Cambiano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Cambiano
comune
Cambiano – Stemma Cambiano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Giancarlo Michellone (centrosinistra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 44°58′00″N 7°47′00″E / 44.966667°N 7.783333°E44.966667; 7.783333 (Cambiano)Coordinate: 44°58′00″N 7°47′00″E / 44.966667°N 7.783333°E44.966667; 7.783333 (Cambiano)
Altitudine 253 (min 225 - max 331) m s.l.m.
Superficie 14,13 km²
Abitanti 6 304[1] (31-12-2010)
Densità 446,14 ab./km²
Frazioni Madonna della Scala
Comuni confinanti Chieri, Moncalieri, Pecetto Torinese, Pino Torinese, Santena, Trofarello, Villastellone
Altre informazioni
Cod. postale 10020
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001048
Cod. catastale B462
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti cambianesi
Patrono san Vincenzo e Anastasio
Giorno festivo 22 gennaio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cambiano
Cambiano
Localizzazione del Comune di Cambiano nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Cambiano nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Cambiàno (Cambiagn in piemontese) è un comune italiano di 6.304 abitanti della provincia di Torino, in Piemonte.

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il paese è situato ai piedi delle colline torinesi, a pochi chilometri a sud-est del capoluogo. A est e a nord, confina con la frazione Pessione e le località Fontaneto, Cassano, Falcettini, Monza, Fortemaggiore e Fasano sotto Chieri, più una parte semi-collinare a ridosso di frazione San Pietro, le località Sauglio, San Martino, Benne di Pecetto e una parte di Pino Torinese, mentre a ovest confina con Trofarello, quindi a sud con Santena e una parte di Villastellone. Cambiano possiede anche due zone decentrate, frazione Madonna della Scala a nord, della quale una parte è condivisa col comune di Chieri, e la località Mosi-Mosetti, a est del paese.

Toponimo e Storia[modifica | modifica wikitesto]

È molto probabile che il toponimo origini da Cambius (unito al suffisso -anus), quasi sicuramente un nome di persona, latinizzato da un pre-esistente nome celtico. La presenza di antichi romani è attestata da alcuni reperti circostanti, risalenti all'incirca al III secolo, quando già nella vicina Chieri fu confermata la presenza di una colonia. Il primo documento nel quale compare il toponimo, risulta, comunque, un atto di vendita del 959. In esso, Ugo di Levaldigi vende a Bernardo di Masio e ai suoi fratelli Ugo e Aldo alcune terre chieresi; fra di queste vi era anche Cambiano, il cui nome fu scritto nella forma plurare Cambianis.

Nel periodo alto-medioevale, Cambiano subì le stesse sorti del territorio a cui appartenne, ovvero la Marca di Torino, quindi dal passaggio longobardo fino al Sacro Romano Impero, quando divenne una proprietà del vescovado torinese, poi sotto l'amministrazione del marchese tor Olderico Manfredi.
All'inizio dell'XI secolo, insieme ad altri comuni circostanti, fu poi collegato all'Abbazia di Nonantola in provincia di Modena, che però possedeva anche diversi territori in Piemonte. Nel 1034 fu quindi ceduto ai conti di Pombia, quindi a quelli di Biandrate. Successivamente, la storia del paese s'intreccia con quella della vicina Chieri (sotto dominio del principe Oddone di Savoia). Quando Federico I il Barbarossa, distrusse quest'ultima nel 1155, gli abitanti, insieme a quelli di Riva, furono tra i primi ad aiutare la sua ricostruzione. Il Barbarossa concesse il territorio al vescovo Carlo fino al 1168, fino alla destituzione dei suoi poteri da parte della Lega Lombarda.

Cambiano prestò sudditanza a Chieri nel 1248 assicurandosi, in cambio, una buona difesa militare. Questo spiega le numerose distruzioni subite agli inizi del XIV secolo. È molto probabile che il suo castello fu distrutto dalle armate torinesi nel 1319. Il 1345 fu teatro di scontri tra i Savoia e gli angioini, alleati coi francesi, contro il vicino Marchesato del Monferrato-Asti, con la famosa battaglia di Gamenario (ai confini con Santena), vinta da questi ultimi. Fu proprio in questo periodo, che i cambianesi si votarono ai santi Vincenzo e Anastasio, quest'ultimo già protettore di un vicino monastero astigiano. Tuttavia, soltanto due anni dopo, Cambiano ed i paesi limitrofi vennero assoggettati ai Savoia-Acaja[2] e, nel 1418, entrarono ufficialmente nel Ducato sabaudo.

