Leini

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Leini
comune
Leini – Stemma Leini – Bandiera
Veduta Parrocchia
Veduta Parrocchia
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Gabriella Leone (lista civica) dall'08-06-2014[1]
Territorio
Coordinate 45°11′01″N 7°42′55″E / 45.183611°N 7.715278°E45.183611; 7.715278 (Leini)Coordinate: 45°11′01″N 7°42′55″E / 45.183611°N 7.715278°E45.183611; 7.715278 (Leini)
Altitudine 245 m s.l.m.
Superficie 32,44 km²
Abitanti 15 523[2] (09-10-2011)
Densità 478,51 ab./km²
Frazioni Fornacino, Tedeschi
Comuni confinanti Caselle Torinese, Lombardore, Mappano, San Francesco al Campo, San Maurizio Canavese, Settimo Torinese, Volpiano
Altre informazioni
Cod. postale 10040
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001130
Cod. catastale E518
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Nome abitanti leinicesi
Patrono san Lorenzo
Giorno festivo 10 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Leini
Leini
Localizzazione del Comune di Leini nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Leini nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Leini, già Leinì (così anche in piemontese, Leiny in francese) e - prima del fascismo - Leynì, è un comune italiano di 15.523 abitanti della provincia di Torino, in Piemonte.

Da Leynì a Leini[modifica | modifica wikitesto]

Un Regio Decreto del 1939, emanato su proposta del governo Mussolini, abolisce la "y" e l'accento della "i" finale nel toponimo Leynì, così come modifica altre centinaia di toponimi nel nome della italianizzazione dei termini[3]. Finita la seconda guerra mondiale, la monarchia viene abolita e gli abitanti di Leinì ricominciano a scrivere il paese alla vecchia maniera: Leynì, ma poi la tendenza popolare toglierà la "y" trasformandola in "i" e mantenendo l'accento finale. Nel 1997 il Consiglio Comunale di Leinì chiede alla regione Piemonte di cambiare il nome in Leynì, con la "y" e con l'accento finale. Nel 2000 il presidente della Repubblica Ciampi, con Decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267, articolo 6, ordina a tutti i comuni di dotarsi dello Statuto. Subito il consiglio comunale approva lo Statuto Comunale: il nome definitivo diventa così Leinì, senza y ma con l'accento finale. A febbraio 2009 il Ministero dell'Interno della Repubblica Italiana sentenzia che il nome di Leinì è quello che ha stabilito la Monarchia con il Regio decreto del 1939, cioè senza la "y" e senza l'accento finale trasformandolo in Leini. Il 13 marzo un Consiglio Comunale prende atto della modifica apportata dal Ministero dell'Interno. Il sindaco, Ivano Coral, rilascia anche una dichiarazione in cui bolla un eventuale referendum per la scelta del nome come "un inutile spreco di carta".[4][5]

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Leini si trova alle porte di Torino, ed è considerata la "porta del Canavese". Da Leini parte infatti la SP13 di Front Canavese che termina a Cuorgnè con Via Torino, città al dell'Alto Canavese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Leinì, che fino all'epoca fascista veniva scritto Leynì, appare per la prima volta in un atto del 951. Certa è l'esistenza di Leinì, con il nome di Lainiani, nel 1000. Col passare degli anni, Leinì divenne un centro importante e venne fortificato con fossato e mura, in parte ancora visibili, per sopportare le continue incursioni dei signori dei paesi vicini.

Fin dagli inizi, Leinì fu sottomessa ai Marchesi del Monferrato che negli anni attorno al 1300 lo vendettero ai Provana, i quali rimasero signori del luogo fino al 1700, dando un'impronta notevole alla storia locale. Durante tutto il Trecento Leinì fu vittima e testimone di battaglie intestine fra i Signori di Monferrato e quelli di Savoia, fino al 1379, quando il Conte Verde, Amedeo VI di Savoia, ricevette definitivamente il Castello e l'abitato di Leinì, ridandolo ai Provana.

