Pianezza

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Pianezza
comune
Pianezza – Stemma Pianezza – Bandiera
La Villa Leumann, sede municipale ed il parco circostante
La Villa Leumann, sede municipale ed il parco circostante
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Antonio Castello (coalizione centrodestra) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°06′15.12″N 7°33′00.11″E / 45.1042°N 7.55003°E45.1042; 7.55003 (Pianezza)Coordinate: 45°06′15.12″N 7°33′00.11″E / 45.1042°N 7.55003°E45.1042; 7.55003 (Pianezza)
Altitudine 325 m s.l.m.
Superficie 16,5 km²
Abitanti 14 926 (01-12-2014)
Densità 904,61 ab./km²
Frazioni Grange, Parucco, Stazionetta
Comuni confinanti Alpignano, Collegno, Druento, Rivoli, San Gillio
Altre informazioni
Cod. postale 10044
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001189
Cod. catastale G559
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 735 GG[1]
Nome abitanti pianezzesi
Patrono Madonna della Stella
Giorno festivo 12 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Pianezza
Pianezza
Localizzazione del Comune di Pianezza nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Pianezza nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Pianezza (Pianëssa in piemontese[2]) è un comune italiano di 14.926 abitanti della Città metropolitana di Torino, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Pianezza sorge alle porte occidentali di Torino, sulla sponda sinistra della Dora Riparia e il Rio Fellone. La posizione è all'imbocco della bassa Val di Susa, attraverso la antica "Strada di Francia", ovvero l'attuale SP 24 del Monginevro, da dove si può ammirare la parete orientale del Monte Musinè.
Il comune abbraccia un vasto territorio, confinando a nord con San Gillio (rioni San Pancrazio, Lago Fontanej, cascine Muradora e Merli), a est e a sud-est con Collegno (tangenziale ovest di Torino e frazione Bruere), a sud-ovest con Alpignano e Rivoli (zone Bonafus e Stresa). Come si evince dal nome, la zona presenta numerosi terreni pianeggianti, tuttavia intervallati da alcune piccole alture, che non superano mai i 325 metri sul livello del mare.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima temperato sub-continentale è caratterizzato da inverni freddi, prevalentemente soleggiati con nevicate abbastanza abbondanti; rara presenza di nebbia, malgrado la posizione sulla Pianura. Estati calde, con presenza di brezza proveniente dalla Valle di Susa, poco distante.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'epoca pre-romana e romana[modifica | modifica wikitesto]

Non è confermata la presenza di piccoli insediamenti celto-liguri prima del passaggio degli antichi romani, se non fosse da alcune tracce lasciate ai toponimi dei luoghi circostanti, che videro transitare alcune legioni provenienti dalla vicina Augusta Taurinorum, diretti sulla via delle Gallie.
La posizione strategica lungo la strada di Francia, fece sì che fosse costantemente attraversata e comandata da vari condottieri, oltre che da pellegrini e da soldati romani cristiani della Legione tebana che, sul finire del III secolo, vennero qui perseguitati. È infatti proprio ai piedi del Monte Musinè che, molto probabilmente, si combatté la battaglia del 312, fra l'imperatore Costantino ed il pagano Massenzio, pochi mesi prima della più nota Battaglia di Ponte Milvio a Roma.
Negli anni successivi, Pianezza fu attraversata dall'occupazione dei longobardi, che, a difesa delle vie verso le Alpi, posero, nella vicina Chiusa di San Michele della Val di Susa, il blocco dell'accesso dei Franchi verso Torino, che resistette almeno fino intorno al 775.

Toponimo[modifica | modifica wikitesto]

Pianezza, così come l'intera Val di Susa, fu quindi occupata dapprima dei Franchi, quindi degli Ungari, quest'ultimi durante il X secolo. Fu proprio in questo periodo che, nel 985, secondo un antico documento, un tal Sismondo donò questo territorio - per la prima volta denominato Loco Planicio, all'Abbazia di Novalesa.
Pianezza passò sotto la Marca torinese agli inizi dell'XI secolo. I vescovi di Torino la fecero fortificare, grazie anche a Federico Barbarossa che, nel 1159, fece altresì erigere un Castello, a pochi passi dalla Dora Riparia (nell'attuale zona sud della Villa Lascaris).

Nel XII secolo, Pianezza divenne punto di forza del potere vescovile, con la popolazione raccolta attorno alla vicina Pieve di San Pietro, al Castello e al borgo fortificato. In seguito, non mancarono incendi e saccheggi, per via del passaggio di lanzichenecchi e mercenari diretti verso Milano, fino almeno agli inizi del XV secolo, con l'affermazione del Ducato sabaudo.

XVI-XVII secolo[modifica | modifica wikitesto]

Occupata quindi dai Savoia, il suo Castello fu abitato dalla contessa Beatrice Langosco, sul finire del XVI secolo. Poi, Vittorio Amedeo I infeudò tutto il borgo ai ai Conti Provana di Collegno. Questi fecero modificare il Castello a residenza nobiliare, e fecero conoscere a Pianezza un periodo di ricostruzione e di splendore barocco.

