Città metropolitana di Genova

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Città metropolitana di Genova
città metropolitana
Città metropolitana di Genova – Stemma Città metropolitana di Genova – Bandiera
Città metropolitana di Genova – Veduta
Palazzo Doria-Spinola, sede istituzionale.
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Amministrazione
Capoluogo Genova
Sindaco metropolitano Marco Doria (Centro-sinistra) dal 1º gennaio 2015
Data di istituzione 1º gennaio 2015
Territorio
Coordinate
del capoluogo
44°24′40″N 8°55′57″E / 44.411111°N 8.9325°E44.411111; 8.9325 (Città metropolitana di Genova)Coordinate: 44°24′40″N 8°55′57″E / 44.411111°N 8.9325°E44.411111; 8.9325 (Città metropolitana di Genova)
Altitudine 20 m s.l.m.
Superficie 1 839,20 km²
Abitanti 851 987[2] (30-6-2016)
Densità 463,24 ab./km²
Comuni 67 comuni
Province confinanti Alessandria, Piacenza, Parma, La Spezia, Savona
Altre informazioni
Cod. postale 16100
Prefisso 010, 0185
Fuso orario UTC+1
ISO 3166-2 IT-GE
Codice ISTAT 210[1]
Targa GE
Cartografia
Città metropolitana di Genova – Localizzazione
Città metropolitana di Genova – Mappa
Mappa della città metropolitana di Genova.
Sito istituzionale

La città metropolitana di Genova è un ente territoriale di area vasta, in Liguria, di 851 987 abitanti[2]. Nata il 1º gennaio 2015, il suo territorio corrisponde a quello della provincia di Genova, che ha sostituito. È una delle 10 città metropolitane introdotte dalla legge del 7 aprile 2014 n. 56.

Confina a nord con il Piemonte (provincia di Alessandria) e con l'Emilia-Romagna (provincia di Piacenza e provincia di Parma), a sud con il mar Ligure, ad ovest con la provincia di Savona e ad est con la provincia della Spezia.

L'amministrazione metropolitana ha sede presso il palazzo Doria-Spinola a Genova, sede anche della prefettura e già luogo di rappresentanza dell'ente e del consiglio provinciale dell'ex provincia di Genova.[3]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La geografia della Liguria si divide in tre fasce: il mare, la zona collinare e la montagna. Anche il territorio metropolitano genovese è diviso in queste categorie territoriali, regalando talvolta panorami come scogliere a picco sul mare, paesi e borghi arroccati sui monti o la stessa Genova, grande città marinara stretta e spinta dai monti circostanti. Nella città metropolitana sono presenti quattro parchi regionali[4] e un'area marina protetta (Riserva marina di Portofino[5]).

Le zone geografiche che più richiamavano il turismo vacanziero e di soggiorno, oltre a Genova e il suo comprensorio, sono il Golfo Paradiso e il Tigullio. Ultimamente anche l'entroterra è diventato protagonista nel panorama turistico, grazie ad un'accurata pubblicità in ambito nazionale, e un buon numero di turisti italiani e stranieri che scelgono piccoli paesini montani e collinari per trascorrere le loro vacanze nel territorio metropolitano.

È la morfologia del territorio, l'altitudine dei rilievi ed ovviamente la presenza del mare a rendere forse la città metropolitana di Genova unica tra quelle italiane perché, nel raggio di pochi chilometri, convivono paesaggi, paesi, flora e fauna di moltissime specie diverse. Basti pensare che non è inusuale sul litorale trovare arbusti come mirto, corbezzolo e piantagioni di arance, limoni, fico d'India e specie faunistiche come i gechi, elementi tipici dell'Italia meridionale e, a distanza di non più di una decina di chilometri nell'entroterra, vedere questo scenario completamente stravolto, presentando boschi di abeti, tassi e pini d'alta montagna, popolato da daini, cervi, cerbiatti, rapaci e roditori che sono comuni in regioni alpine come la Valle d'Aosta o il Trentino-Alto Adige.

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

Monti[modifica | modifica wikitesto]

Monti oltre i 1000 m nel versante occidentale

Denominazione Altezza (m) Luogo
Monte Reixa 1.183 m Parco naturale regionale del Beigua
Monte delle Figne 1.172 m Parco naturale delle Capanne di Marcarolo
Monte Rama 1.150 m Parco naturale regionale del Beigua
Monte Liprando 1.122 m
Bric del Dente 1.109 m Parco naturale regionale del Beigua
Monte Argentea 1.086 m Parco naturale regionale del Beigua
Monte Leco 1.072 m Val Polcevera
Punta Martin 1.001 m
Monte Antola 1.597 m Parco naturale regionale dell'Antola
Monte Prelà 1.406 m Torriglia
Monte Buio 1.402 m Parco naturale regionale dell'Antola
Monte Taccone 1.113 m Val Polcevera
Monte Candelozzo 1.036 m
Monte Bano 1.035 m Montoggio

Monti oltre i 1000 m nel versante orientale

Denominazione Altezza (m) Luogo
Monte Maggiorasca 1.804 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Bue 1.777 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Penna 1.735 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Bregaceto 1.171 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Aiona 1.701 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Tomarlo 1.602 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Groppo Rosso 1.593 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte degli Abeti 1.542 m
Monte Oramara 1.522 m
Monte Montarlone 1.500 m
Rocca Bruna 1.418 m
Monte Zatta 1.404 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Ramaceto 1.345 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Collere 1.289 m
Monte Caucaso 1.245 m
Monte Porcile 1.240 m
Monte Posasso 1.236 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Fascia 1.195 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Pagliaro 1.180 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Chiappozzo 1.126 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Alpe 1.094 m
Monte Agugiaia 1.090 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Monte Zenone 1.053 m
Monte Cucco 1.049 m Parco naturale regionale dell'Aveto
Passi e valichi[modifica | modifica wikitesto]
Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Valichi della città metropolitana di Genova
La galleria del passo del Turchino
Denominazione Altezza (m) Collegamento
Passo del Tomarlo 1.485 m Santo Stefano d'Aveto (GE) - Bedonia (PR)
Passo di Fregarolo 1.203 m Fontanigorda (GE) - Rezzoaglio (GE)
Valico del Pescino 1.195 m Rezzoaglio (GE) - Ottone (PC)
Valico di San Fermo 1.129 m Vobbia (GE) - Cabella Ligure (AL)
Passo del Faiallo 1.044 m Tiglieto (GE) - Urbe (SV)
Passo del Portello 1.040 m Torriglia (GE) - Neirone (GE)
Passo della Scoglina 926 m Favale di Malvaro (GE) - Montebruno (GE) - Rezzoaglio (GE)
Passo della Forcella 875 m Borzonasca (GE) - Rezzoaglio (GE)
Passo della Pozza del Lupo 722 m San Colombano Certenoli (GE) - Mezzanego (GE)
Passo della Scoffera 675 m Davagna (GE) - Torriglia (GE)
Passo della Crocetta 599 m Rapallo (GE) - Coreglia Ligure (GE)
Passo del Turchino 588 m Mele (GE) - Masone (GE)
Passo della Bocchetta 772 m Campomorone (GE) - Voltaggio (AL)
Passo dei Giovi 472 m Busalla (GE) - Mignanego (GE)
Passo del Bocco 956 m Mezzanego (GE) - Varese Ligure (SP) - Tornolo (PR)
Passo del Biscia 892 m Ne (GE) - Varese Ligure (SP)
Passo del Bracco 610 m Castiglione Chiavarese (GE) - Deiva Marina (SP)
Passo della Castagnola 578 m Ronco Scrivia (GE) - Voltaggio (AL)
Colle di Velva 545 m Casarza Ligure (GE) - Varese Ligure (SP)
Crocetta d'Orero 468 m Serrà Ricco (GE) - Casella (GE)

