Castello di Aymavilles

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Castello di Aymavilles
Château d'Aymavilles
Aymavilles0001.JPG
Il castello visto dal centro abitato
Ubicazione
Stato attualeItalia Italia
RegioneValle d'Aosta Valle d'Aosta
CittàAymavilles
Coordinate45°42′04.32″N 7°14′25.8″E / 45.7012°N 7.2405°E45.7012; 7.2405Coordinate: 45°42′04.32″N 7°14′25.8″E / 45.7012°N 7.2405°E45.7012; 7.2405
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Aymavilles
Informazioni generali
TipoCastello
StileRococò
Costruzione1287 circa-1728
MaterialePietra (tufo e travertino)
Primo proprietarioAimone di Challant
Condizione attualeChiuso per restauro
Proprietario attualeRegione Valle d'Aosta
VisitabileNo
Sito web(ITFR) www.regione.vda.it
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Il castello di Aymavilles è un caratteristico maniero della media valle valdostana situato nel comune omonimo.

Costruito su di una collinetta morenica, questo edificio di pianta quadrangolare presenta agli angoli quattro torri cilindriche dotate di caditoie.

Dal 2004 il castello è soggetto a interventi di restauro che lo rendono inaccessibile ancora al 2018[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini[modifica | modifica wikitesto]

Sorto su una collinetta morenica che degrada verso la Dora Baltea, il castello è sito in un'ottima posizione di avvistamento per controllare il passaggio nella valle centrale dove si sviluppava la via delle Gallie, che collegava Milano, allora chiamata Mediolanum, a Lione, anticamente chiamata Lugdunum, nonché verso la val di Cogne, sfruttata per l'estrazione di marmo.

Le prime tracce dell'edificio risalgono al 1287. Esso risultava profondamente diverso dalle forme attuali in quanto più somigliante una casaforte quale il castello di Écours a La Salle o il castello di La Mothe a Arvier.

La struttura era inoltre dotata di un muro di cinta per la difesa della popolazione in caso di pericolo, sul modello dei castelli di Cly e di Graines.

Il castello degli Challant[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1354, i conti di Savoia affidarono il castello a un ramo della famiglia Challant, che a tal proposito verrà denominata in seguito 'Challant-Aymavilles'. Venne aggiunto un piano e allargato verso ovest il dongione. Aimone di Challant ordinò la costruzione di un secondo muro di cinta, di un fossato e di un ponte levatoio.

All'inizio del Quattrocento, per volere di Amedeo di Challant, furono aggiunte le quattro torri dotate di beccatelli, delle quali due sono a motivi guelfi mentre le restanti a motivi ghibellini. Esse sono leggermente diseguali nelle dimensioni e collegate tra loro da un sistema di gallerie e logge, oltre che a delle torrette di difesa poste sulle mura di cinta. Le pietre utilizzate per la costruzione sono il tufo e il travertino.

Accanto alla struttura sorge ancora oggi un piccolo edificio con tetto tradizionale in pietra che un tempo ospitava le stalle.

Nel 1728, per volere del barone Giuseppe Felice di Challant (Joseph-Félix de Challant), le fortificazioni esterne furono demolite e il castello, che da quel momento restò praticamente immutato fino ad oggi, divenne un maniero dotato di parco e caratterizzato da uno scalone monumentale all'ingresso e una grande fontana. Per volontà di Joseph-Félix de Challant vennero realizzare anche le logge barocche tra le torri. Queste ultime trasformazioni conformarono l'edificio allo stile rococò, allora predominante.

Il 18 ottobre 1804 si spense nel castello di Aymavilles Maurice-Philippe de Challant-Châtillon, l'ultimo discendente maschio della famiglia Challant.

Il castello dal 1870 a oggi[modifica | modifica wikitesto]

A seguito di questo evento il castello cominciò a essere venduto a privati: il primo fu il conte Clemente Asinai Verasis di Castiglione, nel 1870, a cui seguì nel 1882 il senatore Giovanni Bombrini. Risale a questo periodo il ritrovamento, nelle soffitte del castello, di due tavole rappresentanti la Madonna e l'Arcangelo Gabriele.

Nel 1970 fu acquistato dallo Stato e ora appartiene all'amministrazione regionale. Quest'ultima cominciò sin dal 2004 la progettazione della serie di lavori di restauro mirati alla riapertura del sito al pubblico: tali lavori, in realtà, iniziarono solo a maggio 2013[1].

Sito di interesse comunitario[modifica | modifica wikitesto]

Il castello e le miniere dismesse di Aymavilles, che si estendono in una superficie di 1,6 ettari, sono stati riconosciuti siti di interesse comunitario con codice SIC IT1205034[2][3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Al via i lavori di restauro del castello di Aymavilles, Aosta Oggi, 18 maggio 2013.
  2. ^ Decreto 7 marzo 2012 (G.U. della Repubblica Italiana n. 79 del 3 aprile 2012) Archiviato il 28 dicembre 2012 in WebCite, quinto elenco aggiornato dei siti di importanza comunitaria per la regione biogeografica alpina in Italia, ai sensi della direttiva 92/43/CEE.
  3. ^ Siti di interesse comunitario della Valle d'Aosta sul sito della Regione Valle d'Aosta

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]