Calice Ligure

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Calice Ligure
comune
Calice Ligure – Stemma Calice Ligure – Bandiera
Calice Ligure – Veduta
Il municipio di Calice Ligure
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
SindacoAlessandro Comi (Lista civica "Condividere Calice") dal 06/06/2016
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°12′18.34″N 8°17′39.88″E / 44.205094°N 8.294411°E44.205094; 8.294411 (Calice Ligure)Coordinate: 44°12′18.34″N 8°17′39.88″E / 44.205094°N 8.294411°E44.205094; 8.294411 (Calice Ligure)
Altitudine70 m s.l.m.
Superficie20,6 km²
Abitanti1 717[1] (30-4-2017)
Densità83,35 ab./km²
FrazioniCarbuta
Comuni confinantiBormida, Finale Ligure, Mallare, Orco Feglino, Rialto, Tovo San Giacomo
Altre informazioni
Cod. postale17020
Prefisso019
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT009016
Cod. catastaleB409
TargaSV
Cl. sismicazona 3B (sismicità bassa)
Cl. climaticazona D, 1 437 GG[2]
Nome abitanticalicesi
Patronosan Nicola da Bari
Giorno festivoprima domenica di maggio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calice Ligure
Calice Ligure
Calice Ligure – Mappa
Posizione del comune di Calice Ligure nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Càlice Lìgure (Carxi o Corxi in ligure[3]) è un comune italiano di 1.717 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è situato nell'entroterra di Finale Ligure, nella piana fertile sita alla confluenza del torrente Carbuta con il torrente Pora, il nucleo abitato è equilibrato e vasto, gli scenari montani tutt'attorno sono ricchi e suggestivi, il centro abitato è curato e in continua equilibrata espansione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico di Calice Ligure

L'antico territorio di Calice, di cui non rimangono riferimenti e ritrovamenti di una possibile testimonianza di epoca romana, venne compreso nella marca aleramica di Aleramo del Monferrato dal X secolo[4]. In seguito, divenne possedimento di Bonifacio del Vasto nel 1091 e in successione al figlio di quest'ultimo: Enrico I Del Carretto[4].

Citato per la prima volta in un documento del 1233[5] e dominio quindi della famiglia Del Carretto di Savona[4], il feudo calicese entrò a far parte del Marchesato di Finale seguendone le sorti[4]. Proprio le fonti storiche locali testimoniano la fedeltà dei Calicesi verso il marchesato carrettesco, alleanza che nel tempo fu ricambiata con donazioni e protezioni da parte degli stessi marchesi, tra i quali nel 1449 dal marchese Galeotto I Del Carretto che donò una coppa d'argento istoriato alla locale chiesa parrocchiale per la fedeltà prestata nella guerra contro Genova[4].

Tuttavia, quasi cent'anni dopo le parti si rovesciarono e proprio dal borgo di Calice, capitanate dal locale e umile contadino Antonio Capellino, prese avvio, nel 1558[4], la rivolta paesana contro il malgoverno del marchese finalese Alfonso II Del Carretto che ben presto si estese a tutto il marchesato[4]. Una diffusa leggenda locale racconta che lo stesso Antonio Capellino, nel giorno del suo matrimonio, anziché consegnare la propria moglie per il rito feudale dello ius primae noctis, alla testa di un centinaio di uomini portò al marchese Alfonso un'asina[4].

Seguì pertanto le vicissitudini del marchesato finalese con la dominazione del Regno di Spagna dal 1598 al 1713[4], e del successivo acquisto da parte della Repubblica di Genova che mantenne il controllo del marchesato fino al 1796[4]. Il territorio calicese fu teatro sul finire del XVIII secolo degli scontri tra l'esercito francese e l'armata austro-piemontese nel 1794[4] e ancora nel luglio del 1795[4] con gravosi fatti di rappresaglie da ambe le parti. Antica testimonianza della presenza di Napoleone Bonaparte e del suo esercito sono il ritrovamento delle trincee nella località di Pian dei Corsi[4].

Con la dominazione francese napoleonica il territorio di Calice rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile 1798 con i nuovi ordinamenti francesi, fece parte del I Cantone, capoluogo Finale, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V Cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814, venne inserito nel Dipartimento di Montenotte. Tra il 1805 e il 1806 le municipalità di Carbuta e di Monticello verranno soppresse e inglobate come frazioni - rispettivamente - nel comune di Calice e di Finalborgo[6].

Nel 1815 Calice fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel IV mandamento di Finalborgo del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.

Nel 1863[7] assume la denominazione di Calice Ligure. Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1870[8] quando le fu unito il soppresso comune di Perti e ancora nel 1877[9] quando la stessa frazione viene distaccata e aggregata al comune di Finalborgo.

Nelle ultime fasi calde della seconda guerra mondiale il territorio di Calice Ligure fu interessato da una rappresaglia di alcuni membri appartenenti al Battaglione San Marco, impegnato nei rastrellamenti contro le forze partigiane, responsabili dell'uccisione, il 2 febbraio 1945, di undici giovani partigiani presso Pian dei Corsi[4].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Pollupice e, con le nuove disposizioni della Legge Regionale nº 24 del 4 luglio 2008[10], fino al 2011 ha fatto parte della Comunità montana Ponente Savonese.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Calice Ligure-Stemma.png
Calice Ligure-Gonfalone.png
Calice Ligure-Stemma2.png

« Spaccato: nel 1° di rosso al calice d'argento, nel 2° d'azzurro al leone d'oro posto su pianura erbosa di verde. Ornamenti esteriori da Comune »

(Descrizione araldica dello stemma[11])

« Drappo troncato di azzurro e di rosso... »

(Descrizione araldica del gonfalone[11])

Lo stemma è stato concesso con Reale decreto datato 9 giugno 1930 e registrato con leggi patenti il 7 gennaio 1932[11].

Nei primi anni del XX secolo il comune adottò un diverso stemma comunale così descritto:

« Lo stemma, diviso in quattro parti, recava in alto a sinistra la croce dei Liguri a ricordo del passaggio definitivo del Marchesato del Finale alla Repubblica di Genova della quale seguì le sorti fino all'epoca di Napoleone I; in basso a sinistra raffigurava un leone rampante, ritto su di una zampa posteriore, costituente lo stemma dei Marchesi del Carretto; in alto a destra portava un calice, in quanto la disposizione delle colline circondanti il paese danno allo stesso la forma di un calice; in basso a destra riproduceva una stella, a ricordo della partecipazione dei Calicesi, al pari dei fratelli liguri, alle Crociate. »

(Descrizione araldica dello stemma precedentemente in uso[12])

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Nicolò nel capoluogo. Edificata nel XVIII secolo, sui resti di una già preesistente fabbrica del Duecento, presenta una pregiata facciata in stile barocco a due ordini e decorata con stucchi.
  • Oratorio di San Carlo nel capoluogo, risalente alla metà del Settecento e attiguo alla parrocchiale.
  • Cappella di Santa Libera lungo la strada provinciale 17 per Rialto. Fu eretta nel 1550 e venne restaurata nel 1723.
  • Chiesa di San Lazzaro lungo la strada per Gorra (Finale Ligure), presenta un portale del Rinascimento.
  • Chiesa di San Sebastiano lungo la strada per Finalborgo. La struttura è risalente all'ultimo quarto del XV secolo e fu edificata per volere del cardinale finalese Carlo Domenico Del Carretto in stile gotico-rinascimentale. Presenta tre navate, un'abside poligonale e un portale del Cinquecento.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo del Comune a Calice Ligure, edificato tra il 1936 e il 1938.
  • Palazzo Bolla a Calice Ligure.
  • Palazzo Cesio a Calice Ligure.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[13]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Calice Ligure sono 41[14], pari al 2,38% della popolazione totale.

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Grazie alla costruzione di una fattoria eolica nel 2001, con 3 aerogeneratori, e l'installazione di alcuni pannelli fotovoltaici ha permesso al comune di Calice Ligure di conseguire, nel 2005, la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.[15]

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

  • Museo d'arte contemporanea della Casa del Console. Il museo è ospitato dagli anni settanta in un edificio del XIX secolo e fu voluto in memoria di Remo Pastori, un gallerista di Torino[16].

Persone legate a Calice Ligure[modifica | modifica wikitesto]

  • Nicolò Sasso (Calice Ligure, 1661 - L'Avana, 1721), pioniere nel campo della cultura e dell'istruzione, a lui è intitolata la locale scuola primaria statale.
  • Giuseppe Cesio (Calice Ligure, 1817 - Calice Ligure, 1865), medico, fu sindaco di Calice dal 1844 al 1847. A lui è intitolata la più grande piazza del comune e la sede della locale pubblica assistenza Croce Bianca.
  • Giacomo Massa (Calice Ligure, 1819 - Calice Ligure, 1893), fu sindaco di Calice dal 1850 al 1877. Fu inoltre il promotore della strada carrozzabile per Finale Ligure. Il re Vittorio Emanuele II di Savoia gli insignì il titolo di Cavaliere dell'Ordine della Corona d'Italia.
  • Nicolò Massa (Calice Ligure, 1854 - Calice Ligure,1894), musicista.
  • Carlo Nangeroni (New York, 1922), pittore, stabilì a Calice Ligure la sua residenza estiva dal 1964.
  • Emilio Scanavino (Genova, 1922 - Milano, 1986), pittore e scultore, le cui origini familiari erano calicesi, visse dal 1962 nel quartiere di Eze dove realizzò inoltre il suo studio e laboratorio di ceramica[17].

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale è costituito, oltre che dal capoluogo, dall'unica frazione di Carbuta - storicamente riconosciuta dalla comunità calicese e dallo statuto comunale - per una superficie territoriale di 20,60 km²[18].

