Piana Crixia

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Piana Crixia
comune
Piana Crixia – Stemma Piana Crixia – Bandiera
Piana Crixia – Veduta
Il "fungo" di pietra
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
SindacoRoberto Bracco (Lista civica "Progetto per Piana") dal 26/05/2014
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°29′07.34″N 8°18′27.11″E / 44.485372°N 8.307531°E44.485372; 8.307531 (Piana Crixia)Coordinate: 44°29′07.34″N 8°18′27.11″E / 44.485372°N 8.307531°E44.485372; 8.307531 (Piana Crixia)
Altitudine267 m s.l.m.
Superficie30,45 km²
Abitanti788[1] (31-12-2015)
Densità25,88 ab./km²
Comuni confinantiCastelletto Uzzone (CN), Merana (AL), Pezzolo Valle Uzzone (CN), Serole (AT), Spigno Monferrato (AL), Dego (SV)
Altre informazioni
Cod. postale17058
Prefisso019
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT009048
Cod. catastaleG542
TargaSV
Cl. sismicazona 4 (sismicità molto bassa)
Cl. climaticazona D, 1 954 GG[2]
Nome abitantipianesi
Patronosanti Martiri Eugenio, Vittore e Corona
Giorno festivo24 aprile
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Piana Crixia
Piana Crixia
Piana Crixia – Mappa
Posizione del comune di Piana Crixia nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Piana Crìxia (A Ciana, oppure A Ciâna in ligure[3] - Piân, oppure Piòn in piemontese) è un comune sparso italiano di 788 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria. La sede comunale è ubicata nella località di Molino.

È il comune più settentrionale della provincia e l'unico comune ligure a confinare con la provincia di Asti, in Piemonte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato in val Bormida, nel versante settentrionale dell'Appennino Ligure, adiacente il fiume Bormida di Spigno. Nei pressi del paese è segnalata la presenza di una curiosa formazione rocciosa alta circa 15 metri, a forma di fungo. L'origine di tale formazione rocciosa è probabilmente dovuta al fatto che il masso sovrastante, che costituisce il cappello del fungo, ha protetto dall'erosione, causata dalle acque della Bormida di Spigno in tempi remoti,[4] il conglomerato oligocenico della Formazione di Molare[5], che costituisce lo stelo del fungo. Per la sua singolarità il fungo è protagonista di parecchie leggende.

Vi ha sede il locale Parco naturale regionale di Piana Crixia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il borgo, presente in epoca romana all'incrocio (da cui deriverebbe il toponimo "Crixia"[6]) lungo la via Emilia Scauri, fu attorno al X secolo soggetto ad una razzia di pirati saraceni[6]. Sotto i Franchi venne compreso dal 967 nella marca Aleramica[6] e nel 1091 possesso di Bonifacio del Vasto[6].

Nel 1142 passò alla famiglia Del Carretto che vi costruirono un castello[6]. Nel 1337 fu concesso, dal Marchesato di Saluzzo[6], agli Scarampi di Asti[6] e nel 1419 ceduto al Marchesato del Monferrato[6].

Divenuto quindi feudo imperiale del Regno di Sardegna (1735) partecipò, così come altre località della val Bormida, a lotte e battaglie contro la dominazione francese nel 1796 a cui seguirono inevitabili rappresaglie dei soldati d'oltralpe[6].

Con la dominazione napoleonica di fine Settecento il territorio pianese fu diviso, dal 1801, in due distinti dipartimenti: Piana e Cagna (l'odierna località di San Massimo) nel dipartimento del Tanaro; Lodisio in quello dello Stura. Annesso dal 1802 alla Repubblica Ligure le tre comunità passarono, nel 1805 con il Primo Impero francese, dal circondario di Ceva al Dipartimento di Montenotte.

Inglobato nel 1815 nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, Piana, Cagna e Lodisio furono inserite nella provincia di Acqui, nel mandamento di Dego. Con il passaggio al Regno d'Italia, dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VII mandamento di Dego del circondario di Savona facente parte della provincia di Genova; nel 1927 anche il territorio comunale pianese passò sotto la neo costituita provincia di Savona.

Al 1863[7] è istituita l'attuale dicitura "Piana Crixia" in riferimento al villaggio romano di Crixia, forse situato nei pressi dell'attuale comune. Nel corso del 1880 al territorio pianese viene aggregato il comune soppresso di Cagna[8] (l'attuale località di San Massimo), mentre Lodisio[9] (comune autonomo dal 1861) fu invece soppresso e aggregato al comune di Santa Giulia; quest'ultimo fu a sua volta soppresso nel 1929[10] e il suo territorio, assieme all'ex comune di Brovida, spartito tra i comuni di Cairo Montenotte, Dego e Piana Crixia.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità montana Alta Val Bormida.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Piana Crixia-Stemma.png
Piana Crixia-Gonfalone.png

« Drappo di giallo alla bordura di rosso... »

(Descrizione araldica del gonfalone[11])

Lo stemma ufficiale è stato approvato con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato all'11 gennaio 2002.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa parrocchiale dei Santi Eugenio, Vittore e Corona nella località di Borgo.

