Genova

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Genova
comune
Genova – Stemma Genova – Bandiera
(dettagli)
La Superba
La Superba
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Città metropolitana di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Marco Doria (centro-sinistra) dal 21/05/2012
Territorio
Coordinate 44°24′40.16″N 8°55′57.58″E / 44.411156°N 8.932661°E44.411156; 8.932661 (Genova)Coordinate: 44°24′40.16″N 8°55′57.58″E / 44.411156°N 8.932661°E44.411156; 8.932661 (Genova)
Altitudine 19 m s.l.m.
Superficie 240,29 km²
Abitanti 591 370[1] (31-1-2015)
Densità 2 461,07 ab./km²
Frazioni vedi: Quartieri e frazioni di Genova,
Municipi di Genova
Comuni confinanti Arenzano, Bargagli, Bogliasco, Bosio (AL), Campomorone, Ceranesi, Davagna, Masone, Mele, Mignanego, Montoggio, Sant'Olcese, Sassello (SV), Serra Riccò, Sori, Tiglieto, Urbe (SV)
Altre informazioni
Cod. postale da 16121 a 16167
Prefisso 010
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010025
Cod. catastale D969
Targa GE
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona D, 1 435 GG[2]
Nome abitanti genovesi (in genovese: zeneixi)
Patrono san Giovanni Battista
Giorno festivo 24 giugno
Soprannome La Superba
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Genova
Genova
Posizione del comune di Genova nell'omonima città metropolitana
Posizione del comune di Genova nell'omonima città metropolitana
Sito istituzionale

Genova (IPA: /ˈʤɛnova/, Zena /ˈzeːna/ in ligure[3], Genua in latino) è un comune italiano di 591.370 abitanti[1], capoluogo dell'omonima città metropolitana[4] e della regione Liguria, sesto comune italiano e terzo del Nord Italia[5] per popolazione, quarto per movimento economico, parte del triangolo industriale Milano-Torino-Genova. La città che appartiene ad un agglomerato urbano di 862.885 abitanti[6], ed è cuore di una vasta area metropolitana di oltre 1.510.000 abitanti[7][8][9][10], è il più grande comune della Liguria.

Affacciata sul Mar Ligure, dominatrice dell'omonimo golfo, la sua storia è legata alla marineria e al commercio. Il suo porto è il più grande ed importante d'Italia, ed il secondo del Mediterraneo.[11][12][13]. La città ospita cantieri navali e acciaierie dal XIX secolo, e il suo solido settore finanziario risale al Medioevo. Il Banco di San Giorgio, fondato nel 1407, è stata la prima banca del mondo ed ha svolto un ruolo importante nella prosperità della città a partire dalla metà del XV secolo. Oggi sono numerose le aziende italiane che hanno sede a Genova, tra cui Selex ES, Ansaldo Energia, Ansaldo STS, ERG, Piaggio Aerospace, Costa Crociere e MSC Crociere. La città è inoltre un importante polo a livello internazionale nell'istruzione e nella ricerca, come ad esempio l'Università degli Studi di Genova, una delle più antiche del mondo, il Conservatorio Niccolò Paganini e l'Istituto italiano di tecnologia; nella medicina, con eccellenze quali l'Istituto Giannina Gaslini e l'Ospedale San Martino e nello sport, essendo sede della società calcistica più antica d'Italia ovvero il Genoa Cricket and Football Club e dell'Unione Calcio Sampdoria, entrambe militanti in Serie A.

Per oltre otto secoli capitale dell'omonima repubblica, Genova è stata citata con gli appellativi di "La Superba" e "La Dominante".[14] La sua ricchezza culturale in fatto di storia, arte, letteratura, musica (Scuola genovese) e cucina, le ha permesso di diventare Capitale europea della cultura nel 2004. Il Centro storico di Genova, uno dei più estesi d'Europa, è dal 2006 Patrimonio dell'umanità. Cantata da poeti e personaggi d'ogni nazionalità come Oscar Wilde, Gustave Flaubert, George Gordon Byron, Charles Dickens e Mary Shelley, fu definita da Francesco Petrarca "regale, addossata a una collina alpestre, superba per uomini e per mura. Il suo solo aspetto era in grado di indicarla Signora del mare" , è nota, tra l'altro, per aver dato i natali a Cristoforo Colombo, Giuseppe Mazzini, Goffredo Mameli, Niccolò Paganini, Fabrizio De André, il Premio Nobel per la letteratura Eugenio Montale e l'archistar, vincitore del Premio Pritzker, Renzo Piano. Simbolo "fisico" della città è il suo faro, conosciuto come la Lanterna, mentre viene tradizionalmente rappresentata dalla Croce di San Giorgio, negli stemmi sorretta da due grifoni. Altri simboli con cui è riconosciuta la città sono il Basilico, il pesto e l'Acquario di Genova.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

La città trova collocazione nella parte centrale e interna dell'omonimo golfo che si affaccia sul mar Ligure. È situata tra la costa e i rilievi dell'appennino ligure-genovese[15], che ha un'altezza media di circa 1200 m.s.l.m. ed è formato da rocce facilmente erodibili, con cime arrotondate e versanti ripidi, incisi da valli scoscese. Nelle valli che si sviluppano in maniera prevalentemente longitudinale, scorrono i torrenti come il Polcevera e il Bisagno e, fuori dal territorio comunale, il Lavagna, che per la brevità del versante marittimo non raggiungono mai lunghezze di rilievo. L'ineguale distribuzione delle piogge, il carattere impermeabile del suolo e il dissesto idrogeologico che caratterizza il territorio urbano, sono fattori che hanno contribuito a rendere irregolare i regimi di questi corsi d'acqua, che alternano piene improvvise e violente con periodi di magra. I rilievi che cingono la città permettono di avere inverni miti (la media di gennaio è superiore di circa 6-8 °C rispetto alle medie di Milano e Torino), soleggiati e luminosi, ed estati calde e non afose grazie alle brezze marine e alle piogge che sfiorano i 1000 mm annui[16].

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Territorio di Genova.
Immagine satellitare che inquadra il centro città, la val Polcevera e la val Bisagno.

La città si snoda su un'ampia fascia litoranea lunga una trentina di chilometri, da Voltri a Nervi, sulla costa ligure, con uno sviluppo quasi uguale da ponente a levante, alle cui spalle si ergono rilievi in immediata prossimità del mare. Nel percorrere la costa occidentale da Sampierdarena a Voltri, disseminata di complessi abitativi e industriali, o quella orientale da Albaro in poi, anche se più scarsa e frammentaria a causa di una diversa situazione orografica, è facile percepire la presenza di ambienti culturalmente autonomi, non alterati dalla conurbazione amministrativa. Dietro la costa e in piccole valli, specie nel Ponente, rimangono ampie testimonianze dell'attività manufatturiera di età moderna, come cartiere e cave di calce, circondate dai segni del modellamento dei terrazzamenti richiesti dall'agricoltura. Situazione che si ripete sulle pendici alte della val Polcevera e della val Bisagno. Genova è una città lineare che si inoltra verso l'interno solo lungo i solchi della val Polcevera e, in minor misura, della val Bisagno. Oltre che lineare, la città si estende anche verticalmente, arrampicandosi sull'ampio retrostante anfiteatro delle colline di Carignano, Castelletto e Albaro su ripidi sentieri pedonali denominati "creuse", con ascensori, funicolari e un complesso sviluppo stradale che dal centro storico porta alle alture[15][17].

La città si estende lungo l'appenino a cui si addossa per ampliarsi nelle due vallate principali la val Polcevera, a Ponente, più ampia e a ridosso del bacino del torrente Polcevera quasi rettilinea e perpendicolare alla costa e la val Bisagno, a levante, più stretta, attorno al bacino del torrente Bisagno con un percorso ondulato tra Prato, prima a ponente, sino a Molassana e poi a sud-ovest sino alla Foce. Il territorio prosegue a levante, nelle valli del torrente Sturla, del Rio Bagnara e del Rio di Nervi. Il territorio col suo golfo, la costa e le alture vede l'alternarsi di diversi paesaggi naturali e caratteristiche ambientali. Si passa da una stretta zona costiera, a rilievi montuosi e collinari. Sviluppata longitudinalmente in orizzontale sulla costa e in verticale sulle alture delle colline e dei rilievi montuosi. La parte più antica della città, per la sua estensione, ne fa uno dei centri storici più grandi d'Italia e d'Europa[15].

Orografia[modifica | modifica wikitesto]

La collina di Albaro, in un dipinto di Alessandro Magnasco, 1740, Musei di Strada Nuova

Il territorio presenta rilievi montuosi che hanno quote che variano dai 400 ai 1100 metri di altezza e distano tra i 6 e i 10 chilometri dal mare. L'Istat classifica il comune come appartenente alla zona altimetrica "montagna litoranea" (zona con presenza di rilievi con altitudini superiori ai 600 m)[15]. A ponente i rilievi più significativi sono il monte Gazzo (419 m.), Punta Martin (1001 m.), il monte Pennello (996 m.), il monte Proratado (928 m.) appartenente all'itinerario dell'Alta Via dei Monti Liguri, il monte Figogna (804 m.), il monte Mezzano (637 m.), il monte Corvo (543 m.) e il monte Bastia (437 m.). A levante si trovano il monte Alpi (800 m.) e i piani di Creto (640 m.), il monte Fasce (800 m.) e il monte Moro (406 m.), appena sopra l'abitato di Nervi[15]. Le colline da ponente a levante sono quelle di Murta, Coronata, Pegli, Rivarolo, Begato, sino ad arrivare a quella del Belvedere a Sampierdarena, a quella di San Benigno (scomparsa, in parte con lo sbancamento negli anni trenta) e della Collina degli Angeli, alle colline di Sarzano, De Ferrari (scomparsa, perché sbancata) e Carignano, nel centro di Genova e col contrafforte collinare del Righi e la collina di Albaro, Quarto, Quinto, Nervi, Sant'Ilario nel levante[15].

Idrografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Idrografia di Genova.
Veduta del ponte della Pila, di Luigi Garibbo, 1822

Il territorio e le vallate della città sono percorsi da torrenti con bacini di diversa rilevanza. I più grandi, scorrono lungo le omonime valli e sono il Polcevera, a ovest del centro, con un bacino allargato e un percorso rettilineo sino al mare e, a est, il Bisagno dal bacino più stretto e andamento più tortuoso. La città si è sviluppata urbanisticamente nelle due valli con quartieri residenziali e insediamenti produttivi e infrastrutture. Nel ponente cittadino si trovano torrenti minori quali il Chiaravagna a Sestri Ponente, il Cerusa e il Leiro a Voltri, il Branega e il San Pietro nel quartiere di Prà, il Varenna a Pegli e Multedo. Nel levante il Fereggiano a Quezzi, lo Sturla, a Sturla e il Nervi a Nervi. Considerevole è la presenza di molti rii, tra cui, il Canate, Torbido, Geirato, Trensasco, Cicala, Velino, Lentro, Noce, San Teodoro, San Lazzaro, San Bartolomeo, Lagaccio, Sant'Ugo, Carbonara, Sant'Anna, Vernazza, Priaruggia, Castagna, Bagnara. Con l'urbanizzazione sono stati apportati mutamenti all'assetto naturale e originario dei torrenti e dei rii con anche la realizzazione di tombinature parziali o totali del loro percorso. Alcuni di questi mutamenti hanno interessato i torrenti Branega, San Pietro, Chiaravagna, Bisagno e Sturla[15].

