Venerande lingue del sovrano militare ordine di Malta

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Le Venerande lingue del Sovrano Militare Ordine di Malta erano delle suddivisioni antecedenti alla perdita dell'isola di Malta nel 1798 da parte del Sovrano militare ordine dei Cavalieri di San Giovanni di Gerusalemme, di Rodi e di Malta utilizzate per identificare le aree di provenienza (secondo la lingua parlata) dei militi che componevano di fatto l'esercito dei cavalieri dell'ordine di Malta. Le lingue erano suddivise in Gran priorati e priorati.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Non si hanno informazioni storiche precise circa la fondazione delle "lingue" del Sovrano Militare Ordine di Malta, ma si ha ragione di credere che esse risalgano, in base alle ubicazioni ed alle scelte fatte dai cavalieri ospitalieri, perlomeno all'epoca medioevale e cioè quando l'ordine si trovava al culmine della propria potenza politica e della propria influenza territoriale. Esse giunsero fino al numero di otto:

  • I lingua di Provenza (la quale occupava tale posizione in virtù dell'aver dato all'ordine la figura del primo gran maestro Gerardo Sasso che le fonti antiche ritenevano di origini provenzali, nonostante è stato in seguito provato che avesse origini italiane)
  • II lingua di Alvernia
  • III lingua di Francia
  • IV lingua d'Italia
  • V lingua d'Aragona
  • VI lingua d'Inghilterra (eliminata dopo la controriforma e sostituita con la lingua anglo-bavara)
  • VII lingua d'Alemagna
  • VIII Lingua di Castiglia o Portogallo

Ogni lingua aveva a capo un dignitario preposto al compito di comandante che aveva differenti denominazioni a seconda dell'area: gran commendatore in Provenza, gran maresciallo in Alvernia, grand'ospedaliere in Francia, grand'ammiraglio in Italia, gran conservatore in Aragona, tureo-piliero nella lingua anglo-bavara, il gran balio in Alemagna, il cancelliere o vicecancelliere in Castiglia o Portogallo).

Ciascuna lingua era suddivisa in diversi priorati i quali contenevano nei loro limiti un numero variabile di commende e baliaggi. Tra queste si distinguevano per le aree di maggior rilievo le "commende magistrali", ovvero quelle che spettavano direttamente alla giurisdizione del gran maestro dell'ordine, il quale poteva disporne a proprio piacimento, trattenendole per sé o di rado concedendole ad altri.

Alla vigilia della Rivoluzione francese i priorati erano 25: Saint Gilles; Alvernia; Francia; Aquitania; Champagne; Tolosa; Roma; Pisa; Lombardia; Venezia; Barletta; Messina; Capua; Castellania d’Amposta; Portogallo (Leòn) e Navarra, Inghilterra; Irlanda; Germania; Boemia; Catalogna; Ungheria; Dacia (Svezia, Norvegia e Danimarca); Baviera; Polonia; Russia[1].

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

La veneranda lingua d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Anche per ragioni di vicinanza fisica, culturale e religiosa con i possedimenti dei cavalieri di Malta, la lingua d'Italia fu da sempre un punto focale per la politica del proselitismo ospitaliero. Essa era suddivisa in sette "grandi priorati", a loro volta suddivisi in commende come segue:

  • I Gran priorato di Lombardia (1 commenda magistrale + 25 commende per cavalieri di giustizia)
  • II Gran priorato di Roma (1 commenda magistrale + 18 commende per cavalieri). Per questo priorato, in base ai concordati tra ordine di Malta e Santa Sede sotto il pontificato di Pio V, venne stabilito che la commenda magistrale venisse concessa ad un cardinale.
  • III Gran priorato di Venezia (1 commenda magistrale + 27 commende per cavalieri + 2 di giuspatronato)
  • IV Gran priorato di Pisa (1 commenda magistrale + 11 commende per cavalieri + 4 commende per cappellani conventuali e serventi d'armi)
  • V Gran priorato di Capua (1 commenda magistrale + 6 commende per cavalieri + 3 commende per cappellani conventuali e serventi d'armi)
  • VI Gran priorato di Barletta (1 commenda magistrale + 10 commende per cavalieri + 1 commenda per cappellani conventuali e serventi d'armi)
  • VII Gran priorato di Messina (1 commenda magistrale + 10 commende per cavalieri)

La veneranda lingua d'Italia comprendeva poi sette baliaggi territoriali specifici:

  • Baliaggio di Sant'Eufemia
  • Baliaggio di Napoli
  • Baliaggio della Trinità di Venosa
  • Baliaggio di Santo Stefano di Monopoli
  • Baliaggio della Roccella
  • Baliaggio di Cremona
  • Baliaggio di San Sebastiano (di patronato Barberini)

A partire dall'Ottocento, quando l'ordine ottenne le nuove convenzioni con la Santa Sede e dopo lo stabilirsi della sede a Roma, i gran priorati divennero 3 soli e tali sono ai nostri giorni:

  • I Gran priorato di Roma (20 commende per cavalieri di giustizia + 3 commende per cappellani conventuali + 10 commende di patronato + baliaggio di San Sebastiano)
  • II Gran priorato di Lombardia e Venezia (9 commende per cavalieri di giustizia + 1 commenda per cappellani conventuali + 27 commende di patronato + baliaggio di Cremona)
  • III Gran priorato di Napoli e Sicilia (11 commende per cavalieri di giustizia + 1 commenda per cappellani conventuali + 3 commende di patronato)

La suddivisione odierna[modifica | modifica wikitesto]

Oggi lo SMOM è suddiviso in sei gran Priorati e sei sotto-priorati:[2]

  • Gran priorato di Roma
  • Gran priorato di Lombardia e Venezia
  • Gran priorato di Sicilia e Napoli
  • Gran priorato di Boemia
  • Gran priorato d'Austria
  • Gran priorato d'Inghilterra
Sottopriorati
  • Sotto Priorato tedesco di San Michele (Colonia)
  • Sotto Priorato irlandese San Oliver Plunkett (Dublino)
  • Sotto Priorato spagnolo di San Giorgio e San Giacomo (Madrid)
  • Sotto Priorato di Nostra Signora del Fileremo (San Francisco)
  • Sotto Priorato di Nostra Signora di Lourdes (New York)
  • Sotto Priorato australiano dell’Immacolata Concezione (Melbourne)

Note[modifica | modifica wikitesto]

Fonti[modifica | modifica wikitesto]

  • Francesco Giuseppe Terrinoni Memorie storiche della resa di Malta ai francesi nel 1798, tip. delle Belle Arti, Roma, 1867.

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]