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Fiumi[modifica | modifica wikitesto]
Il torrente Bisagno a Genova
Il fiume Entella tra le città rivierasche di Chiavari e Lavagna

Il territorio della città metropolitana è caratterizzato da corsi d'acqua a regime torrentizio e sovente, soprattutto nel periodo estivo, si presentano in stato di secca. Diversamente nella stagione autunnale o invernale una maggiore caduta di pioggia può dare origine a improvvise piene dei torrenti e fiumi, causando, in alcuni casi, lo straripamento del corso d'acqua stesso e quindi l'allagamento dei vicini centri urbani. Proprio per scongiurare tali avvenimenti sempre più frequentemente sono stati stanziati fondi dalle ex giunte provinciali e regionale per la pulizia dei torrenti, progettando inoltre una conseguente rivisitazione delle misure di protezione (dragaggio, abbassamento del letto del corso d'acqua e innalzamento degli argini), specie in prossimità dei nuclei abitativi.

A Genova sono due i principali torrenti che scorrono nel territorio comunale: il Polcevera e il Bisagno. Il primo nasce dall'unione dei due torrenti Verde e Riccò presso il quartiere genovese di Pontedecimo e, dopo un percorso di circa 11 km, sfocia in mare tra i nuclei di Cornigliano e Sampierdarena dopo aver attraversato inoltre i quartieri di Bolzaneto e Rivarolo. Il Bisagno, con una lunghezza di circa 30 km, attraversa l'intera valle omonima e i centri di Bargagli, Davagna e Genova dove sfocia nel quartiere della Foce.

Sempre in area genovese sono presenti i torrenti Arrestra, che sfocia a Cogoleto segnando il confine della città metropolitana di Genova con la provincia di Savona; lo Stura nella valle omonima tra Rossiglione, Campo Ligure e Masone; lo Scrivia (affluente del Po) che all'altezza di Casella incontra il Brevenna mentre vicino a Montoggio riceve le acque a valle della diga del lago di Val di Noci; la Trebbia che nasce nel Genovesato presso il monte Prelà attraversando il piacentino per poi sfociare anch'essa nel Po ad ovest di Piacenza.

Nell'area del Tigullio, valle Fontanabuona e val d'Aveto è il torrente Lavagna il corso d'acqua principale che si sviluppa nell'entroterra chiavarese. A Carasco incontra altri torrenti (lo Sturla di Carasco, il Penna e il Graveglia) andando così a formare il fiume Entella sfociante in mare tra le due cittadine di Chiavari e Lavagna. Lo Sturla e il Penna nascono tutti dal lago di Giacopiane, nel comune di Borzonasca, per poi confluire nel Lavagna; il Graveglia nasce vicino al monte Zatta, in val Graveglia, per poi confluire nel Lavagna. L'Aveto nasce presso il monte Caucaso, per sfociare poi nel fiume Trebbia.

Altri torrenti del territorio metropolitano sono il Boate - detto storicamente anche Bogo - originario dall'unione dalla confluenza di molti altri torrenti dell'entroterra rapallese, e scorrente lungo la cittadina di Rapallo per poi sfociare in mare, in zona Lido, vicino al porto pubblico e turistico "Carlo Riva"; il Recco presso l'omonima valle del Golfo Paradiso; il Rupinaro a Chiavari; il Petronio e il Gromolo nella zona tra Castiglione Chiavarese, Casarza Ligure e Sestri Levante e, nel ponente, il Lerone che separa Cogoleto da Arenzano.

Laghi[modifica | modifica wikitesto]
Il lago di Giacopiane nel territorio di Borzonasca

Nella città metropolitana sono presenti sei laghi, tutti artificiali, creati nel XX secolo per soddisfare le varie esigenze idriche delle sparse zone geografiche, soprattutto per i centri urbani della costa, e specialmente per il capoluogo ligure.

Il maggiore è il lago del Brugneto, edificato nel 1960 a seguito della costruzione della diga sull'omonimo torrente, un affluente della Trebbia.

Tra la valle Stura e la val d'Orba, al confine con la provincia di Alessandria, è ubicato il lago di Ortiglieto compreso tra i comuni di Molare e Rossiglione. Sbarramento artificiale del torrente Orba, il bacino fu realizzato tra il 1923 e il 1926. Sempre al confine tra Liguria e Piemonte, in val Polcevera, i laghi artificiali del Gorzente sono costituiti da tre invasi situati tra i comuni genovesi di Campomorone e Ceranesi e il comune alessandrino di Bosio.

In alta valle Scrivia è presente il lago della Busalletta, costruito tra il 1970 e il 1977 tra i comuni di Fraconalto (AL) e Busalla; assieme ai laghi del Gorzente costituisce un'importante risorsa idrica per Genova. Sempre in alta valle Scrivia, nel comune di Montoggio, fu realizzato negli anni venti del XX secolo lo sbarramento artificiale sul rio delle Noci - affluente dello Scrivia, dando origine al lago omonimo.