Sismologia[modifica | modifica wikitesto]

La classificazione sismica, colloca il territorio in zona 3 e 4 a sismicità bassa e molto-bassa[18]. In qualche cronaca del passato (Il CITTADINO, Giornale del popolo. 24 febbraio 1887) si trova notizia di episodi sismici di rilievo, come quello del 23 febbraio 1887[19].

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Clima di Genova, Stazione meteorologica di Genova Università e Stazione meteorologica di Genova-Sestri Ponente.
Veduta panoramica da nord dell'area di ubicazione della stazione meteorologica

Secondo la classificazione Koeppen, Genova, nella sua fascia costiera, appartiene alla zona Csa, ossia al clima temperato delle medie latitudini, con estate calda e temperatura media superiore a +22 °C, precipitazioni inferiori a 30 mm. durante il mese estivo più caldo. A levante e sull'interno, nelle vallate e nella maggior parte del territorio si passa alla zona climatica Cfsa con Clima temperato di transizione al mediterraneo, in cui le precipitazioni sono superiori a 30 mm. Oltre i 500 m di quota, la zona climatica passa alla Cfsb con Clima temperato ad estate tiepida, con una temperatura media inferiore a +22°[15]. Secondo la classificazione climatica, che regolamenta l'accensione degli impianti di riscaldamento, è nella zona climatica D, 1435 GG.(accensione dal 1º novembre al 15 aprile, con 12 ore giornaliere)[18].

Grazie alla posizione ambientale, al centro del golfo, sul mare, riparata dai monti e esposta a mezzogiorno, gode di un clima mediterraneo e favorevole. L'escursione termica tra la temperatura massima diurna e la minima notturna è contenuta, mediamente tra i 6°C ed i 7°C.

La morfologia del territorio e la distanza dalla costa possono far variare la temperatura da zona a zona di alcuni gradi, con temperature più miti sulla costa. Circa le caratteristiche del clima, a seconda degli anni, si verificano in media tre o quattro grandinate all'anno e nevicate. Le nevicate possono, a volte essere anche copiose con circa 30 cm. di neve che si scioglie nell'arco di uno, due giorni con il rialzo delle temperature. Il vento, in media ha una velocità di 2,5 m/s e rende la città ventilata. L'umidità è minore durante l'inverno, mentre il mese più umido nella media risulta essere quello di giugno. Circa la piovosità, ricade nella media dei climi mediterranei. Nel corso degli anni, si sono registrati però episodi temporaleschi di forte entità, improvvisi che con la loro intensità e durata hanno provocato alcuni eventi alluvionali in diverse parti della città. È una città luminosa, con una media di 13,8 MJ/m e una media di 16 giorni di cielo sereno in un mese[20].

Per le temperature registrate vanno ricordate le giornale del 13 febbraio 1929, con -8,0 °C e dell’8 gennaio 1985, con -6,0 °C per le minime e per la massima del 4 luglio 1952, con 37 °C[20].

Genova-Sestri[21] Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 11,0 12,0 14,0 17,0 21,0 24,0 27,0 27,0 24,0 20,0 15,0 12,0 11,7 17,3 26,0 19,7 18,7
T. min. mediaC) 5,0 6,0 8,0 11,0 14,0 18,0 21,0 21,0 18,0 14,0 9,0 6,0 5,7 11,0 20,0 13,7 12,6
Precipitazioni (mm) 106,0 95,0 106,0 85,0 76,0 53,0 27,0 81,0 99,0 153,0 111,0 81,0 282,0 267,0 161,0 363,0 1 073,0
Umidità relativa media (%) 61 63 61 70 71 71 67 66 66 66 64 64 62,7 67,3 68 65,3 65,8

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Genova.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del nome "Genova", derivante dal latino Genua, viene fatto risalire ad una radice indoeuropea geneu- ("ginocchio") oppure da genu- ("mascella, bocca"); genu- sarebbe un'allusione alla foce ("bocca") di uno degli antichi corsi d'acqua del sito o la forma dell'insediamento sul mare; a corroborare questa evidenza è il fatto che molti linguisti considerino Genua e Genaua (Ginevra) varianti dello stesso nome[22]. Il ritrovamento di un villaggio dell'età del bronzo in piazza Brignole, la palafitta del 5000 a.C. in piazza della Vittoria e la necropoli etrusca all'Acquasola hanno confermato che i primi insediamenti di Genova sorsero lungo la sponda destra del torrente Bisagno, e secondo il soprintendente dei Beni Archeologici della Liguria, Filippo Maria Gambari, ciò proverebbe l'origine del nome della città da Genaua, termine celtico-ligure dell'età del ferro con il significato di "bocca", proprio perché nacque come porto fluviale[23].

Durante il Medioevo il toponimo fu alterato in Ianua, latino per "porta di ingresso", "passaggio"[22] e ciò ha fatto nascere la leggenda che vuole la città prendere il nome dal dio romano Giano, protettore delle porte, perché proprio come il Giano bifronte, Genova ha due facce: una rivolta verso il mare, l'altra oltre i monti che la circondano[24]. La leggenda di Giano è ripresa da una epigrafe situata nella cattedrale di San Lorenzo sotto una testa di Giano, con la scritta Janus, primus rex Italiae de progenie gigantum, qui fundavit Genuam tempore Abrahae (ossia: Giano, primo re dell’Italia della razza dei Giganti, il quale fondò Genova nel tempo di Abramo) mescolando leggende e antichità di origine diversa[25].

Secondo altre teorie l'origine del nome potrebbe essere riconducibile ad una parola etrusca, ritrovata su un coccio di vaso, contenente la scritta Kainua, che in lingua etrusca significherebbe "città nuova"[26], oppure derivante dal greco Xenos (Ξένος), "straniero", inteso come luogo di ritrovo di stranieri, caratteristica di una città portuale[27].

Età antica[modifica | modifica wikitesto]

Età medievale[modifica | modifica wikitesto]

Genova in un dipinto del 1481 di Cristofaro Grasso.

La Repubblica[modifica | modifica wikitesto]

Genova in una xilografia del 1483 di Michael Wohlgemuth da Il Liber Chronicarum di Hartmann Schedel.

Età moderna[modifica | modifica wikitesto]

Età contemporanea[modifica | modifica wikitesto]

La storia di Genova è la storia dei suoi abitanti che furono (o furono definiti), al tempo stesso, signori del mare, mercanti e guerrieri capaci, se del caso, di inaudita ferocia. Seppero dare vita, in epoca di dominanze, ad una propria repubblica, la Repubblica di Genova, nata dal libero comune, che si resse in otto secoli su diverse forme di governo: dalla forma consolare a quella dogale a quella, infine, oligarchica. La sua politica si fondò comunque sempre su di un disegno di dominio regionale, studiato e portato avanti sin dagli albori, basata, soprattutto sull'influenza delle potenti famiglie che traevano la propria potenza dalle disponibilità economiche tratte dall'attività mercantile.[28]

Il dominio sulla riviera ligure e la costruzione di un'imponente flotta, al tempo stesso militare e mercantile fu di vitale importanza per dare impulso alla nascita di uno stato che per oltre quattrocento anni basò la propria esistenza sulla diplomazia e sulla neutralità, oltre che sul commercio.

Il detto - di autore anonimo - "Genuensis, ergo mercator", ossia "Genovese quindi mercante" - fu mirabile sintesi di quel mercanteggiare così famoso nel mondo sul quale i genovesi basarono un impero coloniale fondato su colonie oltremarine che andava dall'Iraq alle Isole Canarie, dall'Inghilterra alla Palestina (raggiunta fin dalla prima crociata), racchiudendo nel proprio pugno tutto il mar Mediterraneo occidentale e il mar Nero, definito il Lago genovese, e tenendo testa quando non ponendo sotto il proprio controllo tre imperi: quello Svevo, quello Bizantino e quello Asburgico, del quale ultimo i genovesi controllavano l'economia ed il commercio. Caffa, Solcati, Tana, Chio, Focea, Mitilene, Pera non sono che alcune fra le tante Genova che i mercanti della Superba fecero risplendere nei commerci.

Perso il proprio potere sui mari, ma non sui mercati del mondo, nel 1797 l'onda lunga della rivoluzione francese investì anche la repubblica che pagò la sua condizione di neutralità con insostenibili pressioni esterne che la portarono all'occupazione nel 1805 ed alla successiva annessione all'impero napoleonico.

Nel 1814, a seguito della capitolazione di Parigi, Genova fu occupata dalla marina inglese che formò un Governo provvisorio, paventando un ritorno allo status quo ante. Nel 1815, invece, le potenze europee, in gran parte debitrici dell'antico Banco di San Giorgio decisero la soppressione della repubblica e l'annessione al Regno di Sardegna, malgrado i disperati tentativi del doge a Vienna per mantenere l'indipendenza.

Nel 1849 le truppe dei Savoia, agli ordini del generale Alfonso La Marmora, dopo aver represso un'insurrezione causata dal malcontento popolare si resero responsabili di assassinii, rapine, stupri nei confronti della cittadinanza inerme[29].

L'area di influenza di Genova, pur non essendo istituzionalizzata ufficialmente, si estende, per ragioni storiche, linguistiche, culturali, economiche ed infrastrutturali, oltre che a tutta la città metropolitana di Genova e a parte di quelle liguri limitrofe della Spezia e Savona, alla pianura alessandrina, alle aree dell'Oltregiogo (Novi Ligure), del Basso Piemonte e al circondario di Bobbio (in provincia di Piacenza).

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Genova-Stemma.png
Il gonfalone comunale

Lo stemma della città è sempre stato legato alle vicissitudini politiche di Genova: nell'ultimo periodo della Repubblica lo stemma consisteva in uno scudo crociato con corona regia sorretto da due grifoni con code ritte, ma essendo allora assoggettata al potere francese, dopo la rivoluzione giacobina del 1797 venne decretata la distruzione delle antiche insegne e quindi anche le due figure araldiche dello stemma della città vennero abolite. Con l'annessione al Regno di Sardegna, su richiesta del Consiglio generale del Corpo cittadino, nel 1816, Genova ottenne da re Vittorio Emanuele I l'insegna municipale «[...] con croce rossa in campo bianco collo scudo ornato di grifoni [...] con le code tra le zampe», in segno di sottomissione. Questo stemma restò in uso fino al 1897, anno in cui la Giunta municipale chiese e ottenne da Umberto I di Savoia il 21 marzo 1897, il diritto ad esibire l'attuale stemma con la coda dei due grifoni posizionata verso l'esterno, a ricordo della dignità passata. Dopo più di un secolo e un'accurata indagine storica, l'Amministrazione civica ha modificato le code dei grifoni modificandole in modo tale da essere posizionate ritte. Inoltre la base dello stemma si fregia da ciascun lato del rostro bronzeo di nave romana a testa di cinghiale, pescato nel 1597 nel porto di Genova e trattenuto presso l'Armeria Reale di Torino[30]

La bandiera di Genova, o Croce di San Giorgio è costituita da una croce rossa su campo bianco, e nell'antichità era simbolo dei pellegrini che si recavano presso i luoghi santi del Cristianesimo e che dopo il 1095, anno di conquista di Gerusalemme da parte dei Turchi selgiuchidi, mossi in gran parte (in un primo momento) da spirito sincero di missione, decisero di prendere la croce ed armarsi per liberare la terra ove nacque e visse Gesù, in risposta ai ripetuti attacchi subiti dai Turchi, decisi - soverchiati gli Arabi - a spingersi alla conquista dell'impero bizantino. La simbologia del "Salvifico vessillo della vera croce" - come Jacopo da Varazze indicò la croce di San Giorgio - determinò in epoca contemporanea, per i pellegrinaggi armati, l'appellativo di crociati. L'uso del vessillo da parte dei genovesi pare risalire ad epoche remote, quando l'esercito bizantino stanziava nella città ed il vessillo della guarnigione (una croce rossa in campo bianco) veniva portata in omaggio nella piccola chiesa di San Giorgio, prospiciente l'antica piazza del mercato, di origine romana.[senza fonte]

Nel 1190 Londra e l'Inghilterra chiesero e ottennero la possibilità di utilizzare sulle proprie navi la bandiera crociata genovese, per avere la protezione ed il rispetto che godeva la flotta genovese nella zona che controllava, nel Mar Mediterraneo e in parte del Mar Nero, sottraendosi così ai numerosi attacchi di pirateria; per questo privilegio il monarca inglese corrispondeva al Doge della Repubblica di Genova un tributo annuale. L'Inghilterra, la città di Londra e la Royal Navy issano la bandiera di San Giorgio, e l'insegna fa parte dell'Union Jack, la bandiera nazionale britannica[31].

