Gassino Torinese

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Gassino Torinese
comune
Gassino Torinese – Stemma Gassino Torinese – Bandiera
Gassino Torinese – Veduta
Veduta
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneRegione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitanaCittà metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
SindacoPaolo Cugini (lista civica Dialogassino) dal 26-5-2014 (2º mandato dal 27-5-2019)
Territorio
Coordinate45°07′37.61″N 7°49′29.25″E / 45.127113°N 7.824792°E45.127113; 7.824792 (Gassino Torinese)
Altitudine230 m s.l.m.
Superficie20,51 km²
Abitanti9 338[1] (01-01-2022)
Densità455,29 ab./km²
FrazioniBardassano, Bussolino
Comuni confinantiCastiglione Torinese, Montaldo Torinese, Pavarolo, Rivalba, San Raffaele Cimena, Sciolze, Settimo Torinese
Altre informazioni
Cod. postale10090
Prefisso011
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT001112
Cod. catastaleD933
TargaTO
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)[2]
Cl. climaticazona E, 2 699 GG[3]
Nome abitantigassinesi
PatronoNatività di Maria Bambina
Giorno festivo8 settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Gassino Torinese
Gassino Torinese
Gassino Torinese – Mappa
Localizzazione del comune di Gassino Torinese nella città Metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Gàssino Torinese (/ˈɡassino toriˈnese/ in pronuncia tradizionale normativa italiana; /ˈɡassino toriˈneze/ in pronuncia neutra moderna; Gasso [ˈɡasʊ] in piemontese) è un comune italiano di 9 338 abitanti della città metropolitana di Torino in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio[modifica | modifica wikitesto]

Centro residenziale, industriale e agricolo, Gassino Torinese è situato all'incrocio della statale Torino-Casale Monferrato con la via di attraversamento della collina verso Cinzano e Asti. Il comune si distende in forma allungata da sud a nord ed è ubicato sulla riva destra del Po, il cui corso bagna il lato nord del borgo.
Sul territorio gassinese si aprono tre valli, che nel vessillo comunale sono rappresentate da tre zappe d'argento. Le valli nello specifico sono: la Valle di Bardassano, attraversata dal rio Castiglione, che sfiorata la località La Rezza, sfocia nel Po, la Valle di Bussolino, bagnata dal rio San Filippo o rio di Valle Maggiore, ed infine la Val Baudana, anch'essa come le altre due, attraversata da un rio, che prende il nome di rio Valle, che prima di sfociare nel fiume Po, si unisce al rio San Filippo.

La geologia[modifica | modifica wikitesto]

Il suolo, di origine marina, abbonda di fossili di conchiglie di forme diverse e soprattutto di crinoidi, animali marini a forma di giglio, scoperti nell'Ottocento dal paleontologo Conte di Rovasenda. I terreni di Gassino Torinese sono principalmente composti da calcari, marne e sabbie; famosa è la formazione geologica conosciuta con il nome di Calcàre di Gassino, utilizzata anticamente come pietra da taglio e da calce, che si estende da destra a sinistra della valle del rio Maggiore, da un lato nella valle di Bardassano e dall'altro nel territorio di Bussolino.

La zona pianeggiante del territorio, di origine alluvionale e formata da strati di argilla e ghiaia, produceva un'ottima argilla di colore rosso scuro, utilizzata per vasellame e laterizi. Già dal Rinascimento erano attive diverse fornaci che fabbricavano, oltre ai mattoni, anche ornamenti e decorazioni per finestre e portali. Quando il duca Emanuele Filiberto di Savoia diede inizio alla costruzione della Cittadella di Torino, a partire dall'anno 1564 requisì per un anno tutta la produzione di mattoni fabbricata a Gassino e dintorni. Attualmente nella zona delle fornaci sorgono dei complessi residenziali.

