Chieri

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Chieri
comune
Chieri – Stemma
Chieri – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Claudio Martano (Centrosinistra (PD+Liste civiche) dall'8/06/2014
Territorio
Coordinate 45°01′00″N 7°49′00″E / 45.016667°N 7.816667°E45.016667; 7.816667 (Chieri)Coordinate: 45°01′00″N 7°49′00″E / 45.016667°N 7.816667°E45.016667; 7.816667 (Chieri)
Altitudine 305 m s.l.m.
Superficie 54,3 km²
Abitanti 36 797[1] (ISTAT 2014)
Densità 677,66 ab./km²
Frazioni Madonna della Scala, Pessione, Airali, Fontaneto, Mosi, Mosetti, Borgata Falcettini, Tetti Fasano, Canarone, Cascina Monza, Tetti Borri, Tetti Cochis, Livorna
Comuni confinanti Andezeno, Arignano, Baldissero Torinese, Cambiano, Montaldo Torinese, Pavarolo, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Poirino, Riva presso Chieri, Santena
Altre informazioni
Cod. postale 10023
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001078
Cod. catastale C627
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti chieresi
Patrono santa Maria delle Grazie Il Patrono di Chieri è: San Giorgio Martire.
Giorno festivo Il secondo Lunedì di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Chieri
Chieri
Localizzazione del Comune di Chieri nella città metropolitana di Torino.
Localizzazione del Comune di Chieri nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Chieri (Cher in piemontese) è un comune italiano di 36.293 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte. È collocato tra la parte orientale della collina di Torino e le ultime propaggini del Monferrato, a circa 15 chilometri ad est dal capoluogo, a sud del Po.

Territorio dei ligures ai tempi dell'Antica Roma e conosciuta in epoca medievale come la "città delle cento torri" delle famiglie nobili (oggi quasi tutte abbattute, mozzate o inglobate negli edifici), divenne famosa a livello europeo per la produzione del fustagno e la coltivazione del gualdo che imprimeva alle stoffe una caratteristica colorazione azzurra. A partire dall'Ottocento si specializzò decisamente nell'industria tessile, che divenne il "cuore" pulsante della sua economia arrivando ad impiegare oltre metà dei suoi abitanti.

Negli ultimi decenni il tessile ha subìto un drastico ridimensionamento e la città, con la dismissione delle fabbriche, ha conosciuto un notevole sviluppo residenziale, favorito anche dalla sua felice posizione geografica, che ne ha raddoppiato la popolazione e potenziato i servizi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

La cittadina è situata ai piedi della collina torinese, ad est del capoluogo, sul margine meridionale delle colline del Po. Idrograficamente il territorio comunale ricade nei due bacini contigui del Banna e del Tepice. Quest'ultimo corso d'acqua attraversa la città, in parte ad alveo coperto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Storia di Chieri.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

L'origine del toponimo di Chieri è stata oggetto di varie supposizioni e congetture. Una leggenda locale racconta che il nome sarebbe derivato da una battuta fatta nel 1154 da Federico I Barbarossa (trattasi assolutamente di storiella simpatica quanto fantasiosa): dopo aver distrutto la città, avrebbe detto, rivolto alle rovine: "E tu, chi eri ?", Il nome però sembra derivare da Carrea Potentia.[2]

Monumenti e luoghi di interesse[modifica | modifica wikitesto]

Chiese[modifica | modifica wikitesto]

Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Duomo di Chieri e Chiesa di San Giorgio (Chieri).
La facciata del Duomo di Chieri
La Chiesa di San Giorgio sorge sulla rocca dove nel 1037 ebbe vita il primo nucleo medievale di Chieri. Fu ristrutturata in epoca barocca da Bernardo Vittone
Esterno della chiesa di San Domenico
La barocca chiesa dei Santi Bernardino e Rocco sovrasta la centrale piazza Cavour
  • Il Duomo è l'edificio religioso più antico ed importante della città, risalente al V secolo.
  • La chiesa di San Giorgio, situata in una posizione dominante in cima all'omonimo colle,[3] sorge sulle rovine di un antico castello del X secolo.[4] All'inizio del XII fu eretta una chiesa in stile gotico, poi distrutta da un incendio nel 1412. La nuova chiesa venne ricostruita rivolta verso la città ed è affiancata da un campanile a pagoda. L'attuale facciata risale al 1752 ed è opera di Bernardo Antonio Vittone.
Ripresa dall'alto della "chiocciola" di San Giorgio (in alto a destra il colle San Giorgio con l'omonima Chiesa). Dalla rocca di San Giorgio si dipartono a cerchi concentrici le contrade corrispondenti agli ampliamenti successivi delle cinte murarie
chiesa di San Domenico[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa di San Domenico (Chieri).

La chiesa di San Domenico, risalente al XIV secolo e unita al vicino Convento. Inizialmente era una chiesa architettura gotica a tre navate, ma nel corso del XIV secolo vennero costruite ai suoi fianchi numerose cappelle patrizie, se si osserva la facciata si può notare come non è lineare e piatta ma segue l'andamento delle antiche mura di protezione della città. La chiesa conserva diversi antichi tesori, tra cui pregiate opere del Moncalvo, la Resurrezione di Lazzaro e della Moltiplicazione dei pani, al quale fu affidata nel 1614 la decorazione del coro. Vi sono inoltre presenti opere dello Spanzotti. Di pregevole interesse è "la madonna del latte" affrescata sulla prima colonna di sinistra, rappresenta l'allattamento del bambino da parte della Madonna.

chiesa di San Guglielmo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Guglielmo risale al XIII, in cui nel 1328 si riunì il Consiglio di Credenza, l'organo più importante della Repubblica Chierese.

chiesa di San Leonardo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di San Leonardo[5], costruita nel Quattrocento, a tre navate con volta retta da colonne piriformi. Venduta durante l'occupazione francese, nell'Ottocento venne trasformata in officina, cappella inizialmente eretta dall'ordine dei cavalieri Templari come centro di assistenza ai pellegrini, successivamente dopo il 1313 (con la disfatta dell'ordine Templare) la cappella venne utilizzata dai cavalieri di Gerusalemme nati ai tempi della terza crociata con il compito di difendere i pellegrini nella città santa. In seguito a recenti restauri è possibile osservare, all'interno della cappella, la rappresentazione della passione di Cristo dipinta lungo le volte da autore ignoto.

Periodo barocco[modifica | modifica wikitesto]

  • Il santuario dell'Annunziata risale al secondo Seicento. Sorge sul luogo occupato in precedenza da una cappella quattrocentesca, costruita attorno ad un affresco raffigurante l'Annunciazione alla quale si attribuirono virtù miracolose, quando nel 1651 un giovane sordomuto riacquistò la parola dopo aver pregato di fronte ad esso. Grazie a questo episodio si decise la costruzione del moderno santuario, tra il 1651 ed il 1655 su progetto di Andrea Costaguta, architetto di Madama Reale Maria Cristina.
chiesa di San Filippo[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa di San Filippo (Chieri).
  • La chiesa di San Filippo risale anch'essa all'epoca barocca; costruita tra il 1664 ed il 1673] su disegni dell'architetto Antonio Bettini, mentre la facciata è risalente al secolo XVIII. La chiesa è ad una sola navata con quattro cappelle laterali; la decorazione a stucco è di Pietro Somazzi[6]. Nella prima si trova una tela di Claudio Beaumont, raffigurante San Francesco di Sales che prega la Vergine.
chiesa dei Santi Bernardino e Rocco[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: chiesa dei Santi Bernardino e Rocco (Chieri).
  • La chiesa dei Santi Bernardino e Rocco realizzata tra il 1675 e 1683 ed ampliata nel 1694 su progetto di Bernardino Quadri, il quale morì prima di completare i lavori. Vennero ripresi solo nel 1740 quando Bernardo Antonio Vittone eresse la cupola, terminando i lavori nel 1792 con la facciata del Quarini. Nella chiesa sono conservate diverse opere del Moncalvo tra cui una Incoronazione della Madonna, nella quale il pittore ha raffigurato sullo sfondo Chieri, così come appariva alla fine del Cinquecento.

