Provincia di Lodi

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Provincia di Lodi
provincia
Provincia di Lodi – Stemma Provincia di Lodi – Bandiera
(dettagli)
Palazzo San Cristoforo, sede della Provincia.
Palazzo San Cristoforo, sede della Provincia.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Lombardia-Stemma.svg Lombardia
Amministrazione
Capoluogo Lodi
Presidente Mauro Soldati (PD) dal 29-9-2014
Data di istituzione 1995
Territorio
Coordinate
del capoluogo
45°19′N 9°30′E / 45.316667°N 9.5°E45.316667; 9.5 (Provincia di Lodi)Coordinate: 45°19′N 9°30′E / 45.316667°N 9.5°E45.316667; 9.5 (Provincia di Lodi)
Superficie 782,99 km²
Abitanti 229 340[1] (30-6-2016)
Densità 292,9 ab./km²
Comuni 61 comuni
Province confinanti Pavia, Cremona, Piacenza, Città metropolitana di Milano
Altre informazioni
Cod. postale 26900 (Lodi), 26811-26867 (provincia)
Prefisso 02, 0371, 0377
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-LO
Codice ISTAT 098
Targa LO
Cartografia

Provincia di Lodi – Localizzazione

Sito istituzionale

La provincia di Lodi (pruincia de Lod in dialetto lodigiano) è una provincia italiana della Lombardia di 229.340 abitanti[1], con capoluogo a Lodi.

Confina a nord con la città metropolitana di Milano, ad est con la provincia di Cremona, a sud con l'Emilia-Romagna (provincia di Piacenza), ad ovest con la provincia di Pavia e con l'exclave di San Colombano al Lambro (città metropolitana di Milano).

Fu istituita il 6 marzo 1992, a seguito dello scorporo di 61 comuni dalla allora provincia di Milano[2][3].

Nella provincia cinque comuni si fregiano del titolo di città: Lodi, Codogno, Casalpusterlengo, Lodi Vecchio e Sant'Angelo Lodigiano.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La pianura nei pressi di Caselle Landi

La provincia di Lodi si estende nella pianura padana a nord del fiume Po per circa 780 km², ad est è delimitata dalla riva destra dell'Adda, ad eccezione di una parte del capoluogo e dei limitrofi comuni di Abbadia Cerreto, Boffalora d'Adda, Corte Palasio e Crespiatica e, ad ovest, dalla dalla sponda sinistra del Lambro Meridionale prima e del Lambro poi, con l'eccezione dei comuni di S.Angelo Lodigiano e Graffignana. Il confine nord è invece perlopiù convenzionale, tranne alcuni tratti, come quello tra i comuni di Truccazzano e Comazzo dove è delimitato dal torrente Molgora.

Il territorio è composto quasi interamente dalla pianura, inclinata leggermente da Nord a Sud-Est (declivio circa dell'1.5 per mille). Il terreno è tipicamente alluvionale, generalmente composto di arena o siliceo calcarea, o argilloso silicea e calcarea che unita a strato di carbonato di calcio, mista spesso ad allumina, forma la crosta vegetale o arabile.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

La collina di San Colombano al Lambro

Gli unici rilievi presenti nella provincia sono le colline della zona dell'exclave di San Colombano al Lambro, che raggiungono l'elevazione massima di 144 metri sul livello del mare.

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]

L'Adda a Lodi

Il territorio della provincia è interamente compreso nel bacino idrografico del fiume Po e vi tributa per mezzo dei suoi affluenti Lambro e Adda. Appartiene al bacino del Lambro il Lambro meridionale, mentre al bacino dell'Adda appartengono la Molgora e il Tormo. Sono inoltre presenti numerosi canali artificiali tra i quali i principali sono il Brembiolo e il Canale della Muzza. Appartiene alla provincia di Lodi anche un breve tratto del torrente Nure, affluente di destra del Po, nei pressi della foce. Sono infine presenti delle numerose risorgive[4].

Laghi[modifica | modifica wikitesto]

Non esistono nella provincia laghi di rilievo, tuttavia in epoca medievale la parte orientale della provincia (compreso il capoluogo) era lambita dal lago Gerundo[5]: il cui territorio paludoso e insalubre fu bonificato e trasformato in una delle regioni più fertili d'Europa[6] grazie alle opere di ingegneria idraulica e al lavoro dei monaci cistercensi e benedettini[7]

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Lodi.

