Calizzano

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Calizzano
comune
Calizzano – Stemma Calizzano – Bandiera
Piazza del centro storico
Piazza del centro storico
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
Sindaco Pierangelo Olivieri (Lista civica "Obbiettivo comune per Calizzano") dal 07/05/2012
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°14′06.99″N 8°06′55.45″E / 44.235275°N 8.115403°E44.235275; 8.115403 (Calizzano)Coordinate: 44°14′06.99″N 8°06′55.45″E / 44.235275°N 8.115403°E44.235275; 8.115403 (Calizzano)
Altitudine 647 m s.l.m.
Superficie 62,74 km²
Abitanti 1 545[1] (31-12-2011)
Densità 24,63 ab./km²
Frazioni Caragna, Mereta, Vetria
Comuni confinanti Bagnasco (CN), Bardineto, Bormida, Garessio (CN), Magliolo, Massimino, Murialdo, Osiglia, Priola (CN), Rialto
Altre informazioni
Cod. postale 17057
Prefisso 019
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009017
Cod. catastale B416
Targa SV
Cl. sismica zona 3B (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 927 GG[2]
Nome abitanti calizzanesi
Patrono Madonna delle Grazie
Giorno festivo 2 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Calizzano
Calizzano
Posizione del comune di Calizzano nella provincia di Savona
Posizione del comune di Calizzano nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Calizzano (Karitsàn[3] o Calissan[4] in ligure) è un comune italiano di 1.545 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Calizzano si trova nell'alta val Bormida, nell'entroterra ligure della Riviera di Ponente, al confine tra la Liguria e il Piemonte lungo l'ampia e fertile conca del fiume Bormida di Millesimo. La grande faggeta del Colle del Melogno raggiunge il territorio di Calizzano con la foresta detta "della Barbottina" dove vi è la presenza di un grosso albero di faggio di quasi duecento anni, alto 37 m e del diametro di 347 cm; nei pressi del bosco di Rionero si trova invece un massiccio castagno di cinque metri di diametro e con oltre i 250 anni di vita. Il territorio calizzanese è altresì ricco di corsi d'acqua con ben tredici sorgenti, tra queste la fonte Bauda utilizzata nell'attività d'imbottigliamento.

Il territorio comunale è formato, oltre che dal capoluogo Calizzano, anche dalle tre frazioni di Caragna, Mereta e Vetria e dalle diciannove regioni di Barbassiria, Bosco, Camporosso, Caragnetta, Carisciano, Durante, Ferriera Nuova, Frassino, Giaire, Granei, Marenchi, Maritani, Melogno, Miniera, Riini, Rio Nero, Tomaloni, Valle Superiore, Zerboraglia - storicamente riconosciute dallo statuto civico - per una superficie territoriale di 62,74 km².[5]

Confina a nord con i comuni di Massimino, Murialdo e Osiglia, a sud con Bardineto e Magliolo, ad ovest con Massimino, Bagnasco, Priola e Garessio, ad est con Osiglia, Bormida, Rialto e Magliolo. Attraverso il Colle dei Giovetti (912 m s.l.m.), ai confini amministrativi con Murialdo, è possibile il collegamento con la val Tanaro e Massimino.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Pur distando, in linea d'aria, solo 16 km dal mare, Calizzano gode di un clima temperato oceanico degradato, semi-continentale, con forti escursioni termiche giornaliere durante tutti i mesi dell'anno e moderate escursioni annuali. In gennaio la temperatura media giornaliera si mantiene di pochi decimi al di sopra dello 0 °C: le minime notturne registrano infatti valori medi prossimi ai -5 °C, ma temperature inferiori ai -10 °C si possono ripetere con una certa frequenza durante i periodi in cui prevalgono correnti settentrionali o nelle notti serene, se c'è neve al suolo; le massime diurne invece si attestano mediamente sui +6 °C, anche se non sono inusuali pomeriggi più tiepidi e non sono infrequenti neppure le giornate di ghiaccio; (nel 1985 il record di temperatura minima fu di -24 °C). La neve è piuttosto frequente da novembre a marzo, e durante le annate più fredde il manto nevoso può resistere tutto l'inverno.

