Provincia di Gorizia

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando una fase antecedente al 1947 nella storia della provincia di Gorizia, vedi Provincia di Gorizia (disambigua).
Provincia di Gorizia
ex provincia
(IT) Provincia di Gorizia
(FUR) Provincie di Gurize
(SL) Pokrajina Gorica
Provincia di Gorizia – Stemma
Provincia di Gorizia – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneFriuli-Venezia-Giulia-Stemma.svg Friuli-Venezia Giulia
Amministrazione
CapoluogoGorizia-Stemma.svg Gorizia
Data di istituzione1927
Data di soppressione2017[1]
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°56′00″N 13°37′00″E / 45.933333°N 13.616667°E45.933333; 13.616667 (Provincia di Gorizia)
Superficie467,14 km²
Abitanti139 346[2] (30-9-2017)
Densità298,3 ab./km²
Comuni25 comuni
Province confinantiGoriziano (GO-SLO), Udine, Trieste
Altre informazioni
Cod. postale34170 (Gorizia), 34070-34079 (provincia)
Prefisso0431, 0481
Fuso orarioUTC+1
ISO 3166-2IT-GO
Codice ISTAT031
TargaGO
Cartografia
Provincia di Gorizia – Localizzazione
Provincia di Gorizia – Localizzazione
Provincia di Gorizia – Mappa
Provincia di Gorizia – Mappa

La provincia di Gorizia (provincie di Gurize in friulano, pokrajina Gorica in sloveno, provincia de Gorisia in dialetto bisiaco) è un'ex provincia italiana della regione Friuli-Venezia Giulia il cui capoluogo è Gorizia. Come ente locale, è stata soppressa il 30 settembre 2017 e attualmente Gorizia è sede dell'omonimo ente di decentramento regionale di Gorizia, che ricalca i confini della vecchia provincia e ne ha ereditato alcune strutture. Rimane invece inalterata come circoscrizione delle amministrazioni statali sul territorio ed è classificata dall'Istituto nazionale di statistica come unità territoriale sovracomunale non amministrativa.[3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Confina con la provincia di Udine a ovest, con la provincia di Trieste a sud-est, con la Slovenia (Litorale/Primorska) a nord ed est, e con il mare Adriatico a sud.

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Gorizia.

Appartengono alla provincia di Gorizia i seguenti 25 comuni.

Il comune più piccolo è Dolegna del Collio con 350 abitanti.

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Sono 8 i municipi popolati da più di cinquemila persone[4]:

Stemma Comune Abitanti
Gorizia-Stemma.svg
Gorizia 34.440
Monfalcone-Stemma.png
Monfalcone 27.998
Ronchi dei Legionari-Stemma.png
Ronchi dei Legionari 12.034
Grado (Italia)-Stemma.png
Grado 8.194
Cormons-Stemma.png
Cormons 7.354
Staranzano-Stemma.png
Staranzano 7.260
Gradisca d'Isonzo-Stemma.png
Gradisca d'Isonzo 6.469
San Canzian d'Isonzo-Stemma.png
San Canzian d'Isonzo 6.198

Le città della provincia di Gorizia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Città d'Italia § Friuli-Venezia Giulia.

I comuni della provincia di Gorizia che sono stati insigniti del titolo di città da parte dello Stato Italiano o istituzioni precedenti sono:

Dal 2003 il titolo di città viene concesso da parte della Regione Friuli-Venezia Giulia con apposita legge regionale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Segnati in arancione, i confini della provincia di Gorizia nel 1941-1943 (quando aveva le stesse dimensioni del periodo 1927-1947). Gli ampliamenti territoriali del Regno d'Italia che si vedono sulla mappa furono causati dall'invasione della Jugoslavia, evento militare della seconda guerra mondiale

La provincia di Gorizia venne istituita nel 1927, nell'ambito del riordino delle circoscrizioni provinciali italiane voluto dal regime fascista; il territorio della nuova provincia corrispondeva a quello degli ex circondari di Gorizia (escluso il comune di Chiopris-Viscone) e di Tolmino della provincia del Friuli[5].

