Carmagnola

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Carmagnola
comune
Carmagnola – Stemma Carmagnola – Bandiera
Centro storico
Centro storico
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Piemonte-Stemma.svg Piemonte
Provincia Città metropolitana di Torino - Stemma.png Torino
Amministrazione
Sindaco Ivana Gaveglio (centrodestra) dal 19-06-2016
Territorio
Coordinate 44°51′N 7°43′E / 44.85°N 7.716667°E44.85; 7.716667 (Carmagnola)Coordinate: 44°51′N 7°43′E / 44.85°N 7.716667°E44.85; 7.716667 (Carmagnola)
Altitudine 240 (min 232 - max 273) m s.l.m.
Superficie 95,72 km²
Abitanti 29 115[1] (31-3-2016)
Densità 304,17 ab./km²
Frazioni Bossola, Cappuccini, Casanova, Cavalleri, Cavalleri Piccoli, Cocchi, Corno, Due Provincie, Fumeri, Gaidi, Madama, Morello, Motta, Oselle, Pocchettino, Salsasio, San Bernardo, San Giovanni, San Grato, San Michele, Tetti Grandi, Tuninetti, Vallongo
Comuni confinanti Caramagna Piemonte (CN), Carignano, Ceresole Alba (CN), Lombriasco, Poirino, Racconigi (CN), Sommariva del Bosco (CN), Villastellone
Altre informazioni
Cod. postale 10022
Prefisso 011
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 001059
Cod. catastale B791
Targa TO
Cl. sismica zona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climatica zona E, 2 614 GG[2]
Nome abitanti carmagnolesi
Patrono Immacolata Concezione
Giorno festivo 8 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Carmagnola
Carmagnola
Posizione del comune di Carmagnola nella città metropolitana di Torino.
Posizione del comune di Carmagnola nella città metropolitana di Torino.
Sito istituzionale

Carmagnola (Carmagnòla in piemontese) è un comune italiano di 29 115 abitanti[1] della città metropolitana di Torino, in Piemonte, situato a circa 29 chilometri a sud del capoluogo piemontese.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Carmagnola si trova sulla destra del Po, in un tratto pianeggiante prima che il fiume devìi verso nord per superare la stretta costituita dalla collina di Superga. Le acque del territorio comunale sono convogliate nel Po dal Meletta (che scorre a sud della cittadina) e dal rio Stellone, un affluente del Banna. La natura del terreno ha determinato nel tempo l'accumulo di sabbie del fiume che in quel tratto rilascia i sedimenti strappati nel corso montano.

Vera e propria "porta" tra Torino e la provincia di Cuneo, con i suoi 96,38 chilometri quadrati completamente pianeggianti, Carmagnola è per estensione il secondo comune con più di 25 000 abitanti più grande della provincia, preceduto solo dal capoluogo; è invece undicesimo nella classifica generale.

Borghi e frazioni[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio del comune di Carmagnola si trovano numerosi borghi e frazioni : fra i borghi più popolosi vi sono Salsasio (circa 2500 abitanti), San Bernardo (circa 2300 abitanti) e San Giovanni (circa 1200 abitanti), mentre quello con meno abitanti è Pochettino (circa 20 abitanti).

La natura del suolo[modifica | modifica wikitesto]

Il carattere sabbioso del suolo rendeva la piana di Carmagnola poco adatta alla coltivazione del frumento, ma molto adatta ad una coltivazione che costituì la ricchezza della località: la canapa.[3] Nei secoli scorsi e fino all'affermarsi delle tecnofibre la canapa era indispensabile per la marina, per le vele e soprattutto le gomene. Carmagnola diventò il centro non solo di coltivazione, ma anche delle fasi di lavorazione e commercio verso la Liguria e la Francia, soprattutto Marsiglia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Collegiata dei Santi Pietro e Paolo
piazza Sant'Agostino

Il primo nucleo della città era conosciuto come “contrada Gardexana” e nacque come casaforte in un sito paludoso, attorno al quale già dall’anno 1000 si sono attestati i primi abitanti, raccolti nei borghi San Giovanni in regione Zucchea, Santa Maria di Viurso ad ovest, Santa Maria di Moneta ad est, Salsasio. Furono probabilmente le scorrerie saracene tra XI e XII secolo a spingere parte dei borghigiani a cercare rifugio nella palude, creando il centro che nel XIV secolo verrà cinto da mura.

