Cercenasco

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Cercenasco
comune
Cercenasco – Stemma Cercenasco – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
SindacoTeresa Rubiano (lista civica) dall'08/06/2009, riconfermata 26/05/2014
Territorio
Coordinate44°52′N 7°30′E / 44.866667°N 7.5°E44.866667; 7.5 (Cercenasco)Coordinate: 44°52′N 7°30′E / 44.866667°N 7.5°E44.866667; 7.5 (Cercenasco)
Altitudine256 m s.l.m.
Superficie13,16 km²
Abitanti1 791[1] (30-6-2017)
Densità136,09 ab./km²
Comuni confinantiBuriasco, Castagnole Piemonte, Scalenghe, Vigone, Virle Piemonte
Altre informazioni
Cod. postale10060
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001071
Cod. catastaleC487
TargaTO
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Nome abitanticercenaschesi
Patronosan Firmino di Amiens
Giorno festivoquarta domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Cercenasco
Cercenasco
Cercenasco – Mappa
Localizzazione del comune di Cercenasco nella provincia di Torino.
Sito istituzionale

Cercenasco (Sësnasch in piemontese) è un comune italiano di 1.791 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte. Situato nella pianura pinerolese, è un centro agricolo, sede di piccole attività artigianali.

Di particolare pregio artistico gli affreschi della cappella di Sant'Anna.

Il territorio comunale ospita ancora nelle rogge e nei corsi d'acqua, anche se ormai limitatamente, la lampreda, nota anche come agnato, che ha dato in passato lustro ai ristoranti della zona per i piatti preparati con questo animale.

Dolce tipico del comune è la baciaja, pasta di grano turco a volte aromatizzata con cacao, cucinata su una tipica piastra.

Il territorio di Cercenasco è attraversato dalla pista ciclabile Airasca-Villafranca (via delle Risorgive).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo Circinascum è una forma aggettivale in -asco da circinus (circolo) e probabilmente designava un recinto. Nel X secolo rientra nei possedimenti dei marchesi di Susa: un diploma di Ottone III (1001) lo conferma con Virle e Vigone ad Olderico Manfredi, così come farà nel 1026 Corrado il Salico. Nel 1027 l'abbazia di Cavour riceve dal vescovo di Torino Landolfo un podere nel territorio di Cercenasco con la piccola corte di Gorretta. Nel 1045 passa ai conti di Savoia che lo investono ai signori di Castagnole, poi ai Piossasco.

Nel 1225 il feudo passa ai signori di Bernezzo: è Leonetto a ricevere l'investitura da Tommaso I di Savoia (1228) e sono i suoi eredi a erigere il castello e la cappella di Sant'Anna.

Nel 1482 Lucia di Bernezzo porta in dote parte del feudo al marito Tommaso (figlio illegittimo di Ludovico I Marchese di Saluzzo). In seguito a passaggi il feudo perviene alla famiglia Malabayla di Canale nel 1689.

Il castello di Cercenasco venne distrutto nell'ottobre del 1693 durante la campagna che vide fronteggiarsi le truppe francesi, guidate dal generale Catinat, e quelle sabaude, comandate da Vittorio Amedeo II di Savoia, all'interno della Guerra della Grande Alleanza. Aggirate le truppe sabaude (impegnate nella'assedio di Pinerolo) valicando il colle delle Finestre e scendendo lungo la val di Susa, il Catinat diede battaglia, da posizione di vantaggio, in località Marsaglia. L'esercito austro-piemontese fu sbaragliato e il Catinat ebbe il controllo del territori che, per indebolire il duce di Savoia, prese a devastare. È durante queste fasi della guerra che il castello di Cercenasco viene distrutto così come riportato in una lettere dello stesso Catinat a Luigi XIV: "l'altro giorno bruciammo Scalenghe e Cercenasco, e poiché le mura del castello di questo ultimo paese non crollarono con l'incendio, le abbattemmo con le mine".

Nel 1797 Carlo Emanuele IV conferma l'abolizione dei vincoli feudali dopo la richiesta di affrancamento fatta dalla comunità nel 1795. I fondi convertiti dai Savoia in demanio o proprietà privata mantengono l'onere degli usi civici. Anche nei bandi campestri del 1724 si faceva menzione degli usi civici: far legna, pascolo, raccolta ghiande. Nel 1839 in località Stonea vige il diritto di pascolo libero assieme all'uso dei maceratoi di canapa.

Ij nassor dla Stonea[modifica | modifica wikitesto]

Con il termine nasor (pronuncia /na'sʊr/) si indica, in piemontese, il fontanile o risorgiva ed il sistema di acque che da questi nasce. La Stonea è una zona umida posta a nord dell'abitato di Cercenasco, dove all'interno di una superficie di circa 30 ettari sono presenti decine di fontanili le cui acque si vanno a raccogliere in corsi dette bealere che percorrono la campagna di Cercenasco.

I Nasour della Stonea erano in passato utilizzati sia a scopi irrigui che come maceratoi per la canapa, attraverso la formazione di vasche tuttora esistenti.

Sia per la purezza che per la temperatura stabile delle acque i Nasuor della Stonea conservano un ecosistema particolare. La flora risulta caratterizzata dal crescione d'acqua (Nasturtium officinale), dall'ontano nero (Alnus glutinosa) e da diverse specie di giunchi, l'ittofauna si segnala per la presenza della Lampreda padana (Lethenteron zanandreai), del Gambero di fiume (Austropotamobius pallipes) e di numerose specie di pesci quali il vairone (Telestes muticellus), l'alborella (Alburnus arborella) e il luccio (Esox lucius). Sono presenti anche numerosi uccelli acquatici.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[2]


Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Germano Dealessandri lista civica Sindaco
2009 2014 Teresa Rubiano lista civica Sindaco
2009 in carica Teresa Rubiano lista civica Sindaco II mandato

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Fra il 1884 e il 1986 l'abitato era servito da una fermata posta lungo la ferrovia Airasca-Saluzzo.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 giugno 2017.
  2. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN241885720
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