Terzo valico

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Genova-Tortona
Terzo valico dei Giovi
Alta Velocità - Alta Capacità
Stati attraversatiItalia Italia
InizioGenova
FineTortona
Attivazione2025 (prevista)
GestoreRFI
Lunghezza53 km
Scartamento1435 mm
ElettrificazionekV CC (predisp. per 25 kV CA)[1]
NoteSito web progetto: terzovalico.it
Sito web commissario: terzovalico.mit.gov.it
Ferrovie

La ferrovia Genova-Tortona, conosciuta anche come terzo valico dei Giovi o più semplicemente terzo valico, è una linea ferroviaria in costruzione finalizzata a creare un collegamento veloce fra Genova e Tortona e, più in generale, tra la Liguria e la Pianura Padana; i lavori sono iniziati nell'autunno 2013 e la linea sarà completata e attivata nel 2025.[2]

La linea è ritenuta una priorità nell'ambito del collegamento con l'Europa centrale per il trasporto delle merci che transitano giornalmente dal porto ligure. In particolare, l'opera si inserisce nel Corridoio Reno - Alpi[3], che è uno dei corridoi della rete strategica transeuropea di trasporto che collega le regioni europee più densamente popolate tra il porto di Rotterdam (sul Mare del Nord) e il Nord Italia.[4]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il collegamento ferroviario tra la Liguria e la Pianura Padana, difficoltoso per la necessità di valicare gli Appennini attraverso il passo dei Giovi, è stato oggetto di grandi progetti sin dai primissimi anni di esistenza del treno come mezzo di trasporto. Il primo valico fu la galleria dei Giovi (3254 metri) sull'originaria linea Torino-Genova, all'epoca la galleria più lunga del mondo, aperta al traffico nel 1853; il secondo valico fu la galleria di Ronco (8291 metri) sulla ferrovia succursale dei Giovi, anch'essa di notevole lunghezza per l'epoca, aperta al traffico nel 1889. Entrambe queste gallerie sono tuttora in servizio, la prima utilizzata prevalentemente dal traffico ferroviario locale, la seconda dai collegamenti di lunga percorrenza e dai convogli merci.

Con la crescita del traffico merci nel porto di Genova e con i primi progetti di alta velocità ferroviaria, negli anni '70 si cominciò a discutere della possibilità di realizzare un nuovo valico ferroviario a quota più bassa, in modo da aumentare la capacità e l'efficienza del trasporto ferroviario tra Genova e il resto del Nord Italia[5].

La costruzione della linea venne inizialmente affidata al Consorzio Collegamenti Integrati Veloci, quale contraente generale, costituito nel 1991 dalle imprese Grassetto Lavori (di Salvatore Ligresti) con il 25%, Del Prato con il 25%, Itinera (che faceva capo a Marcellino Gavio) con il 20%, Gambogi con il 20%, Tecnimont SpA con il 5%, CER fra le cooperative di Produzione e Lavoro con il 3% e Collegamenti Integrati Veloci SpA (gruppo bancario) con il 2%. Le stesse furono presto coinvolte in un un'inchiesta per tangenti: alcune di esse fallirono, altre vennero rilevate dalla Itinera, le restanti si ritirarono dal consorzio.

Nel 1996 si cominciò a scavare tre fori pilota. Una nuova procedura di Valutazione di Impatto Ambientale si concluse negativamente, e il 24 febbraio 1998 i cantieri del consorzio furono chiusi dal Nucleo Operativo Ecologico dei Carabinieri in seguito a un'inchiesta promossa dalla Procura di Milano, che sfociò nell'assoluzione degli imputati per la intervenuta prescrizione del reato.

Nel 1999 la IX Commissione Trasporti della Camera dei deputati impegnò il Governo a promuovere nuovamente il progetto terzo valico quale parte prioritaria della prevista tratta Milano-Genova. Il 21 dicembre 2001 il Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica (CIPE) approvò il primo programma delle opere strategiche ex Legge n. 443 del 21 dicembre 2001 ("Legge Obiettivo") inserendo il progetto del Terzo Valico ferroviario nell'elenco delle infrastrutture strategiche e delle opere di preminente interesse nazionale. Nel 2002 il Ministero delle infrastrutture e dei trasporti approvò il tracciato, che l'anno seguente ottenne il via libera definitivo.[6]

Il 29 settembre 2003 il CIPE approvò il progetto preliminare e lo studio di impatto ambientale del "Terzo valico dei Giovi". Il costo complessivo delle opere venne stabilito in 5 miliardi di euro che, per le opere di maggiore priorità, sarebbero stati anticipati da Rete Ferroviaria Italiana (RFI). Il 26 ottobre 2004 un decreto interministeriale consentì alla società Infrastrutture SpA un indebitamento di 35 miliardi di euro contro i 25 fissati dal decreto di fine 2003. Per far fronte a ciò, il Governo autorizzò quindi la società a emettere bond pluriennali per complessivi 4,7 miliardi di euro.

