Gregorio De Ferrari

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Juno e Argo
Ercole e Anteo

Gregorio De Ferrari (Porto Maurizio, 1647Genova, 1726) è stato un pittore italiano di scuola barocca genovese. È anche considerato un precursore dello stile Rococò in Italia.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Porto Maurizio (ora Imperia) si trasferì giovanissimo a Genova per studiare legge, ma finì invece per frequentare, tra il 1664 e il 1669, lo studio del pittore Domenico Fiasella, del quale fu assistente quando questi dipinse la pala d'altare raffigurante Santa Chiara che mette in fuga i Saraceni per la chiesa parrocchiale di San Giovanni Decollato di Montoggio (Genova). Operò poi a Parma (tra il 1669 e il 1673), dove lavorò ad affreschi in quadratura.

Stabilitosi definitivamente a Genova collaborò con il pittore Domenico Piola, del quale aveva sposato la figlia Margherita, nel suo rinomato studio conosciuto come Casa Piola. Entrambi furono attivi nella decorazione della Basilica della Santissima Annunziata del Vastato, ispirandosi a Pietro da Cortona, al Correggio, e al Grechetto.

Il dipinto "Morte di Santa Scolastica", conservato nella chiesa di Santo Stefano a Genova è considerato la sua opera meglio riuscita.

Anche uno dei suoi figli, Lorenzo, divenne un apprezzato pittore.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

  • Cupola del duomo di Parma, Accademia Ligustica[1]
  • 1676, affresco con La gloria di s. Andrea Avellino e tele con Estasi di s. Francesco e Riposo durante la fuga in Egitto, chiesa di S. Siro
  • Tobia che seppellisce i morti, Genova, oratorio della Morte ed Orazione
  • S. Chiara che mette in fuga i saraceni, in S. Giovanni Battista di Oneglia,
  • S. Stefano e S. Lorenzo, cappella di S. Clemente, Annunziata del Vastato
  • S. Michele arcangelo che precipita gli angeli ribelli, Genova, Santa Maria delle Vigne
  • S. Girolamo, Genova-Quarto, chiesa di S. Girolamo;
  • La Galatea, Genova, coll. Viezzoli,
  • due tele sovrapporte raffiguranti l'Allegoria della Musica e l'Allegoria dell'Architettura, Genova, Galleria nazionale di palazzo Spinola
  • Le arti liberali e La gloria di un eroe, due soffitti in Palazzo Gio Battista Centurione
  • Galleria del Trionfo d'Amore, Ercole incoronato, Aurora e Cefalo, sovrapporte con l'Allegoria dell'Inverno e l'Allegoria della Primavera, Palazzo Balbi Senarega[2]
  • 1684 , villa Balbi allo Zerbino (ora Gropallo), salone con l'Allegoria delle Stagioni intomo al medaglione centrale raffigurante Saturno e Apollo
  • Mosè fa scaturire l'acqua da una rupe, Genova, Palazzo Rosso,
  • S. Giovanni Battista nel deserto e S. Gerolamo nel deserto, Genova, Palazzo Bianco
  • Giunone ed Argo, Louvre, Parigi[3].
  • 1690, storie dalle Metamorfosi di Ovidio, stanze in palazzo reale a Torino, per Vittorio Amedeo II (distrutta)
  • Virtù di un guerriero, palazzo reale a Torino
  • 1688 affreschi del secondo piano nobile di Palazzo Rosso a Genova: le allegorie della Primavera e dell'Estate, in collaborazione del quadraturista Antonio Haffner e lo stuccatore Giacomo M. Muttone, nelle volte di due salotti; distrutti: il soffitto del salone, con il Mito di Fetonte, e il cupolino della cappella
  • Salone con Diana ed Endimione in Palazzo Gio Carlo Brignole con quadrature di Antonio Haffner[4]
  • La samaritana al pozzo, Genova, Palazzo Rosso
  • Assunzione della Vergine, Madrid, chiesa di S. Francesco il Grande,
  • affresco raffigurante l'Assunta nella volta della chiesa dei SS. Giacomo e Filippo (distrutta)
  • storie di Amore e Psiche, Nettuno e Anfitrite, Palazzo Gio Battista Saluzzo (Genova)
  • Madonna Addolorata e le anime purganti, oratorio di S. Leonardo a Porto Maurizio
  • Morte di s. Scolastica, S. Stefano a Genova
  • affreschi dell'altar maggiore della chiesa di S. Brigida (distrutta)
  • Il trionfo della Croce, decorazione ad affresco della cupola della Chiesa di Santa Croce e San Camillo de Lellis, Genova, in collaborazione con il figlio Lorenzo
  • La Madonna col Bambino e Santa Teresa, olio su tela, Palazzo Rosso, Genova
  • Cristo e la Samaritana, olio su tela, Collezione Zerbone, Genova

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ DE FERRARI, Gregorio di Federica Lamera - Treccani, Dizionario Biografico degli Italiani - Volume 33 (1987)
  2. ^ E. Gavazza, Lo spazio dipinto, Genova 1989, pp.205-207
  3. ^ M. Newcome, Un tableau de Gregorio De Ferrari, in Revue du Louvre et des Musdes de France, XXXII (1982), pp. 284 ss.
  4. ^ E. Gavazza, Lorenzo De Ferrari, Milano 1965, p. 90

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • R. Wittkower, Art and Architecture in Italy, 1600-1750, Pelican History of Art (Penguin Books Ltd), 1980, pp. 355-356.

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