Lemie

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Lemie
comune
Lemie – Stemma Lemie – Bandiera
Lemie – Veduta
Il paese visto dalla cima Montù
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Città metropolitana di Torino
Amministrazione
Sindaco Giacomo Lisa (lista civica) dal 30-3-2010
Territorio
Coordinate 45°14′N 7°18′E / 45.233333°N 7.3°E45.233333; 7.3 (Lemie)Coordinate: 45°14′N 7°18′E / 45.233333°N 7.3°E45.233333; 7.3 (Lemie)
Altitudine 960 (min 834 - max 2,920) m s.l.m.
Superficie 45,68 km²
Abitanti 177[1] (31-12-2014)
Densità 3,87 ab./km²
Frazioni Chiampetto, Chiandusseglio, Chiot, Forno, Pian Saletta, Saletta, Villa di Lemie, Villaretti
Comuni confinanti Ala di Stura, Balme, Condove, Mezzenile, Usseglio, Viù
Altre informazioni
Cod. postale 10070
Prefisso 0123
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001131
Cod. catastale E520
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 3 789 GG[2]
Nome abitanti lemiesi
Patrono san Michele
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Lemie
Lemie
Lemie – Mappa
Localizzazione del comune di Lemie nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Lemie (Lemie in piemontese, Leimia in francoprovenzale) è un comune italiano di 177 abitanti della città metropolitana di Torino (ex provincia di Torino), in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai caduti
Il campanile

Lemie si trova nelle Valli di Lanzo (più precisamente tra la Viù e la Vallorsera), in sinistra idrografica del torrente Stura di Viù, a nord-ovest del capoluogo piemontese.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome del paese deriverebbe, secondo alcuni, dal latino "Lemiae" (streghe) oppure, secondo altri studiosi, dal termine "limina" (confine) [3]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Lemie fu un feudo dell'arcidiocesi di Torino fino all'XI secolo e divenne in seguito parte dei domini dei Visconti di Baratonia. Nel territorio comunale a partire dal XIV secolo vennero aperte alcune miniere di ferro e rame; i minerali contenenti i metalli venivano fatti fondere in frazione Forno. L'attività metallurgica attirò in zona l'immigrazione di manodopera specializzata proveniente dal Bergamasco e dalla Valsesia. Nell'agosto 1465 una alluvione devastò completamente il paese, ricostruito con fatica negli anni successivi [4]

Emblema civico[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune era privo di emblemi e solo di recente, con DPR del 12 settembre 2005, è stato autorizzato ad utilizzate lo scudo di una antica e nobile famiglia che viveva nel territorio comunale con la seguente descrizione araldica: "Troncato: il primo, di azzurro, all'aquila d'oro, con il volo abbassato, allumata e linguata di rosso, sostenuta dalla linea di partizione; il secondo, scaccato di azzurro e d'oro, di ventiquattro pezzi e di quattro tiri. Ornamenti esteriori da Comune"

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale San Michele Arcangelo: in origine era una chiesa in stile gotico, in luogo della quale fu ricostruita tra il 1689 e il 1701 l'attuale parrocchiale barocca. Il campanile risale invece al 1808.[5]
  • Santuario della Madonna degli Olmetti: il santuario, dedicato alla natività di Maria, risale al 1721 nel luogo dove era collocato un pilone votivo dedicato ad una guarigione miracolosa. L'attuale denominazione è dovuta ad un boschetto di olmi situato poco lontano.[5]
  • In frazione Forno esiste un ponte ad arco in pietra sulla Stura, risalente al 1477, con edicola centrale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

In 150 anni il paese si è spopolato in maniera enorme, raggiungendo purtroppo un dodicesimo dei suoi abitanti originari.

Abitanti censiti[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2005 2010 Giuseppe Davy lista civica sindaco
2010 in carica Giacomo Lisa lista civica sindaco

Altre informazioni amministrative[modifica | modifica wikitesto]

Il comune fa parte dell'Unione dei Comuni montani delle Alpi Graie assieme ai comuni di Viù, Usseglio (posti in Val di Viù), Groscavallo (in Val Grande di Lanzo) e Rubiana (in Val di Susa), separandosi così dagli altri comuni delle Valli di Lanzo che fino al 2014, costituivano la dissolta Comunità montana Valli di Lanzo, Ceronda e Casternone.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2014.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il Piemonte paese per paese - Bonechi Editore - Firenze -2002 -
  4. ^ Il Piemonte paese per paese; Bonechi Editore - Firenze -2002 -
  5. ^ a b Da vedere, pagina sul sito istituzionale www.comunelemie.it (consultato nel marzo 2013)
  6. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

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