Oltregiogo

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Oltregiogo
Oltregiogo - Oltregiovo - Oltregioco (in italiano)
Oltrazovo (in ligure)
Galleria Perelli a Novi Ligure, esempio di architettura ligure in Oltregiogo. Sull'affresco sono raffigurate la torre del Castello di Novi e la Lanterna di Genova, a rappresentare il legame della città e dell'Oltregiogo con la Superba.
StatiBandiera dell'Italia Italia
RegioniBandiera della Liguria Liguria (parte settentrionale della città metropolitana di Genova)
Bandiera del Piemonte Piemonte (parte meridionale della provincia di Alessandria)
Bandiera dell'Emilia-Romagna Emilia-Romagna (3 comuni nella parte sud occidentale della provincia di Piacenza)
Bandiera della Lombardia Lombardia (1 comune nell'Oltrepò pavese meridionale)
Territorio64[1][2] comuni (38 della Provincia di Alessandria, 22 della Provincia di Genova, 1 della Provincia di Pavia, 3 della Provincia di Piacenza)
CapoluogoNovi Ligure
Superficie1 715,97 km²
Abitanti129 526 (2008)
Lingueitaliano, ligure, piemontese
Collocazione dei comuni dell'Oltregiogo, divisi tra le province di Alessandria, Pavia e Piacenza a nord e la provincia di Genova a sud. In rosso i capoluoghi di provincia, in giallo scuro la parte del comune di Rezzoaglio non compresa nell'Oltregiogo.
(LIJ)

«Otra Zovo àn castele e homi
chi son valenti e sì prudomi,
e tanta atra forte terra
chi i enemixi de for serra.»

(IT)

«Nell'Oltregioco [i Genovesi] hanno castelli e uomini talmente forti e valorosi, e così tanti altri luoghi fortificati, che bloccano i nemici che vengono dall'esterno.»

L'Oltregiogo (anche Oltregiovo o Oltregioco, Ôtrazovo in ligure) è una regione storica e geografica tra Liguria e Piemonte. Si estende su parte dell'appennino ligure a nord di Genova e sulle sue propaggini collinari. Insiste fra la città metropolitana di Genova, la provincia di Alessandria, e in piccola parte quelle di Piacenza e Pavia. È un territorio che anticamente apparteneva alla Repubblica di Genova e che ancora oggi presenta un forte legame economico, culturale e logistico con il capoluogo ligure. La città più importante e popolosa dell’Oltregiogo è Novi Ligure, altri centri importanti ma di minori dimensioni sono Ovada e Gavi.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Basso Piemonte e Monferrato.

Usualmente con il termine Oltregiogo si intendono, in modo grossolano, nel loro insieme i seguenti territori[1][2]

L'estensione si potrebbe individuare in tre zone, divise dalle direttrici Fraconalto-Pozzolo Formigaro e Torriglia-Pregola, che corrono in direzione sud-nord. Ad est le valli Aveto e Trebbia, al centro le valli Borbera e Scrivia e ad ovest le valli Lemme ed Orba.[3]

La maggior parte dell’Oltregiogo oggi fa parte del Piemonte e corrisponde ai comuni della ex provincia di Novi. La provincia nel 1859 fu unita a quella alessandrina dall’allora ministro Rattazzi, originario di Alessandria, che voleva elevare d’importanza la sua città natale. I novesi e l’oltregiogo faticarono ad accettare tale decisione e provarono più volte a opporsi, senza successo, anche durante la prima metà del novecento. I comuni che invece oggi si trovano sotto l'Emilia-Romagna facevano parte della Provincia di Bobbio, soppressa anch'essa nel 1859 dalla legge Rattazzi che l'annesse alla nuova Provincia di Pavia, nel 1923 avvenne lo smembramento del Circondario di Bobbio: l'Oltrepò ed il comune di Brallo di Pregola rimasero sotto Pavia, mentre l'alta Val Trebbia venne suddivisa fra la Provincia di Genova e la Provincia di Piacenza