Carmagnola viene nominata la prima volta nel 1034 in un atto nel quale l'abate dell'Abbazia di Nonantola nel Modenese cede a Bosone e Guidone figli del marchese Arduino d'Ivrea la signoria di 40 castelli. La prima famiglia che costruì la città veniva chiamata Aloa quasi certamente si tratta dei discendenti di Alineo Robaldini vasallo di Ruggero e Ardoino II. Carmagnola fu feudo dei Marchesi di Romagnano fino al 1163 (Manfredo II di Romagnano era nipote di Ardoino IV). Alla morte dell'ultima arduinica Adelaide di Susa (1091) la signoria della città fu divisa fra i Romagnano, i Conti di Lomello (discendenti da Cuniberto fratello di Pietro cancelliere imperiale di Arduino d'ivrea), i Marchesi del Vasto e infine nel 1200 dai Marchesi di Saluzzo di discendenza Aleramica. Nel 1203 i rappresentanti delle quattro consorterie che facevano parte di quattro "Hospitia Militum" ottennero le prime franchigie giurisdizionali. Si trattava dei rappresentanti della famiglia Carmagnola che comprendeva anche i Gatti e i Craveri, della famiglia Lovencito e delle famiglie dei Granetto de Gerbo e Granetto de Fogliati. Queste franchigie furono poi riconfermate in casa di Buongiovanni Granetto nel 1244 dal Marchese Bonifacio II di Monferrato (1202-1253) reggente per volontà di Manfredo III di Saluzzo del figlio Tommaso orfano a cinque anni. Nel 1309 nacque il primo consiglio Comunale. Nel 1375 i sindaci Antonio Granetto e Giovanni Masconderio consegnarono al capitano Guidone De Morgis la promessa del Marchese Federico II di Saluzzo (1332-1396) di dare in pegno al Re Carlo V di Francia (1338-1380) come Delfino, il Castello e la terra di Carmagnola. Dal 1486 al 1490 Carmagnola fu governata dal Duca Carlo I di Savoia. Alla morte di Lodovico II di Saluzzo la reggenza passò a Margherita di Foix che elesse Vicario Francesco Cavazza. Nel 1542 la città fu presa dal Marchese del Vasto ma subito ripresa dai Francesi.

Tra il XV e il XVI secolo la zecca dei Marchesi di Saluzzo a Carmagnola coniò diverse monete. Alcune con l'effige di Ludovico II di Saluzzo e di Margherita di Foix che attualmente sono molto ricercate dai collezionisti, altre come il Cornuto con Costantino I a cavallo.

Nel 1544 la Battaglia di Ceresole, vinta dai francesi sugli spagnoli, segnò la fine del marchesato di Saluzzo. Durante il quarantennio di reggenza francese che ne seguì (1548-1588), fu istaurata una corte della senescallia governata dal Delfinengo Pietro Granetto Signore di Costigliole. Nel 1588 Carmagnola passò nelle mani dei Savoia, quando Carlo Emanuele I l'assediò e la tolse ai francesi, che se ne impadronirono nuovamente nel corso del Seicento, durante la guerra civile tra Madamisti e Principisti.

Fu in questo periodo (1637-1642), quando ancora non si erano sopiti gli effetti nefasti della peste del 1630, che vennero atterrati i tre grossi borghi originari posti a ridosso delle mura cittadine poiché in posizione tale da pregiudicare l'efficacia delle strutture difensive; immediatamente furono riedificati ad un miglio circa di distanza dal centro fortificato, dove si trovano ora.

