Favale di Malvaro

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Favale di Malvaro
comune
Favale di Malvaro – Stemma Favale di Malvaro – Bandiera
Favale di Malvaro – Veduta
Panorama di Favale di Malvaro
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Città metropolitana Città metropolitana di Genova-Stemma.png Genova
Amministrazione
Sindaco Ubaldo Crino (Lista civica di centro "Per Favale") dal 06/06/2016
Data di istituzione 1861
Territorio
Coordinate 44°27′07.19″N 9°15′28.47″E / 44.451997°N 9.257908°E44.451997; 9.257908 (Favale di Malvaro)Coordinate: 44°27′07.19″N 9°15′28.47″E / 44.451997°N 9.257908°E44.451997; 9.257908 (Favale di Malvaro)
Altitudine 300 m s.l.m.
Superficie 16,62 km²
Abitanti 457[1] (30-11-2016)
Densità 27,5 ab./km²
Frazioni Vedi elenco
Comuni confinanti Lorsica, Moconesi, Neirone, Rezzoaglio
Altre informazioni
Cod. postale 16040
Prefisso 0185
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 010023
Cod. catastale D512
Targa GE
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 157 GG[2]
Nome abitanti favalesi
Patrono Madonna del Rosario
Giorno festivo prima domenica di ottobre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Favale di Malvaro
Favale di Malvaro
Favale di Malvaro – Mappa
Posizione del comune di Favale di Malvaro nella città metropolitana di Genova
Sito istituzionale

Favale di Màlvaro (Favâ in ligure[3]) è un comune italiano di 457 abitanti[1] della città metropolitana di Genova in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato nella valle del Malvaro, valle laterale della val Fontanabuona, e ubicato alle pendici del monte Pagliaro (1.180 m) laddove il torrente Castello e il torrente Arena si incontrano per formare il torrente Malvaro, a est di Genova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del territorio favalese dal passo della Scoglina

Il primitivo insediamento di Favale di Malvaro nacque grazie alla confluenza di strade provenienti dall'alta val Trebbia e dall'alta val d'Aveto, attraverso i valichi di Arena, dei Pozzarelli e della Volta, che nei secoli svilupparono il commercio e l'attività militare di difesa di questa parte del territorio della valle del Malvaro e val Fontanabuona.

Il paese, come molti nella zona, fu assoggettato dall'XI al XII secolo alla famiglia Fieschi, conti di Lavagna, fino al passaggio nel 1229 nei territori della podesteria di Rapallo e, dal 1608, nel successivo capitaneato rapallese facente parte della Repubblica di Genova.

Fra il Cinquecento e il Seicento fu sfondo di lotte tra fazioni interne per il predominio sul territorio, denominati i "verdi" e i "turchini" dal colore del distintivo.

Nel 1797 con la dominazione francese di Napoleone Bonaparte rientrò dal 2 dicembre nel Dipartimento del Golfo del Tigullio, con capoluogo Rapallo, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, Favale rientrò nel VI cantone, con capoluogo Lorsica, della Giurisdizione del Tigullio e dal 1803 centro principale del III cantone dell'Appennino nella Giurisdizione dell'Entella; è in questo contesto storico che viene citato con l'antico nome di San Vincenzo e ancora, nel 1804, come municipalità di San Vincenzo del Favale. Annesso al Primo Impero francese, dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento degli Appennini.

Nel 1815 fu inglobato nel Regno di Sardegna, secondo le decisioni del Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento di Cicagna del circondario di Chiavari dell'allora provincia di Genova. Nel 1863 assunse l'odierna denominazione di Favale di Malvaro[4].

Alcuni componenti della famiglia Cereghino, cantastorie di Favale.

