Villanova d'Albenga

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Villanova d'Albenga
comune
Villanova d'Albenga – Stemma
Villanova d'Albenga – Veduta
Scorcio del centro storico
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
SindacoPietro Balestra (Lista civica "Torre e Mura Civiche") dal 26/05/2014
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°02′45.63″N 8°08′35.28″E / 44.046008°N 8.143133°E44.046008; 8.143133 (Villanova d'Albenga)Coordinate: 44°02′45.63″N 8°08′35.28″E / 44.046008°N 8.143133°E44.046008; 8.143133 (Villanova d'Albenga)
Altitudine29 m s.l.m.
Superficie15,89 km²
Abitanti2 657[1] (31-12-2015)
Densità167,21 ab./km²
FrazioniBossoleto, Ligo, Marta
Comuni confinantiAlassio, Albenga, Andora, Garlenda, Ortovero
Altre informazioni
Cod. postale17038
Prefisso0182
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT009068
Cod. catastaleL975
TargaSV
Cl. sismicazona 3A (sismicità bassa)
Cl. climaticazona C, 1 258 GG[2]
Nome abitantivillanovesi
Patronosanto Stefano
Giorno festivo26 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Villanova d'Albenga
Villanova d'Albenga
Villanova d'Albenga – Mappa
Posizione del comune di Villanova d'Albenga nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Villanova d'Albenga (Villanêuva d'Arbenga in ligure[3]) è un comune italiano di 2.657 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Villanova d'Albenga sorge alla confluenza dei torrenti Arroscia e Lerrone.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Le mura che cingono l'abitato

Risale al 7 dicembre 1250[4] l'atto ufficiale del Comune di Albenga con il quale viene sancita la fondazione del nuovo borgo di "Villanova". Una costruzione quella degli Albenganesi voluta per contrastare il vicino dominio dei marchesi di Clavesana[4] e dei vari signorotti del territorio legati alla famiglia, in una nuova politica d'espansione non più legata alla costa ponentina, ma all'entroterra della piana ingauna.

Il nucleo villanovese fu dotato di mura e torri difensive - ancora oggi presenti e in alcuni punti del borgo ben conservate nella loro originarietà - dove anche gli abitanti dei piccoli centri vicini potevano trovare rifugio e/o contribuire con l'allevamento e il lavoro agricolo al sostentamento della comunità. Il territorio di Villanova d'Albenga e delle "ville" minori furono quindi amministrati secondo le leggi e le autorità albenganesi che inquadrarono questa zona del distretto albenganese come un'unica circoscrizione amministrativa[4].

Occupata per un breve periodo del XV secolo dai signori di Calizzano[4], il borgo seguì nei secoli successivi le vicissitudini storiche di Albenga e della Repubblica di Genova[4].

In una delle tante battaglie tra lo stato genovese e il Ducato di Savoia, nel corso del XVII secolo, anche Villanova fu interessata dal passaggio delle truppe e dai relativi scontri che però non minarono la fedeltà della comunità verso Genova[4].

Il pozzo del centro storico villanovese

Con la successiva dominazione napoleonica è probabile l'istituzione di un'autonoma municipalità rispetto ad Albenga e che rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure[4]. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del I cantone, con capoluogo Albenga, della Giurisdizione di Centa[4] e dal 1803 centro principale del IV cantone del Centa nella Giurisdizione degli Ulivi[4].

Annessa al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserita nel Dipartimento di Montenotte[4].

Nel 1815 Villanova d'Albenga fu inglobata nel Regno di Sardegna[4], così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861[4]. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel I mandamento di Albenga del circondario di Albenga[4] facente parte della provincia di Genova.

Nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona[4].

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Ingauna.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Villanova d'Albenga-Stemma.png

« D'oro, alla muraglia rossa con sette merli alla guelfa, fortificata con torri di tre merli e sormontata da fragole, violette e una pesca, ordinate in fascia »

(Descrizione araldica dello stemma[5])

« Drappo troncato di rosso e giallo... »

(Descrizione araldica del gonfalone[5])

Lo stemma ufficiale e il gonfalone sono stati approvati con l'apposito Decreto del Presidente della Repubblica datato al 27 giugno del 1983.[6]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Chiesa di Santa Caterina d'Alessandria. Sita nel borgo storico villanovese, la sua struttura si presenta ad unica navata. Tra i tanti arredi e opere sono custoditi tre pale d'altare: la Trinità fra la Madonna e santi; la Madonna Regina e santi; la Madonna del Carmine (XVIII secolo). È presente inoltre un affresco della titolare della chiesa datato al 1632.
  • Oratorio di San Giovanni Battista. Sede dell'omonima confraternita nel borgo di Villanova, conserva diversi cicli di affreschi quali la Teoria di Santi e Madonna col Bambino del XIV secolo e la Passione di Gesù del XV secolo. Oltre ai tradizionali crocifissi processionali è inoltre conservata una statua del Cristo morto dello scultore Giovanni Battista Drago databile al 1834.
  • Chiesa di Santo Stefano di Cavatorio, sita a Pian Cavatorio nei pressi del locale cimitero, fu costruita nel XII secolo in stile romanico, ma in seguito più volte modificata. L'edificio è affiancato da una torre campanaria cuspidata e aperta da bifore del XIII secolo.
  • Chiesetta di Santa Maria della Rotonda o Santa Maria del Soccorso. Situata lungo la strada per Garlenda, fu eretta nel 1520 in stile rinascimentale con pianta centrale ed è affiancata da un tozzo campanile cuspidato. Il diametro interno della chiesa è di 10,40 metri.
  • Chiesetta-santuario di Nostra Signora delle Grazie in stile barocco. All'interno è presente, oltre ad una statua in legno della Madonna delle Grazie dello scultore Barabino di Genova del 1804, un affresco con al centro la Vergine col Bambino e i santi Rocco e Sebastiano.
Il santuario di Nostra Signora delle Grazie
  • Chiesa di Nostra Signora dell'Assunta nella frazione di Bossoleto.
  • Chiesa di San Marco nella borgata storica di Coasco.
  • Chiesa parrocchiale di San Bernardo presso la frazione di Ligo.
  • Oratorio di San Giovanni Battista nella frazione di Ligo e sede dell'omonima confraternita locale.
  • Santuario di Nostra Signora della Neve presso la frazione di Ligo. Anticamente l'area era dominata dal locale castello eretto su un poggio, nei pressi dell'odierno edificio di culto, dal Comune di Albenga dopo l'acquisto nel XIV secolo.
  • Chiesa di Santa Marta nella frazione di Marta.