Nel 1690 la città fu occupata dal generale Catinat e il suo territorio devastato, ma nel 1691 Vittorio Amedeo II la riportò definitivamente entro l'orbita sabauda. Carmagnola subì una seconda e più cruenta devastazione il 13 maggio 1799, quando i francesi repubblicani saccheggiarono il borgo Salsasio, i cui paesani erano insorti riportando, inizialmente, una vittoria sugli invasori. Il generale Philibert Fressinet ordinò l'incendio del borgo Salsasio (Ël borgh ëd la Madòna, in lingua piemontese) e i suoi abitanti vennero dispersi o massacrati.[4]

Mentre veniva demolita la cinta muraria medievale, della quale rimane una piccola traccia nell'ex mercato coperto di piazza Antichi Bastioni, e con essa progressivamente scemava il ruolo strategico-militaredella città, Carmagnola poté dedicarsi a sviluppare la sua vocazione agricola e commerciale, che le valse una notevole rinomanza in campo economico, legata principalmente alla coltura e alla commercializzazione della canapa e dei manufatti di tela e cordami, esportati in grande quantità verso la Liguria e il sud della Francia.

Nel 1853 giunse la ferrovia ma la trasformazione epocale di Carmagnola, ebbe invece luogo un secolo dopo con l'improvviso avvento della grande industria. Nel 1960 iniziò la costruzione dello stabilimento "Ghisa" della FIAT e nel 1966 anche le fonderie di alluminio di Fiat Mirafiori vennero trasferite a Carmagnola nell'impianto che negli anni Settanta prese il nome di Teksid. L'andamento demografico conobbe una forte impennata anche grazie alla forte immigrazione meridionale fino a stabilizzarsi negli anni ottanta.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

L'economia della città è attualmente legata ai settori della grande industria e della produzione intensiva di ortaggi e prodotti cerealicoli.

Riguardo l'industria vi è stato una grande crescita a partire dagli anni sessanta, quando la FIAT aprì un importante stabilimento (fonderia) alle porte della città, attirando migliaia di immigrati dal Sud Italia. In seguito all'affermarsi della FIAT è costantemente seguito uno sviluppo sempre più crescente dell'indotto stesso, nonché di altre realtà economiche, sempre più diversificate.

Le attività industriali ad oggi prevalenti sono la metallurgia, l'elettronica, l'ottica, la chimica, e l'alimentare. La vicinanza della città al fiume Po favorisce inoltre la presenza di numerose cave estrattive di sabbia e di ghiaia. Ben sviluppato è pure il settore terziario, soprattutto nei settori bancario, finanziario, assicurativo e servizi in genere.

Lo sviluppo agricolo di Carmagnola nei secoli scorsi è legato alla cultura della canapa, con produzione di tele e cordami destinati soprattutto all'esportazione. La caduta della produzione e del commercio della canapa fu dettata da una pluralità di ragioni, comprese le norme più restrittive per l'affinità tra la canapa per uso tessile e quella con effetti stupefacenti. Lo sviluppo delle tecnofibre tolse poi gran parte del mercato.

I terreni sabbiosi prima destinati alla cultura della canapa si mostrarono particolarmente adatti per la produzione di ortaggi.

Prodotti agroalimentari tradizionali[modifica | modifica wikitesto]

Il ministero delle politiche agricole, d'intesa con la regione Piemonte, ha riconosciuto per la zona di Carmagnola lo status di prodotti agroalimentari tradizionali a tre ecotipi molto apprezzati:

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

palazzo Lomellini, Museo di Arte Contemporanea
Casa delle Meridiane
La facciata della chiesa di Sant'Agostino
  • Castello di Carmagnola. Edificato nel XIII secolo, fu più volte distrutto e ricostruito. Attualmente ospita il palazzo del comune
  • Abbazia di Casanova santa Maria di Casanova
  • Chiesa collegiata dei Santi Pietro e Paolo. È stata costruita tra il 1492 ed il 1514. Di particolare pregio è la cappella dedicata all'Immacolata Concezione
  • Chiesa della Confraternita di san Rocco
  • Chiesa di san Filippo
  • Chiesa di sant'Agostino
  • Sinagoga. Era presente in Carmagnola il ghetto ebraico; di questo resta solo la sinagoga. La sinagoga conserva il suo carattere originario del XVIII secolo
  • Ospedale San Lorenzo. Già conosciuto con questo nome dal 1311, oggi è gestito dall'Azienda Sanitaria Locale Torino 5
  • Casa Cavassa
  • Casa delle Meridiane (o casa Piano)
  • Casa Borioli

