San Giorio di Susa

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San Giorio di Susa
comune
San Giorio di Susa – Stemma San Giorio di Susa – Bandiera
San Giorio di Susa – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitana Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Danilo Bar (lista civica) dall'08/06/2009
Territorio
Coordinate 45°08′N 7°10′E / 45.133333°N 7.166667°E45.133333; 7.166667 (San Giorio di Susa)Coordinate: 45°08′N 7°10′E / 45.133333°N 7.166667°E45.133333; 7.166667 (San Giorio di Susa)
Altitudine 420 (min 306 - max 2,801) m s.l.m.
Superficie 19,74 km²
Abitanti 1 046[1] (30-09-2011)
Densità 52,99 ab./km²
Frazioni Adret, Airassa, Arbrun, Balma, Bonetti, Bonino, Città, Cortavetto (Travers d'Aval), Durand, Garda, Garino, Grangia, Malpasso, Martinetti, Quana, Passet, Pian Vernetto, Borgata Pognant (San Giorio di Susa), Pois, Ravoira, Re, Travers d'Amoun, Viglietti, Grange Volpiera.
Comuni confinanti Bruzolo, Bussoleno, Chianocco, Coazze, Roure, San Didero, Villar Focchiardo
Altre informazioni
Cod. postale 10050
Prefisso 0122
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001245
Cod. catastale H900
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 984 GG[2]
Nome abitanti sangioriesi
Patrono san Giorgio
Giorno festivo 23 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
San Giorio di Susa
San Giorio di Susa
San Giorio di Susa – Mappa
Localizzazione del comune di San Giorio di Susa nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale
La "Soppressione del feudatario", rappresentata in occasione della festa patronale di San Giorgio sul lato ovest del Castello

San Giorio di Susa (San Gieuri in piemontese, San Gœri in francoprovenzale, Saint-Joire in francese) è un comune italiano di 1.046 abitanti della città metropolitana di Torino, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Si trova interamente in Val di Susa. Il suo territorio, che si estende dai 420 metri del fondovalle fino a toccare i 2801 metri della Punta Cristalliera, al fondo del Vallone del Gravio, comprende 27 borgate alpine, di cui 9 abitate stabilmente, che si sviluppano con strade, viottoli, cave di gneiss e piloni, recentemente restaurati, sulla montagna ricca di boschi e castagni. Gran parte del territorio comunale oltre la quota di 1250 metri fa parte del Parco naturale regionale dell'Orsiera Rocciavrè: Adrit e Travè d'Amoun sono le località di partenza per le escursioni in direzione delle cime Rocciavrè, Cristalliera e Villano.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del mollare del castello di San Giorio da nordovest

Un documento del 20 febbraio 1226 conservato presso l'Archivio di Stato di Torino, vergato di fronte alla chiesa, ove gli uomini di San Giorio sono riuniti in consiglio, dal Conte Tommaso I di Savoia con testimoni alcuni nobili locali tra cui Beltramino Bertrandi, annuncia la fondazione di una villanova sul Mollare dove si trova la chiesa di San Giorio[3]. Secondo lo storico Patria, probabilmente intorno al 1000 l'insediamento era infratti frammentato e la chiesa isolata, ma il paese precedentemente legato a un "fondus Bassianus" inizia ad acquistare una sua identità[4]. La parte più antica e caratteristica del paese si raccoglie attorno al Castello, antica fortificazione del XIII secolo che domina la Bassa Valle di Susa dall'alto di uno dei caratteristici moulé (mollari) che dominano la piana sangioriese. Distrutto nel 1691 dal generale francese Catinat, venne restaurato negli anni settanta ed è tuttora abitato. Molti i beni artistici di notevole pregio: la Chiesa Parrocchiale di San Giorgio Martire, ricostruita nel 1937, conserva ancora l'originale campanile in stile romanico; la Casa Forte fortificata dalle caratteristiche merlature a coda di rondine, appartenente alla parrocchia. È soprattutto la Cappella del Conte il fiore all'occhiello del paese: i mirabili e coloratissimi affreschi di mano franco-piemontese risalgono al 1328 e sono il motivo della fondazione a San Giorio di una delle sedi distaccate del Sistema museale diocesano d'arte sacra.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Soppressione del feudatario[modifica | modifica wikitesto]

San Giorio di Susa è teatro di uno dei momenti più suggestivi e particolari dell'intero folklore valsusino: la "soppressione del feudatario", rievocazione storico leggendaria, che si svolge presso l'antico castello nella domenica più vicina al 23 aprile, festa del santo patrono San Giorgio. Un centinaio di personaggi in costume medioevale rivive, con canti e balli originali della tradizione locale, la leggenda del popolo contadino che, vessato da un signorotto locale della famiglia Bertrandi, si ribella al tentativo di far valere lo "ius primae noctis" su una giovane sposa.

