Ceresole Reale

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Ceresole Reale
comune
Ceresole Reale – Stemma
Ceresole Reale – Veduta
Panorama invernale dell'abitato
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Città metropolitana Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Andrea Basolo (Ceresole nel cuore) dal 26-5-2014
Territorio
Coordinate 45°26′N 7°14′E / 45.433333°N 7.233333°E45.433333; 7.233333 (Ceresole Reale)Coordinate: 45°26′N 7°14′E / 45.433333°N 7.233333°E45.433333; 7.233333 (Ceresole Reale)
Altitudine 1 620 (min 1 270 - max 3 619) m s.l.m.
Superficie 99,82 km²
Abitanti 156[1] (31-10-2015)
Densità 1,56 ab./km²
Comuni confinanti Bonneval-sur-Arc (FR-73), Groscavallo, Noasca, Rhêmes-Notre-Dame (AO), Val-d'Isère (FR-73), Valsavarenche (AO)
Altre informazioni
Cod. postale 10080
Prefisso 0124
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001073
Cod. catastale C505
Targa TO
Cl. sismica zona 3A (sismicità bassa)
Cl. climatica zona F, 5 154 GG[2]
Nome abitanti ceresolini in italiano, in francoprovenzale Les Birus
Patrono san Nicola
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Ceresole Reale
Ceresole Reale
Ceresole Reale – Mappa
Localizzazione del comune di Ceresole Reale nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Ceresole Reale (Ceresòle in piemontese, Cérisoles in francoprovenzale) è un comune italiano di 156 abitanti della città metropolitana di Torino situato in alta valle Orco, in Piemonte.

Il nome probabilmente si riferisce alla presenza in zona, anticamente, di una foresta di ceresiolae, ossia piccole ciliegie.

Il comune di Ceresole Reale fa parte della Comunità Montana Valli Orco e Soana e del Parco Nazionale del Gran Paradiso; nel territorio comunale vi è ubicata la stazione meteorologica di Ceresole Reale.

Ceresole è l'unico comune italiano, insieme a Venaria Reale a poter fregiarsi del titolo Reale.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il paese in estate

Il paese è di probabile origine Celtica e conserva alcune tracce della dominazione romana; infatti nei corridoi sotterranei delle miniere di Bellagarda e Cuccagna sono presenti alcune iscrizioni latine. In merito la tradizione locale dice che l'Impero Romano condannava i Cristiani ai pesanti e rischiosi lavori di estrazione. Dalle antiche vittime delle miniere trae anche origine il culto di San Meinerio, simbolo di tutti i martiri della fede.

Le prime notizie accreditate riguardo a Ceresole, risalgono attorno all'anno mille, quando l'alta Valle Orco fu donata dall'Imperatore Ottone III al Vescovo di Vercelli.

Nel corso del secolo successivo i territori passarono invece alla famiglia dei Valperga, che concesse gli statuti nel 1338. L'estrema povertà e le angherie dei nobili spinsero però la popolazione a insorgere pochi anni dopo, quando nel Canavese dilagò la rivolta dei Tuchini.

La pacificazione avvenne soltanto nel 1449 e, nonostante i valligiani pagassero la somma di duemila fiorini per dipendere soltanto dalla giurisdizione dei Savoia, tornarono ben presto sotto il dominio dei Valperga. Nel 1794 gli abitanti di Ceresole respinsero i francesi repubblicani che tentavano di invadere il territorio dopo aver valicato il Colle della Galisia.

A partire dal 1862 Ceresole si fregiò del titolo di Reale, ottenuto per concessione di Re Vittorio Emanuele II, al quale il Comune aveva ceduto gratuitamente il diritto di caccia a camosci e stambecchi. Nel 1700 si riteneva che gli stambecchi, oggetto di una caccia spietata a causa delle credenze riguardanti le qualità magiche e curative di molte parti del loro corpo, fossero ormai estinti in tutta Europa. Un centinaio di esemplari era invece sopravvissuto fra i dirupi del massiccio del Gran Paradiso, entro i confini del Regno Sabaudo

Fu così che, tra il 1854 e il 1864, Vittorio Emanuele istituì la Riserva Reale del Gran Paradiso, creata mediante la cessione del diritto di caccia da parte dei comuni valdostani e canavesani al sovrano, che avrebbe esercitato in esclusiva l'attività venatoria. Negli anni venne così costruita una fitta rete di mulattiere che dovevano facilitare i percorsi effettuati dal sovrano e che oggi offrono al Parco ed al territorio di Ceresole un'eccezionale accessibilità pedonale sino ad alta quota.