Nella zona del levante genovese, in valle Sturla, è ubicato il lago di Giacopiane nel comune di Borzonasca; sottostante rispetto a questo lago se ne trova uno minore, denominato lago di Pian Sapeio. I due bacini costituiscono la primaria fonte acquifera per la zona geografica del Tigullio, e delle valli adiacenti dell'entroterra chiavarese, e talvolta anche per Genova; il lago è inserito nel territorio del parco naturale regionale dell'Aveto.

Mare[modifica | modifica wikitesto]
Il Golfo Paradiso, tratto di costa tra Genova e il Tigullio.

I comuni della città metropolitana che si affacciano direttamente sul mare sono 16 su 67 comuni totali. Solo due di questi, Arenzano e Cogoleto, sono collocati geograficamente nella Riviera di Ponente (al confine con la provincia di Savona) mentre i restanti tredici sono compresi nella Riviera di Levante (Moneglia è l'ultimo comune costiero genovese prima del confine amministrativo con la provincia spezzina). Genova rimane incastonata tra i due litorali, dividendo di fatto le riviere liguri.

Se le coste di ponente risultano prevalentemente basse e sabbiose quelle del levante ligure sono principalmente alte e frastagliate. Le località sulla costa hanno saputo negli anni sviluppare il loro turismo proprio grazie al rapporto con il mare, prendendosi cura di esso e delle sue spiagge. Nel 2005[6] un finanziamento dell'Assessorato al Turismo della Provincia aveva permesso l'acquisto di piccoli battelli per la pulizia estiva (rifiuti e sporcizia) delle acque del Tigullio.

Nel periodo autunnale ed invernale le forti mareggiate erodono frequentemente i litorali, ma prontamente ricostituite nella stagione primaverile dai singoli comuni.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Stazioni meteorologiche della città metropolitana di Genova
Un'eccezionale nevicata su Genova, del 2005, nei pressi del quartiere della Foce.

Il clima è tipico dell'area del mar Mediterraneo, con influenze oceaniche, come nel resto della regione e le sue temperature miti sono un forte richiamo turistico. Durante la stagione invernale le temperature, nei centri sulla costa, difficilmente scendono sotto lo zero assestandosi nella fascia compresa tra 7°-8° gradi e 10° nelle zone più riparate dalle correnti di provenienza settentrionale.

La neve scende raramente sulla costa. Si presenta con maggior frequenza solo in alcune zone litoranee di Genova, città più esposta ai venti da nord e soprattutto nei suoi quartieri più interni e collinari. L'inverno è invece nettamente più freddo sull'Appennino ligure, soprattutto sul versante padano, dove spesso nevica abbondantemente.

Nel periodo estivo le temperature medie costiere si aggirano intorno ai 23°-24° gradi e solo nei casi più estremi si possono superare i 35°; tuttavia la presenza di una forte umidità fa percepire al corpo umano diversi gradi in più rispetto a quelli reali.

L'orografia del territorio metropolitano permette a quella di Genova di essere senza dubbio una delle città metropolitane italiane con la maggior varietà di tipologie di clima da una zona all'altra, anche talvolta distanziate di pochi chilometri.

Nello specifico, è soprattutto il litorale a presentare le maggiori differenziazioni di clima. Infatti, d'inverno sono Voltri e Sampierdarena le zone con i climi statisticamente più rigidi perché posizionate allo sbocco di vallate che congiungono il versante marittimo con quello padano, mentre il resto della costa presenta temperature miti con punte di calore riscontrabili negli altri quartieri genovesi di Pegli, Quinto al Mare e Nervi e buona parte di tutto il Golfo Paradiso, tra Portofino e Rapallo e in prossimità delle località a ridosso dei rilievi montuosi, come Cogoleto, Zoagli e Moneglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Percorso storico[modifica | modifica wikitesto]

Il 28 settembre 2014, come stabilito dalla legge istitutiva dell'ente, ci fu la prima elezione a suffragio ristretto del Consiglio metropolitano: gli 815 elettori, composti dai sindaci e dai consiglieri comunali dei 67 comuni compresi nella città metropolitana di Genova, si recarono alle urne per l'elezione dei 18 membri di tale organo. Il sindaco di Genova dell'epoca Marco Doria divenne di diritto anche sindaco metropolitano.

Il 19 dicembre 2014 la Conferenza metropolitana dei sindaci approvò lo statuto definitivo.[7]

Il 1º gennaio 2015 la città metropolitana di Genova prese il posto della disciolta provincia omonima.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Armoriale dei comuni della città metropolitana di Genova.
Provincia di Genova-Stemma.png
Provincia di Genova-Gonfalone.png

In attesa della creazione e deliberazione di un nuovo stemma o logo che rappresenti l'ente, la Città metropolitana di Genova nei documenti ufficiali utilizza ancora lo stemma già in uso per la Provincia di Genova. Analogamente l'ente metropolitano utilizza nelle cerimonie pubbliche e nelle manifestazioni che vedono la presenza del gonfalone il medesimo utilizzato per l'ex provincia genovese, al quale è stata sostituita la dicitura "Provincia di Genova" con "Città metropolitana di Genova". Se pur non citato ufficialmente nello statuto metropolitano (così come in precedenza nello statuto provinciale) vi è de facto quale simbolo di rappresentanza dell'ente pure il vessillo crociato di San Giorgio, già utilizzato nei secoli dalla Repubblica di Genova e (ufficialmente, come statuto comunale) dal Comune di Genova.

Descrizione araldica dello stemma:

« La Provincia di Genova ha diritto d'innalzare lo stemma, che è di argento, alla croce di rosso cimato alla corona propria delle Province e sostenuto da due grifoni al naturale affrontati, appoggiati su due volute d'oro, divergenti in fascia dalla punte dello scudo, con una lista d'azzurro svolazzante in fascia sotto la punta stessa, e la scritte dal motto "Libertas" in lettere maiuscole romane in nero. »
(Descrizione araldica dello stemma)

Lo stemma ufficiale, che (a parte la corona) era uguale a quello del capoluogo, venne approvato con l'apposito regio decreto di Vittorio Emanuele II di Savoia datato al 3 marzo del 1872.

