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Cronache di Norimberga

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Cronache di Norimberga
Illustrazione di San Giorgio dalle Cronache di Norimberga.
AutoreHartmann Schedel
1ª ed. originale1493
Generetrattato
Lingua originalelatino

Le Cronache di Norimberga sono un'opera compilatoria di Hartmann Schedel, scritta in lingua latina nel 1493. Si tratta di una storia illustrata del mondo, la quale segue la narrazione biblica; il libro contiene inoltre la storia di molte delle grandi città dell'Occidente.

Conosciuto anche come Liber Chronicarum e Die Schedelsche Weltchronik,[1] è uno dei più importanti libri stampati nel XV secolo, molto celebre per l'integrazione del testo con numerose illustrazioni. Fu stampato a Norimberga nel 1493 da Anton Koberger e, dopo pochi mesi, fu seguito da una traduzione tedesca di Georg Alt (il suo nome più conosciuto deriva dalla città dove fu pubblicato). Alcune copie di lusso furono messe in vendita con le illustrazioni colorate a mano.

I contenuti dell'opera sono divisi in sette età:

  1. Prima età: Dalla Creazione al Diluvio universale;
  2. Seconda età: Fino alla nascita di Abramo;
  3. Terza età: Fino a Re Davide;
  4. Quarta età: Fino all'esilio babilonese;
  5. Quinta età: Fino alla nascita di Gesù Cristo;
  6. Sesta età: Fino all'epoca contemporanea alla composizione dell'opera;
  7. Settima età: Veduta della fine del mondo e Giudizio Universale.
Illustrazione della città di Norimberga.

Accusa del sangue

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La presunta crocifissione di William di Norwich, nelle Cronache di Norimberga di Hartmann Schedel

Le Cronache sono una delle fonti dell'accusa del sangue ovvero del primo caso documentato nella città di Norwich, nella contea di Norfolk in Inghilterra: la mattina di Pasqua del 1144 venne rinvenuto il cadavere del dodicenne Guglielmo (William), presumibilmente morto per un'aggressione[2]. Il corpo fu seppellito e, un mese dopo, durante un sinodo ecclesiastico locale, il padre di William accusò alcuni ebrei del posto di aver ucciso suo figlio[2]. Gli accusati vennero convocati dal vescovo Eboardo per discolparsi, ma lo sceriffo di Norwich, per evitare disordini tra ebrei e cristiani, impedì agli ebrei di recarsi dal vescovo e invitò anzi gli ebrei accusati a rifugiarsi nel castello di Norwich[2]. Quattro anni dopo, un monaco benedettino, Tommaso di Monmounth, arrivò a Norwich e, venuto a conoscenza della storia se ne interessò, fino a far divenire la vittima dell'omicidio irrisolto un martire cristiano. Per alimentare la devozione verso il presunto santo locale, compose anche un'opera agiografica della vittima, Vita et Miracula S. Wilelmi Norwicensis[3], nella quale il monaco forniva una propria ricostruzione dei fatti: il 20 marzo 1144, William sarebbe stato condotto presso una casa di ebrei, dove sarebbe stato legato e torturato, trafitto con una corona di spine e infine ucciso con una ferita al fianco destro, con una modalità che ricordava il martirio di Gesù di Nazareth; il cadavere sarebbe poi stato lavato e, infine, abbandonato nella foresta dove era stato poi, effettivamente, ritrovato. A riprova della sua tesi, il monaco indicava un testimone, un certo Teobaldo, il quale, a suo dire, era un ebreo convertitosi al cristianesimo proprio grazie all'intercessione di William, il quale era ormai in Paradiso; spinto dallo spirito di William, Teobaldo aveva deciso di raccontare la sua storia, non solo per rivelare la dinamica dei fatti, ma anche per avvisare il mondo di una vera e propria congiura ebraica contro l'intera umanità,

  1. Rispettivamente Libro delle cronache e Storia del mondo di Schedel.
  2. 1 2 3 L’accusa del sangue, 1: William di Norwich e l’origine del mito degli omicidi rituali ebraici, su Una penna spuntata, 21 marzo 2011. URL consultato il 1º marzo 2022.
  3. (EN) Thomas of Monmouth, The Life and Passion of William of Norwich, traduzione di Miri Rubin, Penguin UK, 25 settembre 2014, ISBN 978-0-14-197053-0.
  • Edizione integrale: Stephan Füssel (a cura di), Schedel'sche Weltchronik, Colonia, Taschen Verlag, 2001, ISBN 3-8228-5725-4.

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