Erzelli

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Erzelli
quartiere
Erzelli – Veduta
Grattacieli al centro del parco scientifico tecnologico Great Campus di Genova Erzelli, dicembre 2018.
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
Città metropolitanaProvincia di Genova-Stemma.svg Genova
ComuneGenova-Stemma.png Genova
Territorio
Coordinate44°25′32.8728″N 8°51′46.3752″E / 44.425798°N 8.862882°E44.425798; 8.862882 (Erzelli)Coordinate: 44°25′32.8728″N 8°51′46.3752″E / 44.425798°N 8.862882°E44.425798; 8.862882 (Erzelli)
Superficie0,44 km²
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale16152
Fuso orarioUTC+1
TargaGE
CircoscrizioneMunicipio VI Medio Ponente
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Erzelli
Erzelli
Sito istituzionale

Erzelli è una collina di Genova nel quartiere di Cornigliano,[1], ubicata sulle alture tra Sestri Ponente e Borzoli. È inoltre il nome con cui ci si riferisce solitamente al Parco Scientifico Tecnologico "Great Campus", in costruzione nella medesima area.[2]

Origine del nome[modifica | modifica wikitesto]

Si ritiene che il toponimo derivi dal termine ligure erxi (con la "x" pronunciata come la "j" francese), che significa lecci, particolari alberi simili alle querce che si trovano sulla collina. Per questo motivo, parlando della collina, i genovesi si riferiscono "agli Erzelli", anziché "ad Erzelli", come si direbbe se il nome fosse singolare.

In questa località non vi sono attualmente, come non vi furono in passato, significativi insediamenti abitativi.

Un tempo il toponimo “Erzelli” indicava tutta l'area che dal monte Croce scendeva fino al breve tratto di mare tra Cornigliano e Sestri Ponente, dirupato e brullo, chiamato "il deserto" dove, su un isolotto vicino alla spiaggia sorgeva, sembra fin dal VII secolo, un piccolo convento.

In questo sito, nel frattempo unito alla terraferma per l'accumulo di detriti trasportati dai torrenti, e sovrastato da un fortino fatto costruire nel Seicento dalla Repubblica di Genova, l'imprenditore Edilio Raggio fece costruire nell'Ottocento il palazzo noto come Castello Raggio, scomparso nell'ultimo dopoguerra con l'interramento di quel tratto di mare per costruirvi insediamenti industriali.

Oggi con il termine Erzelli si identifica la spianata di 44 ettari (0.44 km²), ricavata dallo sbancamento della collina di Monte Croce, effettuato, a partire dagli anni trenta e continuato fino ai primi anni sessanta, per il riempimento a mare, prima, dell'area su cui sorse lo stabilimento siderurgico ILVA - Italsider e, poi, di quella dell'aeroporto di Genova.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Cartina della zona del medio ponente genovese, al cui centro si trova l'area di Erzelli (in giallo)

L'area è direttamente raggiungibile con una strada che inizia dal casello Genova-Aeroporto della Genova-Savona recentemente riadattata al traffico urbano e alla percorrenza dei mezzi pubblici (2012) per rendere più agevole e meno ripido l'accesso alla spianata; fino al 2009 gran parte di essa è stata utilizzata per più di venti anni come deposito di container vuoti.

L'area si trova vicino ad importanti collegamenti infrastrutturali:

Ai piedi collina degli Erzelli si trova l'antica Badia di Sant’Andrea, fondata nel 1100 dai monaci cistercensi, ora sconsacrata, dove fino ai primi anni settanta la domenica mattina veniva celebrata la messa in latino dai monaci Benedettini.

Fortificazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nella zona degli Erzelli, negli anni ottanta dell’Ottocento furono costruite alcune tra le ultime fortificazioni esterne della struttura difensiva di Genova.

All'inizio del Novecento, per la mutata situazione politica europea, venuti meno i presupposti per i quali erano stati costruiti, furono utilizzati come depositi di munizioni e in seguito, durante la seconda guerra mondiale, come postazioni antiaeree.

Queste fortificazioni, denominate Forte Casale Erselli, Forte di Monte Croce e Forte di Monte Guano, presidiavano le colline tra Cornigliano, Sestri Ponente e Borzoli, con lo scopo di proteggere da possibili attacchi nemici le nascenti zone industriali di Cornigliano e Sestri Ponente.

Queste strutture, a differenza dei forti che presidiano le alture di Genova tra la Valpolcevera e la Val Bisagno, erano seminascoste nel profilo della collina per renderle meno visibili. Definitivamente abbandonate dal demanio militare dopo la seconda guerra mondiale, sono andate incontro ad un rapido degrado.