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
2006 2011 Gian Luigi Surra centrodestra Sindaco
2011 2016 Silvia Testa centrosinistra Sindaco
2016 in carica Ivana Gaveglio centrodestra Sindaco

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[5]

La popolazione di Carmagnola è diminuita leggermente dal 1871 al 1901. Poi fino al 1961 la popolazione è aumentata, ma di molto poco, poi fino al 1971, la popolazione ha avuto un boom demografico, infatti la popolazione era salita di circa 7 000 abitanti in 10 anni, poi fino al 2001 la popolazione è tornata a salire leggermente, poi c'è stato un altro boom demografico, la popolazione infatti è salita di circa 4 000 abitanti. La popolazione in 150 anni a Carmagnola è più che raddoppiata.

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Gli stranieri residenti a Carmagnola sono 2894, pari al 9,9% della popolazione comunale.

Le nazionalità più numerose sono:

Romania: 1619;
Marocco: 500;
Albania: 183;
Senegal: 75;
Cina: 73;
Perù: 72;
India: 48;
Moldavia: 30;

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La città funge da snodo per le principali arterie stradali di collegamento fra il capoluogo piemontese ed il basso Piemonte (provincia di Cuneo). Proprio la particolare posizione dal punto di vista stradale ha fatto non poco discutere a riguardo della realizzazione di tangenziali/circonvallazioni che consentano di evitare l'attraversamento del concentrico urbano.[6]

Carmagnola è servita da una propria uscita autostradale sulla autostrada Torino-Savona; una nuova uscita, Carmagnola Sud,[7] risulta essere in fase di progettazione.

È dotata di una stazione ferroviaria, riferimento per moltissimi comuni limitrofi, lungo il percorso della ferrovia Torino-Savona e lungo le linee sfm4 e sfm7 del Servizio ferroviario metropolitano di Torino

Dispone di una rete propria di autobus suburbani e risulta essere ben collegata al capoluogo e ad altri centri minori anche tramite una rete di autobus.

Tra il 1881 e il 1948 il comune fu capolinea di una tranvia per Carignano, Torino e Saluzzo.

Istituzioni culturali[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Lomellini, Museo di Arte Contemporanea
  • Museo Civico di Storia Naturale; uno dei più interessanti e attivi nel campo della ricerca naturalistica di tutta la regione Piemonte. È situato nel parco comunale della Cascina Vigna
  • Ecomuseo della Cultura della Lavorazione della Canapa
  • Museo Civico Navale
  • Museo Tipografico Rondani
  • Gruppo Teatro Carmagnola
  • Società Filarmonica di Carmagnola
  • Le nostre Vespe, esposizione privata della Vespa aperta al pubblico

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Nella città sono presenti diverse società sportive di diverse discipline:

  • ASD Team Dafne, società ciclistica giovanile iscritta alla Federazione Ciclistica Italiana.
  • CLD Carmagnola Calcio a 5, società di calcio a 5 militante nel campionato di serie A2.
  • CSF Carmagnola, società calcistica militante nel campionato di Promozione nata dalla fusione di più realtà calcistiche già presenti in città.
  • ASD San Bernardo, società calcistica militante nel campionato di Seconda Categoria.
  • USD Salsasio, società calcistica militante nel campionato di Seconda Categoria.
  • ABCarmagnola, società di pallacanestro militante nella serie C regionale.
  • Delfini Basket Carmagnola, squadra di pallacanestro militante nel Campionato di Promozione.
  • AD New Volley Carmagnola, società pallavolistica.
  • ASD Atletica Carmagnola, società di atletica.
  • Amatori Rugby 1974 Carmagnola, società di rugby militante in Serie C.

In città sono presenti diversi campi da calcio, calcetto, pallavolo, basket e tennis. Sono inoltre presenti una piscina, una pista da atletica, un campo da rugby oltre a diverse palestre.

