Erzelli

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Erzelli
Parco Scientifico Tecnologico di Genova
Grattacieli al centro del parco scientifico tecnologico degli Erzelli, ottobre 2013.
Grattacieli al centro del parco scientifico tecnologico degli Erzelli, ottobre 2013.
Stato Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Città Genova-Stemma.png Genova
Quartiere Cornigliano

Coordinate: 44°25′28″N 8°51′50″E / 44.424444°N 8.863889°E44.424444; 8.863889

Erzelli è una zona di Genova del quartiere di Cornigliano,[1] ubicata sulle alture tra Sestri Ponente e Borzoli. È inoltre il nome con cui ci si riferisce solitamente al Parco Scientifico Tecnologico "Leonardo Da Vinci", in costruzione nella medesima area.

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene che il toponimo derivi dal termine ligure “erxi” (con la “x” pronunciata come la “j” francese), che significa “lecci”. Per questo molti, parlando della collina,i genovesi si riferiscono "agli Erzelli" anziché "ad Erzelli", come un qualsiasi altro quartiere genovese.

In questa località non vi sono attualmente, come non vi furono in passato, significativi insediamenti abitativi.

Un tempo il toponimo “Erzelli” indicava tutta l’area che dal monte Croce scendeva fino al breve tratto di mare tra Cornigliano e Sestri Ponente, dirupato e brullo, chiamato "il deserto" dove, su un isolotto vicino alla spiaggia sorgeva, sembra fin dal VII secolo, un piccolo convento.

In questo sito, nel frattempo unito alla terraferma per l’accumulo di detriti trasportati dai torrenti, e sovrastato da un fortino fatto costruire nel Seicento dalla Repubblica di Genova, l’imprenditore Edilio Raggio fece costruire nell’Ottocento il palazzo noto come Castello Raggio, scomparso nell’ultimo dopoguerra con l’interramento di quel tratto di mare per costruirvi insediamenti industriali.

Oggi con il termine Erzelli si identifica la spianata di 44 ettari (0.44 km2), ricavata dallo sbancamento della collina di Monte Croce, effettuato, a partire dagli anni trenta e continuato fino ai primi anni sessanta, per il riempimento a mare, prima, dell'area su cui sorse lo stabilimento siderurgico ILVA - Italsider e, poi, di quella dell'aeroporto di Genova.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Cartina della zona del medio ponente genovese, al cui centro si trova l'area di Erzelli (in giallo)

L’area è direttamente raggiungibile con una strada che inizia dal casello Genova-Aeroporto della Genova-Savona recentemente riadattata al traffico urbano e alla percorrenza dei mezzi pubblici (2012) per rendere più agevole e meno ripido l'accesso alla spianata; fino al 2009 gran parte di essa è stata utilizzata per più di venti anni come deposito di container vuoti.

L'area si trova vicino ad importanti collegamenti infrastrutturali:

Sul versante della Collina degli Erzelli, si trova l’antica Badia di Sant’Andrea, fondata nel 1100 dai monaci cistercensi, ora sconsacrata, dove fino ai primi anni settanta la domenica mattina veniva celebrata la messa in latino dai monaci Benedettini.

Parco Scientifico e Tecnologico di Genova[modifica | modifica wikitesto]

Dagli anni novanta ad oggi, il nome Erzelli in Liguria è diventato sinonimo del Parco Scientifico Tecnologico in costruzione sulla collina. Il parco scientifico tecnologico avrebbe dovuto contenere, almeno secondo il progetto originale, sia le sedi di numerose aziende d'alta tecnologia, sia i laboratori d'istituti di ricerca scientifica, nonché le aule e i laboratori Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Genova. Ad oggi però, seppur il parco già ospiti le sedi delle multinazionali Ericsson e Siemens, il polo tecnologico è ancora lontano dalla sua compiutezza, soprattutto a causa del più volte rinviato trasferimento della Facoltà d'Ingegneria dell'ateneo genovese.