Erroneamente lo storico Francesco Maria Accinelli indica lo stemma milanese come derivazione di quello genovese: «[...] E mandati dalla Repubblica 500 balestrieri con la suddetta insegna in soccorso dei Milanesi nel 1247, espugnata col loro valore la città Vittoria nuovamente fabbricata da Federico II vicino a Parma, vollero i Milanesi per maggiore onore assumersi dello stendardo de' Genovesi l'insegna», che invece risale al 1066, quando l'effigie venne consegnata ufficialmente dal papa Alessandro II (il milanese Anselmo da Baggio) ad Erembaldo, capitano del Popolo di Milano in rivolta contro l'Impero[senza fonte].

Dal 2014 la città ha un nuovo logo per la promozione della propria immagine: "Genova More Than This", che nasce dal progetto europeo Urbact-CityLogo[32].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Genova è tra le città decorate al valor militare per la guerra di liberazione perché è stata insignita della medaglia d'oro al valor militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella resistenza partigiana durante la seconda guerra mondiale[33].

Medaglia d'oro al valor militare - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al valor militare
«Amor di Patria, dolore di popolo oppresso, fiero spirito di ribellione, animarono la sua gente nei venti mesi di dura lotta il cui martirologio è messa fulgida gemma all'aureo serto di gloria della "Superba" Repubblica Marinara, i 1863 caduti il cui sangue non è sparso invano, i 2250 deportati il cui martirio brucia ancora nelle carni dei superstiti, costituiscono il vessillo che alita sulla città martoriata che infervorò i partigiani del massiccio suo Appennino e delle impervie valli, tenute dalla VI zona operativa, a proseguire nell'epica gesta sino al giorno in cui il suo popolo suonò la diana dell'insurrezione generale. Piegata la tracotanza nemica otteneva la resa del forte presidio tedesco, salvando così il porto, le industrie e l'Onore. Il valore, il sacrificio e la volontà dei suoi figli ridettero alla madre sanguinante la concussa libertà e dalle sue fumanti rovine è sorta nuova vita santificata dall'eroismo e dall'olocausto dei suoi martiri. 9 settembre 1943 - aprile 1945.»

Ricorrenze[modifica | modifica wikitesto]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di San Lorenzo
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiese di Genova e Centro_storico_di_Genova § Architetture_religiose.

A Genova si trovano diverse decine di chiese, le principali e più antiche delle quali si trovano nel centro storico. In diversi casi esse sorsero come cappelle gentilizie delle principali famiglie cittadine ed erano quindi un modo per mostrare il proprio prestigio. Tra gli edifici più significativi vi sono:[36]

  • Cattedrale di San Lorenzo: costruita tra il X e la fine del XIV secolo in stile gotico, fu consacrata da Papa Gelasio II nel 1118 quando non era ancora ultimata. La facciata trecentesca, con la caratteristica decorazione a striscie bianche e nere, mostra due totti campanarie - la sinistra non finita e completata nel 1552 con una loggia - e tre portali riccamente decorati. L'interno è diviso in tre navate, la cui divisione è sormontata da un finto matroneo. Sulla navata sinistra si apre la quattrocentesca Cappella si San Giovanni Battista. Tra le opere d'arte più notevoli vi sono due affreschi in stile bizantino del XIII secolo situati sopra il portale princiapale, affreschi di Luca Cambiaso e Lazzaro Tavarone sulle volte e l'altare maggiore con la statua della Madonna Regina di Genova.[37]
  • Basilica della Santissima Annunziata del Vastato: di origine medievale, fu rinnovata nel XVI secolo da Andrea Ceresola detto il Vannone su incarico della famiglia Lomellini, che ne fece la propria cappella gentilizia. Contiene opere di Giovanni Carlone, Giovanni Andrea Ansaldo e Giulio Benso.[38]
  • Basilica di San Siro: una delle chiese più antiche della città, fu la prima cattedrale di Genova prima della costruzione di San Lorenzo. In seguito ad un incendio fu ricostruita completamente tra la fine del XVI e l'inizio del XVII secolo. Conserva opere di Giovanni Battista, Taddeo e Tommaso Carlone, Domenico Fiasella, Domenico Piola, Pierre Puget e diversi altri artisti dell'epoca.[39]
  • Basilica di Santa Maria dell'Assunta in Carignano: commissionata dalla famiglia Sauli nel 1552, fu progettata in stile rinascimentale dall'architetto perugino Galeazzo Alessi. Presenta una struttura a pianta centrale sovrastata da una grande cupola, sullo stile della Basilica di San Pietro a Roma.[40]
  • Basilica di Santa Maria delle Vigne: uno degli edifici religiosi più antichi di Genova, fu realizzata in stile romanico su un tempio preesistente. Nel 1640 subì una trasformazione in stile barocco su progetto dell'architetto Daniele Casella, conservando il campanile e il chiostro del XII secolo. Conserva diverse opere d'arte di artisti liguri del XVI-XVII secolo e affreschi del XVIII e XIX secolo.[41]
  • Chiesa dei Santi Cosma e Damiano: situata nei vicoli ai piedi della collina di Castello, è attestata a partire dal 1049. L'attuale struttura romanica risale al XII secolo, mentre la copertura fu ricostruita nel XVII secolo in seguito ai bombardamenti navali del 1684.[42]
  • Chiesa di San Donato: costruita in stile romanico a partire dal XII secolo, presenta una caratteristica torre nolare ottagonale. Fu restaurata nel 1888 da Alfredo d'Andrade, che integrò la facciata e aggiunse un terzo livello cieco alla torre. Ospita opere di Nicolò da Voltri, Joos van Cleve e Domenico Piola.[43]
  • Chiesa e oratorio di San Filippo Neri: costituito da chiesa, oratorio e convento, il complesso fu realizzato, probabilmente su progetto di Pietro Antonio Corradi, a partire dal 1674 grazie ad un lascito testamentario di Camillo Pallavicino. L'interno della chiesa, in stile barocco, è composto da un'unica navata sormontata da una volta a botte che raggiunge quasi i 20 metri di altezza decorata da Marcantonio Franceschini.[44]
  • Chiesa di San Luca: fondata nel 1188, nel 1589 divette la cappella gentilizia della famiglei Grimaldi e Spinola e nel secolo successivo venne ricostruita e ampliata dall'architetto Carlo Muttone. Gli affreschi interni sono opera di Domenico e Paolo Gerolamo Piola e del quadraturista Anton Maria Haffner.[45]
  • Chiesa e chiostro di San Matteo: situata nell'omonima piazza, fu fondata nel 1125 come cappella gentilizia della famiglia Doria. Fu ampliata nel 1278 e rimaneggiata nel Cinquecento, conservando però l'impianto medievale. Conserva affreschi di Luca Cambiaso e Giovan Battista Castello e la tomba di Andrea Doria realizzata da Giovanni Angelo Montorsoli.[46]
  • Chiesa di San Pietro in Banchi: fu commissionata dalla Repubblica di Genova come voto per la fine di una epidemia e il progetto venne affidato all'architetto Bernardino Cantone. La curiosa posizione sopraelevata è dovuta al fatto che la costruzione fu finanziata tramite l'affitto delle botteghe che si trovavano sotto di essa.[47]
  • Chiesa di San Siro di Struppa:situata nel quartiere di Struppa e risalente agli inizi dell'XI secolo, è uno dei principali monumento storici della Valbisagno. Nel XX secolo ha subito importanti lavori di ristrutturazione. Conserva un polittico raffigurane San Siro attribuito a Pier Francesco Sacchi.[48]
  • Chiesa di Santa Croce e San Camillo de Lellis: situata nel quartiere di Portoria, fu costruita a partire dal 1667 per volore dei Padri Camilliani e dedicata alla Santa Croce e al fondatore dell'ordine religioso Camillo de Lellis. Contiene un ciclo di affreschi del pittore barocco Gregorio De Ferrari, di suo figlioLorenzo De Ferrari e del suo allievo Francesco Maria Costa.[49]
  • Chiesa e convento di Santa Maria di Castello: uno dei più antichi edifici religiosi della città, fu edificato a partire dal 658 d.C. sulla collina di Castello. L'impianto attuale, a tre navate, risale al XII secolo e il complesso subì ulteriori modifiche nel XV e nel XVII secolo. L'adiacente convento ospita un museo con opere di diversi importanti artisti liguri nel Seicento.[50][51]
  • Chiesa di Santo Stefano: a pianta rettangolare e a singola navata, fu costruita in stile romanico sul sito di una chiesa preesistente di cui restano tracce nella cripta. Nel 1896 il lato sud fu ridotto per permettere la costruzione di Via XX Settembre.[52]
  • Commenda di San Giovanni di Pré: il complesso, costituito da una chiesa e da un ospedale, fu costruito nel 1180 dai Cavalieri Gerosolimitani come ricovero per i pellegrini di passaggio diretti in Terrasanta. La chiesa romanica è sviluppata su due livelli, a cui era possibile accedere dai primi due piani dell'ospedale. Nel 1751 venne aperto un nuovo ingresso, per permettere l'accesso alla chiesa anche dall'esterno.[53]

Cimitero monumentale[modifica | modifica wikitesto]

Nel quartiere di Staglieno si trova l'omonimo cimitero monumentale, realizzaro a partire dal 1835 su progetto dell'architetto Carlo Barabino, che ospita le sepolture di molti genovesi illustri del XIX e XX secolo e che conserva notevoli esempi di arte cimiteriale del XIX secolo.[54]

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

La Lanterna, simbolo cittadino

Il centro storico di Genova è uno tra i più densamente abitati d'Europa[55], con una struttura urbanistica, nella parte più antica, articolata com'è in un dedalo di piazzette e stretti caruggi. Esso unisce una dimensione medioevale a successivi interventi cinquecenteschi e barocchi (piazza San Matteo e la vecchia via Aurea, poi diventata via Garibaldi).

Resti delle antiche mura sono visibili nei pressi della cattedrale di San Lorenzo, luogo di culto per eccellenza dei genovesi.

Simboli della città sono la Lanterna (alta 117 m) antico e svettante faro visibile in distanza dal mare (oltre 30 km), e la monumentale fontana di piazza De Ferrari, restaurata, cuore pulsante e vera e propria agorà cittadina.

