Arignano

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Arignano
comune
Arignano – Stemma Arignano – Bandiera
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Domenica Barisano (lista civica) dal 26/05/2014
Territorio
Coordinate 45°03′00″N 7°54′00″E / 45.05°N 7.9°E45.05; 7.9 (Arignano)Coordinate: 45°03′00″N 7°54′00″E / 45.05°N 7.9°E45.05; 7.9 (Arignano)
Altitudine 321 m s.l.m.
Superficie 8,17 km²
Abitanti 1 057[1] (31-12-2010)
Densità 129,38 ab./km²
Frazioni Moano, Oriassolo, Tetti Chiaffredo, Tetti Gianchino
Comuni confinanti Andezeno, Chieri, Marentino, Mombello di Torino, Moncucco Torinese (AT), Riva presso Chieri
Altre informazioni
Cod. postale 10020
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001012
Cod. catastale A405
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 835 GG[2]
Nome abitanti arignanesi
Patrono san Remigio
Giorno festivo terza domenica di settembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Arignano
Arignano
Localizzazione del Comune di Arignano nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Arignano nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Arignano[3] (Argnan in piemontese) è un comune italiano di 1057 abitanti della provincia di Torino, in Piemonte, che dista circa 23 chilometri ad est dal suo capoluogo.
Situato su di una collina a nord-ovest del Monferrato e a nord-est della città di Chieri, è attraversato dal torrente Levanetto.

La storia[modifica | modifica wikitesto]

Il toponimo deriva molto probabilmente dal suffisso -anus appartenente ad un gentilizio romano: Arenius, Arinius o Alenius.

Le sue origini sono certificate da due diplomi imperiali firmati da Ottone III e da Arrigo I, datati intorno all'anno 1000, a favore del vescovo di Torino, Amizone.
Dal XIII fino al XVIII secolo fu feudo della città di Chieri e vennero coinvolte diverse famiglie tra le quali i Costa della Trinità, ultimi feudatari. Fu anche feudo dei Garibaldi, dei Costa e dei Polonghera.

I monumenti[modifica | modifica wikitesto]

I monumenti più importanti sono la rocca e il castello.

La rocca[modifica | modifica wikitesto]

La rocca, o Rocca di Arignano, è per la prima volta citata nell'anno 1047 in un diploma dell'imperatore Enrico III a favore del Capitolo di San Salvatore di Torino. Non è comunque l'attuale castello, la cui costruzione, sulle rovine del precedente, è da attribuirsi alla fine del XIII secolo in concomitanza della più imponente ristrutturazione del territorio chierese avvenuta alla fine della guerra tra il potentissimo marchese Guglielmo VII del Monferrato e la confederazione dei comuni, tra i quali Chieri e Asti, appoggiati da Amedeo V di Savoia.

Del complesso iniziale formato da un basso muro di protezione, un palazzo di abitazione e un mastio quadrato, perno per la difesa, sono tuttora visibili una parte del mastio e poco altro.

Il castello superiore fu danneggiato pesantemente nel XIV secolo dalle milizie di ventura di Facino Cane; venne poi ristrutturato e ampliato nel secolo successivo, ma ne fu modificato l'impianto difensivo precedente.
Il palazzo venne circondato da cortine rafforzate su tre angoli da torri quadrate, divenendo il centro del complesso architettonico. Solo una di queste torri è sopravvissuta alle inclemenze del tempo.
Oltre all'evoluzione dell'arte della guerra, che -grazie all'utilizzo delle bocche da fuoco- fece decadere il castello, al suo scadimento contribuì la costruzione nel XVIII secolo di una villa dei Costa della Trinità, ricca di affreschi a grottesche, scene classiche e paesaggi, molto apprezzata per gli stucchi che adornavano i soffitti di alcune sale.

Nelle vicinanze della villa sorgono due edifici, costruiti in stile neogotico, un tempo adibiti a scuderie e depositi della carrozze. Nonostante tale funzione, sono di gradevole aspetto, anche se degradati, e possono essere inseriti nell'ambito dell'architettura piemontese neogotica del periodo di Carlo Alberto.

Il castello inferiore[modifica | modifica wikitesto]

Era originariamente una casaforte a pianta quadrata con quattro torrette cilindriche e un dolce cortile ad arcate. Venne edificato verso la metà del XV secolo dai Costa di Arignano nel momento in cui la vecchia rocca perse il suo ruolo strategico. Dopo circa un secolo il castello iniziò a decadere e venne trasformato in un cascinale. Attualmente un restauro accurato ha riportato l'edificio all'antico splendore ed è ora circondato da un parco.

La parrocchia[modifica | modifica wikitesto]

L'antico mastio si affaccia sulla piazza della Parrocchiale dell'Assunzione di Maria Vergine, patrona del paese assieme al vescovo San Remigio. La chiesa, in stile barocco, è ad una navata con due cappelle laterali; fu edificata nel 1781 dai Conti della Trinità al posto di una più antica, risalente al XV secolo.

La leggenda[modifica | modifica wikitesto]

Una leggenda narra che il paese sia stato misteriosamente risparmiato dall'epidemia di peste che nel 1630 colpì la vicina città di Chieri e diverse regioni italiane.

Il Lago di Arignano[modifica | modifica wikitesto]

L'isoletta al centro del lago.
Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Lago di Arignano.

Fu il conte Paolo Remigio Costa e della Trinità a realizzare questo vasto bacino irriguo, che è anche il più grande specchio d'acqua di tutta la Collina Torinese. La funzione odierna del lago di Arignano non è né di natura turistica, in quanto non è raggiungibile tramite strada asfaltata ed è vietata la balneazione, né costituisce una riserva di pesca, dato che non si è ancora provveduto a nessun ripopolamento. Essendo l'invaso attualmente studiato per essere un'oasi naturalistica, oltre che all'occorrenza cassa di laminazione delle piene che possono interessare il torrente Banna posto più a valle[4], è quindi vietato qualsiasi prelievo idrico a scopo irriguo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF) in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Pronuncia /ariɲˈɲano/. Bruno Migliorini et al., Scheda sul lemma "Arignano" in Dizionario italiano multimediale e multilingue d'ortografia e di pronunzia, Rai Eri, 2007, ISBN 978-88-397-1478-7.
  4. ^ bisettimanale Corriere di Chieri del 12/02/2010, p.33
  5. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Il Piemonte paese per paese - Ed. Bonechi - 1993

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