Il XVI secolo è caratterizzato dalla comparsa sulla scena di Andrea Provana (1511-1592) che fu ammiraglio della flotta dei Savoia ed ebbe una grossa parte nella vittoria dei cristiani contro l'Impero ottomano nella battaglia di Lepanto, svoltasi il 7 ottobre 1571. Il XVIII secolo è segnato dalle grandi trasformazioni sociali che portano alla Rivoluzione francese che cancellò il nome della famiglia Provana dal seguito della storia leinicese, estintasi per mancanza di eredi nel 1780.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Torre[modifica | modifica wikitesto]

È l'edificio più imponente e caratteristico di Leinì. È detta "dell'Ammiraglio", anche se è certamente preesistente alla nascita di Andrea Provana. Sorge nella sua piazza principale ed è il resto più appariscente dell'antico castello trecentesco. È alta 33 metri, a pianta quadrata, in mattoni, massiccia e coronata di merli. Il resto dell'antico complesso è occupato dagli uffici del Comune.

Il Chiosso[modifica | modifica wikitesto]

Il complesso architettonico del Chiosso è costituito da un insieme di fabbricati di caratteri ed epoche diverse, strutturato per costituire una corte chiusa, funzionale alla destinazione agricola che lo ha caratterizzato per la lunga parte della sua storia. Situato su un'area compresa tra la principale via di attraversamento del concentrico e la strada provinciale che da Torino conduce nel Canavese. La consistenza attuale del fabbricato è frutto di successive mutazioni di destinazione. Il complesso produttivo preesistente, acquistato negli ultimi anni del XVII secolo da Carlo Amedeo Provana di Druent, venne trasformato in dimora signorile. Successivamente l'edificio subì altri passaggi di proprietà, il primo dei quali a favore dei Conti Provana di Frossasco e Alpignano.

Villa Violante[modifica | modifica wikitesto]

L'edificio, caratterizzato da particolarità architettoniche ed artistiche di fine Settecento, è situato nelle vicinanze del perimetro del centro storico, nel settore est del territorio comunale tra via Carlo Alberto e via Volpiano. Il generale Guglielmo Violante (1864-1941), colonnello degli Alpini, fu votato per anni a dirigere il comune di Leinì in qualità di sindaco e successivamente si podestà. In seguito alle disposizioni impartite nel testamento del generale Violante, la villa venne trasferita con pertinenza al comune di Leinì per essere adibita ad attività sociali, culturali e scolastiche.

Ex-Capirone[modifica | modifica wikitesto]

La nascita di questa istituzione risale al 1719 quando fu fondata la Congregazione di Carità, ad opera di Padre Carlo Francesco di San Giorgio, Gesuita. Oltre ad assistere i poveri con la distribuzione di alimenti, nel 1721 viene fondato un primo ricovero, con 4 letti, ad uso degli infermi più bisognosi. Nel 1721 viene aperta la prima casa di riposo che viene sistemata dove ora si trova la Farmacia dell'Ospedale. Il ricovero ebbe vita in quel luogo fino al 1861. Nel 1839 Don Piero Capirone fece donazione alla Congregazione di Carità di una casa e di terreni. Come ringraziamento la casa di riposo venne intitolata al sacerdote. Nel 1861 la casa di riposo si trasferisce nei locali costruiti appositamente in via Carlo Alberto, successivamente occupati dalla Croce Rossa Italiana. Nel 1970 l'infermeria Capirone viene trasferita negli attuali locali, costruiti grazie alla donazione di terreni fatta all'Ente Comunale di Assistenza e curata dall'Amministrazione della Casa. Nel 1982 l'Ente Morale Capirone cessa la propria esistenza e la gestione passa all'Amministrazione Comunale Leinicese fino al gennaio 2001.