Il clima del territorio lodigiano, analogamente al resto della Val Padana, presenta peculiarità riconducibili all'area continentale: le estati sono molto calde e caratterizzate dal fenomeno dell'afa (in base ai dati relativi al periodo di riferimento 1961-1990, la temperatura massima media della stagione estiva si attesta a +29,7 °C[8]); invece gli inverni sono spesso freddi (la temperatura minima media è pari a -0,8 °C[8]) e sono diffuse le nevicate, raramente di grossa portata. Fenomeno molto frequente durante il semestre invernale è la nebbia, che talvolta può persistere per giorni a causa dell'assenza di venti sinottici a livello del suolo[9]. L'autunno e la primavera sono le stagioni in cui si registrano le maggiori precipitazioni[10].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Sebbene istituita di recente, le origini storiche di questa provincia ben inserita in una tipologia ambientale omogenea di bassa pianura e delimitata da grandi fiumi, risalgono almeno a 2 millenni fa.

Il primo riconoscimento giuridico si ebbe nell'89 a.C. con Gneo Pompeo Strabone e nel 49 a.C. con Giulio Cesare che concesse la cittadinanza romana ai cittadini di Laus Pompeia. Il territorio era conosciuto come ager laudensis.

La Diocesi di Lodi sorgerà nel 374, garantendo anche nei tempi più calamitosi la coesione di tutto il territorio.

Nel Basso medioevo ci fu un'eccezionale opera di bonifica dei vasti luoghi paludosi del territorio attraverso uno splendido lavoro di ingegneria idraulica, che rese il Lodigiano una delle terre più fertili d'Europa.

Provincia di Lodi nel medioevo da un affresco nei Musei Vaticani

Nei secoli successivi all'età dei Comuni, al territorio venne riconosciuta dai vari dominatori una certa libertà amministrativa (contado di Lodi). Fu però con l'avvento degli austriaci nel XVIII secolo che si ebbe il riconoscimento pieno del Lodigiano; il contado infatti assunse forma di provincia nel 1757, e ne assunse formalmente il nome nel 1786, con la riforma di Giuseppe II.

Dopo la tumultuosa parentesi napoleonica (con l'effimera costituzione del Dipartimento dell'Adda nel 1797, poi annesso al Dipartimento dell'Alto Po con capoluogo Cremona), nel 1816 fu ripristinata la Provincia, che acquisì anche il Territorio Cremasco e prese il nome di Provincia di Lodi e Crema.

La Provincia venne abolita nel settembre 1859 dal governo del regno di Sardegna, dopo soli tre mesi dalla conquista della Lombardia (Decreto Rattazzi). Da allora furono avanzate richieste al Governo per la ricostruzione della Provincia, ma il tutto inutilmente. Il territorio lodigiano fu degradato a circondario della provincia di Milano, anch'esso soppresso nel 1927.

Nel dopoguerra il Lodigiano, che nel ventennio fascista aveva subito un periodo di stasi, cerca di recuperare le tradizioni: alla fine degli anni quaranta sorge l'ATSIL, associazione di tutela e sviluppo del Lodigiano. Nel 1959 si prende la decisione di far nascere un consorzio tra i Comuni lodigiani pur nell'ambito della Provincia di Milano; questo consorzio verrà costituito il 4 maggio 1965 con decreto prefettizio.

L'ipotesi di una maggiore autonomia si ebbe a partire dal 1970, quando vengono istituite le regioni.

Il 6 marzo 1975 viene istituito il Circondario di Lodi da parte della Regione Lombardia. È il riconoscimento di fatto che, per la Regione, il territorio lodigiano ha i requisiti del livello provinciale.

Tra il 15 gennaio e il 16 gennaio 1992 la Camera dei deputati e il Senato della Repubblica esprimono parere favorevole all'istituzione della Provincia di Lodi. Il 27 febbraio 1992 il Consiglio dei ministri ne delibera l'approvazione. Il giorno dopo arriva anche il consenso della Regione Lombardia.

Con decreto legislativo del 6 marzo 1992 il Presidente della Repubblica istituisce ufficialmente la Provincia di Lodi.