Meta turistica per eccellenza è anche l'antico borgo marinaro di Boccadasse, con le pittoresche barche multicolori, posto come a sigillo della elegante passeggiata che costeggia il Lido d'Albaro, e rinomato per i suoi famosi gelati.

Appena fuori dal centro, ma ancora parte dei trentatré chilometri di costa compresi nel territorio comunale, si trovano Nervi, naturale porta d'accesso alla Riviera di Levante e Pegli, naturale porta d'accesso alla Riviera di Ponente.

La nuova Genova ha basato la sua rinascita soprattutto sul recupero delle aree verdi dell'immediato entroterra (fra cui quella del Parco naturale regionale del Beigua) e sulla realizzazione di opere infrastrutturali come l'Acquario al porto antico - il più grande d'Italia ed uno dei maggiori in Europa - e la relativa Marina (il porticciolo turistico in grado di accogliere centinaia di imbarcazioni da diporto). Tutto questo all'interno della ristrutturata Area Expo predisposta per le Celebrazioni colombiane del 1992.

Il ritrovato orgoglio ha restituito alla città la consapevolezza di essere una città in grado di guardare al futuro senza scordare il proprio passato: la ripresa di numerose e rigogliose attività artigianali, da tempo assenti dai caruggi del centro storico, ne è una testimonianza diretta.

A contribuire a tutto questo sono state anche le opere di restauro compiute fra gli anni ottanta e novanta su numerose chiese e palazzi cittadini, fra cui, sulla collina di Carignano, visibile quasi da ogni parte della città, la rinascimentale Basilica di Santa Maria Assunta.

Il totale recupero del Palazzo Ducale - un tempo sede di dogi e senatori e ora luogo di eventi culturali - e del porto antico e la riedificazione del Teatro Carlo Felice, distrutto dai bombardamenti del secondo conflitto mondiale che risparmiarono solo il pronao neoclassico dell'architetto Carlo Barabino, sono stati altri due punti di forza per la realizzazione di una nuova Genova.

Un altro monumento di rilevante importanza riportato a nuovo splendore è il Cimitero monumentale di Staglieno, nel quale riposano le spoglie di molti personaggi noti, fra i quali Giuseppe Mazzini, Fabrizio De André e la moglie di Oscar Wilde.

Con la sua caratteristica skyline che per chi proviene dal mare la fa apparire come una insormontabile fortezza, contraddistinta com'è dalla sua fitta rete di fortificazioni collinari su ampie mura che in antiche epoche belliche l'hanno resa inespugnabile sia agli attacchi dal mare quanto da quelli via terra - Genova non poteva rinunciare, specialmente a partire dagli anni sessanta, ad un proprio rinnovamento e ammodernamento, che doveva necessariamente passare, al pari di quanto avvenuto in tante altre metropoli, attraverso la realizzazione di grandi complessi abitativi di tipo popolare, la cui qualità, utilità e funzionalità è stata ed è peraltro ancora oggetto di discussione (e talvolta di contestazione) da parte dei cittadini residenti. A tal proposito, si citano ad esempio i casi rappresentato dal cosiddetto "biscione", complesso edilizio a forma, appunto, di lungo serpentone, situato sulle alture del popoloso quartiere di Marassi, e dal gruppo di case dette "Le lavatrici", nel quartiere di Pra'.

Per altre soluzioni architettoniche che l'hanno contraddistinta, Genova è peraltro diventata da qualche decennio una sorta di capitale dell'architettura moderna italiana, se non europea. Questo si deve principalmente all'opera all'architetto Renzo Piano che dalla fine degli anni ottanta si è occupato della ristrutturazione di alcune fra le più conosciute città del mondo.

Il nome di Piano ha acquisito notorietà a partire soprattutto dal 1992, quando Genova accolse per le Celebrazioni colombiane del 1992 (Colombiadi) i visitatori nel porto antico, il waterfront dell'angiporto completamente restaurato per l'occasione e simboleggiato dal Grande Bigo stilizzato (sorta di marchio di fabbrica dell'attività portuale genovese).

Il "Bigo"

Oltre ad un completo restyling dell'area, l'antica zona portuale situata nei pressi del varco del Mandraccio, a Porta Siberia, è stata arricchita scenograficamente dallo stesso Piano con una grande sfera in metallo e vetro installata nelle acque del porto, non lontano dall'Acquario e inaugurata nel 2001 in occasione del Vertice del G8 tenutosi a Genova. La sfera (chiamata dai genovesi anche Bolla di Piano o "Biosfera"), dopo essere stata impiegata per un'esposizione di felci da parte dell'Orto Botanico di Genova, ospita ora al suo interno la ricostruzione di un ambiente tropicale, con numerose piante, piccoli animali e farfalle.

Mura di Genova

Piano ha inoltre progettato per la Superba anche le stazioni della metropolitana e, nella zona collinare della città, progettato e iniziato la costruzione - in collaborazione con l'UNESCO - di Punta Nave, sede del "Renzo Piano Building Workshop".

Soprattutto per chi transita per il centro di Genova lungo la strada sopraelevata, magari per imbarcarsi al vicino terminal traghetti, è visibile nelle vicinanze del porto antico il cosiddetto Matitone, controverso quanto singolare grattacielo a forma di lapis, che affianca il gruppo di torri del WTC, cuore del complesso edilizio di San Benigno, sede anche di parte dell'amministrazione comunale e di numerose aziende.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Forti di Genova e Mura di Genova.

Antichi presidi fortificati, vecchi e nuovi sono posti nei parchi collinari, subito a ridosso della città. Oltre a dare un importante testimonianza della potente storia della "Dominante dei Mari", alcuni di essi vengono utilizzati anche per concerti, feste e ritrovi giovanili, soprattutto per quanto concerne la vita notturna. Viceversa molti altri non sono per nulla valorizzati, soprattutto quando si parla di vestigia dell'ultima guerra: decina di bunker, e batterie sono lasciati incostuditi e al degrado, invece di essere ripristinati e riportati in uno stato decoroso in funzione storico-turistica.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Parchi di Genova.

Genova è ricca di parchi e giardini fruibili al pubblico, a picco sul mare o sulle alture su cui si arrampica la città, il più grande complesso naturale di Genova, con 876 ettari è il Parco Urbano delle Mura, che ingloba il Parco del Peralto dove troviamo Forte Sperone, il vertice da cui partivano le Mura di Genova che difendevano la città.

Forte Sperone

I parchi maggiori, oltre al parco delle Mura, sono i Parchi di Nervi, dove tre ville storiche formano con i loro tre parchi collegati l'un l'altro (9 ettari di estensione), un complesso verde di rara bellezza in un ambiente naturale d'eccellenza, raggiungibile dalla bellissima Passeggiata Anita Garibaldi ricavata dagli scogli sul mare.

Nel centro e nel nord della città troviamo numerosi piccoli parchi e giardini storici, come il Parco di Villa Croce, che ospita durante tutto l'anno numerose mostre d'arte contemporanea, Villetta Di Negro, il Parco dell'Acquasola, progettato dall'architetto Nicolò Barabino, i Giardini di Palazzo Bianco e Palazzo Doria-Tursi, Parco del Castello d'Albertis l'antica residenza del Capitano Alberto D’Albertis (1846/1932) navigatore, esploratore e studioso, accoglie il Museo delle Culture del Mondo.

Nel ponente cittadino troviamo il Parco di Villa Duchessa di Galliera, panoramico parco di 25 ettari, collegato al Palazzo Brignole-Sale, il Parco di Villa Durazzo-Pallavicini un parco storico conservatosi nel tempo, che include il Museo di Archeologia Ligure e l’Orto Botanico creato nel 1794 da Clelia Durazzo Pallavicini. Le alture del Ponente urbano sono in parte comprese nel Parco naturale regionale del Beigua[56] dove troviamo il più vasto parco regionale della Liguria che si affaccia sul mare, e in parte nel Parco urbano del Monte Penello e Punta Martin.

Forte Diamante con la mulattiera che porta all'ingresso

A levante oltre i già citati Parchi di Nervi, troviamo altre ville incantevoli, Villa Gambaro, Villa Carrara, che offre un particolare affaccio sul mare, e Villa Guartara. Sulle alture di Quinto al Mare troviamo il Parco Urbano di Monte Fasce e Monte Moro, che ospita le vestigia delle batterie costiere a difesa della città nella Seconda guerra mondiale[57].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Popolazione[modifica | modifica wikitesto]

Tra le 15 città metropolitane d'Italia, il capoluogo ligure è terzo per superficie, sesto per popolazione comunale e della sua agglomerazione, nonché la quinta città del Paese per movimento economico[58]. La sua area metropolitana vasta è invece la settima del Paese per popolazione e la quarta per estensione, determinando così una bassa densità di popolazione, dovuta essenzialmente alla presenza di rilievi appenninici tra la costa ed il retroterra metropolitano. Per sopperire a questa discontinuità urbana, sono stati appositamente creati enti a tutela delle aree verdi appenniniche (ad esempio il Parco Regionale del Beigua), che hanno trasformato lo status di queste aree in parco metropolitano.

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Al 31 dicembre 2011 il Comune di Genova contava, secondo l'ufficio statistico locale, 606 978 abitanti, di cui 285 337 maschi e 321 641 femmine[59], rappresentando circa il 76% dell'intera area urbana genovese di oltre 800 000 abitanti. La popolazione è prevalentemente di origine italiana, tuttavia è in netta crescita la presenza di immigrati (nel 2003 il numero di immigrati è tornato ad essere maggiore rispetto a quello degli emigrati, mantenendosi tale fino a oggi, con l'eccezione degli anni 2006 e 2007): vi sono infatti (al 31 dicembre 2011) tra i residenti 54 521 stranieri (25 455 maschi e 29 066 femmine), pari al 9,0% del totale dei residenti[59]. Gruppo maggioritario quello degli ecuadoriani, passati dai 3 048 del 2000 ai 17 436 del 2011 (anno in cui rappresentano il 31,98% degli stranieri residenti)[59].

Dopo una crescita contenuta nella seconda metà del XIX secolo, periodo in cui moltissimi genovesi emigrarono verso le Americhe, la città ha vissuto per buona parte del XX secolo un'esplosione demografica legata alla crescente espansione del porto e dell'industria metalmeccanica. Ad una prima fase di immigrazione dalle vallate del genovese e del basso Piemonte, seguì, dopo la Prima guerra mondiale, un afflusso considerevole di veneti e friulani.

La Lanterna con la centrale elettrica sottostante e, dietro, la collina di San Benigno, in parte demolita per far spazio all'omonimo quartiere.

Negli anni cinquanta, sessanta e settanta l'esplosione demografica è stata enfatizzata dall'immigrazione interna prevalentemente dal meridione d'Italia (in particolari di residenti della Sicilia e della Sardegna), che ha provocato problemi di natura logistica e soprattutto urbanistica a causa della mancanza di spazi edificabili pianeggianti, con la conseguente urbanizzazione massiccia delle aree collinari alle spalle del centro cittadino e degli sbocchi litoranei.

La crescita demografica si è progressivamente arrestata sino a diventare una vera e propria "implosione". Gli abitanti sono infatti passati dagli oltre 816 000 del 1971 ai circa 610 000 del 2001: Genova ha perso un quarto della popolazione in 30 anni. Complice di tale situazione è anche l'età media dei residenti, che soprattutto in alcuni quartieri è decisamente elevata, il che comporta un numero di morti superiore a quelle delle nascite (nel 2011 si sono registrate 4 411 nascite contro 8 190 decessi[59]).

