Torre Monteratti

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Torre Monteratti
Forte Monteratti
StatoLesser coat of arms of the king of Italy (1890).svg Regno di Sardegna,
Stato attualeItalia Italia
RegioneLiguria
CittàGenova
Informazioni generali
Inizio costruzione1817
MaterialeLaterizio e pietra
Demolizione1938
Condizione attualePiano sotterraneo e cisterna intatti
Informazioni militari
Funzione strategicaTorre di avvistamento e di difesa
Termine funzione strategica1900
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Torre Monteratti (560 s.l.m.) era una torre circolare costruita dal Regno Sabaudo, situata sull'estremità occidentale della cima del monte omonimo a Genova.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La realizzazione della fortificazione viene affidata dal Regno Sabaudo all'architetto Giulio Andreis, che nel 1817 iniziò i lavori in contemporanea ad altre torri gemelle nel territorio genovese, le opere si differenziavano tra loro solamente nel diametro per meglio adattarsi al suolo. Dopo aver ricevuto pesanti critiche per la validità del progetto, la realizzazione delle torri fu sospesa nel 1825, a questa data furono completate solo tre torri: Torre Monteratti, Torre Quezzi e Torre San Bernardino. A rinforzo della torre tra il 1831 ed il 1842 si iniziò la costruzione di una maestosa fortificazione che possiamo ammirare ancora oggi. L'opera viene abbandonata nei primi anni del novecento e nel 1938 la torre viene definitivamente demolita per non disturbare la visuale delle quattro postazioni contraeree. Della torre possiamo ormai ammirare solamente il piano sotterraneo.

Struttura[modifica | modifica wikitesto]

Paraste con caditoia e grata apribile della gemella Torre San Bernardino

La torre era circolare a tronco di cono da cui a circa metà altezza si innestavano lunghe paraste che caratterizzavano la torre per tutta la sua circonferenza, da esse si aprivano caditoie protette da grate apribili in caso di bisogno. A protezione della base della torre si aprono grandi cannoniere e innumerevoli feritoie per fucilieri.

L'interno della torre si presentava su tre piani, sorretti da quattro robusti pilastri da cui da uno si era ricavata la ripida scala di servizio per la comunicazione tra i piani. L'uscita alla terrazza avveniva tramite una piccola casamatta. L'accesso alla struttura avveniva tramite ponte levatoio.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Riccardo Dellepiane, Mura e fortificazioni di Genova, Nuova editrice genovese, Genova, 2008
  • Stefano Finauri, Forti di Genova, Servizi Editoriali, Genova, 2007
  • Stefano Finauri, Genova fortificata, Ed.Guide Macchione, 2003
  • R. Finocchio, Fortificazioni campali e permanenti di Genova, Genova, 1983
  • P. Stringa, I Forti di Genova, volumi 24, 25, 26, Genova, 1976
  • L.C. Forti, Le fortificazioni di Genova, Genova, 1975
  • Roberto Badino, I Forti di Genova, Genova 1969
  • Cappellini A., Le Fortificazioni di Genova, Ed. F.lli Pagano Editore, Genova, 1939

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]