Altare maggiore della Chiesa Parrocchiale di Leini

Parrocchia di San Pietro e Paolo[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale di San Pietro e Paolo, situata in piazza Don Matteo Ferrero, venne edificata attorno all'anno 1000 come chiesa dell'antico cimitero. Sull'altare maggiore è ancora presente la data 1139, ma è del 1391 l'elevazione a parrocchia della chiesa. La struttura originaria è identica a quella attuale, con le medesime misure, ma priva di due navate. Nel 1486 cominciarono i primi lavori di ristrutturazione, proseguiti successivamente nel 1548 e terminati definitivamente nel 1722 con l'inaugurazione del nuovo campanile. Il 1855 vede il crollo della volta della chiesa con la distruzione di numerosi dipinti. Tra i quadri intatti vi è il più antico e prezioso, l'Adorazione dei Magi, attribuita al Defendente Ferrari. Quest'opera è stata ritirata nel 1954 per ordine della Sovraintendenza delle gallerie del Piemonte per essere restaurato. Nel 2009, per un'azione congiunta di parrocchia e amministrazione comunale, il quadro ha potuto fare ritorno nella parrocchiale di Leini. Nei primi anni del Novecento la chiesa si rivela ormai insufficiente di fronte all'ingente flusso di fedeli, e con il teologo Don Giorgio Gioda si decide di prolungare l'edificio di due arcate. I nuovi lavori iniziano le 1907 e si concludono nel 1913 con la benedizione del cardinale Agostino Richelmj.

Chiesa di San Rocco[modifica | modifica wikitesto]

La cappella di San Rocco sorge all'angolo fra viale Italia e via Bonis. In origine era adibito a lazzaretto, per isolare i colpiti dall'epidemia di peste nel 1690 e nel 1695. Al termine dell'epidemia, nel 1703, venne deciso di elevare una cappella in ricordo di tutti i morti seppelliti nel lazzaretto. Due secoli dopo, per ricordare i caduti della Grande Guerra, il terreno circostante venne intitolato Parco della Rimembranza, con l'installazione di lapidi riportanti i nomi dei caduti.

Santuario della Beata Vergine delle Grazie[modifica | modifica wikitesto]

Il santuario della "Beata Vergine delle Grazie" (chiesa vicina alla scuola elementare "Anna Frank"), già Madonna del Sordomuto, per gli abitanti del luogo "La Madonnina", sorge a nord del paese, nel luogo dove la Vergine Maria apparve ad un sordomuto il 1º giugno 1630 della famiglia Regina, donandogli una corona del Rosario ed annunciando la fine dell'epidemia di peste che sconvolgeva la zona. Luogo di pellegrinaggio, una galleria raccoglie i numerosissimi ex voto accumulatesi negli anni. Accanto alla chiesa sorse un convento di suore che ora è trasformato nella scuola elementare "Anna Frank".

Scuola elementare Anna Frank[modifica | modifica wikitesto]

La storia della scuola Anna Frank ha dei legami cattolici in quanto ex convento costruito da suore[6].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Negli ultimi cinquanta anni, per la forte immigrazione, la popolazione si è quadruplicata .

Abitanti censiti[7]

Stranieri[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 846 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Istituzioni, enti e associazioni[modifica | modifica wikitesto]

Croce Rossa Italiana[modifica | modifica wikitesto]

Nasce nel 1981 come Sotto Comitato di Settimo T.se, presso l'ex Infermeria Capirone di via Carlo Alberto 173, il primo corso per aspiranti volontari del soccorso, subito dopo la fondazione del Comitato Locale. Sotto il Comitato Locale di Leini nascono negli anni i Sotto Comitati di San Francesco e in seguito Mappano. Nel settembre 2008 il Comune di Leinì concede alla Croce Rossa nuovi locali ubicati all'interno della struttura Poliambulatorio in via Volpiano 40. Ad oggi il comitato locale conta circa 240 volontari.[8]

Filarmonica "Vittorio Ferrero"[modifica | modifica wikitesto]

La Filarmonica "Vittorio Ferrero" nacque nel 1896. La filarmonica conta oggi una quarantina di musicisti. La Banda presenzia alle feste civili e religiose cittadine, oltre agli appuntamenti con il Concerto di Primavera, con il Concerto di Natale, con la Fagiolata e con Santa Cecilia.