Novi Ligure
Borghetto di Borbera
Cantalupo Ligure
Gavi
Pozzolo Formigaro
Vignole Borbera
Voltaggio
Ovada
Rocca Grimalda
Silvano d'Orba
Campo Ligure
Crocefieschi
Gorreto
Rezzoaglio
Santo Stefano d'Aveto
Savignone
Abbazia di Santa Maria alla Croce di Tiglieto
Vobbia
Ottone
Stemma Comune Superficie Popolazione in Ligure in Piemontese in altra lingua locale Provincia
Novi Ligure 54,22 km² 28.595 Neuve Nêuve - AL
Albera Ligure 21,38 km² 331 Arbêa Albera - AL
Arquata Scrivia 23,36 km² 6.136 Arquâ Arquà - AL
Basaluzzo 15,22 km² 2.053 Bazalusso Basaluss - AL
Borghetto di Borbera 39,62 km² 2.034 O Borghetto Borghet Borbaja - AL
Bosio 66,88 km² 1.244 Beuxo Beuso - AL
Cabella Ligure 46,79 km² 572 Cabela Cabela - AL
Cantalupo Ligure 24,09 km² 556 Cantalòvvo Cantalov - AL
Capriata d'Orba 28,31 km² 1.928 - Cavirià - AL
Carrega Ligure 56,67 km² 98 Carega Cariegà - AL
Carrosio 7,24 km² 498 Careuxo Careugio - AL
Cassano Spinola 14,96 km² 1.873 Casàn Cassau - AL
Fraconalto 15,85 km² 374 Fiacon Fraconàut - AL
Francavilla Bisio 7,75 km² 502 - Francavila - AL
Gavi 50,92 km² 4.614 Gavi Gäi - AL
Grondona 25,74 km² 552 Grondonn-a Grondòuna - AL
Mongiardino Ligure 29,14 km² 182 Mongiardin Mongiardin - AL
Parodi Ligure 12,5 km² 779 Parodi Paròd Ligurin - AL
Pasturana 5,26 km² 1.164 Pastorana Pasturàuna - AL
Pozzolo Formigaro 35,59 km² 4.896 Poséu Posseu - AL
Roccaforte Ligure 20,62 km² 168 La Ròuca Rocaforte - AL
Rocchetta Ligure 10,09 km² 213 A Rocheta Rochëtta (Ligurin-a) - AL
San Cristoforo 3,59 km² 603 Sàn Cristòfa San Cristòfi - AL
Serravalle Scrivia 16,02 km² 6.238 Saravalle Seraval Scrivia - AL
Stazzano 17,83 km² 2.384 Stasàn Stassan - AL
Tassarolo 7,09 km² 616 Tascëreu Tassareu - AL
Vignole Borbera 8,49 km² 2.260 e Vigneue Vigneule Borbaja - AL
Voltaggio 51,33 km² 774 Otaggio Votagio - AL
Ovada 35,33 km² 11.943 Ovà - AL
Belforte Monferrato 8,78 km² 476 Berforte Belfòrt - AL
Casaleggio Boiro 12,20 km² 406 Casaèzo Casalegio Bòiroù - AL
Castelletto d'Orba 14,25 km² 2.111 Casteleto Castlèt d'Òrba - AL
Lerma 14,54 km² 872 - Lerma - AL
Montaldeo 5,19 km² 309 Montaldeo Montondé - AL
Mornese 13,30 km² 725 Morneise Mornèis - AL
Rocca Grimalda 15,64 km² 1.532 A Ròcca La Ròca Grimàuda - AL
Silvano d'Orba 12,08 km² 1.956 Scirvan Silvan - AL
Tagliolo Monferrato 25,91 km² 1.565 - Tajeu - AL
Busalla 17,12 km² 5.940 Bùsalla - - GE
Campo Ligure 23,8 km² 3.072 Cànpo - - GE
Casella 7,8 km² 3.325 Casella - - GE
Crocefieschi 11,6 km² 571 A Croxe - - GE
Fascia 11,25 km² 81 Fascia - - GE
Fontanigorda 16,6 km² 277 Fontanegorda - - GE
Gorreto 18,88 km² 97 O Gorrëio - - GE
Isola del Cantone 47,77 km² 1.541 l'Ìzóa do Cantón - - GE
Masone 29,85 km² 3.873 Mazon - - GE
Montoggio 46,4 km² 2.081 Monteuggio - - GE
Propata 16,93 km² 142 Propâ - - GE
Rezzoaglio 30 km²[4] 100[4] Rezzoagi - Rosagni GE
Ronco Scrivia 30,51 km² 4.536 Rónco - - GE
Rondanina 12,81 km² 62 Rondaninn-a - - GE
Rossiglione 47,2 km² 2.944 Roscigion - - GE
Rovegno 44,09 km² 554 Roegno - - GE
Santo Stefano d'Aveto 54,78 km² 1.126 San Stê - - GE
Savignone 21,75 km² 3.208 Savignon - - GE
Tiglieto 24,5 km² 633 O Tilieto - - GE
Torriglia 60,1 km² 2.415 Torriggia - - GE
Valbrevenna 35,2 km² 797 Valbrevénna - - GE
Vobbia 33,2 km² 458 Veubbia Vòbia - GE
Brallo di Pregola 46,15 km² 601 - - Bràl ēd Preigöra PV
Cerignale 30,82 km² 127 Serignâ - Sergnâ PC
Ottone 98,96 km² 516 Utùn - Uton PC
Zerba 24,13 km² 77 - - Ṡèrba PC
Totali comuni
piemontesi
38 873,77 km² 94.132
Totali comuni
liguri
22 642,14 km² 38.833
Totali altri comuni (PV - PC) 4 200,06 km² 1.321
Totali
Oltregiogo
64 1.715,97 km² 133.286

