)[6].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Aree naturali e area archeologica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cansiglio.
  • Bosco del Cansiglio, con tutta la zona che arriva anche al "Pian Cansiglio" ed in particolar modo al Bus de la Lum che, con i resti di un accampamento di cacciatori, è prima testimonianza certa di presenza umana nell'ambito territoriale datata 11.000 anni a.C. (scoperta dai ricercatori dell'Università di Ferrara).
  • Parco Archeologico del "Palù di Livenza", maggior sito europeo con resti evidenti di un insediamento palafitticolo umano durato circa 1000 anni, tra i meglio conservati - databile dal 5.720BP al 4.880BP (fonte Ministero Beni Cult Amb.) - ed il più ricco di materiale archeologico con numerosissimi rinvenimenti attribuibili al Paleolitico Superiore. Il costruendo Parco Archeologico concorre per la candidatura all'iscrizione nella lista degli antichi insediamenti sulle Alpi, patrimonio dell'Umanità tutelato dall'UNESCO[8].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[9]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Caneva rientra in quella fascia del Friuli occidentale in cui si parla il veneto: il dialetto locale appartiene infatti al tipo trevigiano rustico orientale (detto anche liventino), affine quindi al bellunese. Termini tipicamente riconducibili di questo gruppo sono ardelìva "fieno di secondo taglio", varsór "aratro", calvéa o calvìa "misura per aridi".

Non mancano, tuttavia, elementi riconducibili alla lingua friulana, facendo ipotizzare che l'attuale idioma si sia imposto su un originario dialetto friulano. Voci che denotano questo aspetto sono madràs "serpente", batidór "correggiato", ratha e rathòt rispettivamente "anatra" e "maschio dell'anatra". Interessante, inoltre, la presenza di alcuni slavismi, tracce di una piccola colonizzazione di epoca patriarcale[10][11][12].

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

  • Figo Moro di Caneva
  • Formaggio di malga
  • Olio extravergine d'oliva ed olio non vergine
  • Vini rossi
  • VERDISO di Caneva, vino bianco da vitigno autoctono (da ricordare anche il PICOLIT, autoctono di Caneva)
  • Itticoltura nelle risorgive della Livenza

Persone legate a Caneva[modifica | modifica wikitesto]

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiaschetti, Fratta, Sarone, Stevenà

Altre località del territorio[modifica | modifica wikitesto]

  • Crosetta, Gaiardìn, Lama de Carpen, Lama de Som, Pradego, Tambruz, Prà della scala, Fontanàz, Canevòn, Col de Fèr

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Caneva fa parte di:

  • Area geografica: Bacino Idrografico del Fiume Livenza
  • Comunità Montana del Friuli occidentale
  • Rete di comuni "Alleanza nelle Alpi"

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Sito web http://irvv.regione.veneto.it/index.php, Sito web http://irvv.regione.veneto.it/index.php, CATALOGO ON-LINE VILLE VENETE IRVV, irvv.regione.veneto.it.
  4. ^ Sito di Officina Villa Frova http://officinavillafrova.incaneva.it
  5. ^ Sito web di informazione turistica: http://www.turismofvg.it/, Museo del ciclismo Toni Pessot HomePage / Luoghi / Punti di interesse / Arte cultura storia / Musei / Musei arte, cultura e storia / Museo del ciclismo Toni Pessot, turismofvg.it.
  6. ^ Sito web - http://www.museonazionaleemigrazione.it/scheda.php?id=151, Scheda Museo Museo del Minatore “Arduino Martinuzzo”, museonazionaleemigrazione.it.
  7. ^ Sito web http://www.consorziocastelli.it/, Sei in: Home > I castelli > Pordenone > Castello di Caneva, consorziocastelli.it.
  8. ^ Sito web http://palu.incaneva.it/, Palù di Livenza, sito palafitticolo e patrimonio ambientale buonissimo il bar arnica situato davanti alla chiesa. Una risorsa da valorizzare tra i Comuni di Caneva e Polcenigo, palu.incaneva.it.
  9. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  10. ^ Paolo Zolli, I dizionarii dialettali delle Tre Venezie (1976-1985), in Quaderni Veneti, Ravenna, Longo, 1986, pp. 171-172.
  11. ^ Giovanni Frau, I dialetti del Friuli, Udine, Società Filologica Friulana, 1984, p. 8.
  12. ^ Luciano Borin, Caneva. Un ponte fra la parlata friulana e quella veneta, in Manlio Cortelazzo (a cura di), Guida ai dialetti veneti, XIV, Padova, CLEUP, 1992, p. 92.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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