Centro storico[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato, costruito a pianta poligonale, si presenta ancora in buona parte circondato dall'antica cinta muraria con la presenza delle dieci torri e delle due porte d'accesso. Al centro del borgo si conserva il pozzo medievale, divenuto simbolo di Villanova e fino agli anni trenta del XX secolo l'unico distributore d'acqua potabile per gli abitanti, con le catene e i secchi d'epoca.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Una delle porte d'accesso al borgo di Villanova

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[7]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti a Villanova d'Albenga sono 162[8], pari al 6,05% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[9]:

  1. Marocco, 57
  2. Albania, 21

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2005[10] il Comune di Villanova d'Albenga ha conseguito la certificazione del proprio sistema di gestione ambientale conformemente alla norma ISO 14001.

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Vige il sistema di raccolta differenziata porta a porta dei rifiuti urbani. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Villanova d'Albenga[11] 21.0% 29.4% 48.6% 58.1% 59.1% 64,07% 66.4%

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa di Santa Maria del Soccorso, detta "La Rotonda"

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalle tre frazioni di Bossoleto, Ligo e Marta e dalla borgata storica di Coasco per una superficie territoriale complessiva di 15,89 km²[12].

Confina a nord con i comuni di Ortovero e Albenga, a sud con Andora e Alassio, ad ovest con Ortovero, Casanova Lerrone e Garlenda e ad est con Albenga ed Alassio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Fino agli anni settanta inoltrati del XX secolo, basava la sua principale risorsa economica sull'attività agricola, specie nella coltivazione di alberi da frutta. Nel territorio veniva inoltre praticata la produzione di fiori, tra cui le famose violette.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Villanova d'Albenga è attraversato principalmente da due strade provinciali: la SP 453 della Valle Arroscia - che permette il collegamento con Albenga, ad est, e Ortovero ad ovest - e la SP 6 che attraversa il territorio villanovese e quello attiguo di Garlenda; un'altra arteria stradale è la SP 55 per il territorio di Alassio.

Nel 2004 è stato aperta al traffico veicolare la strada statale 717 di Villanova di Albenga che permette ad est il collegamento con la ex strada statale 582 del Colle di San Bernardo - nei pressi della frazione albenganese di Leca - e verso sud con la viabilità ordinaria di Alassio.

Aeroporti[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Aeroporto di Albenga.

Nel territorio comunale di Villanova d'Albenga è situato l'Aeroporto Internazionale "Clemente Panero", identificato oramai come scalo aereo di Albenga e Savona e dove ha sede principale l'azienda Piaggio Aerospace.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 2004 Pietro Balestra Lista civica "Torre e Mura Civiche" Sindaco
2004 2014 Domenico Cassiano Lista civica "Torre e Mura Civiche" Sindaco
2014 in carica Pietro Balestra Lista civica "Torre e Mura Civiche" Sindaco

Sport[modifica | modifica wikitesto]

A Villanova d'Albenga è presente l'unico ippodromo della Liguria[13], detto "Ippodromo dei Fiori", costruito tra l'aeroporto Clemente Panero ed il golf di Garlenda tra il 1989 e il 1991. La pista da corsa ha una superficie di 6.000 metri quadrati per un totale complessivo dell'area di 20.000 metri quadrati.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  4. ^ a b c d e f g h i j k l m n Fonte dal Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Artistiche, su siusa.archivi.beniculturali.it. URL consultato il 25 giugno 2014.
  5. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  6. ^ Tratto dal sito Comuni-Italiani.it
  7. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  8. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  9. ^ Dati superiori alle 20 unità
  10. ^ Fonte dal sito istituzionale del Comune di Villanova d'Albenga, su villanovadalbenga.com. URL consultato il 25 giugno 2014.
  11. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  12. ^ Fonte dallo statuto comunale di Villanova d'Albenga, su villanovadalbenga.com. URL consultato il 24 giugno 2014.
  13. ^ Fonte dal sito ufficiale dell'Ippodromo dei Fiori

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nino Lamboglia, Albenga romana e medioevale, Bordighera, Ist. Inter. Studi Liguri, 1966.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF: (EN243725688
Liguria Portale Liguria: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di Liguria