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La Regio IX Liguria Augustea
I Feudi Imperiali a nord di Genova (dalla Carta del Borgonio, sec. XVII)
Regno di Sardegna nel 1799

Fin dall'impero romano, dai bizantini, dai longobardi e dai franchi nel nord Italia vi era la regione Liguria (IX regione romana), che nel IV secolo aveva unito i territori della Liguria (con capitale Genova) con quelli dell'Emilia (Regio VIII Aemilia) con capoluogo Piacenza) e verso la fine dello stesso secolo anche la Transpadana (XI regione romana con capoluogo Milano (Mediolanum), il nome fu mantenuto Liguria, ma la nuova capitale era Milano (diventata anche capitale imperiale sotto Massimiano), con i governatorati di Genova e Piacenza.

Sotto il dominio bizantino si formò anche la Provincia Maritima Italorum con capitale a Genova, ma il tutto passò dal 641 prima ai Longobardi e successivamente ai Franchi che riunificarono la regione preesistente, senza però modificare l'assetto dato dai romani con la formazione di ducati longobardi o contee franche. Unica effettiva trasformazione fu il trasferimento della capitale a Pavia, rimanendo comunque quella religiosa a Milano, sede dell'arcivescovato.

Nel 951 si forma la Marca obertenga o Marca Januensis della Liguria orientale. I territori in possesso degli Obertenghi, famiglia di origine longobarda, comprendevano la Lombardia (con la Svizzera Italiana e Novara), l'Emilia con Bologna esclusa (poi si aggiunse anche Ferrara) parte del Piemonte (l'Oltregiogo con Tortona, Novi Ligure, Ovada e la val Bormida) e parte della Liguria e della Toscana, dal Genovesato fino alla Lunigiana e alla Garfagnana, e poi indirettamente anche la Corsica e parte della Sardegna. In seguito alle autonomie dalla marca obertenga Genova dal 1099 diventa libero comune e pian pian si forma la Repubblica di Genova.