Oggi, per varie ragioni, i resti di queste costruzioni sono scarsamente visibili.

I ruderi del Forte di Monte Guano, situato sull'omonima collina alle spalle dell'attuale spianata, sono nascosti alla vista da una fitta vegetazione e non sono accessibili perché inglobati in aree di proprietà privata.

Il forte fu gravemente danneggiato da un'esplosione avvenuta l'8 novembre 1923, quando era stato adibito a polveriera. Ai piedi del monte, nei pressi del cimitero di Cornigliano, si trova ancora, anche se in cattivo stato di manutenzione, la cappella costruita in memoria delle vittime dell'esplosione.

I resti del Forte Casale Erselli (che prendeva il nome da un casolare un tempo esistente nella zona) si trovano sul lato est della spianata, circondati da piccoli insediamenti produttivi e sono attualmente di proprietà privata.

Il Forte di Monte Croce è stato invece completamente distrutto nel 1959 in seguito allo sbancamento dell'intera collina sul quale sorgeva. Di questo forte rimangono solamente, a ridosso del muro di cinta del cimitero di Cornigliano, inaccessibili e nascosti da una fitta vegetazione, i ruderi del locale del corpo di guardia, che sorgevano staccati dall'edificio principale.

Parco Scientifico e Tecnologico di Genova[modifica | modifica wikitesto]

Concepito a fine anni anni ottanta il parco scientifico e tecnologico avrebbe dovuto contenere, almeno secondo il progetto originale, sia le sedi di numerose aziende d'alta tecnologia, sia i laboratori d'istituti di ricerca scientifica, nonché le aule e i laboratori Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Genova. Ad oggi però, seppur il parco già ospiti le sedi delle multinazionali quali Esaote, Ericsson e Siemens, il polo tecnologico è ancora lontano dalla sua compiutezza, soprattutto a causa del più volte rinviato trasferimento della facoltà d'ingegneria dell'ateneo genovese.

Un ritardo causato da diversi fattori, come l'evidente complessità dell'operazione del trasferimento della sede universitaria dal quartiere di Genova Albaro alla collina degli Erzelli, che prevede quindi la vendita dei terreni e degli immobili dell'attuale sede e l'acquisizione dei nuovi spazi nel polo tecnologico. Secondo alcuni[chi?], il ritardo sarebbe anche colpa delle resistenze dei professori della suddetta facoltà, che non vorrebbero trasferire i loro uffici e laboratori nella nuova sede ritenuta troppo lontana, che dista circa 9 km da quella attuale.[3]

Oltre all'Università di Genova, anche alcune aziende hanno ritardato il loro trasferimento nel parco tecnologico, principalmente a causa della crisi economica che le ha spinte a rivedere il bugdet inizialmente preventivato per il trasferimento delle sedi, ma anche per l'attuale mancanza di collegamenti infrastrutturali adeguati verso il polo tecnologico. Un progetto per la costruzione d'una cabinovia per il collegamento con la stazione ferroviaria di Stazione di Genova Sestri Ponente Aeroporto e il parco tecnologico è già stato finanziato dalla Commissione europea.[4]

Favorevoli e contrari[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso degli anni, si sono espressi a favore del progetto del parco scientifico tecnologico tra gli altri: Federico Rampini (giornalista di Repubblica), Marco Doria (ex sindaco di Genova), Raffaella Paita (ex assessore Regione Liguria), e Claudio Burlando (ex presidente Regione Liguria), Giovanni Toti (presidente Regione Liguria)[5], oltre ai dirigenti Confindustria Genova ed ovviamente ai titolari di Genova High Tech.

Si sono espressi contro al progetto invece Sandro Biasotti (deputato di Forza Italia)[6], Maurizio Rossi (senatore di Scelta Civica e proprietario dell'emittente televisiva Primocanale), Pierfranco Pellizzetti (giornalista del Fatto Quotidiano)[7], Susy De Martini (politica de la Destra)[8], e Antonio Gozzi (presidente di Assoacciai e della Virtus Entella).[9]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Anni Novanta[modifica | modifica wikitesto]

L'idea d'una serie di parchi tecnologici in Italia fu avanzata per la prima volta nel 1989 da Carlo Fracanzani, allora Ministro delle partecipazioni statali del Governo Ciriaco De Mita.[10] Il piano industriale inizialmente prevedeva la creazione d'un parco tecnologico per le zone che più avevano sofferto la de-industrializzazione negli anni ottanta: Napoli, Terni, Taranto e Genova.

