Grosso (Italia)

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Grosso
comune
Grosso – Stemma
Grosso – Veduta
Palazzo Armano
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitana Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Lorenzo Spingore (lista civica Rinnovamento Grossese) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°16′N 7°34′E / 45.266667°N 7.566667°E45.266667; 7.566667 (Grosso)Coordinate: 45°16′N 7°34′E / 45.266667°N 7.566667°E45.266667; 7.566667 (Grosso)
Altitudine 394 m s.l.m.
Superficie 4,33 km²
Abitanti 1 055[1] (31-12-2010)
Densità 243,65 ab./km²
Frazioni Case Maciurlat, Vauda, Vigna
Comuni confinanti Corio, Mathi, Nole, Villanova Canavese
Altre informazioni
Cod. postale 10070
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001119
Cod. catastale E203
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 945 GG[2]
Nome abitanti grossesi
Patrono San Lorenzo martire, Santo Stefano, san Giuseppe
Giorno festivo 19 marzo
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Grosso
Grosso
Grosso – Mappa
Localizzazione del comune di Grosso nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Grosso (Gròs in piemontese) è un comune italiano di 1.060 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale

La fondazione di Grosso si colloca nel tardo medioevo, probabilmente sul finire del XII secolo: il primo documento storico che nomina la parrocchia di Grosso è del 1209. Sui territori paludosi della sponda sinistra della Stura di Lanzo vennero edificati quattro ricetti: Nole, Villanova, Liràmo e Grosso. Il ricetto è struttura difensiva medievale tipica della parte orientale del Piemonte.

I feudi delle terre che, dopo una bonifica dovuta a naturali cambiamenti climatici, divennero molto fertili furono affidati a vassalli imparentati con la schiatta dei marchesi del Monferrato. È probabile che non solo i signori, ma anche i primi coloni provenissero dal basso Monferrato o dal Vercellese, stanti alcune peculiari caratteristiche del dialetto. Insieme col ricetto, venne edificata una casa padronale, impropriamente chiamata "castello": di ambedue le costruzioni, rimangono alcuni tratti della cinta muraria originale. Della stessa epoca è anche la fondazione della Chiesa parrocchiale, dedicata a San Lorenzo: nonostante numerosi rimaneggiamenti e ampliamenti - a partire dal 1719 - che ne hanno resa poco leggibile la struttura e la storia, la navata centrale è ancora quella della sua fondazione duecentesca. Dopo l'incendio (1326) del ricetto di Liràmo, alla parrocchia di Grosso furono assegnate anche quelle terre: da quel giorno, la Chiesa parrocchiale è intitolata ai santi Lorenzo e Stefano (Stefano era il patrono di Liràmo).

Nel territorio di Grosso insiste anche un'altra chiesetta, di almeno cent'anni precedente alla parrocchiale: è la chiesa di San Ferreolo, di fondazione benedettina. Essa fa parte di una sorta di camminamento prolungato dall'abbazia di San Mauro (alle foci della Stura di Lanzo) lungo il contrafforte dell'altipiano delle Vaude fino all'imbocco delle valli di Lanzo, ai margini dunque della pianura fluviale della Stura: questo cammino in terre semipaludose consentiva ai monaci benedettini sanmauresi di recarsi nelle valli, per evangelizzare le indigene popolazioni celtiche. In San Ferreolo (l'intitolazione al santo francese è trecentesca) sono stati rinvenuti negli anni '70 pregevolissimi affreschi che gli studiosi hanno fatto risalire alla scuola svizzera di Reichenau.

Verso la metà del XVII secolo, la signoria di Grosso viene acquisita dal conte Francesco Armano (o Armani), medico ciriacese d'origine umbra, il quale fa radere al suolo l'antico "castello", conservando tuttavia la cappella gentilizia presso la quale sostò, durante almeno una delle sue due traslazioni cinquecentesche da Chambéry a Torino, Sacra Sindone (alla quale la cappella è dedicata). In luogo dell'antica costruzione, l'Armano fa edificare una tipica dimora seicentesca, luogo di soggiorno e di delizie, memore forse di qualche ricordo mantovano che lo porta a far affrescare finanche una Sala delle Muse, destinata a performance liriche e musicali che probabilmente mai avvennero. Ad affrescare riccamente le sale di palazzo Armano, che domina la piazza principale, intervennero i Maestri Campionesi: rarissima testimonianza nel Piemonte occidentale della loro opera. Il palazzo Armano è di proprietà privata; dopo decenni d'incuria, è stato recentemente restaurato.

L'economia del paese, che fino alla metà del XIX secolo era stata prettamente agricola, conosce proprio in quegli anni una svolta determinante. Vuole la leggenda che sia stato il parroco dell'epoca, don Pietro Mellica, ad insegnare ai grossesi l'arte della fabbricazione di seggiole e tavoli. A tutt'oggi, l'economia di Grosso si regge su quel tipo di artigianato, contando numerose botteghe a conduzione familiare di lavorazione del legno. Quest'attività ha raggiunto il suo culmine tra gli anni '50 e '60 del '900, portando il piccolo comune a raggiungere una fama nazionale. Su questa radice artigianale si innerva l'inizio dell'attività della Gufram, azienda che a partire dagli anni '60 ha significativamente inciso nella storia del design internazionale proprio nella produzione di divani, poltrone, sedie ed altri oggetti d'arredamento.[3][4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Carlo Giachetti lista civica Sindaco
2009 2014 Lorenzo Spingore lista civica Sindaco
2014 in carica Lorenzo Spingore lista civica Rinnovamento Grossese[6] Sindaco II mandato

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ A. Cavallari Murat, Lungo la stura di Lanzo, Torino, 1973
  4. ^ Atlante cartografico dell'artigianato, vol. 1, Roma, A.C.I., 1985, p. 8.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ Comune di Grosso, La Repubblica; risultati on-line su www.repubblica.it (consultato nel giugno 2014)

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN237025304
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