Feletto

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Feletto
comune
Feletto – Stemma
Feletto – Veduta
Dati amministrativi
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Provincia di Torino-Stemma.svg Torino
Sindaco Giovanni Audo Giannotti (lista civica) dal 16/05/2011
Territorio
Coordinate 45°18′00″N 7°45′00″E / 45.3°N 7.75°E45.3; 7.75 (Feletto)Coordinate: 45°18′00″N 7°45′00″E / 45.3°N 7.75°E45.3; 7.75 (Feletto)
Altitudine 275 m s.l.m.
Superficie 7,97 km²
Abitanti 2 410[1] (31-12-2010)
Densità 302,38 ab./km²
Comuni confinanti Bosconero, Lusigliè, Rivarolo Canavese, San Giorgio Canavese, San Giusto Canavese
Altre informazioni
Cod. postale 10080
Prefisso 0124
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001102
Cod. catastale D524
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 662 GG[2]
Nome abitanti felettesi
Patrono San Vittorio martire
Localizzazione
Mappa di localizzazione: Italia
Feletto
Localizzazione del Comune di Feletto nella Provincia di Torino.
Localizzazione del Comune di Feletto nella Provincia di Torino.
Sito istituzionale

Feletto (Flèt in piemontese) è un comune di 2.383 abitanti della provincia di Torino.

Geografia[modifica | modifica sorgente]

Feletto si trova interamente nella pianura alluvionale del torrente Orco. All'interno del suo territorio racchiude una serie di canaletti irrigui alimentati sempre dall'Orco. Il centro abitato è servito dalla ex-statale 460 di Ceresole Reale e dalla Ferrovia Canavesana, che collega il paese a Torino. Il nucleo centrale urbano mantiene un'impronta tipica del borgo antico. Nella parte meridionale del territorio vi è un terreno argilloso, che in passato fu sfruttato per la produzione di mattoni, ora adibito alla coltivazione di cereali. Mentre la parte inferiore del territorio, anch'esso adibito a coltivazione cerealicola, ma con terreno di natura sabbiosa. La parte più vicina al torrente è ricoperta da una vasta e varia vegetazione, soprattutto pioppeti e boschetti di acacie ad uso commerciale, ma anche da flora propriamente locale composta da noccioli, ciliegi e querce.

Economia[modifica | modifica sorgente]

Sul territorio comunale sono presenti numerose aziende agricole, qualche industria soprattutto metalmeccanica e un settore terziario particolarmente sviluppato. Sempre nel territorio comunale sono dislocati laghetti artificiali dedicati alla pesca sportiva.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il nome dovrebbe derivare (secondo il Bertolotti) dal latino flere, che significa piangere, a causa delle numerose e violente piene dell'Orco. Oppure potrebbe derivare da Felices o Filictum, ossia luogo pieno di felci.

La prima notizia che si ha dell'esistenza di questo paese è dell'827, quando in un documento viene citato l'avvocato Ghisiberto di Feletto, difensore dei monaci della Novalesa. Il 26 ottobre 1019, Ottone Guglielmo, dei marchesi d'Ivrea, dona il paese all'abbazia di Fruttuaria di San Benigno come feudo pontificio soggetto alla Santa Sede. Nel 1459 sorgono liti tra Feletto e Rivarolo per ragioni di confine. Dopo 700 anni di indipendenza dal Ducato di Savoia nel 1741 il paese passa sotto il controllo dei futuri re d'Italia.

Durante la seconda guerra mondiale questo paese fu il centro più importante della resistenza nel Basso Canavese. Per questo durante la guerra il paese fu incendiato dalle truppe nazi-fasciste, che uccisero almeno 21 felettesi durante i loro rastrellamenti.

Feletto è tra le città decorate al Valor Militare per la Guerra di Liberazione perché è stata insignita, il 10 luglio 1984, della Medaglia di Bronzo al Valor Militare per i sacrifici delle sue popolazioni e per la sua attività nella lotta partigiana durante la seconda guerra mondiale.

Edifici e luoghi interesse[modifica | modifica sorgente]

Architetture civili[modifica | modifica sorgente]