Negli anni successivi Terni e la Regione Umbria fecero tesoro dei fondi del piano per la creazione del Parco Tecnologico dell'Umbria Sitech, inaugurato ufficialmente nel 1994 (che nel frattempo ha cambiato nome in Umbria Innovazione). Lo stesso è avvenuto per Napoli: nel 1994 veniva inaugurato TechNapoli, il Parco Scientifico e Tecnologico dell'area metropolitana di Napoli e Caserta.[11] Per Taranto e la Puglia, invece, le cose sono andate un po' a rilento e l'inaugurazione del Polo Scientifico Tecnologico Magna Grecia di Taranto è avvenuta solo nell'ottobre 2014.[12]

La spianata di Erzelli ad aprile 2010

2000 - 2011[modifica | modifica wikitesto]

Agli inizi degli anni 2000, un gruppo d'imprenditori e manager liguri riuniti sotto l'associazione Dixet[13] costituiscono la società Genova High Tech (GHT) SpA finalizzata proprio alla realizzazione del polo tecnologico.[14] La società viene capitanata da Carlo Castellano, amministratore delegato di Esaote SpA, e da Giuseppe "Pino" Rasero, ex dirigente dell'Istituto per la Ricostruzione Industriale (IRI). Nella società sono presenti, tra le altre, quote di Intesa Sanpaolo, Banca Carige, Aurora Costruzioni, Coop Liguria, Prometeo Srl di Giuseppe Rasero, Talea SpA ed EuroMilano Spa, la società immobiliare che ha progettato il campus universitario Bovisa del Politecnico di Milano nella zona nord del capoluogo lombardo.[15]

Genova High Tech e i suoi soci scelgono Erzelli per la costruzione del parco tecnologico per vari motivi. Oltre ad essere un'area libera da costruzioni, si tratta di una zona raggiungibile facilmente via treno (sono due le stazioni ferroviarie nelle vicinanze: la stazione ferroviaria di Genova Sestri Ponente e la stazione ferroviaria di Genova Cornigliano), via autostrada (la zona è infatti situata accanto al casello autostradale "Genova Aeroporto" dell'autostrada A10 Genova-Savona), via aerea (a pochi metri dalla collina si trova l'aeroporto di Genova "Cristoforo Colombo").

L'area verde nella zona di Monte Guano, tra Sestri Ponente e Cornigliano, ospiterà spazi attrezzati per il gioco e lo sport con una pista da corsa di 10 km, spazi di sosta, percorsi pedonali e corsi d'acqua aperti al pubblico. Il progetto di riqualificazione della collina degli Erzelli, con un'estensione di 440.000 m², è curato dalla società Genova High Tech Spa, fondata nel 2005 da Intesa Sanpaolo, Banca Carige, EuroMilano Spa ed Aurora Costruzioni.

Nel 2003 Genova High Tech firma un impegno d'acquisto dell'area degli Erzelli da Aldo Spinelli, allora proprietario dell'area che usava per il deposito container. Nel 2006 viene conclusa la vendita, con il versamento di 39 milioni di euro all'ex presidente del Genoa.[14]

All'inizio il parco tecnologico avrebbe dovuto essere progettato dal famoso architetto genovese Renzo Piano, che però poi rinunciò all'incarico nel 2006, a causa d'alcuni cambiamenti di strategia da parte di alcuni nuovi soci entrati nella cordata. In particolare, Renzo Piano contesta la scelta d'una sostanziale riduzione degli spazi verdi originariamente previsti nel progetto in favore dell'edilizia residenziale, ossia della costruzione di nuovi immobili.[16] Il progetto è stato quindi affidato all'architetto milanese Mario Bellini.[17]

Nell'ottobre 2006 è stato siglato l'accordo di pianificazione tra Regione Liguria, Provincia di Genova e Comune di Genova, che approvava la variante urbanistica inerente all'intera area di Erzelli.[18]

Il 4 dicembre 2006 viene sottoscritto il primo accordo ufficiale tra istituzioni e Università di Genova: si tratta d'un formale "atto d'intenti" tra Regione Liguria e l'ateneo genovese per avere risorse per la Facoltà di Ingegneria a Erzelli.[19]

Nell'aprile 2007 viene firmato un accordo di programma tra Comune di Genova, Regione Liguria, Università di Genova e Genova High Tech che prevede la costruzione del parco tecnologico con ampi spazi per aziende high tech, oltre al trasferimento della Facoltà d'Ingegneria dell'Università di Genova e di alcuni laboratori del CNR, e da aprile 2009 hanno quindi il via i lavori di costruzione del Parco Scientifico Tecnologico "Leonardo Da Vinci".

