Trasta

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Trasta
Genova Rivarolo Trasta.jpg
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Provincia Genova Genova
Città Genova-Stemma.png Genova
Circoscrizione Municipio V Valpolcevera
Quartiere Rivarolo
Codice postale 16159
Mappa dei quartieri di Genova

Mappa dei quartieri di Genova

Trasta è un borgo di Genova, che fa parte del Municipio V - Valpolcevera, di cui costituisce una "unità urbanistica".

Il toponimo Trasta, di origine latina, indicherebbe l'esistenza di un guado sul torrente e sarebbe una corruzione del nome Tulelasca, o Trasca. La desinenza asca, di derivazione celtica o iberica, avrebbe il significato di borgata posta tra due correnti d'acqua, appunto il torrente Trasta ed il Polcevera.

Trasta è stata una frazione del comune di Borzoli fino al 1926, quando questo comune, insieme ad altri diciannove, fu accorpato al capoluogo ligure per costituire la cosiddetta Grande Genova. Dopo l'unificazione, nell'ambito della suddivisione amministrativa del comune di Genova fu accorpata alla circoscrizione (o "delegazione", come veniva chiamata un tempo) di Rivarolo.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Trasta è situata sul lato destro del torrente Polcevera, nella bassa val Polcevera, di fronte a Teglia, con la quale è collegata da un ponte stradale e da una passerella pedonale.

Il borgo è costituito da un gruppo di case in parte adagiate lungo il torrente Polcevera, in parte lungo il torrente Trasta e da piccoli gruppi di case sparsi sul versante destro della valle del torrente Trasta. Alle spalle del borgo si erge il bric Teiolo (660 m), sulla cui cima ci sono resti di batterie contraeree della seconda guerra mondiale

Al centro dell'abitato su una modesta altura sorge la Chiesa di Nostra Signora dell'Aiuto, costruita tra il 1915 e il 1918 ed aperta al culto il 19 ottobre 1919.

Trasta è a sua volta suddivisa in sottozone, i cui nomi non vengono più menzionati nelle cartine comunali, ma che sopravvivono nel comune parlare della gente del luogo e nei nomi di alcune strade della zona[1]. Così al centro del borgo si ha la zona detta "dei Barabini" (in lingua ligure Barabin) che comprende la piazza della chiesa e le case ai suoi piedi; la zona di Monticelli (in genovese Muntexellu) che comprende Salita Ca' dei Trenta e Salita della Cittadina; più distaccate sono le zone del Pavian, della Noce (Nôxe in genovese, che deve il suo nome alla presenza, un tempo, di un albero di noci in corrispondenza dell'intersezione tra via Trasta e via Adda) e di Villa Rosa.

La strada di Salita Ca' dei Trenta catapulta il passante dalla città all'aperta campagna, in una zona completamente residenziale dove sono presenti molti terreni agricoli ancora oggi coltivati; a dividere la zona cittadina industriale da quella di campagna c'è la ferrovia Genova-Torino (linea cosiddetta "Succursale", oggi percorsa dai treni a lunga percorrenza) la cui presenza ha contribuito in gran parte a preservare tale zona dall'espansione edilizia che ha invece caratterizzato l'altra sponda del Polcevera.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La zona - come scrive lo storico Persoglio nelle sue Memorie della parrocchia di Murta - prende il nome dal torrente Trasta che dal monte Teiolo scende a sfociare nel Polcevera.

In due documenti del 1143 e del 1186, la località è chiamata anche con il nome di Trasto e Tresto.

Nel 1640 il sestiere di Trasta era dominio assoluto di alcune famiglie genovesi che vi avevano installato il loro feudo; tra queste si ricordano le famiglie dei Serra, dei Barabini e dei Monticelli alle quali, per le loro benemerenze, erano state dedicate ai primi una piazza e agli altri una via. Queste famiglie erano molto facoltose ma anche molto industriose e nella borgata avevano installato filatoi e molini azionati dalle le acque del torrente Trasta, formato dalla confluenza dei fossati di Vaccarivà (Vaccarilio e Fontanelle).

Il fossato Vaccarivà e in seguito quello di Trasta dividevano Murta dal comune di Borzoli.
Ancora oggi esiste una "Ciusa" (chiusa) che dava acqua ed energia a tutti gli impianti industriali ed agricoli della zona.

Ai tempi dell'invasione austriaca nel 1746 e 1747, scrive ancora lo storico Persoglio, i nemici si accamparono nel torrente Trasta, occupando il borgo che adibirono a deposito di cavalli e munizioni e in quella circostanza bruciarono ben sedici case.

Nelle alluvioni del 1883 molte antiche e nobili case rimasero gravemente danneggiate a causa del forte aumento di flusso d'acqua del torrente Trasta, giunto pressoché allo stesso livello del Polcevera.

Tra il 1849 e il 1853 fu costruita una linea ferroviaria destinata al solo traffico merci che partendo da Campi di Cornigliano e percorrendo la sponda destra del Polcevera arriva a Bolzaneto. Proprio a Trasta questa linea si collegava tramite un ponte con la linea ferroviaria Genova-Torino, che percorre la sponda opposta del torrente. Nel centro di Trasta si trovavano anche una stazione ferroviaria, utilizzata esclusivamente per il traffico merci, e nelle vicinanze, in un'ampia zona pianeggiante ai piedi della collina di Murta, la "Squadra Rialzo di Trasta" dove erano svolte operazioni di manutenzione e riparazione di carri ferroviari e vetture passeggeri. In precedenza questo spazio era stato utilizzato, durante la prima guerra mondiale, negli anni 1917 e 1918, come pista d'atterraggio per il collaudo degli aerei S.V.A., costruiti dall'Ansaldo.
Negli anni duemila ta linea ferroviaria e le annesse infrastrutture sono state dismesse.

Per lo straordinario sviluppo industriale della val Polcevera e per l'aumento demografico la zona di Trasta da borgata a carattere prevalentemente residenziale nel secondo dopoguerra ha visto l'insediamento di numerose attività di tipo commerciale e industriale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Passo dei Barabini, la strada ottocentesca parallela al Polcevera che portava a Bolzaneto, lungo la quale sorgevano numerose residenze signorili, oggi ridotta ad un viottolo che contorna i capannoni dismessi della "Squadra Rialzo", ma che un tempo, prima della costruzione della moderna viabilità, era una delle principali vie di accesso al borgo; Via Barabini di Teglia, sulla sponda opposta del Polcevera, nel centro di Teglia, che collega la passerella pedonale sul torrente con la chiesa di Sant'Anna di Teglia.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • L. Persoglio, Memorie della Parrocchia di Murta in Polcevera, 1873.
  • M. Lamponi, Valpolcevera, come eravamo, 1983, Guido Mondani Editore.
  • C. Praga, Genova fuori le mura, 2006, Fratelli Frilli Editori.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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