Aleramo del Monferrato

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Marchesato del Monferrato
Aleramici
Coat of arms of the House of Alerami.svg
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Ritratto di Aleramo. Affresco presso l'abbazia di Grazzano

Aleramo figlio di Aldeprando di Sassonia (Sezzadio, 904Grazzano in Monferrato, 993) fu marchese del Monferrato, fondatore della casa degli Aleramici.

Vita[modifica | modifica wikitesto]

Poco si conosce della vita del marchese Aleramo. Egli era figlio di Aldeprando di Sassonia discendente di Vitichindo, capo dei sassoni. Aleramo sposò la principessa Alasia da cui ebbe 4 figli, 3 maschi e una femmina.

Aleramo fu nominato marchese il 21 marzo 967 dall'imperatore tedesco, re d'Italia, Ottone I di Sassonia.

Aleramo ebbe tre figli maschi, Ottone, Anselmo e Guglielmo (morto ante 961). Poco si conosce anche su di loro. Probabilmente, alla morte del padre, i due figli superstiti gestirono in modo consortile le terre a lui appartenute, anche se iniziarono a delimitare le loro aree d'influenza: fu così che da Ottone discesero gli Aleramici di Monferrato (termine, tra l'altro, allora molto vago) e da Anselmo gli Aleramici di Savona, fra cui i Del Vasto.

Alla morte la tradizione ritiene che fu sepolto nell'Abbazia di Grazzano, da lui fondata in precedenza.

La leggenda di Aleramo[modifica | modifica wikitesto]

La tomba del marchese Aleramo

. La leggenda riportata dal domenicano Iacopo d'Acqui nato nel 1334 e resa immortale dalla versione di Giosuè Carducci contenuta nel volume Cavalleria e Umanesimo), narra che il marchese Aleramo sia nato presso Acqui Terme (più precisamente nell'abbazia di Santa Giustina a Sezzadio) durante il pellegrinaggio dei nobili genitori tedeschi. Rimasto orfano dei suoi genitori, il bel Aleramo venne ingaggiato nell'esercito imperiale ed entrò alla corte dell'imperatore Ottone I, ove conobbe Alasia, figlia dell'Imperatore, e tra i due nacque un tenero sentimento.

Incapaci di riferire la cosa a sua maestà temendo un rifiuto al matrimonio, i due innamorati scapparono nelle terre natali di Aleramo. Nella fuga usarono lei un cavallo bianco e lui uno rosso (da qui lo stemma bianco e rosso). Aleramo non riuscì a vivere senza combattere per difendere la pace. Quando l'imperatore Ottone venne a conoscenza della cosa, volle incontrare il coraggioso giovane e perdonò i due amanti. Ad Aleramo concesse allora, in un impeto di generosità, tante terre quante egli fosse riuscito a percorrerne cavalcando senza sosta. Il territorio che egli percorse è il Monferrato: tale nome deriva da mun (mattone) e da frà (ferrare), ovverosia i mattoni utilizzati per ferrare i 3 cavalli che Aleramo cavalcò.

Esistono però diverse varianti della leggenda, come quella che vuole Aleramo ottenere il territorio che fosse riuscito a cavalcare in tre giorni e tre notti, e che il nome Monferrato deriva dall'aver usato un mattone (mòn) come martello, per ferrare il cavallo che aveva perso un ferro (fér) durante la corsa.

Altri fanno risalire il nome Monferrato ai numerosi castelli in mattoni fortificati che sono presenti in Monferrato. In questo caso il dono del territorio viene fatto risalire non al suo amore con la figlia di Ottone, ma al valore dimostrato nella liberazione della Liguria occidentale e del basso Piemonte dai cosiddetti saraceni.

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rinaldo Merlone, Prosopografia aleramica, BSBS, anno LXXXI 1983, secondo semestre.
  • G.B. Moriondo, Monumenta Aquensia, I, Torino 1789, coll. 289-294
  • Raoul Molinari (a cura di), La Marca Aleramica. Storia di una regione mancata, Umberto Soletti Editore, Baldissero d'Alba, 2008.
  • Giancarlo Patrucco, Sulle tracce di Aleramo. Dalla Borgogna al Monferrato, Circolo Culturale "I Marchesi del Monferrato", Alessandria 2013, ISBN 978-88-97103-05-9

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Marchese del Monferrato Successore Armoiries Montferrat.png
Guglielmo I, non titolare 967 - 991 Ottone I