Tra il 1927 e il 1947 la provincia di Gorizia era estesa su un territorio sensibilmente più ampio di quello attuale, visto che comprendeva anche l'alta e media valle dell'Isonzo con i suoi affluenti fino a Gradisca, corrispondendo solo in parte alla vecchia provincia di Gorizia soppressa nel 1923. La provincia di Gorizia esistita dal 1927 al 1947 venne infatti ricreata quattro anni dopo la sua precedente soppressione, causata da motivi amministrativi e politici, con confini leggermente differenti, staccandola dalla provincia di Udine.[5].

La nuova provincia del 1927 ebbe una superficie di 2.730 km² e 209.700 abitanti ed articolata su 128 comuni, ridotti a 42 per effetto di 86 soppressioni avvenute nel 1927-1928. (7 comuni furono ricostituiti nel 1954-1955).

Dopo la vittoria sulla Jugoslavia e la sua parziale occupazione da parte del Regno d'Italia nella primavera del 1941, la provincia di Gorizia non ebbe ampliamenti come invece quella di Zara e quella di Fiume. Divenne però confinante ad est con la nuova provincia di Lubiana, all'interno dell'Italia ingrandita nei suoi confini orientali.

Modifiche al confine orientale italiano dal 1920 al 1975.

     Il Litorale austriaco, poi ribattezzato Venezia Giulia, che fu assegnato all'Italia nel 1920 con il trattato di Rapallo (con ritocchi del suo confine nel 1924 dopo il trattato di Roma) e che fu poi ceduto alla Jugoslavia nel 1947 con i trattati di Parigi

     Aree annesse all'Italia nel 1920 e rimaste italiane anche dopo il 1947

     Aree annesse all'Italia nel 1920, passate al Territorio Libero di Trieste nel 1947 con i trattati di Parigi e assegnate definitivamente all'Italia nel 1975 con il trattato di Osimo

     Aree annesse all'Italia nel 1920, passate al Territorio Libero di Trieste nel 1947 con i trattati di Parigi e assegnate definitivamente alla Jugoslavia nel 1975 con il trattato di Osimo

Dal 1943 al 1945 il territorio fu compreso nella Zona d'operazioni del Litorale adriatico (OZAK), un protettorato militare della Germania.[6][7][8] In tale periodo si susseguirono le repressioni nazifasciste che portarono la provincia di Gorizia ad essere la prima in Italia per numero di morti nei campi di sterminio nazisti, seguita dalle province di Firenze, Genova e Fiume.[9]

Il gonfalone della provincia

Dal 1945 al 1947 fu divisa in 2 dalla linea Morgan. La zona A ad ovest, amministrata dagli anglo-americani, comprendeva fra l'altro Plezzo, Caporetto, Canale d'Isonzo, Cormons, Gradisca, Gorizia e Comeno. La zona B ad est, amministrata dagli jugoslavi comprendeva fra l'altro Tolmino, Santa Lucia d'Isonzo, Idria, Aidussina e Vipacco.

Nel 1947 a seguito del trattato di pace di Parigi fu tracciato il nuovo confine. Dei 2.730 km² che aveva avuto la provincia dal 1927 in poi, rimasero all'Italia solo circa 215 km², cioè meno di 1/12, con 9[10] comuni su 42; i restanti 33 furono ceduti alla Jugoslavia[11]. Per quanto riguarda la provincia di Trieste, fu creato il Territorio Libero di Trieste con questa città ed altre località della sua provincia, nonché alcuni paesi già appartenuti alla provincia di Pola, mentre rimase all'Italia il mandamento di Monfalcone (esclusa Duino) e il comune di Grado, circa 245 km² con 9 comuni, che furono riaggregati alla provincia di Gorizia, com'era stato fino al 1923.[12] La sistemazione interna avvenne con decreto legge nº 1430 del 28 novembre 1947. I territori degli attuali comuni di Duino-Aurisina, Sgonico e Monrupino, già parte della contea e poi provincia di Gorizia e Gradisca fino al 1923, furono inseriti nella zona A del territorio Libero di Trieste, ora provincia di Trieste. Tutte le altre località che nel 1923 erano passate dalla provincia di Gorizia e Gradisca a quella di Trieste furono cedute alla Jugoslavia.

Nel 1975 con il trattato di Osimo furono attuate alcune lievi rettifiche del confine. In particolare sul monte Sabotino ritornò all'Italia la cresta di cima fra la vetta e i ruderi della chiesa di San Valentino: l'Italia in cambio costruì una strada internazionale per collegare il Collio sloveno a Nova Gorica sulle pendici di quel monte. Nel corso degli anni cinquanta i comuni passarono da 18 iniziali a 25 per via della ricostituzione di 7 (degli 86) comuni soppressi nel 1927-1928.