Descrizione del gonfalone:

« Drappo rettangolare di stoffa color rosso, terminante nella parte inferiore a tre bandoni a forma di vajo irregolare, il centrale più lungo riccamente ornato con ricami d'oro e caricato con un rettangolo di stoffa bianca, con al centro lo stemma della Provincia »
(Descrizione araldica del gonfalone)

Il gonfalone ufficiale venne approvato con l'apposito regio decreto di Vittorio Emanuele III di Savoia datato al 31 gennaio del 1929.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cinque sono i comuni della città metropolitana decorati dalla Presidenza della Repubblica per le sofferenze e sacrifici subiti nella seconda guerra mondiale: Genova (medaglia d'oro al valor militare nel 1947), Recco (medaglia d'oro al merito civile nel 1992), Ronco Scrivia (medaglia di bronzo al merito civile nel 1995), Zoagli (medaglia di bronzo al merito civile nel 2005) e Lavagna (medaglia d'argento al merito civile nel 2012).

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Chiese della città metropolitana di Genova e Categoria:Oratori della città metropolitana di Genova

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Castelli della città metropolitana di Genova.

Lungo il territorio metropolitano, da Cogoleto a Moneglia passando per le valli genovesi, numerose sono le postazioni difensive e residenziali erette principalmente dalla Repubblica di Genova e dalle famiglie nobiliari locali. Nei secoli successivi furono gli eventi storici a portare per alcuni castelli assedi, ampliamenti, ricostruzioni, conversioni ad usi statali o residenze private, se non addirittura la demolizione totale.

Tra i più visitati e conosciuti vi sono i forti di Genova e il castello della Pietra di Vobbia nel parco naturale regionale dell'Antola.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Parchi naturali[modifica | modifica wikitesto]

I parchi naturali regionali in Liguria sono nove in totale, di cui quattro appartenenti alla sola città metropolitana genovese. L'unico parco confinante direttamente con il mare è quello del monte di Portofino.

I restanti parchi sono invece distribuiti lungo le vallate montane, ricalcando tra i loro percorsi naturalistici anche la conosciuta e antica Alta Via dei Monti Liguri: il Parco naturale regionale dell'Antola lungo le valli Scrivia e Trebbia, il Parco naturale regionale dell'Aveto nelle valli Aveto, Graveglia e Sturla, e il Parco naturale regionale del Beigua, unico caso metropolitano - provinciale, confinante con la provincia di Savona dato l'inserimento nel parco dei comuni di Sassello, Stella e Varazze; la sede dell'ente parco si trova a Savona.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2015[8] i cittadini stranieri residenti nel territorio metropolitano erano 70.752, pari all'8,28% dell'allora popolazione provinciale.

Escludendo Genova (54.152), il comune con il più alto numero di stranieri residenti è Rapallo (3.089), mentre Rovegno si conferma l'ente comunale dove la percentuale di residenti stranieri, rispetto alla popolazione italiana, è più alta con il dato del 14,80%.[8] Fascia e Rondanina sono gli unici comuni del territorio provinciale dove non vi sono registrate presenze straniere[8].

Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Come ogni regione d'Italia anche la Liguria e quindi i suoi territori metropolitani e provinciali hanno adottato nei secoli una propria lingua ed espressioni locali.

Nella provincia il dialetto principale è tipicamente quello genovese della lingua ligure, con le sue innumerevoli varianti locali diffuse lungo tutto il tratto costiero che da Savona giunge ai dintorni di Rapallo e nell'alta valle Scrivia; anche le parlate del Tigullio orientale (zone del chiavarese e del sestrese) e della val Trebbia, pur presentando proprie peculiarità fonetiche e lessicali, appaiono ancora fortemente improntate al modello genovese.

Una rilevante eccezione, rispetto a questo panorama linguistico-dialettologico, è quella che si riscontra nell'estremo nord-ovest della città metropolitana (valle Stura e versante sud-orientale della val d'Orba), i cui dialetti si ricollegano a quelli dell'entroterra padano savonese e a quelli dell'Ovadese (dialetti bormidese, sassellese e dialetti orbaschi), ossia a quelle parlate, caratteristiche dell'Oltregiogo occidentale, che pur essendo di tipo prettamente ligure, presentano alcuni aspetti (soprattutto sotto il profilo sintattico-grammaticale) che le avvicinano ai dialetti di tipo piemontese delle Langhe e del Monferrato, mentre dal punto di vista fonetico e lessicale appaiono più prossime ai dialetti della media ed estrema Riviera di Ponente che a quelli del settore centrale e orientale del golfo di Genova.

Si tratta comunque di affinità dovute non a contatti o influenze dirette dell'area intemelia, imperiese ed ingauna, ma ad una serie di tratti "conservativi" che accomunano tutte le parlate della Liguria occidentale e dell'entroterra padano ligure, fino all'altezza del passo del Turchino.

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La religione prevalente è il cattolicesimo; la città metropolitana è divisa tra l'arcidiocesi di Genova e le diocesi di Acqui, Chiavari, Piacenza-Bobbio, Savona-Noli e Tortona.

Diocesi Comuni Regione ecclesiastica
Genova Arenzano, Avegno, Bargagli, Bogliasco, Busalla, Camogli, Campomorone, Ceranesi, Davagna, Genova, Isola del Cantone[9], Mele, Mignanego, Montoggio, Pieve Ligure, Recco, Ronco Scrivia[9], Sant'Olcese, Sori, Uscio, Valbrevenna[9] Liguria
Acqui Campo Ligure, Masone, Rossiglione, Tiglieto Piemonte
Chiavari Borzonasca, Carasco, Castiglione Chiavarese, Casarza Ligure, Cicagna, Cogorno, Coreglia Ligure, Chiavari, Favale di Malvaro, Lavagna, Leivi, Lumarzo, Lorsica, Moconesi, Moneglia, Mezzanego, Ne, Orero, Portofino, Rapallo, San Colombano Certenoli, Santa Margherita Ligure, Sestri Levante, Tribogna Liguria
Piacenza-Bobbio Fontanigorda, Gorreto, Rezzoaglio, Rovegno, Santo Stefano d'Aveto Emilia-Romagna
Savona-Noli Cogoleto Liguria
Tortona Casella, Crocefieschi, Isola del Cantone[9], Fascia, Montebruno, Propata, Rondanina, Ronco Scrivia[9], Savignone, Torriglia, Valbrevenna[9] Liguria

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il polo museale di palazzo Rocca a Chiavari

Il territorio metropolitano offre un buon numero di siti museali. Nella zona di ponente il museo contadino di Sciarborasca a Cogoleto, il museo vivo delle tecnologie per l'ambiente (Muvita) ad Arenzano e un museo dedicato all'importante produzione e lavorazione della carta a Mele. Alla filigrana è dedicato uno spazio museale a Campo Ligure, alla lavorazione del ferro a Masone e agli oggetti "di un tempo" in una sala del museo Passatempo di Rossiglione. Nella zona del val Polcevera, nel solo comune di Campomorone, sono presenti tre musei: della Croce Rossa Italiana, delle marionette e di paleontologia e mineralogia.