Nella prima metà del XIX secolo qui nacque una piccola comunità convertita al valdismo per opera della famiglia Cereghino (Scialin nel dialetto locale), nota famiglia di cantastorie dialettale nativi di Favale. La conversione scaturì a seguito di un dissidio tra la famiglia e il clero cattolico locale, facendo ben presto numerosi proseliti fra i compaesani; poco dopo venne infatti fondata, nel 1849, una chiesa evangelica valdese - unica nel comprensorio - che sopravvisse con regolare culto religioso fino al 1919. Il fenomeno dell'emigrazione verso il continente americano in quegli anni - soprattutto in California e in Perù - spopolò di fatto la popolazione di Favale che vide, tra gli altri, la partenza degli ultimi valdesi praticanti. Della testimonianza religiosa a Favale rimane ancora oggi visibile il piccolo cimitero valdese sopra la frazione di Castello, mentre la chiesa è stata in seguito trasformata in abitazione privata.

L'appartenenza a questa minoranza religiosa - minoritaria se confrontata con la maggioranza dei fedeli cattolici sul territorio - portò ad una vera e propria "guerra di religione" tra i Cereghino e la comunità parrocchiale di Favale e che negli anni a seguire culminò con atti di persecuzioni, processi, condanne e reclusioni presso il carcere di Chiavari con l'accusa ai valdesi di "offendere la religione di Stato del Regno di Sardegna". Tesi contro "l'eresia del valdismo" che furono inoltre pubblicamente scritte e riportate a mo' di monito in una lapide del 1853 affissa all'interno del santuario di Nostra Signora del Rosario, già chiesa parrocchiale intitolata al santo patrono Vincenzo.

La "ferita" tra le due comunità religiose è stata definitivamente sanata il 20 gennaio 2013 - a 160 anni esatti dal posizionamento di quella targa del 1853 - con l'incontro a Favale di Malvaro tra il vescovo di Chiavari monsignor Alberto Tanasini e il delegato della comunità valdese di Chiavari Carlo Lucarini. Nell'occasione è stata posta una nuova lapide - sempre all'interno del santuario e sotto la targa ottocentesca - richiamanti parole di riconciliazione e in qualche modo di scuse verso la comunità religiosa fondata dai Cereghino[5].

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Fontanabuona.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Favale di Malvaro-Stemma.png
Favale di Malvaro-Gonfalone.png
Favale di Malvaro-Stemma2.png
« Cielo sovrastante tre boschi di querce al naturale, separati da due torrenti d'argento, ombrati d'azzurro, che nascono da una giogaia di montagne rocciose, sempre al naturale, e confluiscono a pergola in punta. Ornamenti esteriori da comune »
(Descrizione araldica dello stemma[6])
« Drappo di azzurro... »
(Descrizione araldica del gonfalone[6])

Lo stemma è stato concesso con il decreto del Presidente della Repubblica datato 12 ottobre del 1972[6].

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario di Nostra Signora del Rosario, già chiesa di san Vincenzo.
Uno scorcio del cimitero valdese nella frazione di Castello

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Favale di Malvaro sono 33[8], pari al 6,90% della popolazione totale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Favale di Malvaro ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[9]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Il museo "Casa Giannini" è ubicato presso la località Acereto in un edificio del XVIII secolo, casa paterna di Amadeo Peter Giannini (1847-1949) fondatore nel 1904 della Bank of Italy. Le sale museali sono state allestite nel 1983 e da allora conservano gli arredi originali documentanti la vita nel XIX secolo. Inoltre sono conservati documenti e fotografie che ripercorrono la storia dell'emigrazione locale dalla fine dell'Ottocento ai primi del Novecento.

Presso la frazione di Monteghirfo, divisa amministrativamente con il comune di Lorsica, è stato istituito nel 1975 un museo etnografico all'interno della casa natale di Maria Ferretti. Il museo descrive nel suo complesso la rappresentazione scenica, la vita quotidiana, di una tipica famiglia contadina di fine Ottocento con la presenza di oggetti, mobili e attrezzi da lavoro dell'epoca.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

L'emigrazione dei suoi cittadini viene festeggiata a Favale di Malvaro annualmente durante la "Giornata dell'Emigrante" l'ultima domenica del mese di giugno.

