Suolo

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Profilo di suolo A, B, and C rappresentano tre orizzonti riconoscibili nella sezione di un suolo secondo la notazione creata da Vasily Dokuchaev, il fondatore della pedologia; A è il topsoil; B è regolito; C è il saprolite, il livello sottostante rappresenta la roccia non ancora degradata (bedrock)

Il suolo è lo strato superficiale che ricopre la crosta terrestre, derivante dall'alterazione di un substrato roccioso, chiamato roccia madre, per azione chimica, fisica e biologica esercitata da tutti gli agenti superficiali e dagli organismi presenti su di esso. Il suolo può comprendere sia sedimenti sia regolite. È chiamato anche pedosfera (dal greco πέδον, pedon, suolo, terra e sfera) quando considerato parte della geosfera[1].

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Il suolo è composto da una parte solida (componente organica e componente minerale o inorganica), una parte liquida e da una parte gassosa.

Durante la sua evoluzione, il suolo differenzia lungo il suo profilo (l'insieme degli strati che formano il profilo) una serie di orizzonti. I più comuni orizzonti identificabili, ad esempio, sono un orizzonte superficiale organico (sovrastato talvolta da uno strato di lettiera indecomposta), in cui il contenuto di sostanza organica insieme alle particelle minerali raggiunge una percentuale notevole (es: 5%-10%), un sottostante orizzonte di eluviazione, in cui il processo di percolazione delle acque meteoriche ha eluviato una parte delle particelle minerali fini lasciando come prevalente la componente limosa o sabbiosa, e al fondo l'orizzonte di illuviazione corrispondente, dove le suddette particelle fini (argillose) si sono accumulate.

I processi che originano un suolo sono comunque disparati, ed è possibile una caratterizzazione dei suoli in stretta correlazione ai regimi climatici. Questa non è comunque l'unico tipo di classificazione operabile.

La pedologia è la scienza che studia la composizione, la genesi e le modificazioni del suolo dovute sia ai fattori biotici che abiotici. La chimica del suolo è invece la disciplina che si occupa dello studio e caratterizzazione chimica e chimico-fisica del suolo.

All'interno di un suolo, in funzione delle rocce da cui si origina e del clima dell'area, sono distinguibili dei livelli, indicati come orizzonti pedologici, in cui ciascuno è uno strato ben identificabile distinguibile dagli altri sopra- e sottostanti. Vasily Dokuchaev, il primo a fornire una analisi della natura dei suoli distinse tre orizzonti, e il substrato roccioso:

  • l'orizzonte A, presente sotto la lettiera, è scuro per via della presenza di composti organici decomposti, che formano l'humus. Dentro questo orizzonte sono numerosi i piccoli animali e le radici delle piante. Proprio perché è presente sotto la lettiera, quando non è presente un orizzonte O, l'orizzonte A si trova a contatto con l'atmosfera. Può manifestare turbazioni di origine antropica;
  • l'orizzonte B, dove sono presenti le radici più profonde e vengono effettuate le lavorazioni per far divenire il terreno adatto all'agricoltura; solitamente si trova al disotto di un orizzonte A, ma non sempre. Tutti gli orizzonti B sono, o erano in origine, orizzonti del sottosuolo e sono orizzonti minerali differenziati da diversi processi pedogenetici (come per esempio l'illuviazione, che consiste nel trasporto di materia dall'alto);
  • l'orizzonte C, costituito da sabbia, ghiaia e sassi. La sua composizione determina le caratteristiche rispetto all'acqua. Gli orizzonti C sono orizzonti debolmente alterati da processi pedogenetici e sono orizzonti quasi totalmente minerali, per questo, non sono visibili i segni dell'alterazione biologica da parte di microrganismi;
  • l'orizzonte R, lo strato più profondo, composto da roccia madre, viene anche chiamato substrato roccioso.[2]

Classificazioni più moderne possono distinguere ulteriori orizzonti [3], la FAO nel 2014 ha proposto come riferimento:

  • O orizzonti organici che diventano L, F o H a seconda del grado di decomposizione della sostanza organica,
  • A orizzonti evolutisi dalla superficie e composti sia da frazione minerale che organica,
  • E orizzonti che hanno subito eluviazione (perdita di minerali per traslocazione verso il basso),
  • B orizzonti minerali, differenziatisi attraverso processi pedogenetici,
  • C orizzonti minerali debolmente alterati in cui mancano i segni dell'alterazione biologica,
  • R roccia madre situata alla base del suolo,
  • M orizzonti sub-superficiali che limitano lo sviluppo radicale composti unicamente da materiali antropogenici.[4]

Esistono anche orizzonti che manifestano simultaneamente caratteristiche di due orizzonti, chiamati orizzonti di transizione e indicati con le due lettere, es. AB, AC, BC.