La spianata degli Erzelli con il cantiere del polo tecnologico a novembre 2010

2012 - 2018[modifica | modifica wikitesto]

Nel maggio 2012 si trasferisce agli Erzelli la sede genovese di Ericsson.[20]

Il 24 luglio 2012 il consiglio d'amministrazione dell'ateneo genovese ha espresso parere negativo al trasferimento per la facoltà d'ingegneria per problemi di copertura economica dell'operazione[21]. Tuttavia nei mesi successivi si sono rimesse in moto le trattative tra Regione Liguria, Università di Genova e Genova High Tech per migliorare le condizioni per il trasferimento della facoltà ingegneristica presso la collina del ponente cittadino.

A fine luglio è arrivata la formale accettazione da parte del senato accademico dell'Università di Genova per il trasferimento della facoltà d'ingegneria ad Erzelli.[22] Il 31 luglio 2013 a Roma, Regione Liguria, Università di Genova, Comune di Genova, Agenzia Nazionale Invitalia e Ministero dello sviluppo economico hanno ufficializzato e sottoscritto l'accordo definitivo per il via libera al progetto.[23]. Agli inizi del 2014 Roberto Cingolani, direttore scientifico dell'Istituto Italiano di Tecnologia, ha confermato l'intenzione del centro di ricerca scientifica da lui diretto di aprire nel parco degli Erzelli un laboratorio dedicato alla robotica riabilitativa.[24]

Foto della zona degli Erzelli scattata nel dicembre 2014. In basso si può notare un tratto dell'autostrada A10 Genova-Savona

A fine gennaio 2014 anche la multinazionale tedesca Siemens ha trasferito la sua sede genovese presso il parco tecnologico degli Erzelli.[25]

I grattacieli in costruzione agli Erzelli nell'ottobre 2013

Nei mesi successivi gli attori coinvolti si sono impegnati per permettere all'Università di Genova d'acquistare direttamente il terreno dove dovrà sorgere la Facoltà d'Ingegneria, che nel frattempo ha cambiato nome in "Scuola Politecnica". Riguardo al progetto, alcuni docenti universitari hanno espresso dubbi sulla logistica e sul trasporto delle persone dal centro della città alla collina del parco.[26]

Successivamente il consiglio di facoltà approva un documento per bloccare nuovamente il trasferimento della facoltà presso il polo tecnologico.[27]

Nell'ottobre 2014 Luigi Predeval, nuovo presidente di Genova High Tech Spa, annuncia che è stato siglato l'accordo ufficiale per il trasferimeto di un dipartimento dell'IIT (Istituto Italiano di Tecnologia) presso polo tecnologico degli Erzelli. Il trasferimento dovrebbe coinvolgere circa un centinaio di ricercatori, che occuperanno un piano dell'edificio attualmente abitato dalla Siemens. Successivamente dovrebbero trasferirsi agli Erzelli altri trecento ricercatori dell'IIT, per un totale di quattrocento persone impegnate e tre-quattro piani dell'edificio in questione.[28]

Nel maggio 2016 viene inaugurata la nuova sede dell'azienda biomedicale Esaote.[29]

Nel novembre 2016, il parco scientifico tecnologico assume il nuovo nome Great Campus (Genoa Research & Advanced Technology Campus)[30], e registra l'apertura dei primi laboratori di ricerca scientifica del polo tecnologico. Si tratta dei laboratori di robotica dell'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT).[31]

Nel gennaio 2017 l'Università di Genova firma il documento ufficiale per l'acquisto dei terreni presso gli Erzelli da parte di Genova High Tech, terreni destinati all'allocazione della nuova facoltà d'ingegneria.[32] Con la firma di questo accordo, viene stabilita definitivamente la volontà dell'Università di Genova di trasferire agli Erzelli la Scuola Politecnica.

A fine marzo 2017 Liguria Digitale, partecipata della Regione Liguria, ha aperto la sua nuova sede presso il parco scientifico tecnologico degli Erzelli.[33]

Nell'estate 2018 sono iniziati i lavori della prima fase del parco verde a fruizione pubblica. Il 31 ottobre 2018, l'Università di Genova firma l'accordo per l'acquisto dei terreni dove costruire la nuova facoltà d'ingegneria.[34]

Aziende ed enti presenti nel parco tecnologico[modifica | modifica wikitesto]