Un ritardo causato da diversi fattori, come l'evidente complessità dell'operazione del trasferimento della sede universitaria dal quartiere di Genova Albaro alla collina degli Erzelli, che prevede quindi la vendita dei terreni e degli immobili dell'attuale sede e l'acquisizione dei nuovi spazi nel polo tecnologico. Secondo alcuni, il ritardo sarebbe anche colpa delle resistenze dei professori della suddetta facoltà, che non vorrebbero trasferire i loro uffici e laboratori nella nuova sede ritenuta troppo lontana, che dista circa 10 km da quella attuale.

Oltre all'Università di Genova, anche alcune aziende hanno ritardato il loro trasferimento nel parco tecnologico, principalmente a causa della crisi economica che le ha spinte a rivedere il bugdet inizialmente preventivato per il trasferimento delle sedi, ma anche per l'attuale mancanza di collegamenti infrastrutturali adeguati verso il polo tecnologico. Un progetto per la costruzione d'una cabinovia per il collegamento con la stazione ferroviaria di Stazione di Genova Sestri Ponente Aeroporto e il parco tecnologico è già stato finanziato dalla Commissione Europea.[2]

Favorevoli e contrari[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, si sono espressi a favore del progetto del parco scientifico tecnologico tra gli altri: Federico Rampini (giornalista di Repubblica), Marco Doria (sindaco di Genova), Raffaella Paita (assessore Regione Liguria), e Claudio Burlando (presidente Regione Liguria), oltre ai dirigenti Confindustria Genova ed ovviamente ai titolari di Genova High Tech.

Si sono espressi contro al progetto invece Sandro Biasotti (deputato di Forza Italia)[3], Maurizio Rossi (senatore di Scelta Civica e proprietario dell'emittente televisiva Primocanale), Edoardo Rixi (politico della Lega Nord)[4], Pierfranco Pellizzetti (giornalista del Fatto Quotidiano)[5], Susy De Martini (politica de la Destra).[6]

La storia[modifica | modifica wikitesto]

L'idea d'una serie di parchi tecnologici in Italia fu avanzata per la prima volta nel 1989 da Carlo Fracanzani, allora Ministro delle Partecipazioni Statali del Governo De Mita.[7] Il piano industriale inizialmente prevedeva la creazione d'un parco tecnologico per le zone che più avevano sofferto la de-industrializzazione negli anni ottanta: Napoli, Terni, Taranto e Genova.

Negli anni successivi Terni e la Regione Umbria fecero tesoro dei fondi del piano per la creazione del Parco Tecnologico dell'Umbria Sitech, inaugurato ufficialmente nel 1994 (che nel frattempo ha cambiato nome in Umbria Innovazione).[8] Lo stesso è avvenuto per Napoli: nel 1994 veniva inaugurato TechNapoli, il Parco Scientifico e Tecnologico dell’area metropolitana di Napoli e Caserta.[9] Per Taranto e la Puglia, invece, le cose sono andate un po' a rilento e l'inaugurazione del Polo Scientifico Tecnologico Magna Grecia di Taranto è avvenuta solo nell'ottobre 2014.[10]

All'appello manca il parco scientifico tecnologico di Genova, che nel corso dei decenni è passato attraverso diversi problemi e rinvii.

La spianata di Erzelli ad aprile 2010

Agli inizi degli anni 2000, un gruppo d'imprenditori e manager liguri riuniti sotto l'associazione Dixet[11] costituiscono la società Genova High Tech (GHT) SpA finalizzata proprio alla realizzazione del polo tecnologico.[12] La società viene capitanata da Carlo Castellano, amministratore delegato di Esaote SpA, e da Giuseppe "Pino" Rasero, ex dirigente dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI). Nella società sono presenti, tra le altre, quote di Intesa Sanpaolo, Banca Carige, Aurora Costruzioni, Coop Liguria, Prometeo Srl di Giuseppe Rasero, Talea SpA ed EuroMilano Spa, la società immobiliare che ha progettato il campus universitario Bovisa del Politecnico di Milano nella zona nord del capoluogo lombardo.[13]

Genova High Tech e i suoi soci scelgono Erzelli per la costruzione del parco tecnologico per vari motivi. Oltre ad essere un'area libera da costruzioni, si tratta d'un zona raggiungibile facilmente via treno (sono due le stazioni ferroviarie nelle vicinanze: la stazione ferroviaria di Genova Sestri Ponente e la stazione ferroviaria di Genova Cornigliano), via autostrada (la zona è infatti situata accanto al casello autostradale "Genova Aeroporto" dell'autostrada A10 Genova-Savona), via aerea (a pochi metri dalla collina si trova l'aeroporto di Genova "Cristoforo Colombo").