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune si trovano le frazioni di Fornacino, Reisina e Tedeschi.

Tedeschi[modifica | modifica wikitesto]

A pochi chilometri da Leinì si trova la frazione Tedeschi, un piccolo borgo immerso nella natura. La frazione ha una propria chiesa, dedicata alla B.V. Vergine Addolorata, costruita nel 1959, ed una propria scuola elementare, capace di accogliere circa 200 bambini.

Una manifestazione molto conosciuta è la tradizionale festa patronale dedicata alla B.V. Addolorata (per dieci giorni nel periodo tra fine agosto e inizio settembre), appuntamento a cui è stata associata la fiera "ExpoTedeschi", evento capace di coniugare gli interessi della popolazione con i prodotti e servizi offerti dalle realtà commerciali presenti, attirando, ogni anno, migliaia di visitatori i quali insieme all'aspetto fieristico possono godere della buona cucina (nelle aree ristorante e pizzeria) e grandi serate di musica (concerti e musica da ballo in aree distinte).

In frazione Tedeschi vi è la sede di una realtà spirituale internazionale che opera attivamente anche in campo umanitario: la Chiesa cristiana Anima Universale.[9]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Trenino a vapore[modifica | modifica wikitesto]

Rare sono le testimonianze di questo antiquato mezzo. Famoso per l'incendio che il 18 giugno 1910 distrusse molte bancarelle del mercato delle stoffe, si dice che fu provocato dalle scintille di questo trenino. Tale avvenimento è anche cantato da Gipo Farassino nella canzone L trenin 'd Leinì. Il trenino passava per via Torino e la fermata attuale della linea 46 2994 "Italia" viene chiamata ancora oggi "la stazione" perché nella memoria popolare il luogo è tuttora associato a questo mezzo.
La prima macchina a vapore di questo trenino o tramway, che faceva il tragitto Torino-Leinì-Volpiano, venne inaugurata il 24 giugno 1883 Andrea Provana, in onore al famoso ammiraglio nato a Leinì. Inizialmente collegava Leinì a Porta Palazzo, in seguito la linea fu raddoppiata il 23 settembre 1884 quando arrivò fino a Volpiano. Dopo la prima guerra mondiale, Leinì, non aveva più soldi,e piano piano il comune di Torino iniziò ad eliminare queste ferrovie, anche per costruirne di nuove, e quella di Leinì fu chiusa ai passeggeri il 6 maggio 1929. Continuò solo il traffico merci, fino al 1931.

Linea bus Gtt[modifica | modifica wikitesto]

Dal 1992 il comune è collegato alla stazione Porta Susa attraverso la linea Gtt 46. Inoltre è collegato a diversi comuni della provincia di Torino mediante le linee extra-urbane, sempre del gruppo Gtt.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale hanno sede due industrie di rilevanza nazionale, la De Fonseca e la Seven.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Ivano Coral centrodestra Sindaco
2010 2012 Ivano Coral centrodestra Sindaco
2012 2014 Rita Piermatti (dal 18/8/2012)
Francesco Provolo (fino al 18/8/2012)
Giovanni Icardi
Flavia Pellegrino
- Commissari prefettizi
2014 in carica Gabriella Leone lista civica Sindaco

Il 23 marzo 2012 il Comune di Leinì è stato sciolto dal Consiglio dei Ministri per infiltrazioni mafiose ('Ndrangheta calabrese). Nel 2014 è stata poi eletta come sindaco Gabriella Leone, esponente di una lista civica.

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

La squadra di calcio della città è l'A.S.D. Real Leinì 2005 che milita nel girone D di 1ª Categoria.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Leini su Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.

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