Pavarolo

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Pavarolo
comune
Pavarolo – Stemma Pavarolo – Bandiera
Pavarolo – Veduta
Veduta panoramica
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
SindacoLaura Martini (lista civica Pavarolo sei tu) dall'11-6-2017
Territorio
Coordinate45°04′20.88″N 7°50′04.82″E / 45.072466°N 7.834671°E45.072466; 7.834671 (Pavarolo)
Altitudine363 m s.l.m.
Superficie4,41 km²
Abitanti1 142[1] (31-8-2021)
Densità258,96 ab./km²
Comuni confinantiBaldissero Torinese, Castiglione Torinese, Chieri, Gassino Torinese, Montaldo Torinese
Altre informazioni
Cod. postale10020
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001180
Cod. catastaleG387
TargaTO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 898 GG[3]
Nome abitantipavarolesi
Patronosan Secondo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pavarolo
Pavarolo
Pavarolo – Mappa
Localizzazione del comune di Pavarolo nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Pavarolo (Pavareul in piemontese) è un comune italiano di 1 142 abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte. Il comune è situato sul versante sud delle colline del Po, al di sopra di un complesso di rocce sedimentarie risalenti al periodo terziario, dai 55 ai 5 milioni di anni fa. Il territorio del comune è prevalentemente boscoso ed è attraversato dai torrenti Bossola, Boie e Morto, in secca per diversi mesi all'anno.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo viene indicato in diversi modi: Pavairolus, Pavairolius, Pavarolius; secondo l'opinione di alcuni studiosi deriva dalla voce dialettale paver, ovvero "giunco", il cui uso non è però documentato in Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione del luogo, del suo castello e della Cappella di San Secondo risale a un diploma imperiale del 1047 di Enrico III. In esso l'imperatore confermava ai canonici torinesi di San Salvatore molti dei possedimenti situati in terra chierese.

La località venne assegnata nel 1164 da Federico Barbarossa ai Marchesi del Monferrato e di fatto dipese sempre dal comune di Chieri che, nel 1235, riconobbe "cittadini e confederati" i suoi signori. Pavarolo seguì le sorti del suo alleato più potente quando Chieri si sottomise ai Savoia nel 1347. Verso la fine del XIV secolo, durante il conflitto che vide contrapposti i Savoia e i Monferrato, fu assediata e conquistata dalle milizie di Facino Cane al servizio dei Marchesi del Monferrato e solo nel maggio del 1400 fu liberata dai chieresi.

Dalla successiva e definitiva pace, siglata nel 1411, gli eventi esterni la sfiorarono marginalmente. Durante la guerra di successione spagnola fu conquistata dai francesi, ma solo per breve tempo, con Bardassano e Sciolze.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Lo stemma e il gonfalone del comune di Pavarolo sono stati concessi con decreto del presidente della Repubblica del 4 maggio 1983.[4]

«Stemma d'argento, alla bordura di rosso, tagliato dalla sbarra in divisa anch'essa di rosso, caricata di sette stelle di cinque raggi, sei d'argento e la settima d'oro: il primo ad una torre campanaria con orologio al naturale, finestrata di nero e aperta del campo; il secondo ad un leone d'oro, tenente con le branche anteriori una spiga di grano. Sotto lo scudo, su una lista di rosso, la legenda Amicitia et concordia sempiterne regnant. Ornamenti esteriori da Comune.»

Il gonfalone è un drappo di bianco.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il castello domina la collina di Pavarolo ed è una costruzione imponente risalente al XIV secolo, modificata nel corso dei secoli da fortificazione ad abitazione residenziale. Vennero tolte le merlature e le antiche aperture ad arco acuto, di cui è ancora rilevabile qualche traccia, furono sostituite da una serie di finestre rettangolari. Il castello mostra nella bertesca la torretta pensile a forma di cilindro munita di feritoie che domina uno spigolo del castello.