Nel 1618 poi, Carlo Emanuele I di Savoia concesse il feudo al nobile piacentino Scotti (o Scotto), ma questi morì senza eredi. Il comune venne quindi riacquistato nel 1642, dai ricchi chieresi Borgarelli. Nel 1630, il paese fu colpito prima dalla peste, poi dall'invasione dei francesi; nel periodo della guerra dei trent'anni, vinta la battaglia nei pressi de La Rotta di Moncalieri-Villastellone, le truppe francesi saccheggiarono barbaramente e s'accamparono proprio a Cambiano.

Nel 1691, il paese fu poi ceduto al marchese Vittorio Carron di San Tommaso, che nel 1702 lo ricedette alla contessa Maria Margherita Tana, in cambio di Avigliana. Dalla contessa passò quindi a Giovanni Antonio San Martino-Provana di Parella. Nel 1769, venne acquistato dalla famiglia Turinetti, di cui si cita l'erede Brunone, un mecenate collezionista di quadri. Tuttavia, Cambiano fu nuovamente francese durante l'impero napoleonico. In questo periodo, il villaggio subì gravissimi danni (così come i vicini di Santena e Villastellone) dall'esondazione del rio Tepice, piccolo affluente del Po.
Durante il XIX secolo, Cambiano vide una fase di sviluppo e modernizzazione. Grazie ad un progetto del conte Manfredo Bertone di Sambuy, venne costituita una società anonima per l'istruzione primaria, basata sull'azionariato popolare. Nel 1859, la popolazione crebbe fino a 2.697 abitanti. Lo stemma comunale fu deciso in base all'araldica sabauda, come simbolo di fedeltà, attraverso un cane bianco (scelto in assonanza con Cambiano = canem-album) in campo rosso (i colori sabaudi).

Monumenti d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Parrocchia dei santi patroni Vincenzo e Anastasio (in Piazza Vittorio Veneto angolo Via Chiesa), prima distrutta nel saccheggio del 1640, poi riedificata nella seconda metà del XVII secolo. Nel 1735, su progetto dell'architetto Vittone, fu poi costruita l'attuale facciata. All'interno di una delle cappelle, è custodito un quadro del pittore piemontese Chiantore, raffigurante i due patroni. Adiacente, si trova un campanile del 1883, eretto gettando i mattoni della vecchia Torre Medioevale, abbattuta quell'anno. Il campanile, alto ben 52 metri, è molto sottile, a base quadrata ridotta a soli 4,60 metri per lato.
  • Chiesa dello Spirito Santo, fondata dalla omonima Confraternita[3] sul finire del XVI secolo, e che dà l'accesso pedonale al borgo centrale, da Via Camillo Benso verso la piazza municipale G. Ferrero. La chiesa fu costruita a più riprese, terminata soltanto nel 1711 con l'abbellimento barocco della facciata[4]. In un'unica navata, possiede solo due statue di Santa Rita e San Giuseppe, più una rappresentazione della Sindone di Sindone sul portale. Una curiosità: sul lato esterno sud della chiesa esiste un toret, ovvero la tipica fontanella comunale verde che però è presente solo a Torino.
  • Torre Campanaria Medioevale, non lontana dalla suddetta chiesa, sulla via Camillo Benso; detta anche Torre Porta o Porta Stellina, dava (e dà tuttora) un suggestivo accesso pedonale (la piccola via Compajre) al borgo centrale. Forse risalente al XIII secolo come torre di avvistamento militare, fu più volte rimaneggiata e ristrutturata. Nel 1883, fu quasi completamente abbattuta e ricostruita, con l'aggiunta di una meridiana e di un orologio, ribassando l’originale arco ogivale.
  • Castello dei Mosi e dei Mosetti, a est del borgo. Sono due edifici medioevali, distanti fra di loro poche centinaia di metri e risalenti al XII secolo, il primo delle quali è ormai fatiscente. La torre dei Mosetti presenta la caratteristica di terminare a punta di clarino. È in esempio tipico di fortificazioni medioevali, edificate per difendere i contadini delle campagne vicine. Estintesi nel XVIII secolo le famiglie che li avevano fatte costruire vennero comprese nell'anno 1724, nei possedimenti dei conti di località Fontaneto.
  • Madonna della Scala, graziosa chiesetta del XVIII secolo, con torre campanaria in stile neogotico, sita in frazione omonima, verso la vicina Chieri e infatti, collegata col relativo culto mariano del Duomo chierese, sebbene sotto l'amministrazione di Cambiano.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Anche se l'economia tradizionale rimase agricola (un importante ruolo fu svolto dalla vendita di terreni demaniali incolti, tra il 1846-1850) durante il XX secolo si realizzò un timido sviluppo industriale, incentrato soprattutto nel tessile, favorito sia dalla vicinanza con Chieri, che dal passaggio verso Asti-Alessandria, che permise un raggio più ampio per i commerci. Si costituì un buon incremento demografico del paese, sia attraverso il centro studi e ricerche della Pininfarina e della Fornace Carena, sia l'insediamento e l'integrazione di comunità di emigrati dall'Italia meridionale.

