Castello di Pont-Saint-Martin

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Castello di Pont-Saint-Martin
detto castellaccio o castello vecchio
Castellaccio di Pont-Saint-Martin 1.jpg
Ubicazione
Stato attuale Italia Italia
Regione Valle d'Aosta Valle d'Aosta
Città Pont-Saint-Martin
Coordinate 45°36′03.4″N 7°48′03.4″E / 45.600944°N 7.800944°E45.600944; 7.800944Coordinate: 45°36′03.4″N 7°48′03.4″E / 45.600944°N 7.800944°E45.600944; 7.800944
Mappa di localizzazione: Nord Italia
Castello di Pont-Saint-Martin
Informazioni generali
Tipo Castello
Condizione attuale rudere
Visitabile si
Link
voci di architetture militari presenti su Wikipedia

Il castello di Pont-Saint-Martin, detto anche castellaccio e castello vecchio, sorge su di un'altura morenica a dominare il borgo di Pont-Saint-Martin, in Valle d'Aosta. Posto all'imbocco della destra orografica della valle del Lys, venne costruito in una posizione strategica sia per il contatto visivo con la torre di Pramotton che per l'invio di segnali luminosi da un presidio all'altro della valle a scopo difensivo. Abbandonato secoli fa, è ridotto a rudere e meta di passeggiate da parte degli appassionati di trekking.

Architettura[modifica | modifica wikitesto]

Sul lato est del complesso, oggi in rovina, il castello fin dalle origini era caratterizzato da un mastio a pianta esagonale, forma anomala per il panorama dei castelli valdostani, ma paragonabile al mastio della vicina Torre di Pramotton[1] e per Francesco Corni ispirato dai castelli inglesi di Cornaevon e Arundel. Questo nucleo originario, poco confortevole e inadatto a una funzione abitativa, veniva usato saltuariamente e solo in caso di arrocco.[2]

Il Castellaccio dall'alto.

Adattandosi alla morfologia del promontorio, formato da rocce lisciate dal ghiacciaio quaternario che dirupano a levante[3], le mura di cinta avevano forma irregolare e si aprivano con un accesso di facile controllo sul lato meridionale, in concomitanza dell'unico e stretto passaggio obbligato consentito dal territorio[1].

All'interno delle mura, a ponente, si leggono ancora le strutture più propriamente abitative, come la cappella e la cucina di cui resta la volta a cupola con un foro centrale per dar sfogo al fumo dell'alto camino[1] e che ricorda per dimensioni quella conservatasi al castello di Introd[4]. Ad uno spigolo del castello resta svettante, curiosamente, una torretta cilindrica pensile, decorata da una serie di archetti ciechi che mostra somiglianze con lo stile decorativo dei castelli piemontesi costruiti intorno ai primi del Quattrocento[4].

A parte questi particolari, è ancora valida la descrizione data del castello da Carlo Passerin d'Entrèves:

« Delle numerose costruzioni non rimangono che informi macerie, pochi avanzi di mura sbrecciate che col trascorrere dei secoli la vegetazione ha in molti punti soverchiato e coperto.[3] »

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il castello appartenne ai nobili di Pont-Saint-Martin, un ramo dei Bard, costituitisi con questo nome il 19 luglio 1214, allorché i fratelli Ugo di Bard e Guglielmo di Pont-Saint-Martin firmarono un accordo e si spartirono i beni di famiglia rendendo i loro possedimenti indipendenti e autonomi: Guglielmo eredita i possedimenti di Pont-Saint-Martin e di Arnad, ma in breve tempo il feudo di Arnad sarà preso dai Vallaise, mentre il feudo di Bard andò al fratello Ugo. I Savoia cercarono di impadronirsi di entrambi i feudi, ma riuscirono a conquistare solo le terre di Ugo di Bard. Fino al 1337 gli eredi di Guglielmo non vollero sottomettersi ai conti, attaccando a più riprese il castello di Bard.[5]

L'ingresso meridionale del castello (foto Carlo Nigra).