Il progetto del nuovo Parco Scientifico e Tecnologico di Genova prevede, oltre alla realizzazione di una nuova sede per la Facoltà d'Ingegneria dell’Università di Genova, la costruzione di edifici per centri di ricerca e aziende high tech come la tedesca Siemens e la svedese Ericsson, la creazione di un parco urbano con strutture ricreative, servizi commerciali e culturali, laboratori e residenze per studenti e ricercatori. Il parco tecnologico sarà cablato da una rete wi-fi a banda larga. L’area verde nella zona di Monte Guano, tra Sestri Ponente e Cornigliano, ospiterà spazi attrezzati per il gioco e lo sport con una pista da corsa di 10 km, spazi di sosta, percorsi pedonali e corsi d’acqua aperti al pubblico. Il progetto di riqualificazione della collina degli Erzelli, con un’estensione di 440.000 m2, è curato dalla società Genova High Tech Spa, fondata nel 2005 da Intesa Sanpaolo, Banca Carige, EuroMilano Spa ed Aurora Costruzioni.

Nel 2003 Genova High Tech firma un impegno d'acquisto dell'area degli Erzelli da Aldo Spinelli, allora proprietario dell'area che usava per il deposito container. Nel 2006 viene conclusa la vendita, con il versamento di 39 milioni di euro all'ex presidente del Genoa.[12]

All'inizio il parco tecnologico sarebbe dovuto essere progettato dal famoso architetto genovese Renzo Piano, che però poi rinunciò all'incarico nel 2006, a causa d'alcuni cambiamenti di strategia da parte di alcuni nuovi soci entrati nella cordata. In particolare, Renzo Piano contesta la scelta d'una sostanziale riduzione degli spazi verdi originariamente previsti nel progetto in favore dell'edilizia residenziale, ossia della costruzione di nuovi immobili.[14] Il progetto è stato quindi affidato all'architetto milanese Marco Bellini.[15]

Nell'ottobre 2006 è stato siglato l’accordo di pianificazione tra Regione Liguria, Provincia di Genova e Comune di Genova, che approvava la variante urbanistica inerente l’intera area di Erzelli.[16]

Il 4 dicembre 2006 viene sottoscritto il primo accordo ufficiale tra istituzioni e Università di Genova: si tratta d'un formale "atto d'intenti" tra Regione Liguria e l'ateneo genovese per avere risorse per la Facoltà di Ingegneria a Erzelli.[17]

Nell'aprile 2007 viene firmato un accordo di programma tra Comune di Genova, Regione Liguria, Università di Genova e Genova High Tech che prevede la costruzione del parco tecnologico con ampi spazi per aziende high tech, oltre al trasferimento della Facoltà d'Ingegneria dell’Università di Genova e di alcuni laboratori del CNR, e da aprile 2009 hanno quindi il via i lavori di costruzione del Parco Scientifico Tecnologico "Leonardo Da Vinci".

