Chiesa di San Luca (Genova)

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Chiesa di San Luca
Chiesa di san luca genova 01.jpg
Facciata
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
LocalitàGenova-Stemma.png Genova
ReligioneCristiana cattolica di rito romano
TitolareLuca evangelista
Arcidiocesi Genova
Stile architettonicobarocco
Inizio costruzione1626
Completamento1650

Coordinate: 44°24′37.78″N 8°55′48.59″E / 44.410494°N 8.930164°E44.410494; 8.930164

La chiesa di San Luca è un luogo di culto cattolico situato nell'omonima piazza del centro storico di Genova, nel quartiere della Maddalena. La sua comunità parrocchiale fa parte del vicariato "Centro Ovest" dell'arcidiocesi di Genova.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa fu fondata nel 1188 da Oberto Spinola, importante uomo politico di quel periodo, più volte console, su un terreno di proprietà del genero Oberto Grimaldi[2] e secondo la tradizione fu consacrata dall'arcivescovo Bonifacio nel 1191. Oberto Spinola ottenne dal papa Gregorio VIII che la chiesa fosse dichiarata parrocchia gentilizia delle due famiglie (Spinola[3] e Grimaldi) e papa Celestino III nel 1197 la esentò dal pagamento del tributo alla vicina abbazia di S. Siro.[1][4][5][6]

Nel 1485 fu eretta in collegiata e prevostura da papa Innocenzo VIII; papa Sisto V nel 1589 la confermò come parrocchia gentilizia delle famiglie Spinola e Grimaldi.[1][4]

Il tempio venne trasformato in forme barocche dall'architetto lombardo Carlo Mutone tra il 1626 e il 1650.[1][5][6][7] La chiesa fu nuovamente consacrata nel 1626 da Vincenzo Spinola, vescovo di Brugnato.[1]

Durante la seconda guerra mondiale, i bombardamenti dell'agosto 1943 causarono gravi danni alle coperture ed in particolare alla cupola, la cui armatura lignea affogata nella muratura rimase carbonizzata per l'incendio provocato dalle bombe e fu sostituita nell'immediato dopoguerra da cordonature in calcestruzzo armato. Tra il 1947 e il 1950 furono restaurati, per mano di Luigi Gerolamo Leggero (1892-1978), gli affreschi della cupola, dell'abside e del presbiterio.[8]

In epoca più recente, infiltrazioni d'acqua causate da carenze di manutenzione hanno provocato nuovi danni agli affreschi e alle decorazioni marmoree. I restauri condotti dal 2000 al 2004 hanno riportato ancora una volta all'antico splendore il ciclo pittorico della volta della cupola e i gruppi scultorei.[7]

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

L'altare maggiore con la statua dell'Immacolata di Filippo Parodi

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

La facciata che si apre su piazza San Luca, in realtà un piccolo slargo lungo l'omonima via, presenta una struttura a salienti. La parte centrale è suddivisa in due fasce sovrapposte da un cornicione riccamente decorato con bassorilievi e idealmente sorretto da due lesene corinzie lisce: nella parte inferiore della facciata si apre il portale, con timpano marmoreo, mentre in quella superiore vi è una finestra a lunetta. In corrispondenza della crociera, si trova una cupola con lanterna. Sul retro della chiesa si eleva il piccolo campanile a torre.

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L'interno della chiesa ha pianta a croce greca con l'unica navata leggermente allungata e terminante con un'abside semicircolare. Il tempio è ricco di ornamenti in marmo, eseguiti da Daniello Solaro (1624-1698) e presenta un pregiato ciclo di affreschi, realizzato nell'ultimo decennio del Seicento da Domenico Piola con la collaborazione del quadraturista Anton Maria Haffner. La serie degli affreschi raffigura l'Incoronazione della Vergine nella volta della cupola, Giaele, Giuditta, Giobbe e il Figliol Prodigo nei peducci, storie di S. Luca nel presbiterio e nel coro (San Luca pittore ritrae la Vergine e San Luca predica al popolo) e figure allegoriche di Virtù a monocromo nella controfacciata e nel transetto. Nella volta della navata San Luca battezza i neofiti e Cena in Emmaus.[4][6][7]