Il Torrione e la chiesa parrocchiale
  • Il Torrione: sorge nelle vicinanze della chiesa parrocchiale. Si tratta forse di quanto resta dell'antico castello medioevale. Adattato prima a torre campanaria (funzione che mantiene tutt'oggi), dopo diventato sede del Municipio. Adesso ospita nelle sue sale la sede della Pro Loco felettese e una banca.
  • Monumento ai Caduti: sorge nelle vicinanze del cimitero, a ricordo di tutti i felettesi morti durante le due guerre mondiali.
  • Ponte Rosso: rimasuglio di due archi di un vecchio ponte a cinque arcate, costruito in mattoni, che doveva unire Feletto con Lusigliè e gli altri paesi dell'altra riva dell'Orco. Si trova subito dopo il nuovo ponte della provinciale che unisce Feletto ad Agliè.
  • Villa Serena:(oggi Casa della divina Provvidenza) palazzo della fine del Settecento, fatto costruire dal medico Clemente Serena, costruito per ospitare il duca del Chialbese mentre si dirigeva verso il castello di Agliè. Onore che non ebbe avuto a causa delle origini non nobili del medico Serena. Nel 1918 lo acquistò il teologo Francesco Faletti fondando la "Colonia Agricola per Sordomuti ed Anormali Affini" la Prima Istituzione del genere in Italia. Dopo sua la morte la costruzione è stata ereditata dalla "Piccola casa della divina Provvidenza" che ancor oggi porta avanti l'opera caritatevole del teologo.
  • Palazzo Fascio: sorge nella parte orientale della piazza Martiri felettesi, creando l'imbocco della via Chiala. Costruito probabilmente agli inizi dell'Ottocento dalla famiglia Fascio, diventa un asilo infantile nel 1908 e nel 1912 viene ampliato e reso efficiente dal contributo delle suore dell'Immacolata Concezione che lo terranno attivo fino al 1998. Dopo il 1998 ci son stati lunghi anni di decadenza dei locali e ora è in attesa di un adeguato restauro. All'interno del Palazzo è da apprezzare il grande salone, che agli inizi del Novecento era adibito a cinema, e il lungo corridoio a vetrate che si affaccia sul cortile interno.

Architetture religiose[modifica | modifica sorgente]

La chiesa del Rosario
  • La parrocchiale: dedicata a Santa Maria Assunta, sono conservate al suo interno le spoglie di San Vittorio martire. La posa della prima pietra risale al 6 aprile del 1693, ultimata nel 1706 in forme barocche fu consacrata l'8 ottobre del 1750 dal cardinale Vittorio Amedeo Ignazio delle Lanze abate di Fruttuaria. È costituita da un'unica navata, è ricca di altari, statue e di grandissimo pregio è il Polittico di Defendente Ferrari. Molto prestigioso è l'organo Serassi, uno tra i più grandi da loro prodotti.
  • Chiesa di San Pietro ed ex parrocchiale di Feletto: L'attuale chiesa risale ai primi del settecento, a navata unica, sul lato orientale sorge una cappella dedicata alla Madonna Salus Infirmorum. Questa chiesa è conosciuta in paese col nome di Madonna delle Grazie proprio a causa di questa sua cappella, fatta costruire nella prima metà dell'ottocento dal felettese don Giovanni Domenico Franzino e grande quasi quanto la navata principale della chiesa principale. All'interno della sacrestia si possono trovare ancor oggi quadretti votivi raffiguranti le grazie ricevute, i più antichi risalgono alla seconda metà dell'Ottocento. Il vecchio quadro raffigurante la Madonna Salus Infirmorum venne rubato parecchi anni fa e nel 2004, grazie all'impegno del gruppo Alpini di Feletto, nel posto rimasto vuoto venne riposto un dipinto raffigurante la Madonna delle Grazie col bambino. La facciata della chiesa è stata restaurata grazie all'impegno dei priori e grazie ad una serie di aiuti avuti da fondazioni. Oggi la chiesa madonna delle grazie la si può vedere "con i suoi veri colori" che l'hanno sempre contraddistinta dalle altre chiese. Essa è anche la chiesa attigua al cimitero e nella sua cripta sono sepolti alcuni parroci del paese e i fedeli che ne effettuano richiesta.[3]
  • Chiesa della Madonna del Rosario: la chiesa è la più antica di Feletto ancora funzionante. Venne edificata alla fine dell'epidemia di peste nel 1631, come voto fatto dalla popolazione. Per rendere indelebile nel tempo il motivo della sua edificazione venne posta una targa in latino che recita: "Lue soeviente, anno MDCXXXI populus inter multarum calamitatum spinas hac rosam posuit" (trad. "Mentre imperversa la peste nell'anno 1631 il popolo tra le spine di molte calamità ha posto questa rosa"). Tale scritta che si può ancora scorgere sulla facciata. Questa chiesetta era stata posta poco al di fuori dell'abitato, tanto da venir chiamata "chiesa del vallino", ma col passare del tempo è stata inglobata nel centro del paese.
  • Chiesa della Madonna del Carmelo:Sontuoso santuario situato alle porte di Feletto, sulla strada per Agliè. In sobrio stile barocco venne iniziato tra il 1746 e il 1749 sulle rovine di una più antica cappella.
  • Chiesa di Sant'Eusebio:visibile dalla Ex Statale 460 di Ceresole si trova il rudere di un antico romitorio e di una ancor più antica chiesa già intitolata a questo santo. Nel medioevo le chiese per i Felettesi erano tre, e una di queste era proprio S.Eusebio. La zona in cui sorge era detta Isola. Forse già immersa nella selva Gerulfa, la quale ricopriva tutto il Basso Canavese di quei tempi, era situata lungo un'antica via che conduceva a Torino. Era perciò un luogo molto importante per il traffico che collegava la grade città o per lo meno buona parte dei centri del basso Canavese alle montagne della Valle dell'Orco e Soana, la prima molto importante perché collegava i paesi d'oltralpe con il Canavese. Vista l'importanza della strada altrettanto importante era la chiesetta, la quale nel 1176 passava dalle mani del vescovo eporediese Gaimaro a quelle della chiesa di Sant'Egidio di Verres e dei Santi Nicolao e Bernardo di Colonna di Giove situata nel Piccolo San Bernardo. Sono complicate le vicende per cui essa passò a Fruttuaria nel 1228, ma effettivamente ne ottenne l'acquisizione definitiva nel 1278. Dopo questi anni gloriosi la chiesa cadde in disuso e forse venne inghiottita di nuovo dalla foresta. Ma nel 1689, secondo il Bertolotti, il soldato tedesco Giovanni Rosamajor proveniente da Hiberlenga ristrutturò i locali e li adibì a romitorio per i pellegrini. Il nome e il paese d'origine di costui sono centro oggi di un'accurata ricerca da parte di un gruppo che si occupa del restauro e della conservazione di quest'importante chiesetta, i Cavalieri di S.Eusebio.
  • Cappella di Sant'Ignazio di Loyola:curiosa e antica cappella privata di forma ottagonale. Fu usata per molto tempo come camera mortuaria.
  • Cappella di San Bernardo di Chiaravalle: antica chiesetta dall'ampio pronao, situata al di fuori del centro abitato. Si narra che fu costruita in luogo a un pilone commemorativo del passaggio del santo dalla strada di fronte per recarsi a Fruttuaria dalla Francia. Sconosciuta la data di edificazione, fu sconsacrata nel '900 per la presenza di costruzioni attaccate ad essa. Venne riconsacrata intorno agli anni 70 e da allora apre due giorni l'anno per funzioni religiose.
  • Cappella di San Filippo Neri: importante e antica cappella situata nel centro di Feletto. Costruita nel seicento fu probabilmente chiesa privata di un vescovo di Anagni il quale possedeva il palazzo attorno. Facciata e cupola di singolare fattura in stile barocco.