In estate i dì sono caldi e moderatamente afosi (certe volte con punte di oltre 30 °C), ma le notti sono sempre abbastanza fresche grazie alla notevole inversione termica di cui gode la conca dove il paese è ubicato; il mese più caldo è luglio, con una media giornaliera di circa +20,5 °C. Temperatura media: 10,1 °C

CALIZZANO
(1970-2013)
Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic Inv Pri Est Aut
T. max. mediaC) 6 8 11 15 18 23 27 26 22 15 9 6 6,7 14,7 25,3 15,3 15,5
T. min. mediaC) −6 −3 2 5 8 11 14 13 10 5 1 −4 −4,3 5 12,7 5,3 4,7
Giorni di calura (Tmax ≥ 30 °C) 0 0 0 0 0 1 6 5 0 0 0 0 0 0 12 0 12
Giorni di gelo (Tmin ≤ 0 °C) 28 22 10 3 0 0 0 0 0 2 11 24 74 13 0 13 100

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Via Giuseppe Garibaldi nel centro storico calizzanese

I primi insediamenti umani sembrerebbero risalire al Paleolitico medio, grazie al ritrovamento dei resti di un castellaro pre romano fra gli odierni centri di Calizzano e Bardineto. In epoca romana è citato con il toponimo Caliciana, insediamento di cui non rimane traccia. Nell'alto medioevo il toponimo di Calizzano, conosciuto come Caliciano, apparve solamente nel 1077[6] in un atto di cessione delle terre e della chiesa all'abbazia di Ferrania (Cairo Montenotte); in precedenza era sotto la giurisdizione ecclesiale dell'abbazia di San Pietro in Varatella a Toirano.

Possedimento della Marca Aleramica di Bonifacio del Vasto dal 1091[6], il feudo, nel 1142, venne ceduto ad Enrico I Del Carretto seguendo così le sorti del Marchesato del Finale[6]. Nel 1335 Carlo IV di Lussemburgo confermò il dominio terriero della famiglia Del Carretto che mantenne quindi l'investitura del castello, del territorio di Calizzano e delle terre circostanti[6].

Nonostante un atto del 7 giugno 1444 sancì il gesto di fedeltà della popolazione calizzanese verso i marchesi Del Carretto[6] fu proprio un componente della famiglia carattesca, Marco Del Carretto, signore di Calizzano, nella guerra di dominio tra la Repubblica di Genova e il marchesato finalese del 1447-1452, a tradire[6] un altro componente della famiglia (Galeotto Del Carretto) stipulando una sorta di convenzione pacifica tra il borgo con la repubblica genovese[6]. La reazione al tradimento fu tremenda; il borgo venne saccheggiato ed incendiato, il castello distrutto, costringendo alla fuga Marco Del Carretto ed i suoi cugini e scatenando una profonda crisi economica tra gli abitanti, costretti all'elemosina[6]; l'episodio riportò il feudo calizzanese nelle mani del marchese Galeotto[6].

Tra il 1530 e il 1540 vennero compiute nuove opere costruttive, quali il convento dei Domenicani e la chiesa dell'Annunziata al Pasquale[6]. Successivamente verrà ampliata, grazie all'abbattimento delle mura, anche la chiesa di San Lorenzo[6].

Nel 1572, a causa dell'alleanza francese del marchese Del Carretto, truppe provenienti dalla Spagna invasero il marchesato finalese e le sue terre feudali, tra cui Calizzano[6]. La popolazione del marchesato non riuscì ad imporre resistenza, soggiogata dalla cessione del borgo a Filippo III di Spagna da parte di Andrea Forza Del Carretto. Calizzano giurò in seguito la propria fedeltà al nuovo governatore marchesale Don Pedro de Toledo e al regno spagnolo; il governatore confermò gli stessi statuti, il 27 febbraio 1603, varati dalla famiglia Del Carretto nel 1600[6].