Confrontando i dati della popolazione del censimento del 1981 con quello del 2001, la popolazione di Genova è variata da 762 895 a 610 307 abitanti, per un decremento di 152 588 unità, pari ad una variazione negativa di circa il 20%. Al contrario della maggior parte delle altre città densamente popolate che hanno avuto una diminuzione dei residenti negli stessi anni, dove ad una perdita di popolazione del capoluogo è corrisposto un aumento medio della popolazione dei comuni della stessa ex provincia, in grado di compensare la prima se non addirittura superarla, nel caso di Genova anche la somma della popolazione degli altri 66 comuni della ex provincia è diminuita, passando dai 282 214 abitanti del 1981 ai 267 775 abitanti del 2001, per un decremento di 14 439 unità, pari ad una variazione negativa di circa il 5,1%[60]. Tuttavia, attraverso il fenomeno della rapallizzazione turistica lungo la costa di levante, e dell'espansione edilizia legata alle attività dei porti industriali di Genova, Savona e Vado Ligure, in collegamento tra loro, la città si è saldata con i comuni costieri in un unico agglomerato urbano di oltre 800 000 abitanti, riconfermando la sua realtà metropolitana al di là dei suoi confini comunali.

L'età media dei genovesi (al 31/12/2010) è di 47,2 anni, con un picco di 48,8 anni nel municipio (ex circoscrizione) Medio Levante[61]. L'indice di vecchiaia (rapporto tra gli over 65 e gli under 15) cittadino è di 233,2 (ovvero vi sono 233,2 persone di 65 anni e oltre per ogni 100 giovani sotto i 15 anni), con estremi nei municipi Val Polcevera (199,1) e Bassa Valbisagno (262,8); nel 2001 l'indice di vecchiaia cittadino era di 245,1[61].

Piazza Dante come appariva negli anni quaranta. La ristrutturazione edile-urbanistica di quello che era l'antico quartiere popolare di Ponticello-Via Madre di Dio (ora "cuore" della moderna city) è caratterizzata dall'edificazione dei nuovi imponenti grattacieli, innalzati a inizio decennio, e dalle costruzioni in marmo tipiche del razionalismo italiano.

A Genova il numero medio di componenti per famiglia al 31/12/2010 si attestava a 1,99 e vi erano 302 656 nuclei familiari[61] Tra le famiglie il 43,9% era composto da un solo componente (132 960 famiglie), il 27,5% da due persone (83 314 famiglie), il 16,9% da tre persone (51 141 famiglie), il 9,4% da quattro persone (28 522 famiglie) e il restante 2,2% (6 719 famiglie) con cinque o più componenti[61].

Nel 2011 sono stati celebrati 1 534 matrimoni (570 con rito religioso e 964 con rito civile)[59], 28 in più rispetto al 2010 (+1,9%); a partire dal 2007 (quando le unioni furono 2 087) vi è stato un forte calo nel numero complessivo di matrimoni, nonostante la popolazione residente nel periodo sia variata di poco. Il numero annuale medio di matrimoni per decennio era comunque in calo da tempo (4380 negli anni settanta, 3075 negli '80, 2551 nei '90 e 1928 nel primo decennio del nuovo secolo[61]), ma questo era in parte attribuibile al calo della popolazione generale. I matrimoni tra divorziati nel 2011 rappresentavano il 42,3% dei riti civili e il 26,5% del totale dei matrimoni[59]. Dal 2004 il numero di matrimoni civili è superiore a quello dei matrimoni religiosi (principalmente per via dell'aumento di matrimoni in cui almeno uno dei due coniugi è divorziato)[62].

Al 31 dicembre 2011, dai dati comunali, il municipio più popoloso risultava essere I Centro Est, con 90 098 residenti ed una densità di popolazione di 127,30 abitanti per ettaro, mentre quello a maggiore densità di popolazione risulta essere II Centro Ovest, con 140,93 abitanti per ettaro, per un totale di 68 378 residenti[59].

Il territorio del comune di Genova assunse l'attuale estensione nel 1926 con l'accorpamento di 19 comuni circonvicini. È da rilevare il fatto che al censimento del 1931 (il primo successivo all'annessione) la popolazione fu calcolata in 590 736 unità, superiore a quella dell'ultimo censimento del 2011, alla presentazione del quale la popolazione è risultata di 586 180 abitanti[63]

Abitanti censiti[64]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat del gennaio 2014, i cittadini stranieri residenti a Genova sono 56 534[65], pari all'9,4% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative:

  1. Ecuador, 17 811
  2. Albania, 6 509
  3. Romania, 4 751
  4. Marocco, 3 780
  5. Perù, 3 032
  6. Cina, 2 491
  7. Ucraina, 1 758
  8. Senegal, 1 530
  9. Sri Lanka, 1 243
  10. India, 959

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La cattedrale di San Lorenzo

Genova ha sempre avuto un rapporto saldo con la fede cattolica. Sebbene la città sia nota per le sue simpatie socialiste e comuniste e per essere una città "rossa" (fu a Genova che nacque il Partito Socialista Italiano nel 1892), è sempre esistito un gran equilibrio tra poteri locali e Curia che, dal canto suo, ha sempre espresso personalità forti come il cardinale Giuseppe Siri.

La stessa sinistra genovese ha raramente assunto posizioni anticlericali e la convivenza tra queste due anime ha talvolta portato a compromessi e risultati soddisfacenti per entrambe le parti, come nel caso delle mediazioni del cardinale Giuseppe Siri tra i camalli e l'Autorità Portuale Genovese. Verso la fine della seconda guerra mondiale, lo stesso cardinale, quando ancora era vicario generale dell'arcivescovo Boetto, aveva svolto il ruolo di mediatore tra la cittadinanza e l'amministrazione di occupazione tedesca, salvando di fatto il porto di Genova dalla distruzione, prima dell'abbandono delle forze tedesche[senza fonte].

Genovesi erano papa Benedetto XV, il cardinale Siri. Lo è anche il presidente della CEI e attuale arcivescovo Angelo Bagnasco. Molto conosciuti a livello nazionale sono stati don Gianni Baget Bozzo, politologo, per un periodo vicino alla corrente craxiana del Partito Socialista Italiano (per il quale fu europarlamentare dal 1989 al 1994) e tra i fondatori di Forza Italia, e don Andrea Gallo, fondatore della Comunità di San Benedetto al Porto, vicino ai movimenti No global.

Vi sono numerosi santi e beati di nascita genovese o genovesi di adozione, testimoni della fede cristiana a Genova e in Liguria: si ricordano Caterina Fieschi Adorno, Francesco Maria da Camporosso, Agostino Roscelli, Eugenia Ravasco, Tommaso Reggio, Benedetta Cambiagio Frassinello, Gianna Beretta Molla, Luigi Orione, Virginia Centurione Bracelli, Paola Frassinetti.

Il Santuario di Nostra Signora della Guardia - sul monte Figogna, nel vicino comune di Ceranesi - è tradizionale meta di pellegrinaggi, e numerosi sono i santuari mariani presenti sul territorio municipale. Infine va anche menzionato il Santuario di Nostra Signora della Vittoria, eretto dalla Repubblica di Genova nei pressi del Passo del Pertuso, nel comune di Mignanego, in ricordo della vittoria conseguita dai genovesi il 10 maggio 1625 sull'esercito del duca di Savoia Carlo Emanuele I. L'insperata vittoria, ottenuta con il fondamentale apporto di numerosi volontari polceveraschi, fu attribuita all'intercessione della Madonna.

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cultura a Genova.

Genova è stata capitale europea della cultura per il 2004, assieme alla città francese di Lilla, ed è sede del Festival della scienza.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Genova è sede di 18 istituti di studi superiori (sia pubblici che privati) e 15 centri linguistici (privati). Tra i principali enti spiccano per eccellenza l'Università degli Studi di Genova, il Conservatorio Niccolò Paganini nonché l'Istituto italiano di tecnologia.

Biblioteche[modifica | modifica wikitesto]

La città dispone di un notevole patrimonio librario, ripartito in numerose raccolte librarie, le più importanti delle quali possono considerarsi la Biblioteca universitaria, la Biblioteca Civica Berio, la Biblioteca Lercari, la Biblioteca musicale del Conservatorio[66] e la Biblioteca De Amicis specializzata per l'infanzia. Esistono inoltre numerose biblioteche di quartiere.

Ricerca[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1995, Genova è sede del Festival internazionale di poesia di Genova, uno dei principali festival di poesia e letteratura in Europa. Importante a Genova è anche la tradizione teatrale che ha formato diversi attori, registi e scenografi di fama nazionale ed internazionale. Da alcuni anni la città sta assumendo importanza anche in ambito scientifico. Vi si svolge infatti ogni anno in autunno il Festival della scienza ed è sede dell'Istituto italiano di tecnologia e di un'Area della Ricerca del CNR.

Università[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede della prestigiosa Università di Genova, che possiede anche sedi decentrate ad Imperia, Pietra Ligure, Savona, Chiavari e La Spezia. Sono presenti pressoché tutte le facoltà del sistema superiore scolastico italiano. Di una certa rilevanza è il Corso di Laurea di Ingegneria Navale, uno dei pochi presenti in Italia che fonda le sue radici direttamente sulla "Regia Scuola Superiore Navale di Genova" fondata nel 1870, prima del suo genere in tutto il Regno d'Italia.[67]

Musei e teatri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Musei di Genova.

Di notevole valore è il complesso museale cittadino articolato in diverse strutture e pinacoteche fra cui le gallerie di Palazzo Bianco, Palazzo Rosso e Palazzo Reale, il palazzo del Principe, antica residenza di Andrea Doria, e il Palazzo Ducale.

Nel quartiere della Darsena è attivo dal 2004 un nuovo complesso museale edificato su un palazzo preesistente, il Galata − Museo del mare, il maggiore museo dell'area del Mediterraneo nel genere delle comunicazioni marittime.

Il sistema-museo è arricchito, sempre al porto antico, dal Museo dell'Antartide e dai rinnovati Magazzini dell'Abbondanza e Magazzini del Cotone. Un museo a cielo aperto può essere considerato l'incontro delle Tall Ship che si tiene periodicamente alle calate del porto antico (vedi The Tall Ships' Races 2007 Mediterranea) e che raduna i più bei velieri-nave scuola del mondo.

All'interno del complesso monumentale della Cattedrale, dedicata a San Lorenzo, si trovano il Museo del tesoro, posto negli ambienti ipogei del Duomo, e il Museo diocesano, che ha sede nel suo chiostro medievale.

Un Museo delle culture del mondo è allestito al castello d'Albertis mentre sale con strumentazioni scientifiche sono visitabili al castello Mackenzie edificato ad inizio del XX secolo da Gino Coppedè. Numerose sono poi le ulteriori realtà museali dislocate nelle varie delegazioni comprese tra Voltri a Nervi.

Fermata della metro davanti al teatro Carlo Felice

A Villetta Di Negro si trova il Museo d'arte orientale intitolato ad Edoardo Chiossone, dove sono esposte pitture e sculture provenienti dal Giappone e dalla Cina, oltre ad una collezione di tremila stampe create tra il XVII e il XIX secolo.

Il Museo di storia naturale Giacomo Doria, il Museo di Sant'Agostino e il Museo d'arte contemporanea Villa Croce ospitano rispettivamente reperti scientifici e storici e mostre di pittura; altre manifestazioni culturali - fra cui esposizioni e concerti di musica - sono organizzate poi in buona parte dell'anno a Villa Luxoro e a Villa Grimaldi Fassio, sede delle Raccolte Frugone, ai Parchi di Nervi.