Il marmo di Gassino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Marmo di Gassino.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La prima menzione del comune di Gassino, esattamente oppidum Gassingum, è del 967, nelle Cronache del Monferrato del Benvenuto Sangiorgio, ma la più antica citazione del luogo si può trovare in un antico diploma del re Arduino d'Ivrea del 1004. Nel 1191 il toponimo è citato come Gaxen, assumendo in seguito diverse forme: Gassingum, Gazingum, Gaxanum, Gaxenum; nei libri contabili della costruzione del Castello di Torino è riportato il nome Gaxinus. Solo verso la fine del Cinquecento si trova il nome Gassino, che in seguito ad un decreto ministeriale del 25 febbraio 1952 divenne Gassino Torinese.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli antichi Romani e il Medioevo[modifica | modifica wikitesto]

Il ritrovamento di un'iscrizione romana della Gens Pollia nel cortile di un palazzo di corso Italia e le vie ortogonali dell'antica città fanno supporre un'origine romana del luogo, ma per gli storici non sono informazioni sufficienti per dimostrarlo.

Anche l'affermazione che Gassino sia stata durante l'Alto Medioevo, al tempo delle invasioni longobarde, ostrogote e franche, un centro di difesa che andò acquistando sempre maggior importanza, è ipotetica, anche se attendibile. Nell'archivio arcivescovile di Torino è presente un documento che dimostra che Landolfo, vescovo di Torino tra il 1010 ed il 1031, riunì nella Pieve di San Pietro in Gassino le cappelle di San Salvatore, Sant'Eufemia, San Michele, affidandole ad un unico rettore, il prete Lissono.

Il documento fa menzione di una serie di località dalle quali Gassino riscuoteva le decime; il borgo non poteva quindi essere sorto verso l'anno 1000, ma doveva già esistere da tempo, come dimostrano le quattro cappelle che difficilmente potevano essere edificate lontane da un complesso fortificato. Inoltre descrive anche l'influenza religiosa e politica del vescovo Landolfo sulla zona, in contrasto con i diritti vantati da Arduino d'Ivrea, re d'Italia, che nel 1004, per ostacolare il potere della Chiesa, confermava ad Alberico i beni posseduti dallo stesso Arduino sul luogo.

Il primo signore feudale del sito, Alberico, fu il capostipite dal quale vennero fatti discendere i feudatari che diedero il nome ai castelli, ormai scomparsi, che circondavano il borgo: Ostero sul Poggio di San Grato, La Motta, detto anche Polosenda, in regione Rocco-Aprile; Polmoncello, sul poggio della frazione Trinità, dove sono ancora presenti dei ruderi dell'omonima cappella da dove, probabilmente, si dipartiva una galleria sotterranea che conduceva alla fortezza di Gassino.

Il Duecento e il Trecento[modifica | modifica wikitesto]

Nell'anno 1164, all'epoca delle lotte tra impero e comuni, Federico Barbarossa diede il comune in feudo al marchese Guglielmo di Monferrato, che, per assicurarsi l'appoggio di Gassino quale baluardo difensivo contro Chieri, fu costretto a riconoscere agli abitanti una serie di autonomie che con il tempo si erano attribuiti nella gestione della res publica. La comunità seppe sfruttare abilmente la sua posizione di terra di confine per ottenere sempre maggiori libertà. Nel 1299 ottenne da Giovanni di Monferrato l'autorizzazione a completare la muraglia di fortificazione che circondava il borgo; nel 1305, apertasi la crisi per la successione di Giovanni, ultimo degli Aleramici, Gassino non si oppose alla conquista di Manfredo IV, marchese di Saluzzo, che rivendicava l'eredità come rappresentante di un discendente collaterale degli Aleramici.

La conquista non fu priva di conseguenze, perché Filippo d'Acaia cinse Gassino d'assedio. La resistenza durò pochi giorni; poi, ottenute da Filippo nuove garanzie di ulteriori privilegi, il 14 maggio 1306 si stipularono i Patti di Dedizione, poi confermati il 25 ottobre 1307. Filippo d'Acaia nominò un castellano come reggente del borgo, confermò statuti e autonomie pregresse e si impegnò a difendere Gassino, concedendo agli abitanti di non dover combattere per un anno contro il nuovo Marchese del Monferrato.