Il Re formò poi un gruppo di guardie specializzate e fece tracciare una serie di sentieri che mettevano in comunicazione i vari casotti di caccia: attualmente escursionisti e guardaparco si avvalgono della medesima rete viaria, con l'intento di ammirare e proteggere la flora e la fauna alpina.

Il 3 dicembre 1922 con il Regio Decreto la Riserva reale veniva donata allo Stato Italiano affinché divenisse un Parco per la salvaguardia delle bellezze naturali: nasceva così il Parco nazionale del Gran Paradiso.

Una tappa fondamentale nella storia di Ceresole Reale risale agli anni compresi tra il 1925 ed il 1931, nel corso dei quali fu eretta l'imponente diga dell'A.E.M. di Torino. Secondo la tradizione locale, nella conca di Ceresole già in epoca remota esisteva un lago, ma si prosciugò a causa della rottura del diaframma di rocce che chiudeva l'imbocco delle Scalee. L'odierno bacino costituisce invece una delle principali attrattive turistiche del paese.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Ceresole Reale occupa l'alta valle Orco incuneata tra il massiccio del Gran Paradiso e le Levanne. Raggiunge la massima altezza con la Levanna Centrale a quota 3.619 m s.l.m.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Sul territorio comunale ha sede il Centro visitatori del Parco nazionale del Gran Paradiso.

  • Vallo Alpino dell'Alta Valle Orco
  • "Museo Homo et Ibex" presso il Grand Hotel[3]
  • Parco nazionale del Gran Paradiso
  • in località Serrù si trova il museo del Colle della Losa
  • GlacioMuseo del Serrù
  • In località Fonti Minerali, si trova la ferriera medievale
  • la chiesa parrocchiale, ricostruita nel seicento, e il campanile
  • in Borgata Cortevecchio Chiesa del Carmine
  • in Borgata Prese la Chiesa Angelo Custode
  • in Borgata Borgiallo la Cappella di San Rocco
  • in Borgata Villa la Cappella della Madonna degli Angeli Cappella del 1976
  • in Borgata Chiapili la Chiesa di San Lorenzo
  • in Località Serrù la Chiesetta
  • a Pian del Nel la Chiesa Maria Ausiliatrice
  • in Bg. Chiapili Inferiore l'Altare
  • la Chiesa parrocchiale San Nicolao Vescovo
  • il Grand Hotel e l'Hotel Levanna
  • Villa Peyron e il Villino Chiesa progettati da Carlo Ceppi
  • Villa Giordano
  • le storiche fonti minerali dell'acqua minerale di Ceresole Reale, imbottigliata fino alla seconda guerra mondiale

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 1890 soggiornò al Grand Hotel il poeta Giosuè Carducci e qui cominciò a comporre l'Ode "Piemonte".

Nel paese vi è la scuola elementare più piccola d'Italia: due allievi e una maestra (Marzia Lachello), invitati in occasione di questo record, sul palco di Sanremo 2016.[4]

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]


Lingue e dialetti[modifica | modifica wikitesto]

Ceresole Reale fa parte dell'area di minoranza linguistica francoprovenzale (o arpitano).

Economia e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ceresole Reale, per la sua attenzione a favorire il turismo sostenibile e la mobilità dolce e per la presenza del Parco, fa parte del consorzio delle Perle delle Alpi.[6]

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
12 giugno 1985 21 maggio 1990 Pietro Blanchetti lista civica Sindaco [7]
21 maggio 1990 24 aprile 1995 Donato Circio lista civica Sindaco [7]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Pietro Blanchetti - Sindaco [7]
14 giugno 1999 14 giugno 2004 Pietro Blanchetti lista civica Sindaco [7]
14 giugno 2004 8 giugno 2009 Renzo Bruno Mattiet lista civica Sindaco [7]
8 giugno 2009 26 maggio 2014 Renzo Bruno Mattiet lista civica Sindaco [7]
26 maggio 2014 in carica Andrea Basolo lista civica: Ceresole Reale nel cuore Sindaco [7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN316388626
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