Nel frattempo il Consorzio era così diventato:

Nel marzo 2006 il CIPE approvò il progetto definitivo sbloccando il 18 dicembre 2008 una quota pari a 7.356 milioni di euro, mille circa dei quali destinati all'inizio dei lavori per la realizzazione dell'opera. Il restante ammontare dell'investimento sarà coperto tramite l'emissione di obbligazioni dalla Cassa depositi e prestiti.

Il 28 luglio 2011 Rete Ferroviaria Italiana ha sottoscritto il verbale di accordo con il Consorzio per dare avvio ai lavori di costruzione. Il CIPE ha successivamente deliberato lo stanziamento di 500 milioni di euro per la viabilità e la riapertura dei cantieri[7] e di 1.100 milioni di euro per finanziare il secondo lotto, che include lo scavo della galleria di valico.

I cantieri sono stati aperti nel corso del 2013.

Nel 2014 il consorzio ha visto l'uscita della Tecnimont Spa e di conseguenza le restanti società si sono suddivise in questo modo:

Il 27 luglio 2015 è stato abbattuto l'ultimo diaframma della galleria Campasso, che permetterà di collegare la galleria di valico all'intersezione con la linea ferroviaria esistente.[8]

La galleria Polcevera, una delle 4 gallerie di servizio, è stata completata il 29 ottobre 2015; lo scavo dei 1958 metri di questa galleria è avvenuto grazie all'uso di una TBM S-914.[9]

A seguito di alcune inchieste per corruzione, sono state invalidate nel 2017 13 gare d'appalto, e il Governo ha nominato l'ing. Marco Rettighieri amministratore straordinario del Cociv, il consorzio di imprese titolare della realizzazione dell’opera per conto di Rete Ferroviaria Italiana, e composto da Salini-Impregilo con il 64%, Società Italiana Condotte d’Acqua S.p.A. 31% e Civ 5%[10]. Il 24 novembre 2018, l'ANAC e il Prefetto di Roma hanno firmato il provvedimento di cessazione anticipata dall'incarico di amministratore straordinario, riportando ai soci del Consorzio la gestione operativa dell'opera[11].
È prevista l'apertura di cantieri finalizzati a interventi infrastrutturali e tecnologici per il quadruplicamento della linea Milano Rogoredo-Pavia e alla riduzione dei tempi di percorrenza fra Pavia e Tortona[12].

Nel corso del 2018 la prosecuzione dell'opera è stata condizionata all'esito di una analisi costi-benefici: da tale analisi è risultato che i costi sono superiori ai benefici. Tuttavia, in considerazione dello stato di avanzamento dei lavori e del fatto che gli appalti fossero già in corso, abbandonare l'opera avrebbe avuto dei costi contrattuali notevoli; pertanto il 13 dicembre 2018 il Ministro Danilo Toninelli ha presentato il rapporto di valutazione ed espresso un parere favorevole alla prosecuzione dell'opera con opportune modifiche.[13][14] Il 5 giugno 2019 l'opera è stata accorpata con il passante ferroviario di Genova.[15]

