Federico Rampini

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Federico Rampini

Federico Rampini (Genova, 25 marzo 1956) è un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Genova, all'età di due anni, nel 1958, Rampini si trasferisce con la famiglia a Bruxelles, dove il padre lavora per la neonata Comunità Europea.[1] Federico frequenta quindi la Scuola europea di Bruxelles[2]. Rientra in Italia a metà anni '70, quando frequenta l'Università Luigi Bocconi di Milano, dove insegna Mario Monti, e dove Rampini studia economia politica per quattro anni, senza laurearsi.[3] Poi si trasferisce all'università La Sapienza di Roma dove passa alcuni esami con Federico Caffè, ma sempre senza conseguire la laurea.[3] Nello stesso periodo frequenta i seminari del sociologo liberale francese Raymond Aron, all'EHESS di Parigi[4]

Rampini è sposato con Stefania, con la quale ha due figli, tra cui l'attore Jacopo Rampini.[1]

Attività giornalistica[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente Giorgio Napolitano consegna a Rampini il Premio Saint Vincent per il giornalismo 2006 (28 settembre 2006)

Si iscrive giovanissimo al Partito Comunista Italiano e inizia la sua attività di giornalista nel 1977 a Città futura, settimanale della Federazione Giovanile Comunista Italiana (FGCI) diretto da Ferdinando Adornato;[1] dal 1979 scrive per Rinascita, giornale che deve abbandonare nel 1982 dopo avervi pubblicato un'inchiesta sulla corruzione in seno al PCI.[senza fonte]

Rampini passa quindi a Mondo Economico e a L'Espresso (1982-1986), quindi a Il Sole 24 Ore come corrispondente dalla Francia per cinque anni (1986-1991) e poi vicedirettore (1991-1995). Dal 1995 è a la Repubblica, prima a capo della redazione milanese, e quindi come corrispondente da Bruxelles (1997-2000), San Francisco (2000-2004), Pechino (2004-2009), e dal 2009 New York.[5][1] Durante i suoi periodi all'estero ha tenuto lezioni all'Università della California, Berkeley e alla Shanghai University of Finance and Economics,[5] oltre che al master della SDA-Bocconi nel 2011.[6]

Nel 2012, nel saggio "Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale”. Falso!, Rampini sostiene che la teoria monetaria moderna (o neo-cartalismo, considerato dai critici una mera descrizione del sistema monetario dalla fine del sistema aureo) "ha l' ambizione di essere la vera erede del pensiero di Keynes, adattato alle sfide del XXI secolo".[7]

Nel 2013 mette in scena lo spettacolo teatrale Occidente Estremo, vi racconto il nostro futuro di cui è l'autore e l'interprete insieme con i musicisti Gianna Fratta, Dino De Palma e Veronica Granatiero. Nel 2014 crea lo spettacolo All you need is love (l'economia spiegata con i Beatles), affiancato dalla cantante Roberta Giallo e dal maestro Valentino Corvino.

Rampini è stato accusato a inizio 2015, in particolare dalla traduttrice Marion Sarah Tuggey, di basare sistematicamente i propri articoli e saggi su traduzioni e riduzioni di articoli e reportage di prestigiosi quotidiani statunitensi come il New York Times e il Financial Times utilizzati come fonti uniche.[8] Tra questi, anche un'intervista a Vandana Shiva, che secondo i critici non sarebbe mai avvenuta ma sarebbe stata prodotta tramite traduzione parziale e riadattamento di un blogpost sul sito dell'autrice.[9][10] Per mostrare tali casi di plagio, Tuggey e altri hanno utilizzato l'hashtag #rampinomics.[11][12][13]