Fra le altre chiese realizzate nel periodo barocco troviamo la chiesa di Santa Margherita, terminata nel 1671 su progetto di Francesco Lanfranchi e la chiesa di Santa Maria della Pace terminata attorno al 1660.

XVIII secolo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Sant'Antonio Abate, venne edificata sul sito di una precedente chiesa gotica. Il progetto venne affidato prima al Juvarra,[7] ma a causa delle scarse risorse economiche venne rimandato al 1767 e commissionata all'architetto Giuseppe Giacinto Bays, al quale si pose la condizione di rispettare il progetto juvarriano. La chiesa è a navata unica con cappelle laterali, la volta ornata con stucchi e centro dipinta con la Gloria di Sant'Antonio, opera del pittore Vittorio Blanseri, un allievo del Beaumont.

Chiesa di Sant'Andrea[modifica | modifica wikitesto]
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa di Sant'Andrea (Chieri).

La chiesa di Sant'Andrea, era considerata dallo stesso Filippo Juvarra uno dei suoi capolavori. Venne costruita tra il 1728 ed il 1733 accanto all'omonimo convento. Durante l'occupazione francese venne adibita a cotonificio. Fu distrutta nel 1811[8] per evitare che fosse nuovamente adibita al culto.

Palazzi[modifica | modifica wikitesto]

Tra i più importanti palazzi, archi, ville d'epoca possiamo annoverare:

  • Palazzo Mercadillo, costruito nel Quattrocento, poi palazzo comunale, infine asilo Sant'Anna
  • Palazzo Opesso, trasformato in carcere nel 1750 fino al 1960
  • Palazzo Valfre
  • Palazzo Biglione
  • Palazzo Costa
  • Palazzo Buschetti, detto il medioevale costruito nel XV secolo e restaurato nel Seicento
  • Palazzo Visca, d'epoca rinascimentale
  • Palazzo Broglia, tanto sontuoso da ospitare nel 1310 l'imperatore Enrico VII di Lussemburgo. L'edificio non esiste più.
  • Palazzo Tana, di aspetto tardo gotico, ma ampiamente rimaneggiato nel XVI secolo
  • Palazzo Robbio, costruito nel 1615
  • Palazzo Benso
  • Palazzo Pamparato, di cui è notevole il bel portale scolpito
  • Torre di casa Ferrero, sita nei pressi dell'incrocio tra la centralissima via Vittorio Emanuele e piazza Cavour, è l'unica torre delle "centotorri" integralmente sopravvissuta sino ai giorni nostri
  • Ospedale Maggiore di Santa Maria della Scala
  • Museo di antichità aperto nel 1961 nel Municipio, l'antico convento di San Francesco
  • Villa Passatempo.
  • La Moglia, uno dei più notevoli esempi di villa settecentesca costruita nel Piemonte dal Chevalley
  • Il Cipresso, villa collinare rimaneggiata da Bernardo Vittone nel Settecento

L'arco di piazza Umberto I[modifica | modifica wikitesto]

Veduta dell'arco di Piazza Umberto I

È una delle più note e tipiche costruzioni della città, conoscendo nei secoli diverse modificazioni. Eretto nel 1580, in onore di Emanuele Filiberto, il quale morì quando ancora l'arco non era terminato. Nel 1586, per la nascita di Filippo Emanuele, primogenito di Carlo Emanuele I, l'arco subì i primi restauri. Nel 1761 un nuovo crollo rese necessario un consistente rifacimento affidato al Vittone. Nel 1837, venne sottoposto ad un nuovo restauro e nel 1876 vi venne posto un orologio.