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

[A 1] Stazioni e fermate 
Continuation backward
per Milano e per Piacenza
Station on track
0+000 Tortona 117 m s.l.m.
Unknown route-map component "ABZgl" Unknown route-map component "CONTfq"
per Genova (via Storica e via Succursale)
Non-passenger station/depot on track
52+779 Bivio/PC Tortona
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZgr"
per Alessandria
Non-passenger station/depot on track
47+550 Rivalta Scrivia
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "xABZgr"
45+215 Bivio raccordo Pozzolo per Novi Ligure
Unknown route-map component "exSKRZ-Au"
raccordo Autostradale A26/A7
Unknown route-map component "extSTRa"
42+778 galleria Pozzolo (1.984 m)
Unknown route-map component "extSTRe"
40+794
Unknown route-map component "extSTRa"
36+585 galleria Serravalle (7.094 m)
Unknown route-map component "dCONTgq"
Unknown route-map component "eABZq2" + Unknown route-map component "lMSTRc2o" + Unknown route-map component "extSTRc2"
Unknown route-map component "xtKRZ" + Unknown route-map component "extSTRc3"
Unknown route-map component "dCONTfq"
ferrovia Torino-Genova
Unknown route-map component "extSTRc1" Unknown route-map component "extABZg+4"
33+705 Interconnessione di Novi
Unknown route-map component "extSTRe"
29+491
Unknown route-map component "exDST"
28+735 PM Libarna
Unknown route-map component "extSTRa"
28+464 galleria di Valico (27.342 m)
Unknown route-map component "extSTR+GRZq"
confine Piemonte-Liguria
Unknown route-map component "extCONTgq" Unknown route-map component "extABZgr"
2+501 Interconnessione di Voltri per Ventimiglia
Unknown route-map component "extSTRe"
1+222
Unknown route-map component "extSTRa"
1+178 galleria Campasso (741 m)
Unknown route-map component "extSTRe"
0+437
Unknown route-map component "xABZg+l" Unknown route-map component "CONTfq"
per Tortona (via Succursale)
Non-passenger station/depot on track
0+000 Bivio/PC Fegino
Unknown route-map component "CONTgq" Unknown route-map component "ABZgr"
per Genova Piazza Principe (via Sampierdarena) e per Genova Campasso/porto di Genova
Continuation forward
per Genova Piazza Principe (via Granarolo)
Legenda · Convenzioni di stile

Il tracciato si svilupperà per 53 chilometri, 37 dei quali in galleria; è inoltre prevista la realizzazione di interconnessioni per complessivi 13 km. La tratta sarà integrata con la rete ferroviaria già esistente, assicurando a sud il collegamento diretto con i bacini portuali e con le linee Genova-Ventimiglia e Genova-Pisa; a nord sarà collegata alla linea per Torino in prossimità di Novi Ligure e, in direzione di Milano, alla linea Alessandria-Piacenza, in prossimità di Tortona.[16]

La linea da Genova a Novi Ligure, indipendente rispetto alle linee esistenti, utilizzerebbe gallerie naturali, tranne un breve tratto all'aperto in corrispondenza di Libarna, dove è prevista la costruzione di un posto di movimento per le manovre di soccorso, sosta e manutenzione. Da Novi Ligure a Tortona dovrebbero essere realizzate due gallerie artificiali. Le gallerie naturali utilizzate sarebbero nove, mentre quelle artificiali progettate sono cinque.[17]

Tra le principali opere previste dal progetto, le più impegnative sono:

  • la galleria di Valico, di circa 27 km, la più lunga della linea (e che diventerà il tunnel ferroviario più lungo d'Italia);
  • la galleria naturale Serravalle, di circa 7 km;
  • la galleria artificiale Pozzolo, di circa 2 km.

La prima fase della realizzazione prevede la costruzione, da Genova ad Arquata Scrivia, dei 27 km del tunnel di valico costituito da due gallerie affiancate e di 5,9 km di gallerie a binario semplice per le interconnessioni sul territorio di Genova, verso Voltri.[18]

La seconda fase prevede altri 14 km di doppie gallerie sotterranee da Arquata Scrivia a Novi Ligure, 3 km di gallerie per la connessione con Novi Ligure e 5 km di binario doppio allo scoperto.

Successivamente, per circa 16 km, il tracciato si estende oltre Novi Ligure, fino alla periferia di Tortona, collegandosi presso Pozzolo Formigaro con la linea preesistente e raddoppiandone il binario.[17]

Contando tutte le gallerie (sia quelle singole che quelle doppie), la totale lunghezza dei tunnel del Terzo Valico è di circa 87 km.[19]

Opere accessorie[modifica | modifica wikitesto]

La costruzione del terzo valico ha anche portato la creazione di molte opere accessorie in Liguria e Piemonte, tra cui le gallerie Borzoli-Erzelli a Genova che collegano il quartiere di Genova Borzoli con il casello autostradale "Genova Aeroporto" dell'autostrada A10 Genova-Savona, accanto al nuovo polo scientifico-tecnologico di Erzelli.[20] Le gallerie sono state inaugurate e aperte alla circolazione nel febbraio 2017.[21]

Costi e tempi[modifica | modifica wikitesto]

Secondo quanto riportato nel sito ufficiale dell'opera, la spesa complessiva è pari a 6,853 miliardi di euro divisi in 6 lotti costruttivi e 2 opere complementari nel Nodo di Genova (passante ferroviario di Genova e potenziamento dello scalo Genova-Campasso).[22] L'attivazione della linea è prevista entro il 2025.[23]

Critiche al progetto[modifica | modifica wikitesto]