Nel 1992 a Codogno è stato indetto un referendum popolare sull'adesione alla nascitura Provincia di Lodi. L'89% dei cittadini ha votato "no", testimoniando la volontà dei codognesi a restare nella Provincia di Milano. Nonostante ciò, il referendum di Codogno, così come quello della vicina Fombio, non ha avuto un'applicazione, e la città è stata inserita all'interno della nuova Provincia. Altri comuni, come San Colombano al Lambro, Cerro al Lambro, San Zenone al Lambro e Dovera sono invece riusciti a vedere applicata la volontà popolare, restando nelle province di appartenenza (Milano e Cremona)[11].

Referendum consultivi sulla fusione di comuni[modifica | modifica wikitesto]

La tabella riepiloga i referendum consultivi per la fusione di comuni tenutisi a partire dal 1º dicembre 2013. In grassetto sono indicati i comuni che hanno approvato il quesito[12].

Data del referendum Comuni Iscritti Percentuale Elettiva Favorevoli Contrari Denominazione
nuovo comune
Data di istituzione
15 novembre 2015 Maleo-Stemma.png Maleo
Cornovecchio-Stemma.png Corno Vecchio
2620
189
11,7%
70,07%
87%
31%
13%
69%
Maleo richiesta non accolta
dal consiglio regionale

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Lodi-Stemma.png
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stemma della provincia di Lodi.

Descrizione araldica dello stemma[13]:

« Partito: nel PRIMO, di verde, alla sbarra diminuita, di argento; nel SECONDO, di rosso, alla banda diminuita, d'oro. Ornamenti esteriori da Provincia »

Descrizione araldica del gonfalone[13]:

« Drappo di bianco, riccamente ornato di ricami d'oro e caricato dallo stemma con la iscrizione centrata in oro, recante la denominazione della Provincia. Le parti di metallo ed i cordoni sono dorati. L'asta verticale è ricoperta di velluto bianco, con bullette dorate poste a spirale. Nella freccia è rappresentato lo stemma della Provincia e sul gambo inciso il nome. Cravatta con nastri tricolorati dai colori nazionali frangiati d'oro »

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del Duomo di Lodi

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Broletto
Villa Litta
  • Villa Biancardi a Zorlesco di Casalpusterlengo, edificata per volontà di Serafino Biancardi ai primi del novecento sulla zona precedentemente occupata dal castello, in stile Liberty eclettico con rimandi all'arte medievale, gotica e rinascimentale. Divenuta di proprietà del comune di Casalpusterlengo nel 1972 cadde in una situazione di degrado fino al 1998 quando iniziarono i lavori di ristrutturazione guidati dall'architetto Paolo Mascheroni[34].
  • Villa Litta Carini ad Orio Litta, costruita dall'architetto Giovanni Ruggeri per volere del conte Antonio Cavazzi della Somaglia a partire dalla seconda metà del XVII secolo. Tra la fine del secolo e il 1749 fu ampliata secondo le volontà di Paolo Dati, pronipote del conte Cavazzi, trasformandola in reggia e luogo di ritrovo dei letterati dell'epoca. Divenuta di proprietà della famiglia Litta alla fine dell'ottocento fu frequentata da personaggi noti come re Umberto I e Giacomo Puccini[35].
  • Villa Pertusati, sede del municipio di Comazzo, progettata dall'architetto Francesco Croce, mentre il giardino è opera di Carlo Croce[36], che si occupò anche dela sistemazione idraulica[37].