Dal 781 al 1014 la maggior parte delle terre dell'Oltregiogo facevano parte del Regno d'Italia successivamente le terre vennero annesse direttamente nel Sacro Romano Impero: benché amministrate da nobili genovesi (Spinola, Adorno, Malaspina, Fieschi, ecc.) o dei vescovi di Tortona e di Bobbio, di esse non appartenevano formalmente alla Repubblica di Genova, ma costituivano il gruppo dei cosiddetti Feudi imperiali, comprese la Contea vescovile di Tortona e la Contea vescovile di Bobbio, relitto degli antichi possessi dell'Impero sull'Appennino. Facevano eccezione la signoria pontificia di Albera, in val Borbera, come Novi, Gavi, Parodi, Fiacone, Ovada, Voltaggio e tutta la valle Stura (eccetto Campo Ligure, allora Campofreddo) che erano compresi nella giurisdizione della Repubblica. Nel medioevo, molti dei famosi Balestrieri Genovesi, erano in realtà provenienti da Novi e da altre località dell'Oltregiogo[5].

Con la discesa in Italia di Napoleone Bonaparte vi è l'abolizione di tutti i Feudi imperiali; si formò dal 1797 al 1805 la Repubblica Ligure, comprendente il territorio della ex Repubblica di Genova, vale a dire la Liguria, Capraia, e buona parte della regione dell'Oltregiogo. Nel 1805 la Repubblica Ligure venne annessa all'Impero francese e venne formato il Dipartimento di Genova fino al 1815, con parte della ex Repubblica Ligure, annessa ora all'Impero, e parte del dipartimento di Marengo, già appartenente alla Francia (costituito nel 1801) e in quell'occasione ridefinito nei suoi confini. Dalla Repubblica Ligure provenivano le città di Genova e Novi, dal dipartimento di Marengo invece le città di Bobbio, Tortona e Voghera con i rispettivi territori.

Quando, nel 1815, a seguito delle decisioni del Congresso di Vienna, Genova entrò a far parte del Regno di Sardegna, per circa tre anni Novi e Bobbio furono attribuite alla Divisione e Provincia di Alessandria, ma con il Regio Editto del 10 novembre 1818 e le Regie Patenti del 14 dicembre 1818 divenne capoluogo di una provincia facente parte della Divisione di Genova. Pertanto dal 1º gennaio 1819 la Divisione di Genova risultava composta da sette province e l'Oltregiogo ricadeva nelle province di Genova, di Novi, di Bobbio e in parte in quella di Chiavari. In questo modo, nonostante l'annessione al Regno di Sardegna e la perdita dell'indipendenza e della sovranità (come rimarcato dal famoso Proclama), la divisione amministrativa rispettava la secolare storia dell'Oltregiogo. Essere capoluogo di provincia comportò l'istituzione a Novi e a Bobbio dell'Intendenza di Finanza, del Tribunale di Commercio e del Consiglio di Giustizia, che divenne Tribunale di Prefettura nel 1827.

Ovada e l'Ovadese, invece, a differenza di Novi e Bobbio, passarono subito sotto la Divisione di Alessandria, entrando poi a far parte della Provincia di Acqui. Ovada era, appunto, titolare di uno dei "mandamenti" della provincia acquese.

L'allontanamento definitivo delle terre di Novi e Bobbio dalla Divisione di Genova fu stabilita dal Legge Rattazzi (ossia il Regio Decreto n. 3702 del 23 ottobre 1859), che sancì il passaggio dei territori ora circondari della provincia di Novi alla provincia di Alessandria e dei territori della Provincia di Bobbio alla nuova Provincia di Pavia, riducendo la provincia di Genova essenzialmente ai suoi attuali confini[6]. Tale decisione è dovuta all'allora primo ministro Urbano Rattazzi, che in virtù dei poteri straordinari conferitogli nel 1859, ampliò i confini della sua provincia natia, fatto che provocò uno scontento che durò decine di anni. Novi non volle dimenticare i suoi legami con il capoluogo ligure e quando si rese necessario scegliere un toponimo aggiuntivo (per evitare confusione con altri comuni omonimi d'Italia), il consiglio comunale scelse che esso fosse l'aggettivo "Ligure". Il Regio decreto dell'11 gennaio 1863 sancì tale denominazione.

Nel 1923 avvenne lo smembramento del Circondario di Bobbio: l'Oltrepò ed il comune di Brallo di Pregola rimasero sotto Pavia, mentre l'alta Val Trebbia venne suddivisa fra la Provincia di Genova e la Provincia di Piacenza.