Il terzo valico ha ricevuto diverse critiche in merito all'utilità e al costo.[24][25]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Terzo valico - Progetto - Numeri, in terzovalico.it. URL consultato il 16 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 26 ottobre 2015).
  2. ^ Comunicato stampa del 16/04/2021 | MIT, su mit.gov.it. URL consultato il 1º ottobre 2021.
  3. ^ San Gottardo, gli svizzeri ci hanno dato l'ennesima lezione, su Il Fatto Quotidiano, 1º giugno 2016. URL consultato il 1º giugno 2016.
  4. ^ Terzo valico - Progetto - Focus on, in terzovalico.it. URL consultato il 16 ottobre 2015.
  5. ^ Una nuova polemica a Genova ma questa volta per la ferrovia, in La Stampa, 7 agosto 1977, p. 6.
  6. ^ Terzo valico - Progetto - Tappe del progetto, in terzovalico.it. URL consultato il 16 ottobre 2015 (archiviato dall'url originale il 26 settembre 2015).
  7. ^ Ministero delle infrastrutture e dei trasporti, su mit.gov.it.
  8. ^ ABBATTUTO L’ULTIMO DIAFRAMMA DELLA GALLERIA NATURALE CAMPASSO, PRIMO TUNNEL DI LINEA DEL TERZO VALICO - Cociv, su terzovalico.it. URL consultato il 25 novembre 2015.
  9. ^ LA TBM GIULIA TERMINA LO SCAVO DELLA FINESTRA POLCEVERA: AL VIA GLI SCAVI DELLA GALLERIA DI LINEA PIÙ LUNGA DEL TERZO VALICO - Cociv, su terzovalico.it. URL consultato il 25 novembre 2015.
  10. ^ Terzo valico, dopo le inchieste il commissario: 13 maxi-gare da rifare, su assoutenti.liguria.it, 4 aprile 2017 (archiviato il 25 settembre 2017).
    «Fra le misure attuate sul fronte della comunicazione, sono stati installati 17 monitor elettronici in undici comuni lungo il tracciato della nuova linea, che hanno la funzione di riportare informazioni relative al trattamento dell’amianto e ai controlli sulla qualità dell’aria effettuati in cantiere dal Cociv e caricati dall’Arpa»
  11. ^ Salini Impregilo al vertice del Terzo Valico, su trasportoeuropa.it.cloud.seeweb.it, 21 novembre 2018. URL consultato il 24 novembre 2018 (archiviato dall'url originale il 24 novembre 2018).
  12. ^ M. Morino, Terzo valico, Genova aggancia l’Europa, su ilsole24ore.com, 10 agosto 2017 (archiviato il 26 settembre 2017).
  13. ^ MIT - Analisi costi-benefici 2018
  14. ^ TERZO VALICO: ecco l'esito del Rapporto del MIT e le decisioni del Ministro TONINELLI, su ingenio-web.it. URL consultato il 13 dicembre 2018.
  15. ^ TELENORD, Sblocca cantieri, ok al Senato: il nodo ferroviario avrà un commissario, su telenord.it. URL consultato il 29 giugno 2020.
  16. ^ Terzo valico - Progetto - Il tracciato, in terzovalico.it. URL consultato il 16 ottobre 2015.
  17. ^ a b Ibidem
  18. ^ Terzo valico - Progetto - Opere principali, in terzovalico.it. URL consultato il 16 ottobre 2015.
  19. ^ Mit.Gov.it - Linea del Terzo Valico
  20. ^ TerzoValico.it Viabilità Borzoli-Erzelli
  21. ^ Comune.Genova.it - Nuova viabilità Chiaravagna Borzoli Erzelli: più sicurezza sulle strade del Ponente
  22. ^ Nodo di Genova | Commissario Terzo Valico, su terzovalico.mit.gov.it. URL consultato il 15 luglio 2021.
  23. ^ Focus on - Cociv, su terzovalico.it. URL consultato il 3 maggio 2021.
  24. ^ L’assurdità del Tav – Terzo Valico Archiviato il 25 maggio 2019 in Internet Archive. 7 marzo 2012
  25. ^ fivedabliu - Le ragioni tecniche del no al Terzo Valico 1 giugno 2018

Annotazioni[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Le progressive chilometriche sono riferite al binario pari.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Pedemonte, Per una storia del Terzo Valico, Ivlia Dertona, 2001, XLIX, 84.
  • Franco Manzitti, Bucare il futuro, De Ferrari editore, 2010.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Siti web ufficiali[modifica | modifica wikitesto]

Altri siti web[modifica | modifica wikitesto]