Opere d'arte[modifica | modifica wikitesto]

Oltre agli affreschi citati, la chiesa conserva altre opere importanti, come il gruppo marmoreo dell'Immacolata con angeli di Filippo Parodi (fine del XVII secolo), che campeggia sull'altare maggiore, il gruppo ligneo del Cristo deposto, anche questo del Parodi (dipinto dal Piola), la Natività, capolavoro di Giovanni Benedetto Castiglione, detto il Grechetto (il dipinto, realizzato nel 1645, fu definito dal Ratti "la più bell'opera che di lui abbiamo"[6]), il Crocifisso ligneo di Francesco Fanelli (1609) e un reliquiario a tabernacolo quattrocentesco, appartenente alla vecchia chiesa, collocato nel retro dell'abside ed accessibile dal corridoio della sagrestia.[1][4][7]

Organo a canne[modifica | modifica wikitesto]

L'organo a canne della chiesa è stato costruito nel 1960 dalla Fabbrica Organi Ruffatti di Padova[9]. A trasmissione elettrica, la sua consolle, separata dal corpo fonico, ha due tastiere e pedaliera.

Di seguito, la disposizione fonica:

Prima tastiera - Grand'Organo
Principale 8'
Flauto 8'
Bordone 8'
Ottava 4'
XV 2'
Ripieno 6 file
Seconda tastiera - Espressivo
Bordone 8'
Gamba 8'
Flauto a camino 4'
Principalino 4'
Sesquialtera 2 file
Flautino 2'
Pienino 3 file
Voce celeste 8'
Voce corale 8'
Tromba armonica 8'
Tremolo
Pedale
Subbasso 16'
Basso 8'
Bordone 8'
Ottava 4'
Trombone 8'

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f La chiesa di San Luca sul sito dell'arcidiocesi di Genova
  2. ^ La famiglia Grimaldi aveva già all'epoca i propri palazzi in quella zona, da poco inclusa nella cerchia muraria cittadina.
  3. ^ La chiesa di San Luca è tuttora parrocchia gentilizia della famiglia Spinola.
  4. ^ a b c d La chiesa su www.centrostoricogenova.com
  5. ^ a b G.B. Cevasco, in "Descrizione di Genova e del Genovesato", Tipografia Ferrando, Genova, 1846
  6. ^ a b c d C.G. Ratti, Instruzione di quanto può vedersi di più bello in Genova in pittura, scultura ed architettura, ecc., 1780
  7. ^ a b c d Touring Club Italiano, Guida d'Italia - Liguria, 2009
  8. ^ C. Ceschi, Restauro di edifici danneggiati dalla guerra –Liguria, su “Bollettino d'Arte”, anno 1953 - fascicolo I, Ministero per i Beni e le Attività Culturali
  9. ^ Database degli organi dal sito organnews.eu, su organnews.eu. URL consultato il 22 gennaio 2014.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Alessandra Toncini Cabella, Chiese e parrocchie gentilizie a Genova. Arte, aristocrazia, devozione, Genova, De Ferrari, 2001, ISBN 88-7172-326-0.
  • Nadia Pazzini Paglieri, Rinangelo Paglieri, Chiese in Liguria, Genova, Sagep Editrice, 1990, ISBN 88-7058-361-9.
  • Autori vari, Giornale degli studiosi di lettere, scienze, arti e mestieri, Genova, Società Ligure di Storia Patria, 1870.
  • Guida d’Italia - Liguria, Milano, TCI, 2009.
  • Autori vari, Descrizione di Genova e del Genovesato, Genova, Tipografia Ferrando, 1846.
  • C.G. Ratti, Instruzione di quanto può vedersi di più bello in Genova in pittura, scultura ed architettura, ecc., Genova, 1780.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]