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il castello di Maccastorna
  • Castello Visconteo e Torrione di Lodi, tipica fortezza medievale, andata in buona parte distrutta; il suo alto e massiccio Torrione è uno dei simboli più noti della città[38]. L'edificio non può essere visitato poiché è occupato dagli uffici della Questura.
  • Castello di Maccastorna, costruito attorno al 1250 a protezione di un guado sul fiume Adda da ghibellini in fuga da Cremona, fu in seguito espugnata e distrutta da truppe guelfe, le quali decisero poi di ricostruirla. Originariamente presentava otto torri perimetrali, tuttavia cinque di queste furono negli anni ribassate al livello delle mura perimetrali[39].
  • Castello di Maleo, risalente al cinquecento, si compone di un corpo principale, uno secondario, la cinta muraria esterna ed il parco dove è presente un laghetto naturale. Il corpo principale, costituito da un edificio a due piani più uno interrato dispone di una cappella privata, un grande loggiato colonnato, uno scalone d’onore, alcuni camini ed una serie di volte affrescate ad opera di Bernardino e Giulio Campi Campi[40].
  • Castello di Sant'Angelo Lodigiano, costruito nel XIII secolo dalla Signoria di Milano, per poi essere trasformato in dimora estiva da Regina della Scala. Fu poi donato alla famiglia Bolognini da Francesco Sforza. Ai primi del novecento fu oggetto di restauri per volere di da Gian Giacomo Morando Bolognini; 1933 la vedova Lydia Caprara Morando Bolognini ordinò altri lavori per farne sede della Fondazione Morando Bolognini e dei musei Morando Bolognini, del pane e della storia dell'agricoltura[41].

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Bosco sulle rive dell'Adda nel parco dell'Adda Sud
  • Riserva naturale Adda Morta - Lanca della Rotta, situata lungo il corso dell'Adda morta, ramo abbandonato senza più collegamento col fiume Adda, tra i comuni di Castiglione d'Adda e Formigara, quest'ultimo nel cremonese, occupa una superficie di 115 ettari[42]. A Castiglione si trova un centro visite del parco Adda Sud[43].
  • Parco dell'Adda Sud, si estende lungo il basso corso del fiume Adda da Rivolta d'Adda nel cremonese fino alla foce in comune di Castelnuovo Bocca d'Adda, comprendendo 35 comuni tra le province di Lodi e Cremona. Comprende zone umide (lanche, morte) e boschi igrofili insieme ad ampi territori agricoli[44]. Sono presenti un centro a Villa Pompeiana, frazione di Zelo Buon Persico, ricavato dall'ex oratorio di San Michele, a breve distanza dalla Riserva Naturale il Mortone, un'area umida di 30 ettari dove scorreva un antico alveo del fiume Adda caratterizzato dalla presenza di canne palustri e di affioramenti d'acqua meta di varie specie di uccelli[45], e da un centro visite a Castiglione nei pressi della riserva dell'Adda Morta[43].
  • Bosco del Belgiardino, piccola oasi naturalistica situata sulle rive dell'Adda[46][47], al confine tra Lodi e Montanaso Lombardo; dall'area hanno origine numerosi sentieri che permettono di visitare i boschi circostanti, parzialmente trasformati in orto botanico[46], in cui inoltre vivono uccelli acquatici come gallinelle d'acqua, germani reali, cigni, aironi e tuffetti[48]. Durante l'estate diventa un centro ricreativo grazie alla presenza di una piscina gestita dal Comune di Lodi[46].
Nucleo del bosco Valle Grassa-Coldana-Sant'Antonio presso la Cascina Costino

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

La tabella seguente riporta l'evoluzione del numero dei residenti nella provincia dal 2001 al 2015[54]:

Anno Residenti
2001 198.020
2002 201.554
2003 205.449
2004 209.129
2005 211.986
2006 215.386
2007 219.670
2008 223.630
2009 225.825
2010 227.655
2011 223.659
2012 225.798
2013 229.082
2014 229.576
2015 229.413

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2015 nel territorio provinciale risultano essere residenti 26.838 stranieri (13.276 uomini e 13.562 donne)[55], pari al 11,69%[56] dell'intera popolazione.

Di sotto sono riportate le comunità con più di 1000 individui[55]:

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Dialetto lodigiano.

In provincia è parlato il dialetto lodigiano, facente parte del gruppo dialettale lombardo e, più precisamente, del ramo occidentale. Spostandosi dal capoluogo verso Milano, Pavia, Cremona e Piacenza il dialetto varia assumendo forme che si avvicinano via via ai dialetti delle città confinanti[57]. Queste differenze sono evidenti specialmente nella parte meridionale della provincia a sud di Casalpusterlengo dove il dialetto include forti somiglianze con il piacentino[58].

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Nella giurisdizione ecclesiastica della Chiesa cattolica, il territorio della provincia coincide con l'area della diocesi di Lodi. Essa è suddivisa in 8 vicariati e comprende, oltre a al lodigiano, anche alcuni comuni della città metropolitana di Milano, della provincia di Cremona e il comune di Miradolo Terme in provincia di Pavia[59].