Il Museo di archeologia ligure, dove si trovano numerosi reperti del passato genovese (tra cui la Tavola bronzea di Polcevera, che riporta il primo atto giuridico della Liguria di cui si abbia traccia) si trova a Pegli, nella Villa Durazzo-Pallavicini, villa dotata di un vasto parco in stile romantico ottocentesco.

Una istituzione di notevole rilevanza è anche il Civico museo biblioteca dell'attore, che comprende materiali di molti dei più importanti attori teatrali italiani.

Un punto di riferimento per la cultura musicale cittadina è il Teatro Carlo Felice mentre nuovi spazi e nuove strutture sono stati recuperati o sono sorti per soddisfare la richiesta di musica pop da parte di un'utenza prettamente giovanile. Il più importante teatro di prosa genovese è il Teatro Stabile di Genova.

Va ricordato che proprio a Genova nacque uno fra i maggiori violinisti di tutti i tempi, Niccolò Paganini. La città di Genova è proprietaria, per lascito testamentario, anche del suo famoso violino, un Guarneri del Gesù, conosciuto come il Cannone di Paganini. Il violino è conservato presso il Comune, assieme ad un altro strumento, copia del Cannone, fatto costruire da Paganini e regalato al suo unico allievo Camillo Sivori.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Scuola genovese.

Sono scarse le informazioni sull'attività musicale nei primi anni della storia della città. E anche successivamente, la potente Repubblica di Genova, per molti anni, ha sempre rivolto maggiore attenzione ai commerci ed al mantenimento delle proprie colonie.

Una discreta presenza, degna di essere evidenziata, si registra comunque ai tempi dei troubadors e uno dei personaggi più rappresentativi risponde al nome di Lanfranco Cigala (morto nel 1258 circa), uomo di legge, buon conoscitore della lingua occitana a lui familiare per i frequenti viaggi in Provenza quale rappresentante diplomatico della Repubblica di Genova.
È intorno alla sua persona che si riunisce un gruppo di borghesi, anch'essi per la maggior parte giuristi (Bonifacio Calvo, Lucchetto Gattilusio, Percivalle e Simone Doria), che danno vita ad un cenacolo trobadorico tra i più importanti d'Italia. Si incontravano in casa di Lanfranco, loro indiscusso vate, per discutere, leggere e ispirarsi alle rime dei più famosi esponenti della lirica provenzale.

Negli anni successivi, riferimenti sulla vita musicale a Genova sono reperibili solo consultando archivi ecclesiastici in quanto tale attività è sostenuta e favorita dalla Chiesa e dalla nobiltà locale. I musicisti citati però provengono soprattutto da regioni limitrofe: Franchino Gaffurio (Lodi, 1451-1522), sacerdote e teorico musicale al servizio della famiglia Adorno[68]; Vincenzo Ruffo (Verona, 1510-1587), compositore, maestro di cappella nei Duomo di Verona e Milano, a Genova al servizio di Andrea Doria.
Verso la fine del Cinquecento la vita musicale della città registra un grande impulso grazie alle iniziative della Cattedrale di San Lorenzo che si organizza assumendo cantori e strumentisti fino a costituire un imponente organico musicale composto da un coro di 65 elementi e 34 orchestrali.
In questo periodo si distinguono i due maestri di cappella, ambedue genovesi, Giovanni Battista Dalla (Della) Gostena (1558 circa-1593), autore anche di madrigali e opere per liuto e il nipote Simone Molinaro (1565-1615), i cui temi musicali sono stati utilizzati da Ottorino Respighi per una parte delle Antiche Arie e Danze, Suite numero 1. Un altro organista importante della Cattedrale è stato Michelangiolo Rossi (1601/2-1656) uno dei migliori allievi di Frescobaldi.

Non è un caso se Niccolò Paganini (1782-1840), il più illustre musicista genovese, abbia tenuto i suoi primi concerti in diverse chiese della città. Acclamato violinista di eccezionale virtuosismo, Paganini è stato anche un compositore innovativo che ha scritto importantissime opere per il suo strumento (tra cui 24 Capricci, Variazioni, Concerti, 'Moto Perpetuò Sonate à mouvement perpetual 1831-1835). I suoi insegnanti furono Giacomo Costa, e Francesco Gnecco.

La sua prodigiosa tecnica è arrivata sino ai giorni nostri attraverso alcuni musicisti che se la sono tramandata. L'eccezionale catena inizia con Camillo Sivori (1815-1894) suo unico allievo, che a sua volta insegna a Francesco Sfilio (grande didatta fino a poco tempo fa dimenticato) e quest'ultimo a Giuseppe Gaccetta.

Per volontà di Gaccetta, nel 2000, è stata costituita una fondazione intitolata a Francesco Sfilio. Il ricordo di Paganini viene tenuto vivo dall'Istituto di Studi Paganiniani, di cui è stata grande animatrice Alma Brughera Capaldo, editore degli interessanti “Quaderni”. Il Comune di Genova, dal canto suo, organizza ogni due anni il Premio Paganini, concorso internazionale di violino con lo scopo di premiare nuovi giovani talenti. Dalla sua fondazione ha laureato artisti importanti, tra i quali Gyorgy Pauk, Gérard Poulet, Salvatore Accardo, Gidon Kremer, Ilya Grubert e, in tempi più recenti, Massimo Quarta, Giovanni Angeleri, Leonidas Kavakos, Ilya Gringolts e Shoji Sayaka. Nella serata conclusiva il vincitore del Premio ha l'onore di suonare il violino con cui si esibiva Paganini: un Guarneri del Gesù del 1743 detto "il Cannone di Paganini".

Tra i tanti violinisti genovesi degni di citazione ricordiamo Giovanni Antonio Guido che in Francia, dove era emigrato, ottenne un notevole successo con l'opera Scherzi armonici sopra le quattro stagioni dell'anno, op. 3 (ad imitazione di quelle di Vivaldi); Cesare Pugni, oltre che violinista virtuoso anche compositore di opere, musica strumentale e balletti. Non c'è stata grande ballerina del periodo romantico che non si sia esibita in coreografie sulla musica di Pugni.

Genova è sempre stata anche un approdo di molti importanti musicisti. Punto aggregante il Teatro del Falcone (di proprietà della Famiglia Adorno) inaugurato nel 1652. Da questo teatro sono passati: Cavalli, Lotti, Monteverdi, Galuppi, Cimarosa, ecc. Nella seconda metà del Seicento si stabilisce a Genova Alessandro Stradella, figura importante del medio barocco italiano, compositore di melodrammi, personalità estroversa altalenante tra una vita dedita alla composizione e una vita scioperata.

Molti sono gli artisti che, nati a Genova, hanno trovato importanti riconoscimenti nei diversi settori del mondo musicale lavorando soprattutto all'estero: Carlo Emanuele Barbieri, compositore di numerose opere teatrali e balletti, direttore molto considerato nel campo operistico e dal 1862 direttore del Teatro Nazionale di Budapest; Michele Novaro, secondo tenore e maestro dei cori del Teatro Regio di Torino, compositore di numerosi inni tra cui l'inno nazionale italiano su testo di Goffredo Mameli; Margherita Carosio, uno dei più grandi soprani dei suoi tempi con una carriera di quasi cinquant'anni in tutti i più importanti teatri del mondo; Piero Guelfi, baritono operante intorno alla metà del XX secolo; Giuseppe Barzizza, conosciuto come Pippo Barzizza, direttore d'orchestra e compositore, autore anche di un trattato sull'orchestrazione moderna nella musica leggera; Angelo Francesco Lavagnino, ottimo violinista e compositore di musica da camera, sinfonica sacra e teatrale e di numerosissime colonne sonore di film; Natalino Otto, iniziatore del genere swing in Italia, un innovatore nel campo della musica leggera; Giancarlo Acquisti studioso del periodo barocco (direttore dell'“Antologia Monografica dal Barocco ai Tempi Nostri”) e compositore.

Negli anni sessanta a Genova nasce un movimento che, seppur in altri termini, forme e consistenza musicale, sembra ricalcare la filosofia del cenacolo trobadorico di Lanfranco Cigala: un gruppo di giovani, di provenienze ed esperienze diverse nel campo poetico e musicale, trova a Genova un ideale punto d'incontro. L'influsso degli chansonnier d'oltralpe, in alcuni di loro, è evidente. Nell'immaginario collettivo vengono definiti cantautori. I genovesi di nascita sono due: Umberto Bindi e Fabrizio De André.
Bindi, musicalmente il meglio preparato, si propone con una melodia raffinata e articolata. Il suo Arrivederci (1959) ha un notevole connotato di rinnovamento della canzone italiana. De Andrè primeggia per la sua vena poetica e la grande attenzione che pone nella scelta delle storie ed argomenti che affronta. Il suo melodiare semplice ed efficace lo rende facilmente comprensibile al popolo. Dopo un inizio stentato, tanto da fargli meditare l'abbandono, ottiene un improvviso, inatteso successo con La canzone di Marinella che segna la svolta alla sua carriera.

Ivano Fossati, uno dei più colti artisti della scena musicale italiana, più musicista che cantautore, autore di memorabili canzoni scritte anche per altri, nasce e vive nella città ligure. Gli altri cantautori hanno provenienze diverse come diverse sono le loro attività iniziali. Gino Paoli è nato a Monfalcone: originariamente pittore grafico, senza specifiche conoscenze musicali, si dedica alla canzone in modo casuale, ma ciò non gli impedisce di inanellare una lunga serie di successi da Il cielo in una stanza a Sapore di sale, Senza fine, ecc.

Luigi Tenco è nato a Cassine ma la famiglia si trasferisce a Genova quando lui ha circa dieci anni. In lui, più che in altri, si avverte l'influsso degli chansonnier: Prévert, Kosma (la loro Feuilles mortes aleggia in Mi sono innamorato di te), Brassens, Brel. Infine Bruno Lauzi, nato ad Asmara ma cresciuto a Genova, autore, fra i tanti brani, di quel Il Poeta che potrebbe essere considerato il "manifesto" di questo gruppo di creativi. Ironico, malinconico, realista, nonostante le numerose canzoni di successo, sconta una certa indifferenza da parte dei critici e dei discografici.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

Trenette al pesto
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Cucina ligure.

Fu a Genova che nel 1574 si costituì la prima Corporazione dei Pastai con un proprio statuto (Capitoli dell'arte dei Fidelari). Oltre alla rivendicata paternità del pesto, della focaccia genovese, dei blue-jeans e del gioco del lotto, Genova lega il suo nome anche alla nascita, insieme ad altre città, dell'usanza dell'aperitivo.

Persone legate a Genova[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Genova vista da illustri viaggiatori.
« Per i vichi marini nell'ambigua
sera cacciava il vento tra i fanali
preludii dal groviglio delle navi
i palazzi marini avevan bianchi
arabeschi nell'ombra illanguidita
ed andavamo io e la sera ambigua »
(Dino Campana, Genova
Canti Orfici, 1914
)

Dante non fu certo benevolo verso questa città, pure tanto ammirata ed amata da molti illustri viaggiatori, tanto che finì per mandare i suoi abitanti all'Inferno. Qui, esattamente, al trentatreesimo canto dell'Inferno della sua Comedia, il sommo poeta lancia un'invettiva che sembra non lasciare scampo:

« Ahi genovesi, uomini diversi / d'ogne costume e pien d'ogne magagna, / perché non siete voi del mondo spersi? »

Eppure sono molti i personaggi storici ai quali la città vanta di aver dato i natali o il cui nome è ad essa sono strettamente legato per uno specifico motivo: fra essi sono da ricordare - oltre agli augusti dogi - ammiragli, esploratori e navigatori (su tutti il principe-ammiraglio Andrea Doria e soprattutto Cristoforo Colombo).