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale dei Santi Eugenio, Vittore e Corona nella località di Borgo. Edificata sui resti di una cappella di epoca romana, e dipendente originariamente dall'abbazia di San Quintino di Spigno Monferrato dei monaci Benedettini, fu riedificata in stile barocco tra il 1733 e il 1766 assieme al campanile. L'interno è a croce greca.
  • Oratorio dell'Annunziata nella località di Borgo, del XVIII secolo.
  • Cappella di San Giacomo nella località dei Blandri, del 1664.
  • Chiesa parrocchiale di San Colombano nella località di Lodisio, sorta sui resti di un antico edificio fondato dai monaci colombaniani di Bobbio.
  • Chiesetta presso la località di Praie.
  • Chiesa di San Massimo nell'omonima località. Di antica origine e citata in alcuni scritti, i suoi beni appartenerono in epoca medievale all'abbazia di San Quintino di Spigno Monferrato. In origine la sua parrocchia era condivisa con quella di San Colombano in Lodisio e solamente nel 1823 la comunità religiosa di quest'ultima località ebbe una propria indipendenza parrocchiale. Nel 1976 la parrocchia di San Massimo divenne succursale dell'unica realtà religiosa di Piana Crixia.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Nell'attuale località di Borgo fu edificato nel X secolo, così come attesterebbe la dicitura in un atto del 991, un castello che ebbe la funzione principale di difesa e controllo, ma anche di riparo e residenza per la popolazione. A seguito della guerra tra l'esercito francese e i soldati spagnoli nel XV secolo il maniero subì pesanti danneggiamenti che furono ripristinati nel 1575. Fu per ordine spagnolo che, a metà del XVIII secolo, ne fu decisa la demolizione lasciando ad oggi soltanto qualche rudere della cinta muraria medievale.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[12]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Piana Crixia sono 71[13], pari all'8,86% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[14]:

  1. Romania, 37

Persone legate a Piana Crixia[modifica | modifica wikitesto]

L'oratorio dell'Annunziata presso la località di Borgo
  • Rosa Margherita Vassallo, figlia di Pietro e Angela Crema, nata il 27 febbraio 1884 in borgata Snardo, ora località Schenardo, nonna paterna di papa Francesco[15].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale comprende, oltre alla località capoluogo di Molino, numerose località e agglomerati urbani. Tra queste Borgo, Cheilini, Lodisio, Praie, San Massimo e Villa per una superficie territoriale di 30,45 km².

Confina a nord con i comuni di Pezzolo Valle Uzzone (CN), Serole (AT) e Merana (AL), a sud con Dego, ad ovest con Castelletto Uzzone (CN), ad est con Spigno Monferrato (AL).

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si basa soprattutto sulla produzione agricola e sull'allevamento del bestiame. Nel territorio vengono coltivati maggiormente i cereali e vigneti, da cui si ricavano prodotti vinicoli, nonché tartufi bianchi e funghi porcini.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

La stazione ferroviaria di Piana

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Piana Crixia è attraversata principalmente dalla strada provinciale 29 del Colle di Cadibona che gli permette il collegamento stradale con Dego, a sud, e Merana (AL), a nord, innestandosi con la strada statale 30 di Val Bormida.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Piana Crixia è dotata di una locale stazione ferroviaria posta sulla linea ferroviaria Alessandria-San Giuseppe di Cairo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1995 Roberto Bracco Partito Socialista Italiano Sindaco
1995 1999 Roberto Bracco Lista civica Sindaco
1999 2004 Luigi Sormano Lista civica Sindaco
2004 2009 Massimo Tappa Lista civica Sindaco
2009 2014 Massimo Tappa Lista civica "Insieme per Piana" Sindaco
2014 in carica Roberto Bracco Lista civica "Progetto per Piana" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Piana Crixia è gemellata con:

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ Gianni Farneti, Fulco Pratesi, Franco Tassi, Appennino Ligure, in Guida alla natura d'Italia, 1ª edizione, Milano, Arnoldo Mondadori Editore / EUROCLUB, febbraio 1979 [1971], p. 171.
    «[...]un raro fenomeno geologico di erosione dovuto alle acque della Bormida di Spigno in epoche remote.».
  5. ^ Il fungo di Piana Crixia
  6. ^ a b c d e f g h i Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2003.
  7. ^ Regio decreto 8 aprile 1863, n. 1234
  8. ^ Regio decreto 10 giugno 1880, n. 5488
  9. ^ Regio decreto 10 giugno 1880, n. 5509
  10. ^ Regio decreto 28 marzo 1929, n. 808
  11. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  14. ^ Dati superiori alle 20 unità
  15. ^ Alberto Parodi, Il Papa scrive al parroco «La mia cara nonna Rosa», in Il Secolo XIX, 17 maggio 2013. URL consultato il 29 ottobre 2014.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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