Ma il desiderio dei marchesi monferrini di riconquistare il borgo non venne mai meno. Ad un primo assedio nel 1337, ne seguì un successivo nel 1397, durante un ennesimo conflitto tra Monferrato ed Acaia, ad opera del Marchese Teodoro II. Le truppe del Monferrato devastarono e distrussero il porto sul Po, ma si illusero di poter facilmente fiaccare la resistenza dei gassinesi che resistettero abilmente agli assalti, anche grazie all'utilizzo di nuove macchine da guerra da essi costruite[4]. La guerra terminò nel 1400, quando i contendenti stabilirono una tregua di tre anni, riconfermata nel 1409 e resa definitiva nel 1413, quando la situazione politica era ormai mutata dopo la morte di Amedeo con la successione del fratello Ludovico che, anche lui deceduto nel 1418 senza eredi, approvò la riunione del principato degli Acaia al ducato dei Savoia: il 19 settembre 1418 la comunità di Gassino prestò fedeltà ad Amedeo VIII, duca di Savoia. Da quel momento in poi la storia del comune seguì le vicende della dinastia sabauda.

Novecento[modifica | modifica wikitesto]

Con l'inizio del Novecento Gassino vede un costante incremento della popolazione, la costruzione, nel 1880, della tranvia per Torino (prolungata nel 1883 a Chivasso e Brusasco) e l'installazione del calzaturificio Sobrero che diede lavoro a centinaia di operai e operaie di Gassino e dei paesi del circondario per oltre cinquant'anni. Attorno agli anni cinquanta, in seguito ad un poderoso flusso migratorio da diverse regioni d'Italia, richiamati dallo sviluppo industriale post bellico, il borgo gassinese fu oggetto di un sostanziale ampliamento urbano. Nel 1928 vengono annessi al comune di Gassino quelli di Bussolino e di Bardassano. Nel 1957 invece il comune perde la frazione di Mezzi Po.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Simbolo tradizionale del Comune su un muro della Scuola Elementare

Lo stemma del comune di Gassino Torinese è stato riconosciuto con decreto del capo del governo del 12 marzo 1933.[5]

«D'azzurro, a tre zappe d'argento, poste 2, 1. Ornamenti esteriori da Comune.»

Secondo un'antica tradizione, le tre valli sono raffigurate nello stemma dalle tre zappe argentee in campo azzurro che rappresentano anche i tre feudi di Polosenda, Polmoncello e Ostero in cui anticamente era divisa la zona.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Il nucleo originale di Gassino Torinese è costituito da una struttura ad anello, delineato da un fossato, che indica la prevalente funzione difensiva del luogo. L'impianto è semplice, posto su due assi ortogonali facilmente riconoscibili ed all'interno sono concentrati i monumenti più importanti della città: la chiesa della Confraternita dello Spirito Santo, una casa del XIV secolo e il pregevole Palazzetto del Municipio che, ancora oggi, conserva nei suoi archivi antichi statuti duecenteschi. L'asse principale dell'impianto urbanistico corrisponde alle attuali via Tubino, piazza A. Chiesa, via Dovis, con pregevoli portici a sesto acuto.

La chiesa della Confraternita dello Spirito Santo[modifica | modifica wikitesto]

La cupola della Chiesa della Confraternita

La chiesa della Confraternita dello Spirito Santo, dalla curiosa e altissima cupola, domina il punto più alto dell'abitato e caratterizza il paesaggio del territorio circostante. Secondo una tradizione locale, la costruzione fu opera degli stessi architetti che eressero la Basilica di Superga. I lavori di costruzione terminarono nel 1738. La facciata in mattoni rustici è curvilinea, concava ai lati, convessa al centro. Gli architetti e i costruttori vollero guadagnare in altezza ciò che non poterono ottenere in pianta a causa dello scarso spazio a disposizione. Ne risultò un edificio originale con la facciata esterna addossata al tamburo dell'altissima cupola. La chiesa è a pianta ottagonale e sulle pareti spiccano otto finestroni ovali con cappelli barocchi. La strana cupola, chiamata a Gassino cucurin, è formata da otto spicchi, situati a 33 metri di altezza dalla base; dall'anello terminale della cupola si diparte il cupolino o lanterna, dalle quattro finestrelle sagomate ad arco, che si innalza a 40 metri dal suolo. Al centro dell'abside, una tela risalente al Seicento rappresenta la discesa dello Spirito Santo nel Cenacolo.

L'interno è decorato con eleganti stucchi, lesene e capitelli settecenteschi; nei quattro peducci triangolari della cupola gli affreschi di Francesco Gonin rappresentano gli Evangelisti e i loro simboli. Nel cartiglio dell'affresco rappresentante San Luca è presente la firma dell'autore e la data di realizzazione del dipinto, 1829.
La Torre Campanaria adiacente fu progettata e costruita a cura della Comunità nel 1684. Una piccola curiosità sulla torre campanaria è la sua altezza. Questa non supera l'altezza della cupola, cosa particolarmente rara, in quanto solitamente le torri campanarie svettano ben oltre le cupole, sia per la miglior visibilità e per un maggior raggio acustico del suono delle campane.

La Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo[modifica | modifica wikitesto]

Facciata della Parrocchiale SS. Pietro e Paolo

Verso nord, nella parte più bassa del paese, sorge la Parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo, che ha origine dalla antichissima plebania, antico nome con il quale si definiva la parrocchiale, istituita dal vescovo Landolfo nel 1016. Ricostruita all'inizio del Seicento, fu ristrutturata una prima volta nel 1724 e successivamente nel 1761.
La chiesa è a tre navate e nella cappella della navata sinistra si trova una tela raffigurante la Visitazione, attribuita al Moncalvo mentre presso l'altare maggiore spicca una tela del Beaumont rappresentante la Madonna con il Bambino e i Santi Pietro e Paolo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca Civica[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca Civica di Gassino Torinese ha sede all'interno del centro cultuale "Primo Levi" dal 1986. Questi decenni di attività sempre in crescita, han fatto si che ad oggi il suo patrimonio librario risulti ammontare a circa 13000 volumi[6].

Centro culturale Primo Levi[modifica | modifica wikitesto]

Il Centro culturale Primo Levi, situato nelle immediate vicinanze del centro del paese, oltre ad ospitare la sede della Biblioteca Civica, offre uno spazio di aggregazione gestito dal comune, che mette a disposizione la struttura ad associazioni culturali, sociali, sportive e di volontariato, che su richiesta possono richiederne l'utilizzo per organizzare incontri con il pubblico.

Agricoltura ed economia[modifica | modifica wikitesto]

Ciliegie e fragole erano un prodotto tipico della zona; in primavera si celebrava ogni anno, fino a metà anni '60, la festa delle ciliegie. La festa patronale del paese si festeggia la domenica più vicina all'8 settembre, giorno in cui ricorre la Natività della B.V. Maria; in questa occasione si preparano i pérsi pien, o pesche ripiene, specialità locale, come i grissini rubatà e i torcet ëd Gasso. In occasione della Pasqua, a cura dei priori della Confraternita dello Spirito Santo, si svolge per le vie del borgo la tradizionale processione del Cataletto, che rappresenta simbolicamente il trasporto di Gesù al Sepolcro.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Bardassano[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bardassano.

La frazione Bardassano si trova a 452 m. di altezza su di un territorio prettamente collinare . Bardassano venne unito a Gassino Torinese nel 1928, ma le sue vicende storiche sono legate a Chieri. Degni di nota, nella frazione possiamo menzionare il castello, la chiesa parrocchiale di San Michele Arcangelo, la villa della famiglia Viora/Ranaboldo e il Castello della famiglia Bellino.

Bussolino[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Bussolino.

Bussolino è situata in una ridente collina immersa nel verde ed era già meta di villeggiatura nel Settecento, come dimostrano le cosiddette vigne, come erano chiamate le residenze estive della collina.

Ex frazione Mezzi Po[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Mezzi Po.