La spianata degli Erzelli con il cantiere del polo tecnologico a novembre 2010

Nel corso del 2012 altre entità scientifiche e industriali hanno espresso la propria volontà di considerare un eventuale trasferimento agli Erzelli. Tra queste, l'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT)[18] e il Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR)[19][20], nonché la giapponese Toshiba.[21]

Nel maggio 2012 si trasferisce agli Erzelli la sede genovese della multinazionale svedese Ericsson.[22]

Disegno del progetto del Parco Scientifico Tecnologico, visto dall'alto

Il 24 luglio 2012 il Consiglio d'Amministrazione dell’ateneo genovese ha espresso parere negativo al trasferimento per la Facoltà d'Ingegneria per problemi di copertura economica dell'operazione[23]. Tuttavia nei mesi successivi si sono rimesse in moto le trattative tra Regione Liguria, Università di Genova e Genova High Tech per migliorare le condizioni per il trasferimento della facoltà ingegneristica presso la collina del ponente cittadino. Il rettore dell'Università di Genova Giacomo Deferrari ha annunciato che una decisione definitiva sarà presa entro la primavera 2013.[24]

A fine luglio è arrivata infatti la formale accettazione da parte del senato accademico dell'Università di Genova per il trasferimento della facoltà d'ingegneria ad Erzelli.[25] Il 31 luglio 2013 a Roma, Regione Liguria, Università di Genova, Comune di Genova, Agenzia Nazionale Invitalia e Ministero per lo Sviluppo Economico hanno ufficializzato e sottoscritto l'accordo definitivo per il via libera al progetto.[26].

Nell'estate 2013 il progetto del Parco Scientifico Tecnologico sembra aver preso definitivamente forma, e il suo interesse aumenta sia tra la popolazione genovese sia, di conseguenza, nella carta stampata. In quel periodo, il giornalista e saggista Federico Rampini pubblica sul quotidiano la Repubblica un reportage sul progetto Erzelli, in cui tra le altre cose scrive:

« Diversi segnali mi sembrano incoraggianti: lo spirito di cooperazione tra pubblico e privato, l'incrocio fra ricerca pura e applicazioni industriali, l'alleanza fra "grandi vecchi" come Carlo Castellano che sono custodi di un "know how" genovese, e una giovane leva di manager cosmopoliti (tra cui molte donne trentenni). Insomma mi è parso che Erzelli sia un caso in cui una serie di forze genovesi sono riuscite a pensare positivo, come si usa in America. »
(Federico Rampini, Repubblica, settembre 2013[27])

Nel dicembre 2013 viene aperta, presso il parco tecnologico degli Ezelli, una sede di Talent Garden, dedicata al "coworking".[28]

Agli inizi del 2014 Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia, ha confermato l'intenzione del centro di ricerca scientifica da lui diretto di aprire nel parco degli Erzelli un laboratorio dedicato alla robotica riabilitativa.[29]

A metà gennaio 2014 purtroppo un nuovo ostacolo si presenta di fronte al progetto. Una sentenza dell'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) stabilisce che il trasferimento della Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Genova necessita d'una gara d'appalto a livello europeo.[30]

Foto della zona degli Erzelli scattata nel dicembre 2014. In basso si puo' notare un tratto dell'autostrada A10 Genova-Savona

A fine gennaio 2014 anche la multinazionale tedesca Siemens ha trasferito la sua sede genovese presso il parco tecnologico degli Erzelli.[31]

Nei mesi successivi gli attori coinvolti si sono impegnati per permettere all'Università di Genova d'acquistare direttamente il terreno dove dovrà sorgere la Facoltà d'Ingegneria, che nel frattempo ha cambiato nome in "Scuola Politecnica". Riguardo al progetto, alcuni docenti universitari hanno espresso dubbi sulla logistica e sul trasporto delle persone dal centro città alla collina del parco.[32]

Alla fine d'aprile 2014 è arrivato il parere positivo dell'Autorità per la Vigilanza sui Contratti Pubblici (AVCP) sul trasferimento della Scuola Politecnica dell'Università di Genova presso il parco tecnologico degli Erzelli.[33]

Quando quindi gli ultimi dubbi di fattibilità del progetto sembrano essere sgomberati, a sorpresa il preside della Scuola Politecnica (nonché candidato rettore dell'Università di Genova) Aristide Massardo fa approvare in Consiglio di Facoltà un documento per bloccare nuovamente il trasferimento della facoltà presso il polo tecnologico.[34] Questa scelta inspiegabile viene considerata da molti come una boutade elettorale,[35] rischia purtroppo d'aumentare ulteriormente i ritardi per i lavori di completamento del parco.