Confina a nord con il comune di Mallare, a sud con Tovo San Giacomo e Finale Ligure, ad ovest con Bormida e Rialto e Tovo San Giacomo, ad est con Mallare, Orco Feglino e Finale Ligure.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Calice Ligure basava, fino ad alcuni anni fa, principalmente la sua economia sulla coltivazione degli alberi da frutto come pesca, arancio, vite e ulivi. Era molto attiva la lavorazione del legno - oggi in poche aziende artigiane rimaste - e nel passato l'estrazione di grafite in una miniera del territorio era fonte di lavoro per gli abitanti della borgata di Cravarezza, ormai completamente disabitata. La miniera ha cessato la propria attività da oltre trent'anni. Un buon numero di lavoratori calicesi gravitano oggi nell'area di Finale Ligure, soprattutto dipendenti delle industrie aeronautiche Piaggio.

Fiorente nel periodo estivo il turismo vacanziero che può giovarsi di alcune strutture ricettive presenti sul territorio. Il commercio locale si giova della presenza di alcune attività di vendita al dettaglio e di una storica cooperativa di consumo molto attrezzata.

Calice Ligure è stato uno dei primi comuni della Liguria, assieme a Varese Ligure nello spezzino e Bormida ed Osiglia, ad avere una fattoria eolica della potenza di 2,5 MW e in via di prossima autorizzazione un potenziamento per altri 2,55 MW.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Calice Ligure è situata all'interno di Finale Ligure, da Finalborgo si raggiunge percorrendo la strada provinciale 17 che costeggia il torrente Pora percorrendo circa 5 km. Da Calice si può poi proseguire per la frazione di Carbuta e le località di Pian dei Corsi e Colle del Melogno da dove si può raggiungere sia Bormida, sia Osiglia, oppure immettersi nella strada provinciale 490 del Colle del Melogno che conduce a Calizzano e, valicando il confine ligure-piemontese, a Bagnasco nella val Tanaro. Proseguendo lungo il Pora si raggiunge il comune di Rialto.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1831 1836 Filippo Cesio Sindaco
1844 1847 Giuseppe Cesio Sindaco
1848 1850 Giovanni Cesio Sindaco
1850 1877 Giacomo Massa Sindaco
1985 1990 Luigi Bianchi Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Luigi Bolla Democrazia Cristiana, poi Partito Popolare Italiano Sindaco
1995 1999 Enrico Richeri Lista civica di centro-sinistra Sindaco
1999 2004 Enrico Richeri Democratici di Sinistra Sindaco
2004 2009 Gio Batta Decia Lista civica di centro-sinistra "Insieme per Calice" Sindaco
2009 2014 Livio Sterla Lista civica di centro-destra "Nel cuore Calice" Sindaco
2014 5 febbraio 2016 Salvatore Paonessa Lista civica di centro-destra "Nel cuore Calice" Sindaco [19]
24 febbraio 2016 6 giugno 2016 Livio Sterla Lista civica di centro-destra "Nel cuore Calice" Vicesindaco [20]
2016 in carica Alessandro Comi Lista civica "Condividere Calice" Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 30 aprile 2017.
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n Fonte dal sito del comune di Calice Ligure-Cenni storici, su comune.calice-ligure.sv.it. URL consultato il 5 novembre 2012.
  5. ^ Fonte dal libro di Enzo Bernardini, Borghi nel verde. Viaggio nell'entroterra della Riviera Ligure delle Palme, San Mauro (TO), Tipografia Stige, 2003.
  6. ^ Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 5 novembre 2012.
  7. ^ Regio decreto 8 aprile 1863, n. 1234
  8. ^ Regio decreto 31 gennaio 1870, n. 5500
  9. ^ Regio decreto 3 maggio 1877, n. 3826
  10. ^ Legge Regionale n° 24 del 4 luglio 2008
  11. ^ a b c Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  12. ^ Fonte dal sito Calice Ligure.org, su caliceligure.org. URL consultato il 5 novembre 2012.
  13. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  14. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  15. ^ Fonte dal sito del comune di Calice Ligure-Certificazione ambientale, su comune.calice-ligure.sv.it. URL consultato il 4 novembre 2012.
  16. ^ Fonte dal sito del comune di Calice Ligure-Museo "Casa del Console", su comune.calice-ligure.sv.it. URL consultato il 9 novembre 2012 (archiviato dall'url originale il 16 novembre 2012).
  17. ^ Fonte dal libro di Stefano Delpino, Gianni Viola, Emilio Scanavino & C - La leggenda degli Artisti di Calice Ligure, Genova, De Ferrari Editore, 2006.
  18. ^ Fonte dallo statuto comunale di Calice Ligure (PDF), su incomune.interno.it. URL consultato il 4 novembre 2012.
  19. ^ Deceduto durante la carica amministrativa
  20. ^ Subentra con Decreto del Presidente della Repubblica del 24 febbraio 2016 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 58 del 10 marzo 2016

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN245449854
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