Base dell'economia locale rimane comunque l'agricoltura, che ha trovato nel pomodoro costoluto la sua produzione principale, culminando in una sagra, nata nel 1977, ogni prima domenica di settembre, Altro evento importante, nato dieci anni dopo, è la manifestazione di artisti e pittori per strada, chiamata "Cambiano come Montmartre".

Persone legate a Cambiano[modifica | modifica wikitesto]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1921 1943 Giuseppe Folonari Partito Nazionale Fascista Podestà
1945 1955 Giuliano Piovano Democrazia cristiana Sindaco
1955 1960 Giuseppe Mosso Democrazia cristiana Sindaco
1960 1970 Giuliano Piovano Democrazia cristiana Sindaco
1970 1990 Giancarlo Michellone Democrazia cristiana Sindaco
1990 1991 Battista Jacomuzzi Democrazia Cristiana Sindaco
1991 2006 Emma Mariotto Democrazia cristiana, centrodestra Sindaco
2006 2011 Michele Mammolito centrodestra Sindaco
2011 2016 Giancarlo Michellone centrosinistra Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Cambiano ha realizzato due gemellaggi con due comuni avellinesi da cui proviene la maggior parte degli immigrati dal Meridione nel paese:

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi cinquanta anni, a partire dal 1961, il Comune ha raddoppiato la propria popolazione residente.

Abitanti censiti[5]


Sport[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria[modifica | modifica wikitesto]

Cronistoria della Società Sportiva A.C.S.D. CAMBIANO
  • 2001-02 - 1º in Prima Categoria. Promosso in Promozione.
  • 2002-03 - 8º nel girone D di Promozione.
  • 2003-04 - 7º nel girone D di Promozione.
  • 2004-05 - 13º nel girone D di Promozione. Vince i play out contro il Vanchiglia.
  • 2005-06 - 2º nel girone D di Promozione. Perde la finale play off contro l'Airaschese. Ripescato in Eccellenza.
  • 2006-07 - 15º nel girone B di Eccellenza. Retrocesso in Promozione.
  • 2007-08 - 13º nel girone D di Promozione. Vince i play out contro l'Arnuzzese.
  • 2008-09 - 16º nel girone C di Promozione. Retrocesso in Prima Categoria.
  • 2009-10 - 15º nel girone F di Prima Categoria. Retrocesso in Seconda Categoria.
  • 2010-11 - 12º nel girone N di Seconda Categoria.
  • 2011-12 - 7º nel girone M di Seconda Categoria.
  • 2012-13 - 9º nel girone I di Seconda Categoria.
  • 2013-14 - 9° nel girone G di Seconda Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ http://www.parrocchia-cambiano.it/info_presentazione.php
  3. ^ http://www.parrocchia-cambiano.it/StoriaArte_Spirito_Santo.php
  4. ^ http://www.dibaio.com/home.htm
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Piemonte paese per paese - Ed. Bonechi - 1993

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Piemonte Portale Piemonte: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Piemonte