Nel luglio 2014 anche Raffaella Paita (assessore alle infrastrutture della Regione Liguria) ha espresso il suo sostegno al progetto del parco scientifico tecnologico.[36]

Nell'ottobre 2014 Luigi Predeval, nuovo presidente di Genova High Tech Spa, annuncia che all'inizio del 2015 si trasferirà nel polo tecnologico degli Erzelli un dipartimento dell'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia). Il trasferimento dovrebbe coinvolgere circa un centinaio di ricercatori, che occuperanno un piano dell'edificio attualmente abitato dalla Siemens. Successivamente dovrebbero trasferirsi agli Erzelli altri trecento ricercatori dell'IIT, per un totale di quattrocento persone impegnate e tre-quattro piani dell'edificio in questione.[37]

Verso la fine del 2014 alcuni giornali riportano la notizia secondo la quale i trasferimenti dei primi laboratori dell'IIT e dell'azienda Esaote dovrebbero avvenire entro Aprile 2015.[38][39] Contestualmente alla diffusione di queste informazioni, il presidente della Regione Liguria Claudio Burlando e il sindaco di Genova Marco Doria hanno presentato una richiesta ufficiale al Ministero dello Sviluppo Economico italiano affinché i fondi statali stanziati per il trasferimento dell'ex Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Genova (rimasti fermi per oltre sette anni) possano essere usati dall'Istituto Italiano di Tecnologia per lo spostamento dei suoi laboratori da Morego alla collina degli Erzelli.[40] Secondo molti questa iniziativa avrebbe messo definitivamente la parola fine di fronte alla possibilità del trasferimento dell'ex Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Genova nel parco scientifico tecnologico.[41]

Nel gennaio 2015, il Secolo XIX riporta alcune novità per il progetto del parco scientifico tecnologico per il 2015: dovrebbe essere velocizzata la costruzione di residenze e appartamenti; dovrebbe sorgere un nuovo edificio dedicato all'azienda biomedicale Elemaster; e tra le varie aziende prossime al trasferimento ci sarebbe anche Piaggio Aerospace.[42]

A marzo 2015 è arrivato forse l'accordo definitivo tra Università di Genova, Regione Liguria, Comune di Genova, Genova High Tech e Miur per il trasferimento dell'ex Facoltà d'Ingegneria nel parco scientifico tecnologico degli Erzelli.[43]

Aziende ed enti presenti nel parco tecnologico[modifica | modifica wikitesto]

Le aziende e gli enti presenti nel polo tecnologico o in procinto di trasferirsi sono:

Confronto con la Silicon Valley californiana[modifica | modifica wikitesto]

Molto spesso politici e giornalisti tendono a definire la collina degli Erzelli come una "Silicon Valley italiana"[45], data la concentrazione di compagnie tecnologiche che si dovrebbe venire a creare a progetto ultimato, a seguito dello spostamento nell'area (in alcuni casi già effettuato) delle loro sedi genovesi già esistenti, ed il trasferimento in zona della Facoltà di Ingegneria dell'università cittadina. Il paragone, seppur suggestivo, può condurre in errore per quanto riguarda le dimensioni delle due aree.

La Silicon Valley californiana infatti è una vasta area, dalla superficie variabile a seconda di come viene definita[46], coincidente grosso modo con la Santa Clara Valley[47] (circa 50 Km di lunghezza per 15 Km di larghezza e poco meno di 2 milioni di abitanti) con l'aggiunta di alcune aree limitrofe, il tutto presente nella regione della baia di San Francisco. Nelle città della Silicon Valley (San Jose, Palo Alto, Mountain View, Cupertino, Santa Clara, ecc...), a partire dagli inizi del XX secolo, sono nate, o vi hanno trasferito nel tempo sede e/o centri di ricerca, decine di aziende ad alta tecnologia, e all'interno della stessa operano diversi atenei universitari e college, sia pubblici che privati (la più legata alla storia della Silicon Valley è l'Università di Stanford[46]).

Il "modello Silicon Valley", che ha reso il nome dell'area un sinonimo di elevata presenza di enti ed aziende legati all'innovazione tecnologica, non ha quindi nulla a che vedere con la presenza fisica di diverse aziende Hi-tech in una zona ristretta (il parco tecnologico degli Erzelli occupa circa 0.40 km2[48]), essendo le città summenzionate geograficamente disperse in tutta la regione e avendo anche dimensioni estremamente variabili: San Jose, la principale città dell'area, dove hanno sede solo alcune delle aziende della Valle, ha da sola una superficie quasi doppia rispetto all'intera Genova, mentre altre città, come Cupertino, per superficie sono paragonabili a singoli quartieri genovesi.

Fortificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona degli Erzelli, negli anni ottanta dell’Ottocento furono costruite alcune tra le ultime fortificazioni esterne della struttura difensiva di Genova.

All’inizio del Novecento, per la mutata situazione politica europea, venuti meno i presupposti per i quali erano stati costruiti, furono utilizzati come depositi di munizioni e in seguito, durante la seconda guerra mondiale, come postazioni antiaeree.

Queste fortificazioni, denominate Forte Casale Erselli, Forte di Monte Croce e Forte di Monte Guano, presidiavano le colline tra Cornigliano, Sestri Ponente e Borzoli, con lo scopo di proteggere da possibili attacchi nemici le nascenti zone industriali di Cornigliano e Sestri Ponente.

Queste strutture, a differenza dei forti che presidiano le alture di Genova tra la Valpolcevera e la Val Bisagno, erano seminascoste nel profilo della collina per renderle meno visibili. Definitivamente abbandonate dal demanio militare dopo la seconda guerra mondiale, sono andate incontro ad un rapido degrado.

Oggi, per varie ragioni, i resti di queste costruzioni sono scarsamente visibili.

I ruderi del Forte di Monte Guano, situato sull’omonima collina alle spalle dell’attuale spianata, sono nascosti alla vista da una fitta vegetazione e non sono accessibili perché inglobati in aree di proprietà privata.

Il forte fu gravemente danneggiato da un’esplosione avvenuta l’8 novembre 1923, quando era stato adibito a polveriera. Ai piedi del monte, nei pressi del cimitero di Cornigliano, si trova ancora, anche se in cattivo stato di manutenzione, la cappella costruita in memoria delle vittime dell’esplosione.

I resti del Forte Casale Erselli (che prendeva il nome da un casolare un tempo esistente nella zona) si trovano sul lato est della spianata, circondati da piccoli insediamenti produttivi e sono attualmente di proprietà privata.