Persone legate a Favale di Malvaro[modifica | modifica wikitesto]

  • Amadeo Peter Giannini (San Jose, 1847 - San Mateo, 1949), banchiere e imprenditore, fondatore della Bank of Italy. I suoi genitori erano italiani emigrati negli Stati Uniti d'America, provenienti da Favale di Malvaro.
  • Cesare Pezzolo (Favale di Malvaro, 1895 - San Francisco, 1959), fisarmonicista, autore di numerosi brani tra cui la celebre mazurca "Cesarina".
  • José Mujica (Montevideo, 1935), politico, senatore della repubblica ed ex presidente dell'Uruguay. Ha visitato il paese di Favale di Malvaro il 23 maggio 2015[10] e in virtù dei suoi legami storici con la comunità favalese - per via della madre Lucia Cordano l'ex presidente ha origini nel luogo - gli è stata concessa la cittadinanza onoraria.
  • Brian Boitano (Mountain View, 1963), pattinatore artistico su ghiaccio. La sua famiglia, emigrata negli Stati Uniti d'America, è originaria del borgo favalese dove Boitano ha recentemente ristrutturato la casa natale.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Gli insediamenti sul territorio comunale sono costituiti, oltre il capoluogo, dalle frazioni di Accereto, Alvari, Arena, Canavissolo, Cassottano, Castello, Collo, Malvaro, Monteghirfo (quest'ultima divisa amministrativamente con l'attiguo comune di Lorsica), Ortigaro, Piano, Priagna, Rocca, Scoglio per un totale di 16,62 km² di superficie.

Confina a nord-ovest con il comune di Lorsica (frazione di Barbagelata), a sud con Lorsica, a ovest con Neirone e Moconesi e a est e nord est con Rezzoaglio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia comunale si basa principalmente sull'attività agricola e sulla lavorazione del legno. L'emigrazione verso l'America ha coinvolto molti cittadini favalesi all'inizio del XX secolo; alcuni di questi hanno ottenuto un insperato successo: Amadeo Peter Giannini, fondatore della Banca d'America di San Francisco, il tenore Giovanni Demartini, i fratelli fisarmonicisti Pezzolo fra i quali Cesare è l'autore della celeberrima Cesarina, forse la mazurca più conosciuta del ballo liscio.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Favale di Malvaro è attraversato principalmente dalla strada provinciale 23 della Scoglina che, attraverso l'omonimo passo a 926 m s.l.m., gli permette il collegamento stradale a sud con Cicagna.

Mobilità urbana[modifica | modifica wikitesto]

Dal comune di Cicagna un servizio di trasporto pubblico locale gestito dall'ATP garantisce quotidiani collegamenti bus con Favale di Malvaro e per le altre località del territorio comunale.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1995 Andrea Demartini Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1995 2004 Giovanni Boitano Lista civica di centro-destra "Per Favale" Sindaco
2004 2009 Raffaella De Benedetti Lista civica di centro-destra "Per Favale" Sindaco
2009 18 maggio 2010 Giovanni Boitano Lista civica di centro "Con Giovanni Boitano per Favale" Sindaco [11]
5 luglio 2010 16 maggio 2011 Ubaldo Crino Lista civica di centro "Con Giovanni Boitano per Favale" Vicesindaco [12]
2011 in carica Ubaldo Crino Lista civica di centro "Per Favale" Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Regio decreto-legge 8 aprile 1863, n. 1234
  5. ^ Fonte dal quotidiano "La Stampa": Dopo 160 anni pace fatta tra cattolici e valdesi, lastampa.it. URL consultato il 21 gennaio 2013.
  6. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  9. ^ Fonte dal sito Ambiente in Liguria
  10. ^ Mujica, l'ex presidente dell'Uruguay in Liguria= Mentelocale.it, 23 maggio 2015. URL consultato il 25 maggio 2015.
  11. ^ Si dimette dalla carica amministrativa in quanto eletto consigliere regionale della Liguria
  12. ^ Subentra con Decreto del Presidente della Repubblica del 5 luglio 2010 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 167 del 20 luglio 2010

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Padre Celso da Favale, Il mio Paese, Chiavari, 2000.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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