Il borgo vide così "invasioni" di soldati spagnoli ed alemanni provvedendone, tra l'altro, al loro sostentamento e alloggio fino allo scoppio della peste bubbonica nel 1631[6], che mise in ginocchio il paese intero.

Lo stemma civico realizzato in ciottolato in una piazza del centro calizzanese

Nel 1713 il trattato di Utrecht stabilì la fine del dominio spagnolo e il conseguente passaggio del marchesato finalese alla Repubblica di Genova[6]. Nuove guerre locali si scatenarono intorno al 1747-1748 quando truppe piemontesi, comandate dal Regno di Sardegna, cercarono di sottrarre le terre alla repubblica genovese per poi cederle alla famiglia Del Carretto. Il trattato di Aquisgrana ristabilì il dominio genovese sulle terre[6].

Durante l'invasione francese del 1797, comandate da Napoleone Bonaparte, il borgo subì gli scontri tra l'esercito d'oltralpe con l'esercito dell'impero austro-ungarico, divenuto possessore delle terre dopo l'occupazione di Genova e della Liguria. Negli incendi, appiccati da entrambi gli schieramenti, finirono bruciate le chiese ed il convento[6].

Con la dominazione francese il territorio di Calizzano rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del X cantone, come capoluogo, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del V cantone delle Arene Candide nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Calizzano fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel II mandamento omonimo del Circondario di Albenga facente parte della Provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Dal 1973 al 30 aprile 2011 ha fatto parte della Comunità Montana Alta Val Bormida, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010[7] e in vigore dal 1º maggio 2011[8].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Calizzano-Stemma.png
Calizzano-Gonfalone.png
« Aquila bicipite sormontata da una corona marchionale in campo d'oro della parte superiore, nella parte inferiore dello scudo dieci bande trasversali poste diagonalmente e alternate negli smalti porpora e oro »
(Descrizione araldica dello stemma[9])
« Drappo tagliato di rosso e di giallo... »
(Descrizione araldica del gonfalone[9])


Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa parrocchiale di San Lorenzo nel centro storico di Calizzano. La sua costruzione risale tra il 1587 e il 1600 da una precedente ricostruzione in stile romanico. Al suo interno, sono conservate tele del XVI secolo dipinte da autori ignoti, oltre che un dipinto raffigurante la Sacra Famiglia di Domenico Piola. Gli interni sono stati dipinti nel 1909, dal pittore torinese Luigi Morgari. Sono inoltre conservati un crocifisso processionale e una statua raffigurante San Giovanni Battista della scuola di Anton Maria Maragliano. La torre campanaria, posta accanto alla chiesa, è del XIV secolo.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nel centro storico di Calizzano. Conserva al suo interno affreschi del XVII secolo.
  • Cappella della Madonna della Neve in regione Barbassiria.
  • Cappella dei Santi Giacomo e Filippo in regione Bosco. All'interno è conservato un dipinto dei due santi inginocchiati ai piedi della Madonna del Pilar.
  • Chiesa parrocchiale di Sant'Agostino nella frazione di Caragna.
  • Cappella di San Bartolomeo nella frazione di Caragna.
  • Cappella di San Felice in regione Caragnetta.
  • Santuario di Nostra Signora delle Grazie in regione Frassineto, già chiesa parrocchiale ed eretto forse intorno al II secolo. Conserva un portico romanico affrescato e un campanile che ha mantenuto inalterate le linee primitive.
  • Cappella di San Bernardo in regione Frassino.
  • Cappella di Sant'Anna e San Gioacchino in regione Maritani.
  • Cappella dei Santi Gervasio e Protasio nella frazione di Mereta.
  • Cappella di San Matteo in regione Riini.
  • Cappella di San Rocco nella località di San Rocco.
  • Cappella di San Mauro in regione Valle Superiore. A pianta rettangolare con soffitto a volta a botte, fu un'importante crocevia per i viandanti e pellegrini nel Medioevo.
  • Chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo nella frazione di Vetria.
  • Cappella della Confraternita di San Giovanni Battista nella frazione di Vetria.
  • Cappella di San Magno in regione Zerboraglia.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Franchelli, sede del municipio.
  • Palazzo Franchelli. Ora sede del municipio è stato costruito nel XVIII secolo. Passò ai conti Franchelli grazie al matrimonio di Maddalena di Ceva con Carlo Antonio Franchelli. I Franchelli (di antica famiglia originaria di Franclens nell'alta Savoia, passata anteriormente al 1600 a Bardineto ed infine, per predetto matrimonio a Calizzano), ospitarono, negli anni 1694-1696, ufficiali del duca di Savoia. Il 12 ottobre del 1714, vi ospitarono parte della corte della principessa Elisabetta Farnese di Parma che passava da Calizzano diretta a Finale Ligure onde andare sposa al re Filippo V di Spagna. Il palazzo, già Ceva, conserva affreschi del Biella e pregevoli mobili antichi, ha nel soffitto di un'ala e un preziosamente lavorato cornicione in bronzo dorato. Oggi è metà del Comune di Calizzano e l'altra metà dei Leale discendenti dai conti Franchelli. Alcuni discendenti dai conti Franchelli oggi risiedono anche a Sanremo e a Bardineto. I Franchelli (Carlo Antonio) verso il 1698, furono nominati conti da Vittorio Amedeo II di Savoia e, verso il 1735 (Carlo Domenico) ottenne da Carlo Emanuele III di Savoia, il feudo della Franchella. I Franchelli inoltre, sono discendenti della stirpe Aleramica.
  • L'accesso al borgo storico medievale di Calizzano, chiuso da mura e dominato ad ovest dal duecentesco castello carattesco, avveniva attraverso le tre porte dette "di San Rocco", "della Barbacana" e "del Mulino". La prima, rivolta verso nord, era caratterizzata da un ponte levatoio il quale permetteva il collegamento del nucleo medievale attraversando il rio di San Rocco; nella seconda, rivolta a sud, era presente una torre di guardia trasformata in seguito nell'isolato campanile della chiesa parrocchiale di San Lorenzo; la terza, verso est, conduceva il passaggio verso la villa di Frassino.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il forte Centrale del Melogno attraversato dalla SP 490
  • Castello di Calizzano. Edificato sull'altura che domina il sottostante borgo e lo snodo stradale, dell'antico edificio, costruito probabilmente da Enrico II Del Carretto nel XIII secolo, ne rimangono pochi resti dopo le distruzioni avvenute nel XV secolo e definitivamente in epoca napoleonica.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Nel territorio comunale di Calizzano sono presenti e preservati due siti di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il primo sito - condiviso con Massimino e Murialdo - è collocato nell'area boschiva del Bric Zerbì e zone adiacenti in cui insistono faggete e castagneti. Oltre ad alcune specie di orchidee, sono segnalate in questa area la calta palustre (Caltha palustris) e l'aquilegia scura (Aquilegia atrata). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e i rapaci sparviero (Accipiter nisus) e falco pecchiaiolo (Pernis apivorus)[10].

Il secondo - condiviso con Bardineto, Boissano, Bormida, Castelvecchio di Rocca Barbena, Giustenice, Loano, Magliolo, Osiglia, Pietra Ligure, Rialto e Toirano - è collocato nell'area boschiva tra il monte Carmo di Loano e il monte Settepani in cui insistono foreste, praterie, versanti rupestri, cavità di interesse speleologico e formazioni carsiche; nella stessa area è presente la Foresta regionale della Borbottina. Oltre alle zone boschive comprensivi di faggi, pini silvestri e abeti bianchi, sono segnalate le presenze del rododendro, del ginepro nano del Bric dell'Agnellino, la campanula di Savona (Campanula sabatia), la genziana ligure (Gentiana ligustica), le orchidee, la primula marginata (Primula marginata), lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e l'arnica montana (Arnica montana). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes); tra i mammiferi il gatto selvatico (Felis silvestris) e alcuni chirotteri del genere dei rinolofi (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus euryale, Rhinolophus hipposideros)[11].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Il monumento ai caduti, sullo sfondo il campanile della parrocchiale.