Il Forte di Monte Croce è stato invece completamente distrutto nel 1959 in seguito allo sbancamento dell’intera collina sul quale sorgeva. Di questo forte rimangono solamente, a ridosso del muro di cinta del cimitero di Cornigliano, inaccessibili e nascosti da una fitta vegetazione, i ruderi del locale del corpo di guardia, che sorgevano staccati dall’edificio principale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regione.Liguria.it - Cartografia della Regione Liguria
  2. ^ ilSecoloXIX.it - Approvato il progetto della cabinovia
  3. ^ ilSecoloXIX.it - Biasotti: Erzelli progetto demenziale
  4. ^ Pagina Facebook di Edoardo Rixi
  5. ^ ilFattoQuotidiano.it - Genova e la favola della Silicon Valley
  6. ^ GenovaToday.it
  7. ^ Primocanale.it - Erzelli, verità e bugie
  8. ^ UmbriaInnovazione.it
  9. ^ TechNapoli.it
  10. ^ Inaugurazione del Polo Scientifico Tecnologico d’eccellenza “Magna Grecia” di Taranto
  11. ^ Dixet.it
  12. ^ a b CtiLiguria.it - comunicato
  13. ^ Repubblica.it - Erzelli city, il futuro in collina
  14. ^ Repubblica.it - Erzelli, l'addio di Renzo Piano
  15. ^ Repubblica.it - Un parco scientifico per 17 mila
  16. ^ Erzelli.it - Presentazione degli Erzelli di Carlo Castellano
  17. ^ Assemblea Scuola Politecnica Erzelli (pdf)
  18. ^ Repubblica.it, maggio 2012: Erzelli, anche l'IIT prepara lo sbarco
  19. ^ Agli Erzelli solo un Parco a metà parte il pressing su università e Cnr - Repubblica.it » Ricerca
  20. ^ il Secolo XIX - il parco scientifico riparte da un patto a tre
  21. ^ Toshiba agli Erzelli, Burlando in giunta: “Emendamento per incentivare i grandi investimenti” | Genova24.it
  22. ^ Repubblica.it - Ericsson agli Erzelli scatta il trasferimento
  23. ^ Il Secolo XIX, 24/7/2012. Alle condizioni economiche attuali l’Università degli Studi di Genova non trasferirà la facoltà di Ingegneria agli Erzelli. Lo ha deciso il Consiglio di Amministrazione dell’ateneo che si è riunito stamattina.
  24. ^ Erzelli/Deferrari: "Decisione in tempi brevi, è un'opera importante per Genova" - Città di Genova
  25. ^ Agi.it - Rircerca, ok ateneo Genova su piano per laboratori e incubatore
  26. ^ CittaDiGenova.com - Erzelli, firmato l'accordo
  27. ^ Repubblica.it - Erzelli e gli americani
  28. ^ ilSecoloXIX.it - Apre il Talent Garden agli Erzelli
  29. ^ TeleNord.it - IIT punta ad Erzelli
  30. ^ Terremoto su Erzelli: "Serve una gara europea" - Repubblica.it
  31. ^ Comune.Genova.it - Erzelli, inaugurata sede Siemens
  32. ^ PrimoCanale.it - Un piano per la logistica
  33. ^ Avcp.it - Oggetto: rilocalizzazione dell’ex Facoltà di Ingegneria presso la collina di Erzelli – AG 3/14
  34. ^ Primocanale.it - Il consiglio di Ingegneria all’Ateneo: “Riconsiderare il piano Erzelli”
  35. ^ Repubblica.it - Castellano dopo l'ultimo no di Ingegneria: "Progetto strategico, follia bocciare Erzelli"
  36. ^ RaffaellaPaita.it - La sfida Erzelli non va perduta. E i giovani sono i primi a crederci
  37. ^ ilSecoloXIX.it - Rilancio su Erzelli, dall’IIT arrivano 400 ricercatori
  38. ^ Repubblica.it - Esaote cede produzione e logistica e si trasferisce agli Erzelli
  39. ^ Repubblica.it - Erzelli, già partita l'operazione-Iit ad aprile i primi 30 ricercatori impegnati su robotica e salute
  40. ^ Agi.it - Ricerca: Burlando, Iit al posto Università in parco Erzelli
  41. ^ ScienzaInRete.it Corriere della Sera - La facoltà immobile che rinuncia a innovare, di Edoardo Segantini
  42. ^ Secolo XIX del 23 gennaio 2015: "Erzelli, la carta del mattone"
  43. ^ ilSecoloXIX.it - Erzelli, c'e' l'intesa
  44. ^ Repubblica.it - Ingegneria agli Erzelli
  45. ^ Si veda per es Repubblica.it - Erzelli coma la Silicon Valley, ecco il parco del futuro, articolo del 12 agosto 2013
  46. ^ a b John Markoff, Searching for Silicon Valley in New York Times, The New York Times Company, 17 aprile 2009. URL consultato il 15 ottobre 2013.
  47. ^ Helium.com - The actual size of Silicon Valley
  48. ^ PoliTo.it, Corriere Mercantile - Conto alla rovescia per gli Erzelli, articolo del 18 novembre 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • G. Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, 1849.
  • C. Praga, Genova fuori le mura, Fratelli Frilli Editori, 2006.
  • S. Finauri, Forti di Genova: storia, tecnica e architettura dei fortini difensivi, Genova, Edizioni Servizi Editoriali, 2007, ISBN 978-88-89384-27-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Articoli sul parco scientifico tecnologico[modifica | modifica wikitesto]

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