Gastronomia[modifica | modifica wikitesto]

La cucina dell'Oltregiogo in Piemonte cambia molto dalla cucina del resto del Piemonte per i legami storici, culturali e linguistici con la Liguria e la vicinanza a Genova. La cucina risente in gran parte delle influenze della cucina ligure, ma ha anche qualche influenza della cucina piemontese. È essenzialmente una cucina di terra.

Antipasti[modifica | modifica wikitesto]

Focacce, Torte salate, Farinate, Polpettoni[modifica | modifica wikitesto]

Salse e sughi[modifica | modifica wikitesto]

Pasta, Riso, Minestre[modifica | modifica wikitesto]

Pesce[modifica | modifica wikitesto]

Formaggi[modifica | modifica wikitesto]

Carne[modifica | modifica wikitesto]

Verdure e ortaggi[modifica | modifica wikitesto]

Dolci[modifica | modifica wikitesto]

Vini[modifica | modifica wikitesto]

Sagre e altre manifestazioni con prodotti tipici in Oltregiogo[modifica | modifica wikitesto]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

La quasi la totalità dell'Oltregiogo è compreso nella Regione ecclesiastica Liguria, dividendosi in parte tra l'Arcidiocesi di Genova (per quanto riguarda i territori più meridionali) e la diocesi di Tortona. I quattro comuni liguri di Campo Ligure, Masone, Rossiglione e Tiglieto sono compresi nella Regione ecclesiastica Piemonte, facendo parte della diocesi di Acqui. I comuni genovesi della val d'Aveto Rezzoaglio e Santo Stefano d'Aveto e dell'alta val Trebbia Fontanigorda, Gorreto e Rovegno, e dell'alta val Trebbia piacentina Cerignale, Ottone e Zerba sono compresi nel vicariato di Bobbio, alta val Trebbia, Aveto e Oltre Penice (ex Diocesi ligure di Bobbio), dal 1989 trasferita nella Regione ecclesiastica Emilia-Romagna, facendo parte della diocesi di Piacenza-Bobbio.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Fonte: liguriaplanet.com Archiviato il 24 agosto 2007 in Internet Archive.
  2. ^ a b Fonte: nuke.oltregiogomedievale.it[collegamento interrotto]
  3. ^ Dati Istat, aggiornati al 30 novembre 2008.
  4. ^ a b Stima approssimativa della parte settentrionale del comune
  5. ^ (EN) Fabio Romanoni, "Boni balistrarii de ripperia Ianue". Balestrieri genovesi attraverso due cartulari del 1357, in "Archivio Storico Italiano", CLXVIII (2010).. URL consultato il 7 marzo 2019.
  6. ^ vedi anche modifiche territoriali e amministrative dei comuni della Liguria
  7. ^ Valerio Dabove, Nibio' antico vino nobile dell'Oltregiogo, in Il Nibiö è innanzitutto un vitigno, un tempo particolarmente importante per la finezza del vino ottenuto, che presenta dei grappoli più piccoli e spargoli, dal peduncolo rosso. Allevato secondo la tecnica del Guyot rigorosamente in collina ed alle più alte quote, ha caratteristiche di scarsa produttività che avvantaggia la qualità dell’uva e del vino: minor quantità per ettaro è sinonimo di miglior qualità., 04.06.2020.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Lo stesso argomento in dettaglio: Bibliografia su Genova.
  • M.V. Pastorino, S. Pedemonte, G. Traverso, Bibliografia dell'Oltregiogo (terzo contributo), Bruno Guzzo Editore, Busalla, 2002.
  • Sergio Pedemonte, Bibliografia dell'Oltregiogo, 4° contributo, Novi Ligure, 2023.
  • Davide Canazza, Sergio Pedemonte, "L'organizzazione ecclesiastica in una parte dell'Oltregiogo Genovese", Novinostra In Novitate, Novi Ligure, n. 8, 2019.
  • Bruno Giontoni, Franca Balletti, I Feudi imperiali della Val Trebbia - Società e territorio tra Genova e Piacenza, De Ferrari Editore, Genova 2019, ISBN 978-88-5503-057-1 (88-5503-057-4)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]