Il 28 novembre 2016 si è tenuto l'ultimo Consiglio provinciale; dal 1º dicembre 2016 è stato abolito l'ente della provincia di Gorizia, come previsto dal nuovo statuto regionale del Friuli-Venezia Giulia approvato il 20 luglio 2016 da cui sono stati cancellati gli enti intermedi.

Ai sensi della L.R. 26/2014 e successive modifiche la Provincia di Gorizia è stata messa in liquidazione il 1º gennaio 2017 e definitivamente cancellata il 30 settembre 2017. Le funzioni della Provincia sono state trasferite alla Regione, ai Comuni e agli UTI.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti; in verde la popolazione residente entro i vecchi confini provinciali

Natura[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Lingua friulana, Lingua slovena e Lingua veneta.

Oltre alla lingua italiana, nella provincia di Gorizia la popolazione utilizza la lingua friulana (nella variante friulano orientale) e la lingua slovena.

In 15 comuni su 25, vige la legge regionale 18 dicembre 2007, n. 29 "Norme per la tutela, valorizzazione e promozione della lingua friulana"[13].

In 8 comuni su 25 la lingua slovena è riconosciuta e tutelata al pari della lingua friulana dalla legge statale 482/99 e dalla legge 38/01.

Accanto alle lingue riconosciute ufficialmente, varianti locali della lingua veneta sono parlate a Gorizia, così come nella Bisiacaria (il dialetto bisiaco) e il dialetto gradese (graìsan) a Grado. Il veneto è compreso e comunemente parlato anche dalla maggior parte dei madrelingua friulani e sloveni.

Amministrazioni[modifica | modifica wikitesto]

Presidenti eletti democraticamente:

  • Monica Marcolini (Lega Nord) nel 1993

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Solo come ente amministrativo, vedi Annuario Statistico italiano 2021 (PDF), Roma, Istituto nazionale di statistica, 2021, p. 5.
  2. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2017, ultimo giorno di operatività dell'ente.
  3. ^ Annuario Statistico italiano 2021 (PDF), Roma, Istituto nazionale di statistica, 2021, p. 5.
  4. ^ Dati al 30-09-2017, ultimo giorno di operatività dell'ente Bilancio demografico mensile ISTAT Archiviato il 16 luglio 2018 in Internet Archive.
  5. ^ a b Regio Decreto Legge 2 gennaio 1927, n. 1, art. 1
  6. ^ ANTONIO GIANGRANDE, IL COMUNISTA BENITO MUSSOLINI, Antonio Giangrande. URL consultato il 19 settembre 2016.
  7. ^ Moreno Gentili, L'inferno dentro. Confessioni di un collaborazionista, Sonda, 1º gennaio 2010, ISBN 9788871065748. URL consultato il 19 settembre 2016.
  8. ^ Sergio Galimberti, La Chiesa, Santin e gli ebrei a Trieste, MGS press, 1º gennaio 2001. URL consultato il 19 settembre 2016.
  9. ^ I dati si riferiscono all'insieme dei detenuti politici ed ebrei. Brunello Mantelli e Nicola Tranfaglia, Il libro dei deportati, vol 1, tomo 3, p. 2533. ISBN 978-88-425-4228-5
  10. ^ 2 dei quali (Dolegna del Collio e Gorizia) perdite territoriali.
  11. ^ 29 furono ceduti per intero e 4 (Castel Dobra, Merna, Opacchiasella e San Martino Quisca) parzialmente. Attualmente sono articolati su 12 comuni sloveni per via di successive aggregazioni
  12. ^ La Provincia di Gorizia nelle sue vicissitudini. A cura dell'Amministrazione Provinciale di Gorizia - Ufficio Studi, 1966.
  13. ^ Denominazioni ufficiali in Lingua Friulana, su arlef.it, Arlef. URL consultato il 26 ottobre 2011 (archiviato dall'url originale il 27 settembre 2013).

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Barbara Sturmar, GORIZIA NASCOSTA raccolta illustrata di curiosità di Gorizia e della sua provincia, Trieste, Lint Editoriale, ISBN 978-88-8190-266-8.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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