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Il più importante centro sanitario della provincia è l'ospedale Maggiore di Lodi. Questi i principali presidi ospedalieri provinciali[60]:

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Anno Qualità della Vita (Sole 24 Ore) Qualità della Vita (Italia Oggi)
2004 73ª (- 17)[61] 44ª (+ 8)[62]
2005 59ª (+ 14)[63] 24ª (+ 20)[64]
2006 42ª (+ 17)[65] 35ª (- 11)[66]
2007 48ª (- 6)[67] 28ª (+ 7)[68]
2008 60ª (- 12)[69] 84ª (- 56)[70]
2009 68ª (- 8)[71] 27ª (+ 57)[72]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Università[modifica | modifica wikitesto]

L'ingresso del Parco Tecnologico Padano

Dal 2005[73] è attivo nel capoluogo un polo scientifico-universitario, composto dal Parco Tecnologico Padano[74] e da alcune strutture dell'Università degli Studi di Milano[75].

Il Parco Tecnologico Padano è uno dei più importanti centri di ricerca a livello europeo nel campo delle biotecnologie agroalimentari[76][77].

Il polo dell'Università degli Studi di Milano comprende un ospedale veterinario per grandi animali, costituito da strutture didattiche e cliniche per equini, bovini, suini, ovini e caprini[78], accanto al quale si trova un centro zootecnico didattico-sperimentale[79]. Ha inoltre sede in città il Centro di Ricerca per le Produzioni Foraggere e Lattiero-Casearie, nato dall'accorpamento dell'Istituto Sperimentale per le Colture Foraggere – retto dal 1948 al 1976 dall'illustre agronomo Giovanni Haussmann[80] – con l'Istituto Sperimentale Lattiero-Caseario e l'Istituto Sperimentale per la Zootecnia dei Bovini da Latte[81].

Sempre nel capoluogo è attivo anche il corso di laurea in costruzioni e gestione del territorio organizzato dall'Università degli Studi di Modena e Reggio Emilia in collaborazione con l'Università degli Studi della Repubblica di San Marino[82].

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Tra i musei principali della provincia:

Musei a Lodi[modifica | modifica wikitesto]

La facciata del museo civico di Lodi

Musei in provincia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello Bolognini, sede di tre musei a Sant'Angelo Lodigiano
  • Musei del castello di Sant'Angelo Lodigiano: sono ospitati il museo Morando Bolognini che include mobili, dipinti e vasellame rialenti ad un arco di tempo tra il XVII e il XIX secolo, una biblioteca che contiene circa 2000 volumi e un'armeria che raccoglie 500 pezzi di epoche e provenienze diverse[89], il museo della storia dell'agricoltura che racconta la storia dal Neolitico fino all'industrializzazione delle campagne[90] e il museo del pane, diviso in 5 sale monotematiche dedicate a cereali, le procedura per la creazione del il pane, forme di pani, macchinari necessari per la produzione e parte burocratica (tasse, regolamenti e disposizioni governative)[91].
  • Museo della Civiltà Contadina "Ciòca e berlòca" a Cavenago d'Adda, ospita oltre quattromila pezzi riguardanti la vita lungo il corso dell'Adda e le tradizionali attività agricole (coltura della vite, bachicoltura, artigianato agricolo, produzione del latte), nonché forme di folclore e religiosità popolare[92].
  • Museo storico della basilica di Sant'Angelo Lodigiano, allestito all'interno della basilica, include reperti risalenti tra il XVII secolo e i primi del novecento, interessanti per la varietà delle tecniche e dei materiali utilizzati[93].
  • Raccolta d'arte Carlo Lamberti a Codogno, nata dal lascito tetamentario di Carlo Lamberti, raccoglie 122 tra dipinti, acquerelli, disegni e sculture dal XVI secolo fino all'arte contemporanea. Sono ospitate opere di autori come Giuseppe Novello, Enrico Groppi, Alessandro Bertamini, Giorgio Belloni, e Tranquillo Cremona[94].

Persone legate alla provincia di Lodi[modifica | modifica wikitesto]

Giuseppe Gilera (al centro) con Geoff Duke e Alfredo Milani.
Danilo Gallinari

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Comuni[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della provincia di Lodi.

