Forte Crocetta

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1leftarrow blue.svgVoce principale: Forti di Genova.

Forte Crocetta
Forti delle Mura
Genova Forte Crocetta.jpg
Forte Crocetta nei pressi della località Belvedere
Ubicazione
StatoLesser coat of arms of the king of Italy (1890).svg Regno di Sardegna, Ducato di Genova
Stato attualeItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
CittàGenova
Coordinate44°25′26.97″N 8°53′47.01″E / 44.424158°N 8.896392°E44.424158; 8.896392Coordinate: 44°25′26.97″N 8°53′47.01″E / 44.424158°N 8.896392°E44.424158; 8.896392
Informazioni generali
TipoForte
Costruzione1818-1830
CostruttorePierre De Cotte
Materialepietra
DemolizioneAmpliamenti nel 1827
Condizione attualeabbandonato
Proprietario attualeComune di Genova
VisitabileNo
Informazioni militari
UtilizzatoreLesser coat of arms of the king of Italy (1890).svg Regno di Sardegna
Funzione strategicaCaposaldo integrato nel sistema difensivo delle Mura di Genova
Termine funzione strategicainizio Novecento
Armamento2 cannoni da 16 pollici GR (Ret)
8 obici da 21 GRC (Ret)[1]
EventiFu usato da sfollati durante la seconda guerra mondiale
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Forte Crocetta (145 s.l.m.) è una struttura militare dismessa che fa parte delle fortificazioni difensive di Genova. Il forte si trova poco a monte di Belvedere, sulle alture di Sampierdarena. È situato presso il borgo della Crocetta, sull'area già occupata dal seicentesco convento degli Agostiniani e dall'annessa chiesa del Santissimo Crocifisso, edificato dal religioso P. Gio. Batta Fabra, della Congregazione degli Eremitani Agostiniani [2] .

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Impulso alla fortificazione del sito, si ebbe nel 1747 durante l'assedio austriaco di Genova, in cui trinceramenti e l'innalzamento di terrapieni, su direzione dell'ingegnere militare Pierre De Cotte, fecero capire l'importanza della posizione.[3] Solo dopo la caduta dell'Impero Napoleonico, gli inglesi che per un breve periodo occuparono la città, piazzarono sull'altura dei pezzi d'artiglieria rivolte verso la foce del torrente Polcevera. Nel 1818 il Regno Sabaudo decise la demolizione del complesso monastico, al cui posto fui edificato in primo luogo una fortificazione a pianta pentagonale, con un solo piano e un cortile centrale, e un ingresso a ponte levatoio. Nel 1827 il forte fu ampliato con un fossato tutt'intorno, e nell'ala nord alzato di un piano per gli alloggi, protetti da volte a botte e un terrapieno; la costruzione del forte, si concluse nel 1830.

Nel 1849 durante i moti popolari, la fortificazione fu adibita a carcere per i rivoltosi catturati dai soldati del generale La Marmora, in seguito liberati, ma non prima di aver subito il terrore dell'estrema condanna.

Il forte fu quindi presidio militare armato con diversi pezzi d'artiglieria, tra cui due cannoni da 16 pollici GR e otto obici da 21 GRC. Dismesso dal demanio militare nel 1914 e sgombrato dei pezzi d'artiglieria inviati al fronte, a varie riprese fu abitato fino al 1961, e fu anche usato come rifugio per sfollati durante il secondo conflitto mondiale. Oggi è chiuso e in stato di abbandono, ma la solidità della costruzione lo mantiene in buono stato di conservazione. Nonostante vari enti si siano dichiarati disponibili, per motivi burocratici e di incompetenza statale e regionale, non sono ancora stati programmati lavori di recupero della struttura.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Vista da sud del forte

Nel forte, a pianta pentagonale, si inserisce un'entrata originariamente a ponte levatoio, da nord, che immette nel cortile interno, da dove partono varie entrate per i locali interni.

Una rampa conduce al terrapieno superiore, spianata ai lati per facilitare il trasporto al terrapieno dei pezzi d'artiglieria. Mentre una galleria di fronte all'ingresso conduce al terrapieno inferiore, dove troviamo ancora segni delle postazioni di artiglieria pesante. Sulla sinistra troviamo la cucina, e vicino alla polveriera per la batteria inferiore, troviamo l'alloggio del comandante della guarnigione.[4] nel bastione rivolto a nord della caserma, ci sono gli alloggi della truppa, con al piano sottostante i magazzini.[5]

Altro aspetto caratteristico è la presenza sul massiccio parapetto di molteplici feritoie, oggi quasi invisibili a causa della demolizione durante la Seconda guerra mondiale perché impedivano le postazioni contraerea.

Come arrivare[modifica | modifica wikitesto]

Forte Crocetta è sovrastato dall'imponente Forte Tenaglia (che fa parte delle mura secentesche di Genova, anch'esso ampliato tra il 1815 e il 1830), quindi raggiungibile a piedi da nord lungo il sentiero che parte dal Forte Sperone e da sud da Forte Belvedere.[6] In auto si arriva da varie vie traverse che partono dalla via principale di Sampierdarena, via Cantore, dove si sale da salita Belvedere, salendo lungo salita della Crocetta, dove si lascia l'automobile (perché proprietà privata) e a piedi si raggiunge rapidamente l'entrata.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ l'armamento di cui fu dotato il forte a fine '800
  2. ^ Giuseppe Marcenaro-Francesco Repetto - Dizionario delle Chiese di Genova, Tolozzi ed., Genova. 1974
  3. ^ Riccardo Dellepiane - Mura e Fortificazioni di Genova
  4. ^ Stefano Finauri - Forti di Genova
  5. ^ Foto del Forte Crocetta Archiviato il 12 dicembre 2009 in Internet Archive.
  6. ^ trekking dal Crocetta Archiviato il 9 agosto 2010 in Internet Archive.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Stefano Finauri, Forti di Genova, Servizi Editoriali, Genova, 2007, ISBN 978-88-89384-27-5
  • Tarantino Stefano-Gaggero Federico-Arecco Diana, Forti di Genova e sentieri tra Nervi e Recco alta via dei monti liguri, Edizioni del Magistero, Genova.
  • Roberto Badino, Forti di Genova, Sagep, Genova 1969
  • Riccardo Dellepiane, Mura e fortificazioni di Genova, Nuova editrice genovese, Genova, 2008, [prima edizione 1984].
  • Cappellini A., Le Fortificazioni di Genova, Ed. F.lli Pagano Editore, Genova, 1939
  • Comune di Genova - Assessorato giardini e foreste, Genova. Il parco urbano delle Mura. Itinerari storico-naturalistici, Sagep, 1994

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