I testi della rievocazione storica furono scritti da Don Attilio Bar (1895-1950) Parroco di San Giorio di Susa, mentre le musiche da Luigi "Viginet" Pognant Gros (1871-1937) Maestro del Coro Liturgico di San Giorio.

Danza degli Spadonari[modifica | modifica wikitesto]

Nella tradizione locale spiccano gli Spadonari e la loro Danza delle Spade, cioè i Sabru, di antichissima ed incerta origine, gli originali vestiti riccamente decorati ed i cappelli adornati di fiori a testimonianza degli antichi riti propiziatori legati alla primavera ed alla fertilità dei campi.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

San Giorio di Susa ha un forte passato medioevale. Il paese era infatti un punto tappa fondamentale lungo l'itinerario della Via Francigena che passava per la Valle di Susa, ruolo che venne sancito anche da Casa Savoia con l'affidamento del feudo alla famiglia Bertrandi. Oggi sopravvivono di quel glorioso passato alcune vestigia molto importanti. Innanzitutto, il Castello sulla collina (localmente un tempo definita "mollare") i cui resti imponenti costituiscono solo una parte di un più ampio complesso ormai perduto, a causa delle distruzioni del Catinat e di successivi crolli, fino ai restauri del Novecento. Altro monumento molto importante, conservatosi quasi integralmente, è la Casaforte di proprietà della parrocchia di San Giorio di Susa, posta sempre sulla collina a un livello intermedio ed alle spalle della chiesa parrocchiale. Il gioiello del paese è tuttavia la Cappella detta del Conte, posta di fronte alla Chiesa parrocchiale e che conserva all'interno pregevoli affreschi trecenteschi, riscoperti in modo fortuito negli anni '70 del '900 e successivamente oggetti di campagne di restauro. In Borgata Pognant (San Giorio di Susa) si trova la Cappella di Maria Ausiliatrice già citata in un documento del 1643.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati ISTAT al 31 dicembre 2009 la popolazione straniera residente era di 89 persone. Le nazionalità maggiormente rappresentate in base alla loro percentuale sul totale della popolazione residente erano:

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2004 2009 Luigi Richard Garnero lista civica sindaco
2009 in carica Danilo Bar lista civica sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

San Giorio fa parte della comunità montana Valle Susa e Val Sangone, oltre che del parco naturale Orsiera - Rocciavrè.

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Gallery delle immagini del paese. Altre immagini sono presenti nelle Gallery del castello di San Giorio di Susa e della Casaforte di San Giorio di Susa

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 settembre 2011.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Luca Patria, Caseforti e casetorri tra Savoia, Piemonte e Delfinato: considerazioni sul patrimonio fortificato delle Alpi Cozie in AAVV, Caseforti, torri e motte in Piemonte : (secoli 12.-16.) : omaggio a Lorenzo Bertano nel centenario della morte (1904-2004) : atti del convegno di Cherasco, 25 settembre 2004. - Cuneo: Società per gli studi storici, archeologici ed artistici della provincia di Cuneo, 2005, pagg. 79-80
  4. ^ Luca Patria, Dai moenia vetera ai novi forti: la difesa di Susa fra tardo medioevo ed età moderna, nota 32 a pag. 251, in Liliana Mercando (a cura di) La Porta del Paradiso: un restauro a Susa, Stamperia artistica nazionale, Trofarello 1993 [1]
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Luca Patria, Dai moenia vetera ai novi forti: la difesa di Susa fra tardo medioevo ed età moderna, in Liliana Mercando (a cura di) La Porta del Paradiso: un restauro a Susa, Stamperia artistica nazionale, Trofarello 1993 disponibile online: [2]
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di arte religiosa alpina, Valle di Susa, Borgone Susa 2009
  • Progetto Tesori d'Arte e Cultura alpina, Itinerari di Cultura e Natura alpina Valle di Susa, Borgone Susa 2010

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN246326889
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