Appartengono alla provincia di Lodi i seguenti 61 comuni:

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Sant'Angelo Lodigiano
Zelo Buon Persico

Di seguito è riportata la lista dei dieci principali comuni della provincia di Lodi ordinati per numero di abitanti (dati: Istat 31/12/2010):

Pos. Stemma Comune di Popolazione
(ab)
Superficie
(km²)
Densità
(ab/km²)
Altitudine
(m s.l.m.)
Lodi-Stemma.png
Lodi 44.401 41,43 1068 87
Codogno-Stemma.png
Codogno 15.765 20,86 753,5 58
Casalpusterlengo-Stemma.png
Casalpusterlengo 15.302 25,6 597,5 60
Sant'Angelo Lodigiano-Stemma.png
Sant'Angelo Lodigiano 13.279 20 668 73
Lodi Vecchio-Stemma.png
Lodi Vecchio 7.401 16 463 82
Zelo Buon Persico-Stemma.png
Zelo Buon Persico 6.860 18 379,5 95
Tavazzano con Villavesco-Stemma.png
Tavazzano con Villavesco 6.125 16 380 82
Mulazzano-Stemma.png
Mulazzano 5.768 15 383,5 91
Castiglione d'Adda-Stemma.png
Castiglione d'Adda 4.939 13,11 376 60
10°
Borghetto Lodigiano-Stemma.png
Borghetto Lodigiano 4.417 23,56 186 68

Il comune meno abitato è Maccastorna, paese di soli 64 abitanti.

Unioni di Comuni[modifica | modifica wikitesto]

In Provincia di Lodi sono presenti tre Unioni che raggruppano undici comuni:

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio, a ridosso della grande metropoli di Milano, pur rimanendo a vocazione agroalimentare, ha una caratterizzazione socio-economica determinata dal pendolarismo, dall'artigianato e dalla piccola e media impresa. Forte è l'impiego nel settore dell'industria e soprattutto in quello dei servizi.

Accanto a Lodi, città capoluogo, che conta circa 45.000 abitanti, esistono due città (Codogno e Casalpusterlengo) attorno alle quali fervono le attività e gli interessi del Basso Lodigiano affacciato sul Po; ci sono poi le città di Sant'Angelo Lodigiano (tra il Lambro e la provincia di Pavia) e di Paullo (centro nevralgico dell'Alto Lodigiano a una decina di chilometri da Milano), l'antica cittadina di Laus Pompeia (odierna Lodi Vecchio) e la borgata collinare di San Colombano al Lambro. Verso tutte queste differenti realtà gravitano le popolazioni dei territori circostanti.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Strade provinciali della provincia di Lodi.
La stazione di Codogno

La provincia di Lodi è attraversata da una strada statale: la Strada Statale 9 Via Emilia che unisce Milano a Rimini, da cui si dirama la tangenziale est del capoluogo, inaugurata nel 2001[98]. Altre strade in passato statali ed ora passate in capo alla provincia sono la Strada statale 234 Codognese, la Strada statale 235 di Orzinuovi, la Strada statale 412 della Val Tidone, la Strada statale 415 Paullese, la Strada statale 472 Bergamina e la Strada statale 591 Cremasca.

La provincia è attraversata anche da due autostrade: l'A1 Milano-Napoli sulla quale sono posti i caselli di Lodi, Casalpusterlengo - Ospedaletto Lodigiano e Piacenza Nord, che, pur servendo la città di Piacenza, è posto in comune di Guardamiglio, e dalla tangenziale est esterna di Milano sulla quale non sono tuttavia posti caselli in territorio lodigiano.

Un convoglio tranviario a vapore percorre il ponte sull'Adda a Lodi

I principali nodi ferroviari sono la stazione del capoluogo, posta sulla ferrovia Milano-Bologna e la stazione di Codogno, posta sulla medesima tratta e sulla ferrovia Pavia-Cremona. La provincia è inoltre attraversata dalla linea ad alta velocità Milano-Bologna la quale non presenta però stazioni nella provincia.