Luoghi d'interesse[modifica | modifica sorgente]

Sono da notare la piazza Martiri Felettesi, in cui sorgono la chiesa parrocchiale e il Torrione, e le varie chiese sparse per il paese.

Evoluzione demografica[modifica | modifica sorgente]

Abitanti censiti[4]

Amministrazione[modifica | modifica sorgente]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2007 2010 Stefano Filiberto lista civica Sindaco
2010 2011 - Commissario prefettizio
2011 in carica Giovanni Audo Giannotti lista civica Sindaco

Cittadini illustri[modifica | modifica sorgente]

  • Ghisiberto di Feletto, avvocato: di lui rimangono poche notizie, si sa che nell'827 difese i monaci della Novalesa. La sua importanza non è tanto nel suo operato ma più che altro perché i suoi atti sono la prima prova scritta sull'esistenza di Feletto.
  • Giovanni Battista Bassi, religioso: fu vescovo di Anagni nel periodo tra il 1708 e il 1736. Ricordato nella città dei papi per le sue opere di restauro, ampliamento e rifondazione del seminario. Morì alla veneranda età di 91 anni nel dicembre del 1736.
  • Don G.Domenico Franzino, religioso: nato il 22 settembre 1775 a Feletto. Dopo aver lavorato nella Capitale nella farmacia dei Gesuiti tornò nel Canavese e, a 52 anni fu ordinato prete a Ivrea. Sette anni dopo prese la licenza da farmacista all'Università di Torino. Grande guaritore, accoglieva gratuitamente i malati non solo canavesani ma di tutto il Piemonte, come testimoniato dal Bertolotti in "Passeggiate Canavesane", guarendoli con metodi semplici ma efficaci. A causa della sua fama il vescovo della diocesi d'Ivrea, Luigi Moreno, ne limitò l'opera. Il sacerdote fu però accolto dalla stima dei nobili piemontesi, tra cui il Conte Pastoris, e proprio a casa di quest'ultimo, il 5 febbraio 1854, terminò improvvisamente la sua vita terrena. Dopo la sua morte fu edificata, secondo le sue volontà, la cappella Salus Infirmorum.
  • Giacinto Avenati, generale.
  • Adriano Ghione, partigiano felettese: morto a Ciconio il 26 settembre 1944 a soli 18 anni in uno scontro a fuoco con reparti nazifascisti. Fu importante per Feletto e per la patria, è medaglia d'oro al valore militare alla memoria.
  • Avenatti Franco, "Il Pampano", poeta

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ alcune informazioni sono state tratte dal libro "Anno Domini Millesimo Septigentesimoquinquagesimo"
  4. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • "Il Canavesano 88"
  • "Anno Domini Millesimo Septigentesimo quinquagesimo"
  • "Bollettini parrocchiali di Feletto"
  • "Il medioevo in Canavese"
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