In zona Teksid sono presenti il "CARMA BIKE PARK", un'area dedicata agli appassionati di MTB, ed una pista da motocross al coperto.

La comunità ebraica di Carmagnola[modifica | modifica wikitesto]

Carmagnola fu sede, fino agli inizi del Novecento, di una piccola ma fiorente comunità ebraica. A testimonianza della sua storia resta il quartiere dell'antico ghetto con la splendida sinagoga barocca.[8]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Comunità ebraica di Carmagnola.

La Carmagnole[modifica | modifica wikitesto]

I sanculotti francesi adottarono come loro vestito una giacchina chiamata appunto carmagnola (o Carmagnole alla francese). La diffusione del termine prima della rivoluzione è sostenuta da molti autori, resta incerto se il nome deriva dalla sorta di tuta da lavoro degli operai del trattamento della canapa o dal nome della varietà di canapa usata per confezionarli. Carmagnola divenne anche l'inno dei sanculotti e una danza simbolo degli elementi più estremisti della rivoluzione stessa.

Persone legate a Carmagnola[modifica | modifica wikitesto]

Casa Cavassa.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Sagra del peperone - Peperò. Si svolge annualmente tra l'ultima settimana di agosto e la prima di settembre; è una manifestazione eno-gastronomica della durata di dieci giorni e dedicata al prodotto tipico di Carmagnola. Ogni anno attira più di 250.000 visitatori. In occasione della sagra 2010 Carmagnola è entrata a far parte del Guinness dei primati per la peperonata più grande del mondo.[9]
  • Mercantico. Si svolge la seconda domenica di ogni mese (eccetto agosto). È un mercato del piccolo antiquariato, anticaglie, robivecchi, ed ospita oltre 400 bancarelle presenti lungo il centro storico cittadino.[10]
  • Ortoflora e natura. Manifestazione annuale che si tiene nei primi giorni di aprile (week-end) nel parco comunale Cascina Vigna. La manifestazione è dedicata al giardinaggio e all'orticoltura.
  • Fiera di primavera. Si svolge annualmente, nel mese di marzo, ed è una fiera dedicata al commercio agricolo e non, ricca di bancarelle e manifestazioni collaterali.
  • Festa nazionale del Nonno. Si svolge annualmente nella metà del mese di settembre, all'interno del parco "Cascina Vigna". Ha avuto la sua prima edizione nel settembre del 2003.
  • Tra le altre manifestazioni si ricordano "Carmagnola Jazz Festival", "Carmagnola Città d'Arte e Cultura", "Concorso ornitologico nazionale", "Fiera regionale del bovino da carne".