Fra il 1880 e i primi decenni del Novecento, il capoluogo fu al centro di una vasta rete di tranvie extraurbane che comprendeva le linee Milano-Lodi, Lodi-Treviglio-Bergamo, Lodi-Sant'Angelo e Lodi-Crema-Soncino, nonché la linea di collegamento Melegnano-Sant'Angelo permettendo di collegare la città con i principali capoluoghi della Lombardia[99]. Da Sant'Angelo partiva inoltre la linea per Pavia.

A partire dal 1924 il comune di San Rocco al Porto fu collegato alla rete tranviaria urbana a trazione elettrica di Piacenza. Le tranvie urbane furono soppresse nel 1955 e sostituite da autolinee gestite dalla società Auto Guidovie Italiane[100].

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questa provincia.

Periodo Presidente Partito Carica Note
23 aprile 1995 13 giugno 1999 Lorenzo Guerini Partito Popolare Italiano Presidente [101]
13 giugno 1999 13 giugno 2004 Lorenzo Guerini centro-sinistra Presidente [101]
13 giugno 2004 7 giugno 2009 Lino Osvaldo Felissari centro-sinistra Presidente [101]
7 giugno 2009 28 settembre 2014 Pietro Foroni Lega Nord Presidente [101]
28 settembre 2014 in carica Mauro Soldati Partito Democratico Presidente [101]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La disciplina sportiva più seguita nel capoluogo è per tradizione l'hockey su pista[102][103]. La principale squadra della città, l'Amatori Lodi, ha conquistato uno scudetto, tre Coppe Italia, una Supercoppa italiana, una Coppa di Lega, una Coppa delle Coppe e una Coppa CERS[104][105][106][107].

L'attività maggiormente praticata nella provincia è il calcio: la società cittadina A.C. Fanfulla fu protagonista nel campionato di Serie B tra gli anni trenta e gli anni cinquanta, conquistando poi nel 1984 una Coppa Italia di Serie C[108]. In provincia altre due compagini possono vantare trascorsi in campionati nazionali: il Codogno, arrivato a disputare nel 1928-1929 la Prima Divisione, all'epoca secondo livello del calcio italiano e con un totale di dodici partecipazioni a campionati di terzo livello (l'ultima nella Seie C 1947-1948) e il Sant'Angelo che vanta una partecipazione ad un campionato di secondo livello (la Seconda Divisione 1921-1922 e tredici complessive partecipazioni a campionati di Serie C (l'ultima nella Serie C2 1983-1984).

Nel basket la provincia di Lodi è rappresentata dall'Unione Cestistica Casalpusterlengo che ha disputato per complessive quattro stagioni nel secondo campionato italiano, prima di trasferire a partire dalla stagione 2016-2017 la sede di gioco al PalaBanca di Piacenza a causa dell'inadeguatezza del PalaCampus di Codogno, pur mantenendo la sede a Casalpusterlengo[109].

La squadra di pallavolo più importante del lodigiano è stata il Volleyball Club Lodi, che nella stagione 2003-2004 ha militato nel campionato di Serie A2 femminile. Nell'estate del 2004 due imprenditori siciliani acquistarono la società, allestendo una formazione molto competitiva con l'obiettivo dichiarato della promozione nella massima categoria: la squadra era composta da numerose atlete di riconosciuto valore internazionale, tra le quali l'azzurra Maurizia Cacciatori[110]. Tuttavia, prima dell'inizio del campionato, un'ispezione della Guardia di Finanza riscontrò gravi irregolarità nella gestione della società[111], decretandone di fatto lo scioglimento.

Nel baseball le squadre principali sono l'Old Rags Baseball Club di Lodi, fondato nel 1966. Nel 1980 vinse il campionato di Serie A2, militando poi per tre stagioni nella massima categoria nazionale. Dopo aver disputato nel 2012 il campionato di Serie A Federale, nel 2013 la squadra è ripartita dalla Serie C[112] e il Codogno Baseball '67 che vanta uno scudetto di Serie A (conseguito nel 1976 quando la Serie A era il secondo livello del campionato) ed una presenza in massima serie, nel 2002 conclusasi con una retrocessione. Analogamente a quanto accaduto agli Old Rags, al termine della Serie A Federale 2013 la squadra si è ritirata ripartendo dalla Serie C[113].

Note[modifica | modifica wikitesto]

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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

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