XVII-XX secolo[modifica | modifica wikitesto]

Verso la fine del XVII secolo, Pianezza vide la prima rivoluzione industriale, basata essenzialmente sull'edificazione di una filanda per la seta, sulle sponde della Dora. In questo periodo furono costruite nuove case, ingrandendo l'antico borgo rurale e dotandolo di pavimentazione in ciottolato. L'espansione territoriale di Pianezza continuò anche nel XIX secolo, soprattutto grazie all'operato di Agostino Lascaris di Ventimiglia. Nella seconda rivoluzione industriale invece, a circa metà del XX secolo, sorsero numerose industrie e attività terziarie, con un consistente aumento della popolazione, espandendo l'area centrale con nuove zone residenziali e con l'asfaltatura delle maggiori strade della città.
L'espansione industriale, sviluppatasi soprattutto nel siderurgico e nel commercio, avanzò soprattutto a ridosso della tangenziale ovest di Torino, e vide sorgere aziende decentrate, quali Fata Siderurgica, SKF Italia, IKEA, Util, la nuova fabbrica delle Pastiglie Leone (queste ultime, di fatto, già sotto il comune di Collegno). La popolazione aumentò soprattutto per via dell'emigrazione di parecchi torinesi dalla città verso la prima cintura, tanto che, negli anni sessanta i residenti, di fatto, raddoppiarono. Lungo Via Piave nacque un nuovo quartiere residenziale, e aumentarono le attività del settore terziario con un consistente aumento dei traffici commerciali. Nel 1995 inoltre, fu ristrutturata la vecchia sede dell'associazione donatori del sangue AVIS risalente al 1954, sostituita con l'attuale sede provinciale e comunale di Torino.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Santuario di San Pancrazio, in frazione omonima, del 1640, su precedente pilone votivo dedicato ad un miracolo ivi avvenuto il 12 maggio 1450, è un complesso religioso con porticato antistante e convento, poi rifatto nel 1937 ed ancora nel 1956.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Santuario di San Pancrazio (Pianezza).
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Pieve di San Pietro (Pianezza).
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Chiesa della Madonna della Stella (Pianezza).
Targa del Masso Gastaldi.
  • Masso Gastaldi, situato in via omonima[3] angolo via Comissetti (nome della Scuola Elementare fondata dalla Baronessa Comissetti di Pianezza nel 1895). Si tratta di un masso erratico, alto circa 14 metri, residuo della Glaciazione Mindel, avvenuta circa 400.000 anni fa, che portò materiale morenico nella zona. Fu anticamente chiamato la pèra mora (pietra scura), ma anche el roch (la roccia), e fu costruita in cima una piccola cappella, dedicata a San Michele. Nel 1884, fu deciso di chiamarlo Gastaldi, in onore del noto geologo torinese, che lo studiò a fondo[4]. Durante la seconda guerra mondiale poi, venne scavato un passaggio all'interno del Masso, quindi utilizzato come rifugio dai bombardamenti, mentre negli anni settanta fu costruito un condominio in prossimità dello stesso, con molte polemiche. Il monolito infatti, cominciò a diventare instabile, tanto de essere stato restaurato più volte nel corso degli anni, in quanto considerato uno dei simboli della geologia piemontese : l'ultimo restauro è avvenuto dopo l'alluvione dei primi di agosto 1988.
Statua dedicata ai caduti.
  • Statua dedicata ai caduti pianezzesi della Grande Guerra
  • Cappella di San Sebastiano
  • Chiesa del Gesù
  • Chiesa Parrocchiale dei SS.Pietro e Paolo
  • Chiesa di San Rocco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Persone legate a Pianezza[modifica | modifica wikitesto]

Manifestazioni[modifica | modifica wikitesto]

  • Palio dij semna-sal (palio dei semina-sale), terza di settembre, originato da una leggenda popolare[6]

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

  • A Pianezza ha sede l'Istituto dei sordi di Torino, storica istituzione erede della Scuola normale per i sordomuti, che aveva sede nel centro di Torino.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
25 luglio 1988 5 giugno 1993 Giovanni Soffietti Democrazia Cristiana Sindaco [7]
25 giugno 1993 28 aprile 1997 Giovanni Soffietti Democrazia Cristiana Sindaco [7]
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Clementina Giacometto centro Sindaco [7]
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Claudio Gagliardi centro-sinistra Sindaco [7]
30 maggio 2006 16 maggio 2011 Claudio Gagliardi centro-sinistra Sindaco [7]
16 maggio 2011 in carica Antonio Castello cen-des(ls.civiche): insieme per Pianezza Sindaco [7]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

La principale squadra di calcio è il Lascaris, militante nel campionato di Eccellenza girone A. In Promozione invece milita il Pianezza, seconda squadra cittadina.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Durante gli scavi della nuova variante della S.S.24 sono stati rinvenuti diversi reperti d'origine romana, in particolare un piccolo villaggio [fonti?]. Malgrado ciò i lavori sono proseguiti, distruggendo l'area archeologica [fonti?]. Quest'evenienza confermerebbe l'eventualità di un'origine romana della città di Pianezza, di cui purtroppo non si hanno notizie.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  2. ^ Prémit literari “Città di Pianezza” 2016
  3. ^ Guida Turistica - Comune di PIANEZZA (TO)
  4. ^ http://www.loscarpone.cai.it/news/items/i-130-anni-del-masso-castaldi.html
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ http://www.comune.pianezza.to.it/ComAppuntamentiDettaglio.asp?Id=10023&T=E
  7. ^ a b c d e f http://amministratori.interno.it/

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • AA.VV., Capitali del nord-ovest. La politica economica delle città italiane, Franco Angeli, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Pianezza, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 15 marzo 2011.
Controllo di autorità VIAF: (EN137842474
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