Al territorio e alla storia dell'alta valle Scrivia sono dedicati l'ecomuseo di Busalla, la sezione etnologica di Valbrevenna, quella archeologica a Savignone (dove è presente anche il museo degli Alpini) e infine storica a Montoggio; a Crocefieschi è visitabile il museo paleontologico. Stessa configurazione museale ed espositiva per i comuni dell'alta val Trebbia genovese: il museo del Sacro e della cultura contadina a Montebruno, della flora e della fauna del parco dell'Antola a Rondanina e del partigiano a Propata.

Verso levante il museo dell'orologio ad Uscio e delle campane ad Avegno, il museo marinaro "Gio Bono Ferrari" e archeologico a Camogli, il polo museale a villa Durazzo di Santa Margherita Ligure, il museo del merletto, "Attilio e Cleofe Gaffoglio e contadino a Rapallo e sei musei civici di Chiavari: il museo della Società Economica di Chiavari, il museo archeologico, il museo diocesano di arte sacra, il museo storico del Risorgimento, il museo di fisica e meteo-sismologia, la civica galleria di palazzo Rocca e la quadreria della Società Economica di Chiavari.

Nella zona della valle Fontanabuona i musei di Cicagna dedicati alla valle e alla tipica lavorazione dell'ardesia (Ecomuseo, archeologico ed espositivo), il museo dell'emigrante a Favale di Malvaro, a San Colombano Certenoli lo spazio dedicato alla marineria, del giocattolo a Moconesi e dei damaschi a Lorsica. A Castiglione Chiavarese e a Santo Stefano d'Aveto gli ecomusei dedicati alla cultura contadina della val Petronio e della val d'Aveto; la miniera di Gambatesa a Ne in val Graveglia.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

La cucina genovese prende spunto per la maggior parte delle sue ricette dalla cucina ligure, unione culinaria tra i piatti di mare con i prodotti della terra.

Tuttavia piatti apparentemente semplici erano esaltati nei loro sapori dall'uso delle numerose erbe aromatiche come rosmarino, timo, ecc., che crescono spontaneamente su tutto il territorio metropolitano, tipiche della macchia mediterranea.

Tra i prodotti locali di grande pregio c'è sicuramente l'olio di oliva, base e condimento dei principali piatti della gastronomia genovese. Nella tabella successiva sono elencati alcuni piatti tipici che si possono trovare nella città metropolitana.

Antipasti Primi piatti Secondi piatti Prodotti da forno Dolci
Focaccette al formaggio Corzetti Coniglio alla genovese con le olive Farinata Pandolce
Panissa Pansoti conditi con la Salsa di noci Stoccafisso in umido con patate Farinata di zucca Biscotti del Lagaccio
Acciughe sotto sale Ravioli Sgombro con piselli Focaccia genovese Canestrello o canestrelletto
Pasta d'acciughe Minestrone alla genovese Acciughe al forno con patate Focaccia col formaggio Gobeletti o Cobeletti
Trenette al pesto o linguine al pesto Polpo con patate Polpettone di melanzane Pinolata della Val d'Aveto
Trofie o Trofiette al pesto Cappon magro Baciocca
Ciuppìn Torta Pasqualina
Capponadda Torte
(bietole o di riso)
frittura di bianchetti Micotti
Bagnùn d'acciughe
Cima alla genovese
Trippa alla genovese con patate e fagioli
Lattughe ripiene

Tra i prodotti tipici locali vi sono:

Carne e salumi

Formaggi

Frutta

Vini[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Vini DOC della città metropolitana di Genova

La città metropolitana di Genova ha un'antica tradizione vinicola, soprattutto nella zona di Sestri Levante e nel Tigullio.

Le principali produzioni vinicole del territorio metropolitano sono il Bianchetta Genovese, il Moscato bianco, il Vermentino e il Ciliegiolo. Maggiormente diffusi tra il confine della Riviera di Ponente con la Riviera di Levante erano il Pigato e il Rossese.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Pascolo sul monte Gazzo, con vista sullo stabilimento della Fincantieri e sull'aeroporto di Genova-Sestri.

Agricoltura, allevamento ed industria[modifica | modifica wikitesto]

Produzioni agricole[modifica | modifica wikitesto]

L'agricoltura della città metropolitana genovese trova sviluppo soprattutto nelle vallate adiacenti alle grandi città costiere della riviera. Grazie all'abile arte della costruzione dei muri a secco, grazie ai quali si era costituito il tipico terrazzamento ligure, le colline sono state ampiamente sfruttate dai coltivatori genovesi.

L'agricoltura prevede per la maggior parte una produzione ortofrutticola (tradizionale), viticoltura (Moscato bianco, il Ciliegiolo, la Bianchetta Genovese e Vermentino), olivicoltura (specie nelle zone di Leivi, Lavagna e Sestri Levante) e alberi da frutta (limoni, pesche, albicocche).

Pesca e allevamento[modifica | modifica wikitesto]

Imbarcazioni e gozzi sulla spiaggia di Sestri Levante

L'attività della pesca è assai antica e molto radicata nel tempo, soprattutto nei borghi marinari. Se nei secoli passati era di consuetudine intraprendere la "via marinara", la quale contribuiva molto all'economia del borgo, dalla metà del Novecento questa attività è quasi del tutto scomparsa in favore di un'economia di sostentamento più legata al turismo e alla ricezione, specie nei comuni costieri più grandi. Tuttavia, in alcuni centri costieri come Camogli, Santa Margherita Ligure e Sestri Levante la pesca è riuscita a mantenersi inalterata nel tempo: difatti il maggiore traffico del pescato proviene da codeste città.

Tra i maggiori mercati ittici, oltre a quello nel capoluogo ligure, meritano citazione quelli di Camogli e Sestri Levante che con un efficiente sistema di scambi commerciali raggiungono ogni località costiera, ma soprattutto montana.

Le maggiori concentrazioni dell'allevamento del bestiame sono quasi esclusivamente in val d'Aveto, dove è praticato il pascolo di bovini, caprini e ovini. Dall'attività vengono ricavati prodotti caseari o carne, esportati in tutta il territorio metropolitano e oltre confine.