Altre classificazioni e suddivisioni più complesse si sono succedute nel tempo Tra le cause del progressivo degrado ci sono pratiche agricole che facilitano del suolo con acqua e vento, perdita di materiale organico, salinizzazione, compattazione del terreno e inquinamento del suolo. Tra le aree più colpite ci sono vaste zone di: America, Europa Meridionale, Nord Africa e Corno d'Africa.

La degradazione dei suoli[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Degradazione del suolo.

Con il termine di degradazione dei suoli si intendono dei processi degenerativi che si traducono nella scomparsa di un suolo o nella perdita della sua capacità di fungere da substrato per le comunità biologiche che normalmente vi si sviluppano. La degradazione dei suoli è generalmente accostata a errati utilizzi da parte dell'uomo; tuttavia, esistono dei casi di degradazione del suolo anche in condizioni perfettamente naturali.

Le modalità di degradazione dei suoli possono ricondursi a varie tipologie, tra cui le più importanti sono:

Il suolo può essere degradato anche dalla pioggia che porta via tutti i nutrienti che il suolo necessita per poter essere fertile (lisciviazione), gli alberi quindi non possono crescere e può prodursi una deforestazione che a sua volta potrà portare ad una desertificazione.

Il degrado del suolo costa almeno 80 euro ogni anno a ciascun abitante dell'Unione Europea. La stessa Unione Europea nella relazione del 13.02.2012 al Parlamento Europeo [1] illustra le allarmanti tendenze di degradazione del suolo in Europa.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Elissa Levine (NASA's Goddard Space Flight Center), The Pedoshphere As A Hub, soil.gsfc.nasa.gov. URL consultato l'11 novembre 2009.
  2. ^ Rossana Zanoli, Lorenza Pini, Paolo Veronesi, Scopriamo la natura, Bologna, Zanichelli, 2012.
  3. ^ IUSS Working Group WRB, World Reference Base for Soil Resources (PDF), Roma, FAO, 2014.
  4. ^ Schoeneberger, P.J., D.A. Wysocki, E.C. Benham, and Soil Survey Staff, Field Book for Describing and Sampling Soils, Lincoln NE U.S.A., Natural Resources Conservation Service, National Soil Survey Center, 2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Conway Gordon, The doubly green revolution, Penguin books, Harmondsworth 1997
  • Dale Tom, Carter Vernon G., Topsoil and civilisation, University of Oklahoma, Oklahoma City 1974
  • Eckholm Erick P., Losing Ground, Norton & C., New York 1976
  • Pereira H. Charles, Land Use and Water Resources in Temperate and Tropical Climates, Cambridge University Press, Cambridge 1973
  • Henin Stephane, Monnier Geneviève, Gras Raymond, Le profil cultural: l'etat phisique du sol et ses consequences agronomiques, Masson, Paris 1969
  • Lenglen Maurice, L'evolution de la pratique et de la théorie de l'emploie des engrais à travers les âges in Chimie et industrie, 13 artt., Paris, août 1931 - avril 1934
  • Russell E. W., Soil conditions and plant growth, Longman, London 1973
  • Lennard Reginald, The alleged exhaustion of the soil in medieval England, in Economic Journal, XXXII, 1922
  • Saltini Antonio, Due scienziati romantici fondano le scienze del suolo. I -In troika nella steppa alla scoperta del processo della pedogenesi, in Rivista di storia dell'agricoltura, XXXVI, n. 2, dic., Firenze 1996
  • idem, Ibidem. II- In ogni grammo di terra milioni di microbi trasformano elementi minerali e materia organica, in Rivista di storia dell'agricoltura, XXXVII, n. 1, giu. 1997
  • Saltini Antonio, Farini Anna, Bilancio di lungo periodo della sostanza organica in terreni basso-padani di bonifica, in Rivista di agronomia, VII, n° 2-3, giu-sett. 1973, pp. 53–62
  • Usher Abbott P., Soil fertility, soil exhaustion and their historical significance, in The Quarterly Journal of Economics, XXXVII, Cambridge, Mass. may 1923

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