Premi e riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Pubblicazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • "La comunicazione aziendale. All'interno dell'impresa, nel contesto sociale, nel quadro europeo", Milano, ETAS libri, 1990. ISBN 88-453-0404-3
  • "Il crack delle nostre pensioni", Milano, Rizzoli, 1994. ISBN 88-17-84362-8
  • "Imprenditori italiani nel mondo. Ieri e oggi", con Duccio Bigazzi (a cura di), Milano, Libri Scheiwiller, 1996. ISBN 88-7644-241-3
  • "Germanizzazione. Come cambierà l'Italia", Roma, Laterza, 1996. ISBN 88-420-4909-3
  • "Kosovo. Gli italiani e la guerra", intervista a Massimo D'Alema, Milano, Mondadori, 1999. ISBN 88-04-47302-9
  • "Per adesso. Intervista con Carlo De Benedetti", Milano, Longanesi, 1999. ISBN 88-304-1473-5
  • "New economy. Una rivoluzione in corso", Roma, Laterza, 2000. ISBN 88-420-6110-7
  • "Dall'euforia al crollo. La seconda vita della new economy", Roma, Laterza, 2001. ISBN 88-420-6821-7
  • "Effetto euro", Milano, Longanesi, 2002. ISBN 88-304-1934-6
  • "Le paure dell'America", Milano, Longanesi, 2003. ISBN 88-420-7167-6
  • "San Francisco-Milano", Roma, Laterza, Laterza 2004. ISBN 88-420-7441-1
  • "Tutti gli uomini del presidente. George W. Bush e la nuova destra americana", Roma, Carocci, 2004. ISBN 88-430-3013-2
  • "Il secolo cinese. Storie di uomini, città e denaro dalla fabbrica del mondo", Milano, Mondadori, 2005. ISBN 88-04-54482-1
  • "L'impero di Cindia. Cina, India e dintorni: la superpotenza asiatica da tre miliardi e mezzo di persone", Milano, Mondadori, 2006. ISBN 88-04-55130-5
  • "L'ombra di Mao. Sulle tracce del grande timoniere per capire il presente di Cina, Tibet, Corea del Nord e il futuro del mondo", Milano, Mondadori, 2006. ISBN 88-04-56048-7
  • "La speranza indiana. Storie di uomini, città e denaro dalla più grande democrazia del mondo", Milano, Mondadori 2007. ISBN 88-04-57298-1
  • "Centomila punture di spillo. Come l'Italia può tornare a correre", con Carlo De Benedetti e Francesco Daveri, Milano, Mondadori 2008. ISBN 88-04-58366-5
  • "Con gli occhi dell'Oriente", Milano, A. Mondadori scuola, 2009.
  • "Le dieci cose che non saranno più le stesse. Tutto quello che la crisi sta cambiando", Roma, Gruppo editoriale L'Espresso, 2009.
  • "Slow Economy. Rinascere con saggezza. Tutto quello che noi occidentali possiamo imparare dall'Oriente", Milano, Mondadori 2009. ISBN 978-88-04-59368-3
  • "Occidente estremo. Il nostro futuro tra l'ascesa dell'impero cinese e il declino della potenza americana", Milano, Mondadori 2010. ISBN 978-88-04-60333-7[14]
  • "San Francisco-Milano. Un italiano nell'altra America", Laterza, 2011. ISBN 978-88-420-9517-0
  • "Alla mia sinistra", Mondadori, 2011 ISBN 978-88-04-61372-5
  • "Non ci possiamo più permettere uno Stato sociale”. Falso!, coll. Idòla, Laterza, 2012 ISBN 978-88-420-9502-6
  • "Voi avete gli orologi, noi abbiamo il tempo. Manifesto generazionale per non rinunciare al futuro", Mondadori, 2012 ISBN 978-88-04-62518-6
  • "Banchieri. Storie dal nuovo banditismo globale" Mondadori, 2013 ISBN 978-88-04-63350-1
  • "La trappola dell'austerity - Perché l'ideologia del rigore blocca la ripresa", Laterza, 2014 ISBN 978-88-581-1163-5
  • "Rete padrona", Feltrinelli, 2014 ISBN 978-88-07-07036-5
  • "All you need is love. L'economia spiegata con le canzoni dei Beatles", Mondadori, 2014 ISBN 978-88-04-64590-0
  • "L'età del caos. Viaggio nel grande disordine mondiale", Mondadori, 2015 ISBN 9788804658078
  • Banche: possiamo ancora fidarci?, Mondadori, 2016 ISBN: 9788804661405

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d Giorgio Dell'Arti, Federico Rampini - biografia, su Cinquantamila.it, Corriere della Sera. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  2. ^ paneacquaonline.it, http://paneacquaonline.it/notizia.php?id=19352 .
  3. ^ a b Sara Tirrito, Federico Rampini – “Il contributo migliore che potevo dare al mio paese era di raccontargli dove va il resto del mondo”, Sophia Dalla Notte, 2 luglio 2015. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  4. ^ Rampini Blog, 24 novembre 2015
  5. ^ a b GEI New York
  6. ^ Est e Ovest: Federico Rampini li racconta ai manager dell'EMMS
  7. ^ Repubblica, 21 febbraio 2012
  8. ^ Storify #rampinomics, Marion Sarah Tuggey
  9. ^ Vandana Shiva, 26 agosto 2014; Repubblica, 3 ottobre 2014
  10. ^ Luca Mazzone, 3 ottobre 2014
  11. ^ La grande firma di "Repubblica" contagiata dal virus del copia e incolla, ilgiornale.it. URL consultato il 04 gennaio 2016.
  12. ^ Libero, 12 febbraio 2015
  13. ^ Italia Oggi, 12 febbraio 2015
  14. ^ Federico Rampini racconta 'L'Occidente estremo', mentelocale.it.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Il blog di Federico Rampini
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