Approvvigionamento idrico[modifica | modifica wikitesto]

La centrale ENEL presso la Lanterna di Genova

Secondo alcune stime[10], il fabbisogno idrico dell'allora provincia era reperito dalle seguenti risorse e con la seguente quota:

Risorsa idrica
Tipologia
Totale Regione
mc/anno
Totale Provincia
mc/anno
 % su Totale Reg.
%
Sorgenti 44.076.907 2.644.614 6,00
Falda drenante 900.000 0 0,00
Bacini 63.943.799 29.030.485 45,4
Fiumi 41.664.743 9.082.914 21,8
Pozzi 86.238.911 64.592.944 74,90
Risorse extraregionali 7.342.427
Totale 244.166.787 105.350.957 43,1

Si noti come la maggior parte degli approvvigionamenti provenga da pozzi e bacini, ad indicare la particolare ricchezza di falde sotterranee (non drenanti) di cui è dotato il territorio.

La qualità e la potabilità dell'acqua di tale provenienza è costantemente monitorata (ASL, ARPAL).

I cantieri navali della Fincantieri a Riva Trigoso

Industria[modifica | modifica wikitesto]

Le attività industriali sono per lo più concentrate a Genova, dove trovavano spazio grandi industrie come Ansaldo, Leonardo-Finmeccanica e cantieri navali come la Fincantieri. Nel resto della città metropolitana sono diffusi, specie nel Tigullio, industrie nel settore navale (Lavagna, Sestri Levante e Riva Trigoso), anche se una forte crisi commerciale degli ultimi anni antecedenti la soppressione (legata soprattutto alla notevole concorrenza europea) ha creato disagi e mobilitazioni nelle maggiori industrie del settore. Sul territorio città metropolitano insistono inoltre piccole e medie attività industriali ed artigianali.

Nei comuni montani, maggiormente in valle Fontanabuona, è ancora fiorente e redditizia l'estrazione e la lavorazione dell'ardesia, chiamata "la pietra nera", esportando prodotti (tra i più richiesti i biliardi) in tutta Italia ed in Europa conquistando quasi interamente il settore ardesiaco. Altre attività presenti nelle vallate genovesi sono dedite alle lavorazioni della plastica, del legno e della carta.

Energia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio genovese è dotato di un impianto di produzione di energia elettrica: la centrale elettrica dell'ENEL, adiacente la Lanterna di Genova.

Turismo[modifica | modifica wikitesto]

Panorama di Genova con il suo porto

Il nucleo metropolitano, esclusa la città capoluogo, basa principalmente la sua economia sul turismo nazionale e straniero. La città metropolitana, con Genova in primis, offre al turista migliaia di opportunità e scelte con canali diversi. Durante la stagione estiva i comuni rivieraschi si alternano con spettacoli musicali, culturali e cabaret, registrando ogni anno ampi consensi dai turisti vacanzieri. Anche i comuni dell'entroterra o montani stanno riscoprendo il turismo, grazie alle molteplici feste, fiere e sagre organizzate proprio durante la bella stagione, uscendo da una sorta di isolamento territoriale.

Anche la cultura è fonte di turismo: mostre, rassegne teatrali e convegni contribuiscono a valorizzare il territorio e le culture locali. Le seconde case sono, specie per le città sulla costa, un motivo diffuso di permanenza di turisti, soprattutto italiani.

Il capoluogo[modifica | modifica wikitesto]

Genova, capoluogo regionale e metropolitano, sesta città italiana per popolazione, ha un'economia (la quarta in Italia) che, dopo decenni di forte industrializzazione, sta covertendosi al settore terziario e a quello avanzato. Ha un grande porto, uno dei maggiori in Italia ed in Europa, con notevoli traffici, commerciali e turistici. Negli ultimi anni sta qualificandosi come città d'arte, con una crescita importante nel settore del turismo. Offre molte attrazioni, tra cui il famoso acquario di Genova, dove ogni anno si registrano migliaia di presenze italiane e straniere. Il centro storico, uno dei più estesi d'Europa, attira molti turisti incuriositi da questa parte della città formata da stretti vicoli e carrugi. Eventi e manifestazioni si svolgono tutto l'anno, basti ricordare i suoi musei e le gallerie d'arte, qualificando Genova una delle città più importanti del Nord d'Italia.

Le vallate[modifica | modifica wikitesto]

La baia di Portofino

La città metropolitana, oltre ai suoi comuni costieri del Golfo Paradiso e Tigullio, offre ampie opportunità turistiche anche nelle sue vallate collinari e montane. In val d'Aveto, nel periodo invernale, impianti sciistici nel comune di Santo Stefano d'Aveto sono meta di turisti vacanzieri provenienti dal comprensorio genovese, piacentino e parmense. Le altre valli provinciali, come ad esempio la valle Fontanabuona, sono maggiormente dedite all'economia industriale. In zona sono presenti numerose cave di ardesia, che offrono nel lavoro di estrazione sostentamento alle famiglie della vallata. Nonostante la forte concorrenza, maggiormente dalla Cina, l'ardesia estratta dalle cave fontanine viene progressivamente esportata nell'intero territorio nazionale ed europeo.

Il mare[modifica | modifica wikitesto]

I comuni della città metropolitana che si affacciano sulla costa della Riviera di Levante o in quella di Ponente (nel caso di Cogoleto ed Arenzano) sono sedici. Ovviamente tutti i comuni puntano la propria attività economica sul turismo vacanziero, specie nel periodo estivo, grazie alla presenza dei numerosi stabilimenti balneari. Tra le località maggiormente frequentate risultano Cogoleto ed Arenzano nella Riviera di Ponente; Recco e Camogli nel Golfo Paradiso; Portofino, Santa Margherita Ligure (e la baia di Paraggi), Rapallo (maggiormente nella frazione marinara di San Michele di Pagana) e Zoagli nel Tigullio Occidentale; Chiavari, Lavagna (soprattutto la località marina Cavi di Lavagna) e Sestri Levante, Moneglia nel Tigullio Orientale.

Da molti anni è possibile sfruttare servizi di traghetto e motonave che trasportano i turisti dalla dal capoluogo genovese alle località della riviera ligure del Golfo Paradiso, del Tigullio e, verso levante, fino alle Cinque Terre nello spezzino.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Viadotto autostradale sulla autostrada A12 nei pressi di Nervi

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sistema viario di Genova.

