Castello di Rivarola

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Castello di Rivarola
Castelli della Val Fontanabuona
Rivarola (Carasco)-poggio del castello2.jpg
Il poggio dove era ubicato il castello
Ubicazione
Stato Repubblica di Genova
Stato attuale Italia Italia
Regione Liguria Liguria
Città Carasco
Coordinate 44°20′46.77″N 9°21′32.89″E / 44.346325°N 9.359136°E44.346325; 9.359136Coordinate: 44°20′46.77″N 9°21′32.89″E / 44.346325°N 9.359136°E44.346325; 9.359136
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Rivarola
Informazioni generali
Tipo castello
Costruzione 1132-1132
Primo proprietario Repubblica di Genova
Condizione attuale ruderi
Informazioni militari
Utilizzatore Repubblica di Genova
Funzione strategica Controllo del territorio della bassa val Fontanabuona presso la congiunzione dei torrenti Lavagna e Graveglia
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Il castello di Rivarola fu un'antica fortificazione nel comune ligure di Carasco, nella bassa val Fontanabuona.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo le fonti storiche[1] e i numerosi ritrovamenti archeologici, nell'odierno abitato di Rivarola, oggi frazione del comune caraschese, fu edificato dalla Repubblica di Genova un fortilizio sul colle che tuttora domina la congiunzione dei torrenti Lavagna e Graveglia per dare origine al fiume Entella. La costruzione dell'edificio, avviata nel 1132, fu alquanto strategica per la repubblica genovese in quanto le permise il controllo e la difesa di questa area governata dalla supremazia dei conti Fieschi di Lavagna.

Il castello è citato in documenti successivi (1145) e proprio all'interno del fortilizio fu siglato l'atto di donazione, nel 1166, del castello di Levaggi (Borzonasca) al comune genovese con il presidio, in base agli accordi, di un capitano nominato dai Fieschi.

L'unione tra le famiglie Fieschi e Malaspina del 1172 diede l'avvio ad una delicata fase politica anti-genovese che portò ad un'aspra guerra che coinvolse, oltre che il capoluogo ligure, anche il comprensorio del Tigullio occidentale. Opizzone Malaspina attaccò la cittadella di Chiavari e assediandone il locale castello, suo figlio Moruello Malaspina invase Sestri Levante e altri soldati, circa duecentocinquanta cavalieri e tremila fanti come descrive lo storico Caffaro di Rustico da Caschifellone nei suoi Annali Genovesi, diedero l'avvio ad un assedio presso il castello di Rivarola.

Il castello cadde ben presto nelle mani dei soldati, così come Sestri Levante, ma un pronto intervento da Genova, supportato inoltre da truppe locali, scongiurarono un nuovo assetto politico contro la Superba riportando nel territorio equilibrio e la propria supremazia anche nei secoli successivi.

Con il pieno controllo della Repubblica di Genova dell'area, con l'ausilio anche degli stessi Fieschi grazie a compromessi e garanzie sulla politica gestionale dei vari borghi, il castello, oramai perso la sua funzione militare e di controllo, cadde in disuso e ad un lento abbandono. Per mancanza di fonti storiche successive, perse a causa degli eventi storici e alluvionali che coinvolsero il comune, si suppone che parti del fortilizio furono utilizzate per la costruzione di case e muri del nucleo odierno di Rivarola.

Del millenario castello rimangono, tuttavia, resti e tracce di alcuni tratti di mura (in alcuni punti alti due metri) di forma rettangolare, semicircolare e quadrata, molto probabilmente rinvenimenti della struttura principale e delle torri d'avvistamento.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Fonti storiche consultate dal sito del Comune di Carasco

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