La frazione ha fatto parte del comune di Gassino fino al 1957, anno in cui l'allora Presidente della Repubblica Giovanni Gronchi concesse a Settimo Torinese il titolo di città, assegnandole in aggiunta al suo territorio anche la frazione di Mezzi Po, dando così riscontro alla pressante richiesta dei mezzesi, che da tempo lamentavano la scomodità per la mancanza di collegamenti diretti con il comune di Gassino Torinese, perché solo di recente è stato realizzato un nuovo ponte che prende il nome di Ponte Gassino, lungo più di 1 Km (1112 metri per l'esattezza), inaugurato il 20 febbraio 2010, quest'opera consente un collegamento diretto e veloce non solo tra le due frazioni, ma anche con i comuni di Brandizzo e Volpiano, con la possibilità di accedere comodamente all'Autostrada A4.

Località e Borghi[modifica | modifica wikitesto]

Nel comune di Gassino Torinese, oltre alle alle due frazioni maggiori, sono conosciute anche le località Variglia che dista circa 1,4 km dal centro, Collina Serra a 4,7 km, La Rezza di Bardassano a 4 km, Case Sparse a 1,2 km, Pedaggio a 3,5 km, Ternenga a 1,9 km, Ranch a 2 Km ed infine la località Borgo Nuovo, sorta negli ultimi anni e situata a 1,7 km.

Itinerari[modifica | modifica wikitesto]

Via Francigena[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Via Francigena.

Da Gassino passa il percorso storico della Via Francigena, ramo del Moncenisio e del Monginevro, che da qui si dirige verso San Raffaele Cimena e successivamente verso Chivasso.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

SINDACI DEL COMUNE DI GASSINO TORINESE 1928/45 PODESTA THAON DI REVEL 1946/48 PIERINO ANSELMO 1948/52 ERMENEGILDO SAROGLIA 1952/54 GIACOMO CALCAGNO 1954/55 ARMANDO GOBETTO 1955/61 MARIO MARINONE 1961/64 VIRGILIO SALIN 1964/68 FRANCESCO GOLZIO 1968/70 FELICE CONRADO 1970/73 NICOLA PASQUERO 1973/75 PIERINO VIORA 1975/88 NICOLA PASQUERO 1988/80 ROBERTO AGOSTINI CROCE 1989/91 GIANCARLO ONESTI 1991/95 PIERINO VIORA 1995/99 MARIO GOBETTO 1999/09 MARIA CARLA VARETTO 2009/14 SERGIO ARGENTERO 2014/ PAOLO CUGINI

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Bilancio demografico anno 2022 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ (EN) Fabio Romanoni, Gli obblighi militari nel marchesato di Monferrato ai tempi di Teodoro II, in Bollettino Storico- Bibliografico Subalpino. URL consultato il 30 giugno 2020.
  5. ^ Gassino, decreto 1933-03-12 DCG, riconoscimento di stemma, su dati.acs.beniculturali.it. URL consultato il 25 dicembre 2021.
  6. ^ Guida alle Biblioteche dell'Area Metropolitana Torinese, Regione Piemonte.
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Amore Giuseppe, Storia dalle origini ad oggi dei comuni di Gassino Torinese, Bardassano, Bussolino Gassinese, Castiglione Torinese, Cinzano, Rivalba, San Raffaele Cimena, Sciolze, Gassino Torinese, Giuseppe Amore, 1977.
  • Bosco Carlo, Anche a Gassino sventolava il Tricolore (1848-1918). Cronaca e storia in Gassino e dintorni negli anni del Risorgimento Italiano, Torino, Scaravaglio, 2012.
  • Nova Ecclesia Sancti Petri et Pauli (1756-1759). Un'idea per la ricostruzione della Chiesa Parrocchiale di Gassino ritrovate tra le carte dell'Archivio Storico Comunale, a cura di Carlo Bosco, Gassino Torinese, Comitato per la promozione e la divulgazione di cultura e tradizioni di Gassino e del suo territorio, (2013).
  • Donne e Uomini della resistenza : Libero Tubino. A.N.P.I. (2010).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Gassino Torinese Rete Civica di Gassino Torinese
  • GassinoWeb, su gassinoweb.it:80 (archiviato dall'url originale il 1º giugno 2016).
  • Informazioni turistiche, su lacabalesta.it. URL consultato il 2 novembre 2007 (archiviato dall'url originale il 6 novembre 2007).
Controllo di autoritàVIAF (EN236155372 · GND (DE7627057-9
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