Autostrade[modifica | modifica wikitesto]

La città metropolitana è attraversata da quattro autostrade delle sei arterie presenti nel territorio regionale. Da ovest verso est l'autostrada A10 - detta anche "dei Fiori" - permette il collegamento diretto di Genova, Savona con Ventimiglia, quest'ultima "città di confine" tra Italia e Francia.

L'autostrada A26 - detta "dei Trafori" - collega il capoluogo ligure con la provincia di Alessandria, dopo il raccordo con l'autostrada A21 nello svincolo di Ovada. Importante tratto autostradale è l'autostrada A7 - "la Serravalle" o detta anche "la Camionale" - collegante le due regioni Lombardia e Liguria passando per un tratto in territorio piemontese.

Verso est e quindi verso i confini amministrativi con la provincia spezzina l'autostrada A12 scorre nel tratto della riviera di Levante, collegando la città di Genova con Livorno (Rosignano Marittimo), attraversando le località turistiche della fascia costiera.

Statali e provinciali - metropolitane[modifica | modifica wikitesto]

Le strade metropolitane (che, nonostante la soppressione della Provincia di Genova dal 1º gennaio 2015, ancora mantengono la denominazione di "strade provinciali") permettono principalmente il collegamento dell'entroterra con i comuni costieri. Lo sviluppo complessivo della rete viaria metropolitana ammonta a 1125,265 km[11]. Le città di Genova, Busalla e Chiavari sono le principali "porte di accesso" dei piccoli comuni valligiani e dell'entroterra dell'Appennino ligure.

Le uniche strade di competenza statale sono la strada statale 1 Via Aurelia, nel tratto geografico provinciale tra Cogoleto e Moneglia, e la strada statale 45 di Val Trebbia che partendo da Genova permette di raggiungere Piacenza (i confini tra la città metropolitana genovese e la provincia di Piacenza terminano nel comune di Gorreto).

Strade statali

Strade provinciali - metropolitane

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Genova Brignole, assieme a Genova Piazza Principe una delle "porte ferroviarie" del capoluogo

Il territorio metropolitano genovese è attraversato da quattro principali linee ferroviarie: la tratta Asti-Genova, la Torino-Genova, la Genova-Ventimiglia e la Genova-Pisa.

Le principali stazioni capolinea delle tratte sono Genova Voltri, Genova Piazza Principe, Genova Brignole, Genova Nervi, Recco e Sestri Levante.

Nel territorio del comune di Genova sono presenti 22 stazioni ferroviarie. Ciò favorisce molto lo spostamento in treno della popolazione, attuato grazie al suo servizio ferroviario urbano.

Inoltre esiste una linea ferroviaria locale, la Genova-Casella, a scartamento ridotto, collegante tramite un caratteristico trenino la città di Genova con il comune di Casella in alta valle Scrivia.

A Genova è presente una linea di metropolitana leggera, lunga 7 km e dotata di 8 stazioni, che collega il quartiere Certosa, sito in Vapolcevera, col centro della città, passando per il terminal traghetti, il porto antico, il centro storico e le due stazioni ferroviarie principali (Genova Brignole e Genova Piazza Principe).

Sono inoltre presenti due funicolari (Zecca-Righi e Sant'Anna) e una ferrovia a cremagliera (Principe-Granarolo, erroneamente detta "tranvia" a causa del suo passaggio radente ai palazzi).

Porti e aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Il porto turistico di Lavagna, il più grande della città metropolitana per numero di posti barca.

Lo scalo marittimo commerciale più importante della città metropolitana è il porto di Genova che, con i suoi moderni terminal (come il VTE-Voltri Terminal Europa, porto commerciale adibito alla movimentazione dei container), è uno dei più importanti del bacino del Mediterraneo.

Altri porti turistici di rilievo nazionale sono quelli di Arenzano, Camogli, Portofino, Santa Margherita Ligure, Rapallo, Chiavari e Sestri Levante.

Il principale scalo provinciale è il "Cristoforo Colombo" di Sestri Ponente, primo aeroporto della Liguria.

Ecologia[modifica | modifica wikitesto]

I comuni di Arenzano, Bogliasco, Chiavari, Cogoleto, Coreglia Ligure, Favale di Malvaro, Lavagna, Moneglia, Neirone, Pieve Ligure, Recco, Rezzoaglio, Rossiglione, Santo Stefano d'Aveto, Santa Margherita Ligure, Tiglieto e Zoagli hanno ottenuto la certificazione ambientale ISO-14001, rilasciata dal Rina (Registro navale italiano) per gli accertamenti riguardanti la pianificazione, gestione e controllo del territorio comunale. Il riconoscimento era stato ottenuto anche dalla ex Comunità montana Valli Stura e Orba (soppressa nel 2010) e dal Parco naturale regionale del Beigua.

Ogni anno a diversi comuni della città metropolitana vengono assegnate le Bandiere Blu per la qualità delle spiagge e per i servizi degli approdi turistici. Santo Stefano d'Aveto è l'unica località del territorio metropolitano che può invece vantare la Bandiera arancione del Touring Club Italiano, assegnatagli nel 2007.

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Dati sulla percentuale di raccolta differenziata:

Recycling symbol.svg 2000 2001 2002 2003 2004 2005 2006 2007 2008 2009 2010 2011
Città metropolitana di Genova[12] 11,5% 12,8% 12,2% 14,5% 15,5% 18,3% 13,7% 16,7% 20,9% 24,1% 25,6% 31,2%

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

La sala del Consiglio metropolitano presso il palazzo Doria-Spinola, a Genova.

L'amministrazione della città metropolitana ha sede a Genova, nello storico palazzo Doria-Spinola sito in piazzale Giuseppe Mazzini 2, e sede altresì della prefettura (e già del soppresso ente provinciale).

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
8 aprile 2014 in carica Marco Doria sindaco di Genova sindaco metropolitano

Consiglio metropolitano[modifica | modifica wikitesto]

All'8 aprile 2014 risale la nomina di Marco Doria, sindaco di Genova, quale primo sindaco della città metropolitana di Genova. Il sindaco metropolitano è a capo del Consiglio metropolitano formato da 18 consiglieri eletti il 28 settembre 2014 tra i rappresentanti politici del territorio genovese (sindaci e consiglieri comunali). Il 30 settembre 2014 lo stesso sindaco metropolitano Marco Doria ha nominato il sindaco di Sestri Levante Valentina Ghio (PD) nel ruolo di vice sindaco della Città metropolitana di Genova.