Gli ultimi importanti restauri sono stati effettuati negli anni 2001-2002

Il museo enologico[modifica | modifica wikitesto]

A Chieri, nella frazione Pessione ha sede il Museo "Martini" di storia dell'Enologia, creato da Lando Rossi di Montelera, proprietario della Martini & Rossi, noto stabilimento famoso nel mondo per la produzione di Vermouth. Diviso in 16 sale i reperti sono organizzati in modo da permettere al visitatore di prendere visione delle forme e dei modi assunti dalla cultura del vino nelle diverse civiltà succedutesi dall'antichità ad oggi, per un arco di tempo di venticinque secoli.

La comunità ebraica di Chieri[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Comunità ebraica di Chieri.

Chieri fu sede, tra il XV e il XX secolo, di una delle più fiorenti comunità ebraiche del Piemonte. A testimonianza della presenza ebraica a Chieri rimangono, oltre all'edificio del ghetto, tre cimiteri (in vicolo Santo Stefano in più antico, poi quello di via Nostra Signora della Scala, che affacciava sulla strada statale n. 10 e quello contemporaneo nel Cimitero generale).[9]

Media[modifica | modifica wikitesto]

La città e il suo circondario dispongono di un settimanale, il Corriere di Chieri e dintorni, fondato nel 1945 che alterna notizia di cronaca e cultura locali.

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

In città sono presenti tre scuole superiori:

  • Il liceo Augusto Monti, con indirizzi classico, scientifico e linguistico
  • L'istituto tecnico professionale Bernardo Vittone
  • Il Liceo Paritario Blaise Pascal.

Biblioteca[modifica | modifica wikitesto]

La città è sede della biblioteca civica "Nicolò e Paola Francone". L'incarico di progettazione per la ristrutturazione dell'edificio e per l'arredamento, è stato affidato all'arch. Gianfranco Franchini, di Genova, esperto in biblioteche, che ha rinnovato tutti gli arredi con criteri di funzionalità, considerando di primaria importanza caratterizzare l'allestimento interno della Biblioteca con manufatti integrati con lo stile “anni cinquanta” tipico dell'ex-cotonificio Tabasso. [3]

Persone legate a Chieri[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Uno stabilimento industriale in riva al Tepice

Secondo il Censimento Istat del 2001, nel comune di Chieri sono presenti: 804 attività industriali con 4.231 addetti pari al 37,71 % del totale della forza lavoro, 1424 attività di servizio pari al 37,07% e 166 attività amministrative con 2.830 addetti pari al 25,22%. Complessivamente sono occupati 11.220 persone, pari al 34,140 % del numero totale degli abitanti.

Sarebbe proprio Chieri la città ad aver dato i natali al blue jeans: infatti già nel XV secolo in città si produceva un tipo di fustagno di colore blu che veniva esportato attraverso il porto di Genova, dove questo tipo di tela blu era usata per confezionare i sacchi per le vele delle navi e per coprire le merci nel porto; il nome inglese deriverebbe, secondo alcuni, dal termine blue de Genes, ovvero blu di Genova.[senza fonte]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[11] Romania Romania 2.035 - 5,61%

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

  • Autobus: La città è servita da autobus GTT Linea 30 con un collegamento diretto col capoluogo piemontese, linea 1 e linea 2 che servono il territorio urbano più diverse autolinee extraurbane che servono i comuni limitrofi.
  • Aereo: Gli aeroporti più vicini sono quelli di Cuneo-Levaldigi e Torino-Caselle.
  • Autostrade: Collegata tramite le uscite di Santena e Villanova d'Asti della tangenziale sud di Torino.
  • Strade: La città è attraversata dalla Strada statale 10 Padana Inferiore, tra Torino e Asti.
  • Ferrovie: Il comune dispone di due stazioni: una a Chieri (zona Campo Archero) che la collega con Trofarello; l'altra nella frazione di Pessione che fa parte della ferrovia Torino-Asti-Genova.