Veduta della torre, simbolo di Pavarolo

Ai piedi del castello si innalza, isolata dagli edifici adiacenti, la torre, simbolo del paese, rappresentata anche nello stemma del comune. L'edificio, che presenta alla base un'apertura dalla quale svetta una scalinata, ha dato adito a diverse ipotesi circa la sua origine e la sua funzione: torre di difesa, porta d'accesso al recinto che circondava il borgo. Sicuramente, nel XVIII secolo, fu trasformato in campanile e dotato di un orologio.

A poca distanza dalla torre si trova la parrocchiale di Santa Maria dell'Olmo. La costruzione barocca a tre navate sorge molto probabilmente nel sito della primitiva parrocchiale di San Secondo. Il santo è rappresentato in un affresco dipinto sulla volta della navata centrale, che presenta sullo sfondo lo stesso comune, riconoscibile per i suoi monumenti caratteristici (castello, chiesa, torre). La Vergine dell'Olmo invece è raffigurata in un quadro posto dietro l'altare maggiore.

Nel territorio sono anche presenti, oltre a un cospicuo numero di piloni votivi, la cappella di San Defendente, costruita verso la metà del Seicento, con il campanile eretto nel secolo successivo e la cappella interna alla chiesa contenente vari quadri votivi storici, la cappella di San Grato, meta un tempo di grande devozione, ed infine la cappella di San Sebastiano che conserva all'interno un Cristo crocefisso in ferro, opera dello scultore Romano Campagnoli.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

La popolazione di Pavarolo, così come per i comuni limitrofi, ha subito fino al 1970 un calo notevole a causa dell'emigrazione e dell'inurbamento verso la città di Torino. Negli anni recenti ha conosciuto un vertiginoso aumento, collegato ad una notevole espansione edilizia favorita dalla fuga di molti torinesi dalla città.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Il settore produttivo principale è l'agricoltura, che grazie alla crescente industrializzazione occupa solo un terzo della popolazione e quella meno giovane. Buona la produzione orticola e cerelicola, mentre è in aumento la coltivazione vitivinicola. Inoltre si allevano suini per produzioni industriali e sono presenti anche imprese artigiane e commerciali.

Il luogo è particolare per la sua bellezza e per il panorama, caratterizzato da campi coltivati a vigneto, boschi di latifoglie, prati.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

È stato scelto come luogo di soggiorno da molti pittori: è celebre soprattutto perché vi dimorò, in un villino situato in Via Maestra 31, e vi lavorò Felice Casorati, uno dei più famosi pittori del Novecento. Un suo dipinto denominato Ragazza di Pavarolo (1937) è esposto alla Galleria civica d'arte moderna e contemporanea di Torino.

L'allieva, poi moglie Daphne Maugham (1897-1982), anch'ella pittrice, dipinse molti quadri con sfondo il paese, tra cui Giardino di Pavarolo (1940) e Finestra a Pavarolo, sempre dell'anno 1940.
Entrambi sono sepolti nel cimitero comunale, situato appena fuori dal paese.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 2004 7 giugno 2009 Sergio Bossi lista civica Sindaco
7 giugno 2009 25 maggio 2014 Sergio Bossi lista civica Uniti per Pavarolo Sindaco II mandato
25 maggio 2014 12 marzo 2016 Claudio Bertinetti lista civica Pavarolo sei tu Sindaco I mandato
11 giugno 2017 in carica Laura Martini lista civica Pavarolo sei tu Sindaco I mandato

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio della città è l'A.S.D. Pavarolo Calcio che milita nel campionato di Terza Categoria torinese. I colori sociali sono bianco e rosso e la sua tifoseria è costituita dagli Ultras Pavarolo gemellati con Curva Sud Beinasco.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2021 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Pavarolo, decreto 1983-05-04 DPR, concessione di stemma e gonfalone, su Archivio Centrale dello Stato. URL consultato il 5 giugno 2022.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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