Comuni metropolitani[modifica | modifica wikitesto]

I comuni della città metropolitana genovese. In rosso, il comune di Genova.

La città metropolitana si suddivide convenzionalmente in 15 aree geografiche, distinguibili soprattutto dal punto di vista morfologico:

La parte costiera del territorio metropolitano è costituito da quattro zone geografiche, dalla Riviera del Beigua (tre comuni), dal Comune di Genova (costituita dai precedenti comuni genovesi soppressi nel 1929 e diventati successivamente delegazioni-municipi della città di Genova), dal Golfo Paradiso (sette comuni) e dal Tigullio (otto comuni).

La parte continentale della città metropolitana è costituita dall'alta val Bisagno (due comuni), dalla valle Fontanabuona (tredici comuni), dalla val d'Aveto (due comuni), dalla val Graveglia (l'intero territorio comunale di Ne), dalla valle Sturla (due comuni), dalla val Petronio (due comuni), dall'alta val Polcevera (cinque comuni), dall'alta valle Scrivia (nove comuni), dalla valle Stura (tre comuni), dalla val d'Orba (il solo comune di Tiglieto) e dall'alta val Trebbia (otto comuni).

Comuni onorari[modifica | modifica wikitesto]

Oltre ai 67 comuni ufficiali, l'allora Provincia di Genova riconosceva "simbolicamente" alcuni comuni onorari[13] in virtù dei legami storici, economici e culturali con il capoluogo ligure. In ordine di riconoscimento:

Comune Provincia Comune onorario dal:
Carloforte Sud Sardegna 10 novembre 2004
Voltaggio Alessandria 12 luglio 2005
Calasetta Sud Sardegna 27 maggio 2006
Sant'Agata Feltria Rimini 4 settembre 2007[14]
Capraia Isola Livorno 16 novembre 2011[15]

Comuni più popolosi[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito si riporta la lista dei dieci comuni della città metropolitana ordinati per numero di abitanti al 31/12/2015:

Pos. Comune di Popolazione
(ab)
Genova 585.407
Rapallo 29.796
Chiavari 27.398
Sestri Levante 18.578
Lavagna 12.791
Arenzano 11.519
Recco 9.752
Santa Margherita Ligure 9.338
Cogoleto 9.172
10º Serra Riccò 7.885

Rondanina con i suoi 62 abitanti è il comune con il più basso dato di popolazione nella provincia e nella regione.

Ex Comunità montane e Unioni di comuni[modifica | modifica wikitesto]

Cartellonistica dell'ex Comunità montana Fontanabuona

Le comunità montane nel territorio genovese (e ligure in generale) furono istituite in gran parte nel 1973 dopo il riconoscimento ufficiale delle stesse con la Legge Regionale n. 1102 del 3 dicembre 1971. Da ovest ad est dei confini metropolitani nacquero quindi le seguenti e prime entità montane: Comunità montana Argentea, Comunità montana Valli Stura e Orba, Comunità montana Alta Val Polcevera, Comunità montana Alta Valle Scrivia, Comunità montana Alta Val Trebbia, Comunità montana Fontanabuona, Comunità montana Valli Aveto, Graveglia e Sturla, Comunità montana Val Petronio.

Con le nuove disposizioni della Legge Regionale n. 6 del 1978 la comunità montana assumeva, direttamente dalla Regione, le funzioni amministrative in materia di agricoltura, sviluppo rurale, foreste e antincendio boschivo.

Tra il 2009 e il 2010 con la disciplina di riordino delle comunità montane, regolamentate con la Legge Regionale n. 24 del 4 luglio 2008 e in vigore dal 1º gennaio 2009, si attuarono le prime sostanziali modifiche territoriali e dei requisiti di riferimento con le conseguenti soppressioni e/o accorpamenti degli enti montani. Alle nuove disposizioni regionali sopravvissero due comunità montane "storiche" - la Comunità montana Fontanabuona e la Comunità montana Valli Aveto, Graveglia e Sturla - mentre ne furono istituite ex novo o con cambio di denominazione quali la Comunità montana Valli Stura, Orba e Leira e la Comunità montana Valli Genovesi Scrivia e Polcevera.

Conseguentemente alla legge finanziaria statale del 2011 tutte le comunità montane provinciali e regionali vennero definitivamente cancellate (la Liguria è stata la seconda regione d'Italia ad attuare tale provvedimento dopo l'analoga iniziativa della capofila Sardegna) con la Legge Regionale n. 23 del 29 dicembre 2010 e in vigore dal 1º maggio 2011.

Sulle fondamenta dell'ex Comunità montana Valli Stura, Orba e Leira nell'aprile 2011 è stata istituita nel ponente genovese l'Unione dei comuni delle Valli Stura, Orba e Leira, la prima realtà associativa tra enti municipali nella allora provincia di Genova e in Liguria. Queste le altre unioni di comuni della città metropolitana di Genova:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Arrows-folder-categorize.svg Le singole voci sono elencate nella Categoria:Sport nella città metropolitana di Genova

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Codici delle città metropolitane al 1º gennaio 2015 - istat.it
  2. ^ a b Dati ISTAT - Bilancio demografico Anno 2016
  3. ^ M. Bottaro (a cura di), Il Palazzo Doria Spinola, in Storia della Provincia di Genova, P. Cavanna e P. Loss (grafica), M. Boccaccio, B. Cervetto, M. Fantoni, G. Isola, R. Olivieri e con la collaborazione di I. Carlini, 1980. URL consultato il 2 febbraio 2014.
  4. ^ I parchi naturali regionali della provincia, provincia.genova.it. URL consultato il 17 settembre 2014.
  5. ^ L'Area marina protetta di Portofino, portofinoamp.it. URL consultato il 17 settembre 2014.
  6. ^ Fonte dal sito di Pronoprovincia.it
  7. ^ Statuto della Città metropolitana di Genova
  8. ^ a b c ISTAT, cittadini stranieri al 31 dicembre 2015, demo.istat.it. URL consultato il 18 dicembre 2016.
  9. ^ a b c d e f Il comune è diviso fra due diocesi.
  10. ^ Regione Liguria Stime approvvigionamento idrico
  11. ^ Sito Provincia di Genova Classificazione stradale
  12. ^ Dati ISTAT
  13. ^ Sito della Provincia di Genova Comuni onorari
  14. ^ Fonte dal sito prono.provincia.genova.it
  15. ^ Fonte dal sito Turismo in provincia di Genova

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]