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale di pallavolo femminile, il Chieri Volley, è nella serie A1 del campionato professionistico nazionale[12][13]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è l'Associazione Sportiva Dilettantistica Chieri Calcio 1955 che, dopo la fusione con la Rivarolese, dal 2009 milita in Serie D. Un'altra società è l'A.S.D. Sangiacomo Chieri, nata nel 1985 all'interno della parrocchia di San Giacomo, che dal 2008 milita in Promozione.

Scacchi[modifica | modifica wikitesto]

La squadra locale di scacchi, l'Arcotorre, partecipa al girone 1 della serie B del campionato italiano a squadre 2015.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1945 1951 Giuseppe Franco Democrazia cristiana Sindaco
1951 1956 Secondo Caselle Democrazia cristiana Sindaco
1956 1965 Giuseppe Manolino Democrazia Cristiana Sindaco
1965 1969 Secondo Caselle Democrazia cristiana Sindaco
1969 1975 Egidio Olia Democrazia cristiana Sindaco
1976 1981 Egidio Olia Democrazia cristiana Sindaco
1982 1983 Giulio Rocco Partito Liberale Sindaco
1983 1984 Germano Patrito Partito Socialista Italiano, Pentapartito Sindaco
1984 1995 Giuseppe Berruto Democrazia cristiana, Pentapartito Sindaco
1995 1999 Aldo Vergnano L'Ulivo Sindaco
1999 2004 Agostino Gay L'Ulivo Sindaco
2004 2009 Agostino Gay centrosinistra Sindaco
2009 2014 Francesco Lancione PdL, Lega Nord, Lista X Chieri, UDC Sindaco
2014 in carica Claudio Martano Centrosinistra (PD, Chieri per Chieri, Chieri c'è) Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 1 gennaio 2014.
  2. ^ (Fonte Plinio il Vecchio "Naturalis Historia", libro III cap 49: "49 ab altero eius latere ad Padum amnem Italiae ditissimum omnia nobilibus oppidis nitent, Libarna, Dertona colonia, Iria, Vardacate, Industria, Pollentia, Carrea quod Potentia cognominatur, Foro Fulvi quod Valentinum, Augusta Bagiennorum, Alba Pompeia, Hasta, Aquis Statiellorum. haec regio ex discriptione Augusti nona est. patet ora Liguriae inter amnes Varum et Macram CCXI p.")
  3. ^ l'antica "Cher" celtica
  4. ^ all'interno del quale già esisteva una cappella dedicata al santo
  5. ^ Ovunque è indicata come San Leonardo, senza nuovo http://archeocarta.org/chieri-to-precettoria-chiesa-san-leonardo/, http://www.turismochieri.it/index.php?option=com_content&view=article&id=64:le-chiese-medievali&catid=38:artecultura&Itemid=64, http://www.comune.chieri.to.it/vivi-la-citta/complesso-san-leonardo, http://www.chieri.info/contents/chiesa-sanleonardo-chieri.php
  6. ^ Bolandrini, 2011,l 399.
  7. ^ che probabilmente realizzò anche il palazzo Balbiano di Colcavagno
  8. ^ Il campanile fu distrutto solo nel 1821
  9. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova, 1986
  10. ^ bisettimanale Corriere di Chieri del 23/09/2011
  11. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  12. ^ .[1] sito Ufficiale della squadra
  13. ^ [2] Sito della Lega di Serie A femminile

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Piemonte paese per paese - Ed. Bonechi - 1993
  • I Castelli del Piemonte Gribaudo-Lorenzo Fornaca Editore Asti 1999/2005
  • I Castelli della provincia di Torino-Sabina Fornaca-Gribaudo L.Fornaca editore Asti 2005.
  • Beatrice Bolandrini, I Somasso e i Papa. Due dinastie di stuccatori a Torino nel Sei e nel Settecento, in Giorgio Mollisi (a cura di), Svizzeri a Torino nella storia, nell'arte, nella cultura, nell'economia dal Cinquecento ad oggi, «Arte&Storia», anno 11, numero 52, ottobre 2011, Edizioni Ticino Management, Lugano 2011.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

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