Le aziende e gli enti presenti nel polo tecnologico o in procinto di trasferirsi sono:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Regione.Liguria.it - Cartografia della Regione Liguria
  2. ^ PrimoCanale.it - Nasce Great Campus
  3. ^ EraSuperba.it - Erzelli: progetto in stallo, a marzo la decisione dell’Università, 24 febbraio 2014
  4. ^ ilSecoloXIX.it - Approvato il progetto della cabinovia
  5. ^ "Toti sprona le imprese: Basta rendite di posizione, uniamoci per il territorio", Repubblica Genova, 24 giugno 2016, pagina 6
  6. ^ ilSecoloXIX.it - Biasotti: Erzelli progetto demenziale
  7. ^ ilFattoQuotidiano.it - Genova e la favola della Silicon Valley
  8. ^ GenovaToday.it
  9. ^ LiguriaEconomy.it - Antonio Gozzi boccia gli Erzelli
  10. ^ Primocanale.it - Erzelli, verità e bugie
  11. ^ TechNapoli.it
  12. ^ Inaugurazione del Polo Scientifico Tecnologico d'eccellenza “Magna Grecia” di Taranto Archiviato il 28 ottobre 2014 in Internet Archive.
  13. ^ Dixet.it Archiviato il 2 luglio 2014 in Internet Archive.
  14. ^ a b CtiLiguria.it - comunicato[collegamento interrotto]
  15. ^ Repubblica.it - Erzelli city, il futuro in collina
  16. ^ Repubblica.it - Erzelli, l'addio di Renzo Piano
  17. ^ Repubblica.it - Un parco scientifico per 17 mila
  18. ^ Erzelli.it - Presentazione degli Erzelli di Carlo Castellano Archiviato il 16 aprile 2014 in Internet Archive.
  19. ^ Assemblea Scuola Politecnica Erzelli (pdf) Archiviato il 29 aprile 2014 in Internet Archive.
  20. ^ Repubblica.it - Ericsson agli Erzelli scatta il trasferimento
  21. ^ Il Secolo XIX, 24/7/2012. Alle condizioni economiche attuali l'Università degli Studi di Genova non trasferirà la facoltà di Ingegneria agli Erzelli. Lo ha deciso il Consiglio di Amministrazione dell'ateneo che si è riunito stamattina.
  22. ^ Agi.it - Rircerca, ok ateneo Genova su piano per laboratori e incubatore[collegamento interrotto]
  23. ^ CittaDiGenova.com - Erzelli, firmato l'accordo
  24. ^ TeleNord.it - IIT punta ad Erzelli Archiviato il 16 aprile 2014 in Internet Archive.
  25. ^ Comune.Genova.it - Erzelli, inaugurata sede Siemens
  26. ^ PrimoCanale.it - Un piano per la logistica
  27. ^ Primocanale.it - Il consiglio di Ingegneria all'Ateneo: “Riconsiderare il piano Erzelli”
  28. ^ ilSecoloXIX.it - Rilancio su Erzelli, dall'IIT arrivano 400 ricercatori
  29. ^ Repubblica.it - Esaote, nuova casa agli Erzelli
  30. ^ Repubblica.it - Erzelli, la città hi tech diventa ‘Great Campus'
  31. ^ a b c Repubblica Genova, 29 settembre 2016: "IIT e Liguria Digitale, doppio via libera agli Erzelli con l'intesa della Regione
  32. ^ ilSecoloXIX.it - Ingegneria, posata la prima pietra agli Erzelli'
  33. ^ Liguria Business Journal - Genova, Bucci: «Liguria Digitale a Erzelli come la Apple a Cupertino»
  34. ^ Great-Campus.it - L’Università di Genova firma il contratto per l’acquisto dei terreni di Erzelli, 31 ottobre 2018
  35. ^ Secolo XIX - Inaugurazione sede Ericsson Erzelli
  36. ^ Mentelocale.it - Inaugurazione Talent Garden Erzelli
  37. ^ Comune di Genova, inaugurata la sede Siemens agli Erzelli
  38. ^ Due nuovi ingressi a Erzelli, in attesa di Esaote - la Repubblica.it, su Archivio - la Repubblica.it. URL consultato il 5 aprile 2016.
  39. ^ ALTEN apre una nuova sede a Genova (PDF), su alten.it.
  40. ^ http://www.riviera24.it/2016/05/innovazione-rixi-la-liguria-puo-diventare-la-california-italiana-222514/
  41. ^ [1]
  42. ^ INDUSTRIA Sole 24 Ore, Il parco tecnologico di Genova Erzelli cerca nuovi investitori, 22 maggio 2018

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Goffredo Casalis, Dizionario geografico, storico, statistico e commerciale degli Stati di S.M. il Re di Sardegna, 1849.
  • Corinna Praga, Genova fuori le mura, Fratelli Frilli Editori, 2006.
  • Stefano Finauri, Forti di Genova: storia, tecnica e architettura dei fortini difensivi, Genova, Edizioni Servizi Editoriali, 2007, ISBN 978-88-89384-27-5.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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