Fonti e Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Carte cistercensi Casanova 1135-1280
  • Carta vendicionis 1284 febbraio 27 Carmagnola Regesto
  • Sentenza arbitramentale pronunciata da Manfredo Marchese di Saluzzo, colla quale si determinano le famiglie nobili di Carmagnola e quelle appartenenti ai quattro ospizi, e si stabilisce che in consiglio debbano sedere 20 nobili e 20 popolani 23 agosto 1312.
  • Trattato preliminare di dedizione di Carmagnola al Delfino Viennese e al Re dei Franchi, 20 aprile 1375, Copia autentica depositata nell'Archivio storico di Carmagnola
  • Sentenza arbitramentale profferta sovra le differenze insorte tra Gio. Pietro de Roxo, e Filippino Granetto di Carmagnola per certa società di mercanzia, ed altri Interessi particolari delli 27. 7mbre 1440
  • Fra Gabriele Bucci (1430-1497), Memoriale Quadripartitum,conservato dalla fine del sec. XVIII nella Biblioteca Nazionale di Torino, è stato pubblicato da Faustino Curlo, Pinerolo 1911
  • Pietro Granetto (Petrus Granetius) Stylus regius Galliarum iuridicus olim Salucianis præscriptus, Burgi Sebusianorum (Bourg en Bresse), Jean Tainturier, 1630
  • Lodovico Dalla Chiesa (1568-1621), Relazione dello stato presente del Piemonte, 1635
  • Lodovico Antonio Muratori, Annali d'Italia, dal principio dell'era volgare, 1744
  • Cesare Orlandi (conte.) - 1770, Delle città d'Italia e sue isole adjacenti compendiose notizie, 1770
  • Carlo Tenivelli, Biografia piemontese, 1787
  • Raffaello Menochio, Le Memorie storiche della città di Carmagnola, Torino, 1890.
  • Francesco Granetto, Una conversazione di famiglia, Tipografia S. Giuseppe degli Artigianelli, Torino, 1894
  • Domenico Chiattone, Piccolo archivio storico dell'antico marchesato di Saluzzo, 1901
  • Faustino Curlo, Storia della Famiglia Cavassa di Carmagnola e di Saluzzo, 1904
  • Lorenzo Pegolo, Storia della città di Carmagnola, Carmagnola, 1925.
  • M. Marchetti, La chiesa e il convento di S. Agostino di Carmagnola, Carmagnola, 1936
  • Mario Abrate, Popolazione e peste del 1630 a Carmagnola, Biblioteca di "Studi Piemontesi", 1973.
  • Bartolomeo Bertalmia, Vicende Carmagnolesi dalle origini ai tempi nostri, SOCIETA' OPERAIA DI MUTUO SOCCORSO FRANCESCO BUSSONE ANNO DI EDIZIONE 1976
  • Santa Maria di Casanova. Un'abbazia cistercense fra i marchesi di Saluzzo e il mondo dei comuni, Soc. Studi Stor. Archeologici (collana Marchionatus Saluciarum Monumenta. Studi, 2006
  • N.Ghietti, Famiglie e personaggi della storia carmagnolese, Torino Graziano ed. 1980;
  • Nicola Ghietti, Memorie Araldiche della città di Carmagnola, editore Capricorno, 2006
  • Nicola Ghietti, Antologia dei Poeti Carmagnolesi dal 1400 ad oggi, ed. Arktos 2003;
  • Nicola Ghietti, Con passione e con tenacia. I 150 anni della Società Operaia di Mutuo soccorso "Francesco Bussone" di Carmagnola, Marene 2012;
  • N.Ghietti, La chiesa del Borgo San Giovanni di Carmagnola e le altre chiese della Parrocchia, Savigliano 2010;
  • Goffredo Casalis, Carmagnola. Descrizione geografico-storica della città e del territorio, Atesa, 2009
  • A. Mola-A.M, Faloppa, Monete dei Marchesi di Saluzzo, Saluzzo 1990.
  • Liliana Cerutti, tesi di laurea Beni storico artistici ospedalieri dell'ASLTO5
  • Alessandra Barbaglia, Schede storiche-territoriali dei comuni del Piemonte

Galleria d'immagini[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 marzo 2016.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Quando in Italia si coltivava la canapa, su ilCambiamento.it. URL consultato il 20 maggio 2015.
  4. ^ Giorgio Enrico Cavallo, La tirannia della libertà: il Piemonte dai Savoia a Napoleone, Collegno, Roberto Chiaramonte, 2016, pp. 156-160, ISBN 978-88-95721-54-5.
  5. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  6. ^ NO TANGENZIALE - AUTOSTRADA GRATIS - Il Progetto, su www.ecn.org. URL consultato il 05 settembre 2015.
  7. ^ Autostrada Torino-Savona - Nuovo svincolo di Carmagnola Sud - Info - Valutazioni Ambientali - VAS - VIA, su www.va.minambiente.it. URL consultato il 05 settembre 2015.
  8. ^ Annie Sacerdoti, Guida all'Italia ebraica, Marietti, Genova, 1986.
  9. ^ www.epublic.it, GUINNESS WORLD RECORD La Peperonata più grande del - Città di CARMAGNOLA (TO), su www.comune.carmagnola.to.it. URL consultato il 05 settembre 2015.
  10. ^ www.epublic.it, Mercantico dell'antiquariato e dell'usato - Città di CARMAGNOLA (TO), su www.comune.carmagnola.to.it. URL consultato il 05 settembre 2015.

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