Palazzo Gio Battista Centurione

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Palazzo Gio Battista Centurione
Genova-Centro storico-Piazza Fossatello-DSCF7490.JPG
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
LocalitàGenova
IndirizzoPiazza Fossatello, 3
Coordinate44°24′43.61″N 8°55′44.35″E / 44.412114°N 8.928986°E44.412114; 8.928986Coordinate: 44°24′43.61″N 8°55′44.35″E / 44.412114°N 8.928986°E44.412114; 8.928986
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Costruzione1611
Inaugurazione1611
Usoabitazione/uffici
Realizzazione
ArchitettoBattista Cantone e Filippo Cantone
AppaltatoreBattista Centurione

Il palazzo Gio Battista Centurione (noto anche come Palazzo Centurione Cambiaso o Palazzo Andrea Pitto) è un edificio sito in piazza Fossatello al civico 3 nel centro storico di Genova, inserito il 13 luglio del 2006 nella lista tra i 42 palazzi iscritti ai Rolli di Genova divenuti in tale data Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO.

Storia e descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Soffitto della galleria.

Battista Centurione inizia i lavori nel 1611 sull'area di case di Adamo Centurione, banchiere armatore e suocero del celebre ammiraglio di Oneglia Andrea Doria. La progettazione, nonostante una prima attribuzione a Gaspare della Corte, si deve all'architetto Battista Cantone e poi al figlio Filippo Cantone, che realizzano la nuova opera rettificando a spese del suolo pubblico i lotti precedenti.

Iscritto nei rolli di Genova del 1664, rimane alla famiglia Centurione fino al XVIII secolo. Nel 1798 risulta intestato ai Saluzzo-Brignole e nel 1874 verrà acquistato dai Cambiaso. Nel 2004 viene acquistato da una società di spedizioni.

Conserva la facciata del XVII secolo pubblicata nella edizione rubensiana. Sul portale è presente un cartiglio con l'iscrizione "SIC NOS NON NOBIS". Originale anche lo scalone voltato, con intonaco "infrascato" alle pareti, che prosegue fino al II piano nobile.

I saloni dei piani nobili conservano ancora affreschi di Domenico Piola, Bacco e Arianna, Gregorio De Ferrari, Trionfo della Liguria, di Bartolomeo Guidobono, Carro di Giunone, Metamorfosi, Venere e Adone, e di Giovanni Battista Semino (Le quattro stagioni).

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

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