Non si hanno notizie sicure della sua edificazione, avvenuta probabilmente a più riprese nel XIV secolo[4] anche se alcuni autori fanno risalire la sua prima edificazione al XII secolo.[2]

Nel 1447 Antonio di Pont-Saint-Martin subì un breve esproprio da parte del duca di Savoia Amedeo VIII, per contrasti tra i due. Ancora in mano ai Savoia, il castello cadeva già in rovina attorno al 1460, quando i figli di Antonio - Bertrando, Giacomo, Ardissone e Francesco di Pont-Saint-Martin - chiesero ai Savoia di poter ristrutturare il maniero. Nel 1466 il castello tornò in mano alla famiglia, ed è probabile che a partire da quella data diedero il via ai lavori di consolidamento.[4]

Il castello fu abbandonato (forse nel XVI secolo) a favore della casaforte in paese quando l'ingentilirsi dei costumi rese l'alto maniero troppo scomodo e fuori mano per le mutate esigenze dei signori.[1] Con la mala gestione di Ercole di Pont-Saint-Martin, che ipotecò tutti i beni, la famiglia andò definitivamente in rovina.[5]

L'amministrazione comunale intende valorizzare l'area; è in corso l'acquisizione dei terreni dai privati per poter dar via ad un'opera di consolidamento della struttura e una messa in sicurezza del sentiero.[4]

La leggenda
Incisione 1860 Ponte di Pont - Saint - Martin.jpg
I Bard, di cui facevano parte i signori di Pont-Saint-Martin, sono ricordati tra le casate valdostane più feroci e violente, e il castello di Pont è rimasto luogo simbolico di terrore e esecrazione. Una leggenda condensa questi aspetti rimasti nella memoria collettiva: si narra infatti che una florida ragazza di Perloz venne fatta rapire e rinchiusa nella torre più alta del Castellaccio per volere del truce castellano, signore di Pont.[6] I nobili di Pont furono famosi per le loro richieste di pedaggio a chi passava sul ponte, accesso obbligato alla Valle e quindi ai valichi per la Francia e la Svizzera.

Accesso[modifica | modifica wikitesto]

Partendo dal borgo e lasciandosi il ponte romano alle spalle, si sale per un tratto lungo la mulattiera per Perloz e il santuario di Notre-Dame-de-la-Garde, quindi svoltando a destra si prende per un ripido sentiero tra i vigneti e in meno di mezz'ora di cammino si arriva alle rovine del castello[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d André Zanotto, 128
  2. ^ a b Francesco Corni
  3. ^ a b c Carlo Passerin d'Entrèves, 238
  4. ^ a b c d e Castellaccio di Pont-Saint-Martin, www.icastelli.it. URL consultato l'11 aprile 2012.
  5. ^ a b Pont-Saint-Martin su www.viefrancigene.org
  6. ^ (FR) Jean-Jacques Christillin, Légendes et récits recueillis sur les bords du Lys, ed. Duc, Aoste 1901, cit. in Carlo Passerin d'Entrèves, 238

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • André Zanotto, Castelli valdostani, Quart (AO), Musumeci, 2002 [1980], ISBN 88-7032-049-9. (fonte)
  • (FR) Jean Baptiste de Tillier, Historique de la vallée d'Aoste, Aoste, Ed. L. Mensio, 1887 [1737], pp. 3 91 (474 del .PDF). (fonte)
  • Carlo Nigra, Torri e castelli e case forti del Piemonte dal 1000 al secolo XVI. La Valle d'Aosta, Quart (AO), Musumeci, 1974, pp. 26-28. (fonte)
  • Bruno Orlandoni, Architettura in Valle d'Aosta. Il Quattrocento. Gotico tardo e Rinascimento nel secolo d'oro dell'arte valdostana 1420-1520, Ivrea, Priuli & Verlucca, 1996, ISBN 88-8068-028-5. (fonte)
  • Carlo Passerin d'Entrèves, Il Castello di Pont-Saint-Martin e la rocca di Bard, in Augusta Praetoria: revue valdôtaine de pensée et d'action regionalistes, nº 4, 1951, p. 238. (fonte)
  • Mauro Minola, Beppe Ronco, Valle d'Aosta. Castelli e fortificazioni, Varese, Macchione ed., 2002, p. 18, ISBN 88-8340-116-6.
  • Francesco Corni, Valle d'Aosta medievale, Sarre, Tipografia Testolin, 2005.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]