Fra i patrioti il cui nome è legato a Genova per nascita o per storia si ricordano, oltre a Giuseppe Garibaldi, Goffredo Mameli, autore dell'inno nazionale italiano, Giuseppe Mazzini e Giovan Battista Perasso (il balilla icona dell'orgoglio cittadino); mentre fra gli artisti si annoverano i nomi del compositore e violinista Niccolò Paganini, del musicista Alessandro Stradella, ucciso da due sicari nel 1682, dei pittori Luca Cambiaso, iniziatore della scuola genovese, Bernardo Castello, Cesare Viazzi, Rubaldo Merello e il pittore di corte Giovanni Maria delle Piane (dalla famiglia Delle Piane), dell'architetto Renzo Piano, degli attori Vittorio Gassman e Lina Volonghi, dei poeti Camillo Sbarbaro (che nacque a Santa Margherita Ligure), Piero Jahier, Edoardo Sanguineti, Ceccardo Roccatagliata Ceccardi ed Eugenio Montale, senza dimenticare tra gli scrittori Fernanda Pivano e Minnie Alzona.

« Genova, dove si entra dai tetti delle case e si esce giù per le strade ripide, labirintica come un bosco, è la mia migliore musa. Tutte le volte che esco dall'ascensore del quartiere di Castelletto e guardo fuori mi stupisco, perché vedo sempre qualcosa di nuovo »
(Emanuele Luzzati)

Genova ha ospitato nel tempo varie personalità del mondo dell'arte e della cultura, come ad esempio gli scrittori Oscar Wilde (la cui moglie, Constance Lloyd, è sepolta nel cimitero monumentale di Staglieno), Paul Valéry (francese di nascita, ma di madre genovese, del quale si conserva una targa in un palazzo di via San Francesco) e il filosofo Nietzsche che dimorò in salita delle Battistine.

La città ha avuto anche un proprio cantore storico medioevale (sorta di cronista ante litteram) nella persona di Caffaro di Rustico da Caschifellone (o semplicemente Caffaro), con i suoi Annali, memoria storica di un'epoca di grande fulgore per la città.

Sempre nell'ambito dello spettacolo, sono da ricordare l'attore teatrale Gilberto Govi, che ha portato il repertorio dialettale genovese e la maschera del Baciccia in tutto il mondo, i cantanti Natalino Otto e Joe Sentieri, i cantautori Fabrizio De André, Luigi Tenco, Bruno Lauzi, Gino Paoli ed Umberto Bindi.

A Genova è nato anche il premio Nobel per la fisica Riccardo Giacconi.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Urbanistica[modifica | modifica wikitesto]

Area metropolitana[modifica | modifica wikitesto]

Suddivisioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Municipi di Genova e Quartieri di Genova.
I nove municipi

Durante il periodo fascista i confini delle città vennero ridisegnati ed ampliati, inglobando diversi comuni (ad ovest sino a Voltri, ad est sino a Nervi, a nord sino a Pontedecimo e Struppa), raggiungendo una notevole estensione con la creazione della cosiddetta Grande Genova.

Le delegazioni che fanno parte del comune di Genova, suddiviso in nove municipi, conservano la struttura di piccole città, con propri centri e periferie, culture e tradizioni.

Durante il boom economico degli anni sessanta vennero ampliati tutti i quartieri con nuove costruzioni e costruiti nuovi quartieri popolari come il Cep ed il Biscione.

Non è difficile osservare come gli abitanti dei rioni periferici guardino al centro cittadino come ad un'"altra" città, usando la locuzione andare a Genova per riferire l'intenzione di recarsi al centro città. Tale insieme di località diverse, fuse in un'unica realtà urbana e suburbana, rende - per molti versi - la città affascinante e unica, simile per certi versi a certi agglomerati urbani industriali dell'Inghilterra.

La città di Genova è suddivisa in nove grandi aree, denominate Municipi (all'incirca corrispondenti alle vecchie Circoscrizioni), approvate nel 2007 dal Consiglio Comunale di Genova[69] Ogni Municipio conta in media 67 500 abitanti, ed i due più popolosi sono il Centro-Est (oltre 90 000) e la Bassa Val Bisagno (quasi 78 000).

Municipio Pop. al 31/12/10[61] (% sul totale) Quartieri inclusi
Centro-Est 90 161 (14,8%) Pré, Molo, Maddalena, Oregina, Lagaccio, San Nicola, Castelletto, Manin, San Vincenzo, Carignano
Centro-Ovest 68 313 (11,2%) Sampierdarena, San Benigno, Campasso, San Teodoro, San Bartolomeo
Bassa Val Bisagno 77 721 (12,8%) San Fruttuoso, Marassi, Quezzi
Media Val Bisagno 58 034 (9,5%) Staglieno, Sant'Eusebio, San Gottardo, Molassana, Doria, Struppa, Prato
Valpolcevera 63 176 (10,4%) Borzoli, Certosa, Rivarolo, Teglia, Begato, Bolzaneto, Morego, San Quirico, Pontedecimo
Medio Ponente 61 950 (10,2%) Sestri Ponente, Cornigliano, Campi
Ponente 62 257 (10,2%) Vesima, Crevari, Voltri, Palmaro, Prà, Pegli, Multedo
Medio Levante 61 087 (10,0%) Foce, Brignole, Boccadasse, Albaro, San Martino, San Giuliano, Lido, Puggia
Levante 65 238 (10,7%) Sturla, Quarto dei Mille, Quinto al Mare, Nervi, Bavari, San Desiderio, Borgoratti

Piani urbanistici futuri[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel Medioevo Genova vantava il primato di essere la prima città a reintrodurre in chiave moderna l'oro nella monetazione occidentale, coniando il Genovino, subito copiato da Firenze nel peso e nel titolo e, ancor più tardi da Venezia. Il primato economico genovese ha il suo apogeo sul finire del secolo XIII, quando Pisa è sconfitta e i commerci sono al massimo splendore.

Genova è stata sede dei primi movimenti operai e sindacali del Novecento e della cooperativa di lavoratori portuali dei camalli (diretta derivazione della Caravana).

La sua economia e il suo mondo del lavoro hanno subito negli ultimi decenni notevoli mutamenti, passando da una connotazione prettamente industriale fondata sull'industria principale, quella del porto, ad una più moderna basata sui servizi (terziario avanzato, turismo, commercio, ecc.).

In questo senso vanno considerati i recuperi di aree degradate nelle valli dei due principali torrenti cittadini, Bisagno e Polcevera. Genova è anche sede del Salone nautico, che si svolge nella zona fieristica della città, la principale esposizione europea di nautica da diporto.

L'attività portuale è in netta ripresa, sebbene sia sempre frenata da un'insufficiente rete infrastrutturale di supporto, soprattutto ferroviaria. In questo senso si ritiene che la progettata linea ferroviaria ad Alta Velocità-Alta Capacità Tortona/Novi Ligure-Genova ("terzo valico dei Giovi"), che unirà Genova a Rotterdam), possa risolvere, se portato a compimento, parte di tali problemi.

Un altro fattore nuovo di Genova è la ricerca tecnologica. A fianco dei già presenti centri di ricerca (tra cui spicca l'ospedale pediatrico Gaslini) si è affiancato da poco l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT). Inoltre sulla collina degli Erzelli sono in corso i lavori per la costruzione del progetto Leonardo che prevede il trasferimento sulla collina della Facoltà di Ingegneria oltre che alla costruzione di un villaggio high-tech.

Genova è città industriale in chiave moderna con importanti aziende e multinazionali quali "Porto di Genova" (che comprende al suo interno una ventina di aziende-terminal tra cui la "VTE"), "Finmeccanica", "Ansaldo", "Cantiere Navale di Genova Sestri Ponente", città di sviluppo scientifico e tecnologico, e città d'arte, cultura e turismo (Centro Storico ricco di monumenti, Porto Antico, Palazzo Imperiale, Palazzo Reale, Palazzo Ducale, Palazzo Rosso, Palazzo Bianco, Acquario, Fiera Internazionale, oltre a moltissimi musei, castelli, ville e palazzi nobiliari, parchi, borghi storici come Boccadasse e i Litorali balneari dell'estremo Ponente e del Levante cittadino).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La "sopraelevata"

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Posta storicamente lungo la via Emilia Scauri, la città è servita dalle autostrade A7 Milano-Genova, A10 Genova-Ventimiglia, A12 Genova-Rosignano marittima e Autostrada A26 Genova-Gravellona Toce[70].

Per Genova passano inoltre diverse strade statali e provinciali:

Fanno parte del sistema viario di Genova alcune arterie urbane di attraversamento quali la Strada sopraelevata, le strade di circonvallazione "a mare" e "a monte" e Corso Europa, oltre che l'asse viario costiero realizzato negli anni parallelamente al primitivo tracciato dell'Aurelia.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

La stazione di piazza Principe
La stazione Brignole

La città è servita da due importanti stazioni nazionali, quella di Genova Piazza Principe e quella di Genova Brignole.

Nell'ambito del territorio comunale, oltre alle tre stazioni principali sono comprese anche 19 fra stazioni e fermate destinate al traffico regionale, che servono capillarmente i quartieri genovesi[71].

Da Genova si sviluppano cinque direttrici ferroviarie, la linea costiera verso ponente Genova-Ventimiglia, la linea costiera verso levante Genova-Pisa, la linea Genova-Ovada-Acqui Terme (parte della storica Genova-Asti) verso l'Ovadese e l'Acquese, la succursale del Giovi e la ferrovia Torino-Genova. Le due direttrici verso il Nord Italia, entrambe realizzate nella seconda metà dell'Ottocento, sono vitali per lo smaltimento delle merci del porto di Genova. Per ottimizzare lo smistamento delle merci in arrivo al porto di Genova e velocizzarne il trasferimento verso le loro destinazioni nel nord Italia e nell'Europa centro-meridionale, è in fase di realizzazione fra Genova e Novi Ligure una nuova linea prevalentemente in galleria storicamente denominata "terzo valico".

Genova è inoltre collegata con la località di Casella (sul versante padano degli Appennini) con una ferrovia a scartamento ridotto metrico, a vocazione prevalentemente turistica; tale ferrovia, chiusa all'esercizio dal 2013 per consentire importanti lavori, congiunge piccoli borghi nella campagna, superando infine di poco il crinale spartiacque tra il versante del Mar Ligure e la Pianura Padana.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il Porto di Genova comprende il porto commerciale e quello passeggeri. Il complesso portuale ha specifiche connotazioni per le diverse funzionalità e i servizi portuali. In esso sono presenti e sviluppate molteplici attività quali la commerciale dello scambio delle merci, la petrolifera, l'industriale e quelle delle attività retro portuali e della cantieristica e delle riparazioni navali, della mobilità portuale e ferroviaria e quindi tutta la complessa attività legata al trasporto dei passeggeri e turisti[72]. I numeri, riferiti al 2008, sono di un totale movimentato di 55,66 milioni di tonnellate, con un traffico commerciale di 50,64 milioni di tonnellate e un traffico passeggeri di 3,26 milioni[72]. È previsto un ulteriore sviluppo delle aeree e il loro ridisegnamento, il cosiddetto Waterfront[73] con il quale verranno realizzate nuove aree portuali e infrastrutture e riqualificati alcuni degli spazi esitenti[72].

Panorama del Porto Antico

Realtà a sè sono i porti turistici[73]: quello di Sestri Ponente (porto commerciale 2ª categoria, I classe); il Porto storico (porto commerciale 2ª categoria, I classe); il Duca degli Abbruzzi (porto commerciale 2ª categoria, I classe) ; quello alla Fiera del Mare (porto turistico non classificato) e quello di Nervi (porto pubblico 2ª categoria, IV classe).

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

L'Aeroporto internazionale "Cristoforo Colombo" è situato su una penisola artificiale realizzata nello specchio d’acqua antistante Sestri Ponente, È il principale della Liguria e il traffico generato in termini di passeggeri, seppur non particolarmente rilevante rispetto ad altri aeroporti regionali, porta comunque ad oltre un milione di passeggeri all’anno. Marginale risulta invece la movimentazione annuale di merci, con totale di circa 6,5 mila tonnellate fra merci e posta.[74]

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Sistema integrato delle linee metropolitane e ferroviarie della città di Genova
Un filobus AMT

L'offerta di trasporto pubblico a Genova è strutturata mediante i seguenti servizi:

La società cui è affidata la gestione dei servizi pubblici della città è l'Azienda Mobilità e Trasporti (AMT). Dagli anni novanta del Novecento l'offerta tariffaria è contraddistinta dalla integrazione tra mezzi gestiti da AMT e dai treni che circolano nelle stazioni in ambito cittadino[76] ciò permette l'utilizzo dei bus e dei treni del trasporto regionale utilizzando il medesimo biglietto. L'azienda gestisce oltre alla linea metropolitana M1, le funicolari e la navebus, anche 161 autolinee urbane tradizionali, 1 linea filoviaria, 11 ascensori, 3 linee di bus a chiamata e 1 servizio a chiamata riservato ai disabili.

Dal 1990 è attiva nel capoluogo ligure una linea di metropolitana leggera in prevalenza sotterranea. La linea è stata progressivamente allungata con grandi ritardi e vari aumenti della spesa preventivata. La Metropolitana di Genova conta 8 stazioni e collega il centro cittadino con il quartiere periferico di Certosa (stazione Brin).

In passato la città era servita da un'estesa rete tranviaria urbana, la cui ultima linea fu soppressa nel 1966.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Sindaci di Genova.
Palazzo Doria-Tursi, sede del Municipio

Consolati[modifica | modifica wikitesto]

A Genova hanno sede i seguenti Consolati[77]:

Consolati Generali Onorari
Danimarca, Honduras, Islanda, Principato di Monaco, Paesi Bassi, Romania, Svezia, Thailandia, Turchia.
Consolati Generali
Repubblica Dominicana, Ecuador, Panama, Perù, Russia.
Consolati Onorari
Albania, Austria, Azerbaigian, Belgio, Brasile, Bulgaria, Repubblica Ceca, Cile, Cipro, Colombia, Congo, Costa Rica, El Salvador, Estonia, Finlandia, Gabon, Germania, Gran Bretagna, Grecia, Guinea, Guinea Equatoriale, Haiti, Indonesia, Lituania, Lussemburgo, Malta, Messico, Norvegia, Polonia, Portogallo, Senegal, Sud Africa, Svizzera, Ucraina, Uganda, Ungheria, Uruguay.
Consolati
San Marino, Tunisia.
Agenzia Consolare Onoraria
Stati Uniti.
Agenzia Consolare
Francia.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Risale al 1958 il primo gemellaggio formale, per vicinanza geografica e culturale, con la città francese di Marsiglia, la rivale di sempre nel titolo di primo porto del Mediterraneo. Oltre l'oceano Atlantico la seconda, con Columbus negli Stati Uniti nel 1964, a cui sono seguiti diversi gemellaggi con altre città europee ed extra-europee[78].

Genova ha stretto accordi di "collaborazione e amicizia" e di "intesa sulla collaborazione turistica" con molte città sia italiane che straniere, tra le quali alcuni importanti centri commerciali e turistici internazionali come Barcellona, Belém, Atene, La Paz, San Pietroburgo, Ekaterinburg, Kiev, Valparaíso, Santo Domingo, Hebron e Lione, assieme a collaborazioni con molte altre città minori[79].

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La città ospita due importanti squadre di calcio militanti nel massimo campionato nazionale, il Genoa e la Sampdoria. Il Genoa, fondato nel 1893, è riconosciuta come la squadra di calcio più antica d'Italia, e vinse il primo campionato italiano del 1898, aggiudicandosi complessivamente nove campionati nazionali tra il 1898 e il 1924 e una coppa Italia nel 1937. A riconoscimento di tale primato, nel 2011 il Genoa è stato inserito nell'International Bureau of Cultural Capitals (IBOOC) - una sorta di patrimonio sportivo storico dell'umanità - su richiesta di Xavier Tudela, presidente dell'IBOOC[80]. Nel 2013 inoltre il Genoa Cricket è stato ammesso nel Club of Pioneers, associazione che raggruppa i club di calcio più antichi del mondo[81]. L'altra squadra cittadina è la Sampdoria, fondata nel 1946 dalla fusione delle storiche società Sampierdarenese (1899) e Andrea Doria (1895), che vanta tra le squadre liguri il record di presenze in massima serie e nelle competizioni europee, ha vinto il campionato di Serie A nel 1991 e l'edizione di Coppa delle Coppe 1989-1990[82]. Le due squadre nella loro storia si sono affrontate diverse volte in quello che è riconosciuto come il "derby della Lanterna". Numerose altre squadre cittadine militano in campionati a livello dilettantistico, tra le più antiche, con militanze in passato in categorie di rilievo, vanno annoverate la Sestrese e la Rivarolese.

Altri sport[modifica | modifica wikitesto]

Canottaggio

Nel 2002 si svolsero a Prà i campionati mondiali di canottaggio giovanile, per l'occasione venne costruito il rowing center antistante la stazione di Genova Prà, primo polo federale periferico del canottaggio italiano[83]

Tennis

Dal settembre 2003 a Genova si disputa annualmente il Genoa Open Challenger, torneo tennistico internazionale.

Pallanuoto

Il Genoa Cricket and Football Club Waterpolo è stata la sezione pallanuotistica della polisportiva Genoa Cricket and Football Club, che nella sua storia si è aggiudicata i primi quattro campionati italiani maschili di pallanuoto.[84] Gli altri due sodalizi genovesi che hanno vinto il massimo campionato italiano sono: la Società Ginnastica Andrea Doria per otto volte e la Sportiva Sturla una volta. Da citare inoltre: la Società Sportiva Nicola Mameli, la Società Sportiva Libertas e la Società Sportiva Nervi.

Ciclismo

Genova è stata molte volte arrivo di tappa del Giro d'Italia di ciclismo. Le ultime tre:

Nella delegazione di Pontedecimo, viene inoltre organizzato dal 1934 il Giro dell'Appennino, una delle classiche italiane.

Rugby

Hanno sede nel comune il CUS Genova Rugby che milita in Serie A e l'Amatori Rugby Genova.

Pallavolo

L'Igo Genova Volley è stata una squadra di pallavolo maschile fondata nel 1979 e sciolta nel 2010, le attività pallavolistiche da tale data vengono svolte dalla società Pallavolo Genova che ne ha acquisito i diritti.

Hockey

Nell'hockey su prato Genova vanta un'ottima tradizione, tra le squadre locali si citano: CUS Genova, Hockey Club Genova e Hockey Club Superba. È presente inoltre una squadra di hockey su ghiaccio.[85]

Atletica leggera

Tra le società che hanno sede nel comune si ricordano: il CUS Genova, e il Trionfo Ligure.[86]

Savate

Genova è presente una forte e tradizione nella pratica della Boxe Francese-Savate, testimoniata dalla presenza di numerose associazioni sportive di livello nazionale e internazionale. La città ha dato anche il suo contributo nell'evoluzione della disciplina, tanto che alcuni colpi, benché poco usati, vengono chiamati in "stile genovese".[87]

Tamburello

Il gioco del Tamburello era molto seguito nel passato. Il Campionato italiano di tamburello è stato più volte vinto da squadre genovesi: dodici volte dalla società Barabino-Sampierdarenese, quattro dalla Sestrese, mentre la Rivarolese e la società Palazzo Genovese hanno vinto il titolo una volta.

Vela

Genova è un'importante attrattiva per velisti a livello internazionale, è sede dello Yacht Club Italiano, il più antico club velico del Mediterraneo, fondato nel 1879. Dal nome della città deriva Genoa jib cioè il fiocco di Genova, unica vera invenzione italiana nella storia della vela da diporto, una vela triangolare simile al fiocco usato per la prima volta in regata da Raimondo Panario nel 1926[88]. Nel 2004 fu candidata ad ospitare l'edizione dell'America's Cup 2007, poi svoltasi a Valencia.

Impianti sportivi[modifica | modifica wikitesto]

  • Stadio Luigi Ferraris, capienza: 36 599 spettatori + 144 posti in tribuna stampa.[89]
  • Stadio La Sciorba, capienza: 7 000 posti;
  • Stadio Giacomo Carlini, capienza: 5 700 spettatori;
  • Stadio Croce, con una capienza 1 920, principale stadio da tennis della città;
  • Stadio di Albaro, principale stadio del nuoto cittadino;
  • Palasport Palafiera, con capienza fino a 20 000 posti;
  • Palasport PalaMandraccio;
  • Palaghiaccio Piazza delle Feste;
  • 105 Stadium, capienza a seconda delle configurazioni da 5000 a 6000 posti;
  • Piscina-Teatro, area porto antico;
  • Campo da canottaggio nel di Prà;
  • Campo-Scuola di Atletica Leggera di Villa Gentile.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Statistiche demografiche ISTAT, Istituto nazionale di statistica. URL consultato l'11 Luglio 2015.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Statuto Città Metropolitana di Genova/art.2 (PDF) su cittametropolitana.genova.it. URL consultato il 25 maggio 2015.
  5. ^ Elenco comuni italiani al 30 giugno 2010 (XLS), Istat.it. URL consultato il 21 maggio 2015.
  6. ^ Dati aggiornati al 30 novembre 2014, vedi: Bilancio demografico anno 2014, provincia di Genova, demo.istat.it. URL consultato il 26 maggio 2015.
  7. ^ [Urbanismi, cluster urbani e aree metropolitane - Volume Primo Italia|Prima edizione del volume di geografia urbana e statistica|Capitolo relativo alle aree metropolitane vaste e policentriche|Diffusione cartacea o pdf, singola o in abbinamento a "City Railways"|2012]
  8. ^ 53-54
  9. ^ http://tops10.loquenosabias.com/las-10-ciudades-italianas-mas-bellas
  10. ^ http://www.arteeculturaazzano.it/Definitivo/corpo_pagina_relazione_2012.htm
  11. ^ Maggiori porti del sud Europa, janejacobs.com. URL consultato il 26 maggio 2015.
  12. ^ Genova, da polmone d'Europa a porto di secondo rango, repubblica.it. URL consultato il 26 maggio 2015.
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Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Genova.
  • Giulia Petracco Sicardi, Genova in Collana di toponomastica, Torino, UTET, 1990, ISBN 88-02-07228-0.
  • Touring Club Italiano, Genova e provincia - I borghi delle due Riviere, le valli dell'entroterra in Guide d'Italia, Milano, Touring editore, 2002, ISBN non esistente.

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