Priorato gerosolimitano

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Il Priorato gerosolimitano (da Gerusalemme, nome latino Hierosolymita), o dei Giovanniti (da san Giovanni Battista), è una branca di un antico ordine religioso cavalleresco nato nel periodo delle crociate lanciate dalla Chiesa cattolica per liberare il Santo Sepolcro dal controllo dell'Islam.

L'ordine cavalleresco dei gerosolimitani racchiudeva i cristiani cavalieri (monaci che avevano impugnato le armi) e i cavalieri cristiani (soldati che diventavano religiosi). Diversi furono gli ordini religioso-cavallereschi fondati dopo la prima crociata, nel regno di Gerusalemme: cavalieri ospitalieri di San Giovanni, Cavalieri templari, Ordine Teutonico, cavalieri del Santo Sepolcro.

Mentre i Cavalieri Ospitalieri, che si dedicavano maggiormente all'assistenza, iniziarono a seguire la Regola agostiniana, i Templari e i Teutonici, continuarono a seguire quella benedettina[1].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

All'epoca delle crociate in terra santa, l'attività assistenziale per i "viaggiatori di Dio" rimaneva prioritaria rispetto all'azione di polizia. I monaci benedettini di Cluny, provenienti da Amalfi, erano i soli ad occuparsi dei malati, dei deboli e dei nullatenenti: l'ospedale di San Giovanni di Gerusalemme fu il primo impegno in questo senso.

L'Ordine ospitaliero di San Giovanni in Gerusalemme, o dei giovanniti o gerosolimitani, fu riconosciuto come autonomo e internazionale con una bolla papale di papa Pasquale II del 1113[1], dove furono riconosciuti i primi insediamenti giovanniti in Italia: Messina, Taranto, Otranto, Bari, Pisa, Asti e Prato; sulla tunica dei monaci comparve la croce bianca a otto punte. Le proprietà e il numero degli insediamenti in Italia, da allora crebbero notevolmente, favoriti dalla fortuna del pellegrinaggio per la riconquista della Terrasanta, divennero polo di attrazione di consistenti donazioni.

Nel 1319, venne deciso di riunire gli ospedalieri in varie compagnie, dette "lingue", che corrispondessero ai vari paesi di provenienza: Provenza, Francia, Italia, Alvernia (antica regione centrale della Francia), Aragona, Inghilterra, Alemagna (oggi Germania); Castiglia e Portogallo poi. Ogni lingua comprendeva priorati, baliaggi e commende. Dopo la Terrasanta si rifugiarono a Rodi e nel 1530 a Malta. Alla vigilia della rivoluzione francese i priorati erano 25.[2]

Ma dopo il 1798, (anno in cui Napoleone Bonaparte infranse apertamente la neutralità di Malta, attaccando e inducendo facilmente i cavalieri, che non impugnavano armi contro altri cristiani, alla resa) costretti a lasciare l'isola, esuli sotto la protezione dell'imperatore d'Austria, scomparvero alcuni dei priorati, con molti cavalieri dispersi e senza guida, nelle varie nazioni. Nel XIX secolo alcuni priorati si resero ordini autonomi, altri furono ripristinati rimanendo a far parte dell'odierno ordine cattolico di San Giovanni. I 5 ordini dal 1963 sono gemellati nell'Alleanza degli ordini di San Giovanni di Gerusalemme.

La chiesa cattolica riconosce oggi solo due ordini gerosolimitani:

I cavalieri[modifica | modifica wikitesto]

Questi storicamente gli ordini militari religiosi cavallereschi gerosolimitani:

Gli insediamenti in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Una ricostruzione degli insediamenti gerosolimitani in Italia è difficile, poiché sono per lo più andati perduti in seguito alla decadenza dell'Ordine - avvenuta nel XVIII secolo - e poi con le soppressioni napoleoniche.

Oltre alla Commenda di San Giovanni di Pré, a Genova, quello di cui si hanno maggiori notizie è il complesso astigiano, dedicato in origine al Santo Sepolcro, fu ceduto nel 1169 agli ospitalieri di San Giovanni in Jerusalem che ne fecero la sede del loro priorato. Da esso dipendevano oltre una sessantina di ospedali e precettorie distribuiti in Piemonte, in Liguria, in Lombardia e in Emilia.

L'originale conformazione cilindrica, circondata da una galleria, è dovuta all'intento di riprodurre la chiesa del sepolcro di Cristo a Gerusalemme. Furono utilizzati per i pilastri cilindrici, mattoni e pietre in fasce alternate, donando all'interno un'atmosfera molto calda.

Il convento ospitaliero fu arricchito di pregevoli opere di scultura (Madonna col Bambino, Redentore benedicente). Venne ampliato con la costruzione, in forme gotico-rinascimentali, dell'annessa chiesa di S. Pietro in Consavia (deformazione del titolo petrino cum clavis), che ha poi dato il nome a tutto il complesso.

A Prato la chiesa e spedaletto medievale di San Giovanni in Gerosolimitano si trova in via San Giovanni, nei pressi del castello dell'Imperatore. Oggi relegata a officina per auto, prima era una chiesa del complesso dell'ospedaliero dell'antica via degli Archi. La chiesa è esistente dal XII secolo e possiede un paramento in cotto. A lato della chiesetta si nota un portale con i simboli degli ordini cavallereschi.

Luoghi

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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