Abitanti censiti[12]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Calizzano sono 99[13], pari al 6,63% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[14]:

  1. Romania, 35
  2. Albania, 33

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Il salone "Giuseppe Verdi"

Musica[modifica | modifica wikitesto]

  • Corpo bandistico musicale di Calizzano, fondato nel 1859.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Festa patronale della Madonna delle Grazie, il 2 luglio, con processione e fiaccolata verso il santuario omonimo; nella stessa ricorrenza vi si svolge il Palio dei Rioni.
  • Festival delle acque e delle erbe di campo, nel mese di maggio.
  • "Funghinpiazza", la seconda domenica di ottobre. Mostra micologica e stand gastronomici.
  • Festa d'Autunno, la terza domenica di ottobre.

Persone legate a Calizzano[modifica | modifica wikitesto]

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si basa principalmente sull'agricoltura e la silvicultura con le sue rinomate e vaste zone boschive; sono presenti alcune segherie, il turismo è in continua crescita, rinomati i ristoranti e gli alberghi. Ottima la raccolta e la vendita delle castagne e dei funghi, questi ultimi sono un prodotto tipico di Calizzano che vanta per questo una antica tradizione artigiana alimentare (funghi secchi e sottolio di altissima qualità in vendita nei negozi locali specializzati).

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il centro di Calizzano è attraversato principalmente dalla strada provinciale 490 del Colle del Melogno che permette il collegamento stradale con Magliolo - ad est - e con Massimino a nordovest. Ulteriori arterie viarie del territorio calizzanese sono la provinciale 51 per Murialdo, la provinciale 52 per Bardineto e la provinciale 47 per Garessio che nel tratto piemontese assume la denominazione di SP 213.

È allo studio in fase avanzata una tratta autostradale tra il comprensorio di Albenga e Carcare - Predosa (AL), che prevederebbe un'uscita a Calizzano.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1990 Roberto Cannoniero Democrazia Cristiana Sindaco
1990 1995 Franco Coppi Lista civica Sindaco
1995 1999 Giuseppe Tabò Partito Socialista Italiano Sindaco
1999 25 agosto 2001 Giuseppe Tabò Partito Socialista Italiano Sindaco [15]
25 agosto 2001 27 maggio 2002 Vicesindaco [16]
2002 2007 Enrico Mozzoni Lista civica Sindaco
2007 2012 Enrico Mozzoni Lista civica "Progetto per Calizzano" Sindaco
2012 in carica Pierangelo Olivieri Lista civica "Obbiettivo comune per Calizzano" Sindaco

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dati Istat al 31-12-2011
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 117.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dallo statuto comunale di Calizzano (PDF), incomune.interno.it. URL consultato il 12 dicembre 2012.
  6. ^ a b c d e f g h i j k l m n o p q Fonte dal sito del comune di Calizzano-Storia, comunedicalizzano.it. URL consultato il 12 dicembre 2012.
  7. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  8. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  9. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  10. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria, natura2000liguria.it. URL consultato il 15 novembre 2012.
  11. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria, natura2000liguria.it. URL consultato il 16 novembre 2012.
  12. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  13. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  14. ^ Dati superiori alle 20 unità
  15. ^ Deceduto durante la carica amministrativa
  16. ^ Subentra con Decreto del Presidente della Repubblica dell'11 settembre 2001 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 223 del 25 settembre 2001

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria