Alassio

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Alassio
comune
Alassio – Stemma Alassio – Bandiera
Panorama di Alassio
Panorama di Alassio
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Liguria.svg Liguria
Provincia Provincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
Sindaco Enzo Canepa (Lista civica di Centro-destra "Canepa sindaco") dal 27/05/2013
Data di istituzione 1797
Territorio
Coordinate 44°00′28.5″N 8°10′22.96″E / 44.007917°N 8.173044°E44.007917; 8.173044 (Alassio)Coordinate: 44°00′28.5″N 8°10′22.96″E / 44.007917°N 8.173044°E44.007917; 8.173044 (Alassio)
Altitudine m s.l.m.
Superficie 17,25 km²
Abitanti 10 934[1] (31-12-2015)
Densità 633,86 ab./km²
Frazioni Caso, Moglio, Solva
Comuni confinanti Albenga, Andora, Laigueglia, Villanova d'Albenga
Altre informazioni
Cod. postale 17021
Prefisso 0182
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 009001
Cod. catastale A122
Targa SV
Cl. sismica zona 3s (sismicità bassa)
Cl. climatica zona C, 1 206 GG[2]
Nome abitanti alassini
Patrono sant'Ambrogio
Giorno festivo 7 dicembre
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Alassio
Alassio
Posizione del comune di Alassio nella provincia di Savona
Posizione del comune di Alassio nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Alàssio (Aràsce in ligure[3][4]) è un comune italiano di 10.934 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria, il settimo della provincia per numero di abitanti.

Rinomatissimo centro turistico e balneare, è famoso per il celebre Muretto e per la spiaggia di sabbia finissima.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio alassino è situato sulla costa della Riviera di Ponente, lungo l'insenatura racchiusa tra Capo Mele e Capo Santa Croce, ed è conosciuto come centro turistico e per l'attrezzato porticciolo "Luca Ferrari". Tra le vette del circondario il monte Tirasso (587 m), ove è ubicato il santuario di Nostra Signora della Guardia.

Il territorio comunale è costituito, oltre al capoluogo, dalle tre frazioni di Caso, Moglio e Solva per una superficie territoriale di 17,25 km²[5].

Confina a nord con i comuni di Villanova d'Albenga e Albenga, a sud con Andora e Laigueglia, ad ovest con Villanova d'Albenga e Andora e ad est è bagnato dal mar Ligure.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Stazione meteorologica di Alassio.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del litorale alassino in una fotografia di Alfred Noack

Le origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

La leggenda vuole che il toponimo Alassio derivi dal nome di Adelasia[6], figlia dell'imperatore Ottone I, fuggita con uno scudiero di nome Aleramo; la coppia si sarebbe stabilita sulle colline di Alaxio - l'odierna Alassio - dando origine alla stirpe degli Aleramici. Nello stemma comunale è raffigurata la figura di una torre con Adelasia sugli spalti.

Sta di fatto che già nei secoli XIII e XIV si parlava di un Albertus d'Alascio[7] (1236) e del territorio di Alaxio. La nobile famiglia dei notari del Sacro Romano Impero assunse il cognome "Alaxio d'Alascio" proprio per indicare la provenienza dal territorio Alaxino, ossia d'Alassio. Da tale famiglia discesero anche i marchesi Ferrero d'Alassio, attraverso il nobile Luca d'Alascio de Alaxio.

Percorso storico[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione di Alassio risalirebbe tra il X e l'XI secolo quando in prossimità della chiesetta di Sant'Anna ai Monti sorse il primo nucleo - il Burgum Alaxii[8] - ed altri nuclei familiari si stabilirono sulla collina retrostante presso l'attuale borgata Madonna delle Grazie, nel luogo conosciuto da allora come Castè. Qui si può ancora vedere uno dei più antichi stemmi di Alassio.

Alassio nel 1860
Alassio nel 1934

Il feudo nell'XI secolo fu in possesso dei monaci benedettini[6] - provenienti dall'isola Gallinara - e quindi sotto il controllo del Comune di Albenga[6], che lo acquistarono dai religiosi nel 1303, e con un'amministrazione ingauna che perdurò sino al XVI secolo[6].

Nel 1521 a seguito delle continue incursioni piratesche furono costruite le prime mura di cinta da porre come difesa del nucleo abitativo[6]. Entrato quindi a far parte dei territori della Repubblica di Genova[6] partecipò nel 1528, con diciotto galeoni, alla guerra contro la Francia ottenendo da Genova ampie autonomie specie nel settore economico.

Nel 1540 divenne sede della locale podesteria[6] e la repubblica genovese incentivò gli scambi commerciali con la Francia, Spagna, Portogallo, Sicilia, Sardegna e Paesi Bassi facendo così del borgo marinaro alassino un'importante centro commerciale; come altri paesi costieri della Liguria fu particolarmente attiva la raccolta e il commercio del corallo rosso. Partecipò alla battaglia di Lepanto del 1571 con un'intera flotta navale.

Panorama di Alassio

Nel 1625, durante il periodo di ostilità tra lo Stato genovese e il Ducato di Savoia, fu temporaneamente occupato dalle truppe sabaude che verranno poi sconfitte dai soldati genovesi. Al 1659[6] risalgono i "Capitoli politici di Alassio".

Con la successiva dominazione napoleonica venne creata la municipalità di Alassio che rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento del Letimbro, con capoluogo Savona, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del I cantone, come capoluogo, della Giurisdizione di Capo delle Mele e dal 1803 centro principale del V cantone del Capo Mele nella Giurisdizione degli Ulivi. Annesso al Primo Impero francese dal 13 giugno 1805 al 1814 venne inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 Alassio fu inglobato nel Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1926 il territorio fu compreso nel VI mandamento omonimo del Circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel Circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita Provincia di Savona.

Verso la fine del XIX secolo, così come accadde in altri comuni costieri delle due riviere liguri, divenne un importante centro turistico e di soggiorno grazie a una cospicua presenza di villeggianti di nazionalità inglese - tra i visitatori la famiglia Hanbury[6], creatori dei giardini botanici omonimi di Ventimiglia - che contribuirono alla sviluppo economico cittadino.

A cavallo fra gli anni cinquanta e sessanta del secolo successivo, in coincidenza con il boom economico, fu località alla moda insieme a Portofino e Sanremo. Fu in quegli anni che per iniziativa del pittore alassino Mario Berrino, nacque l'iniziativa del muretto di Alassio.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Ingauna, quest'ultima soppressa con la Legge Regionale nº 23 del 29 dicembre 2010[9] e in vigore dal 1º maggio 2011[10].

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Alassio-Stemma.png
Alassio-Gonfalone.png
Alassio-Stemma2.png
« Su sfondo azzurro, una torre colorata di rosso, murata di nero, merlata di cinque alla guelfa, con una donna posta nella parte superiore, nascente dalla torre stessa, vestita di ermellino con il colletto rosso e che impugna con la mano destra uno scettro gigliato, d'oro posto in banda. Ornamenti esteriori da comune e corona merlata »
(Descrizione araldica dello stemma[11])

La figura femminile che compare nello stemma raffigura Adelasia o Alasia - figlia dell'imperatore Ottone I di Sassonia - che, come afferma la leggenda locale, fondò assieme ad Aleramo del Monferrato l'odierna città di Alassio. Il più antico stemma cittadino, pitturato a guazzo, è stato scoperto dagli storici nella locale chiesa e santuario della Madonna delle Grazie nell'omonima regione.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Collegiata di Sant'Ambrogio[12] nel centro storico di Alassio. Risalente all'XI secolo con l'alto campanile cuspidato romano-gotico con bifore e trifore, la parrocchiale fu riedificata e ampliata tra il 1455 e il 1507. La facciata rinascimentale - del 1896 - conserva un più antico portale centrale in ardesia del 1511.
  • Oratorio di Santa Caterina d'Alessandria nel centro storico di Alassio, a fianco della collegiata. Risalente al XVI secolo conserva al suo interno diverse statue di legno dello scultore Anton Maria Maragliano.
  • Chiesa di Santa Maria Immacolata ad Alassio. La costruzione della chiesa è legata ad un voto fatto dalla popolazione alassina alla Madonna in occasione di un'incursione piratesca.
  • Chiesa di Santa Maria degli Angeli ad Alassio, sede dell'Istituto Salesiano.
  • Chiesa della Carità ad Alassio.
  • Chiesa di San Giovanni Battista[13] ad Alassio. Costruita in stile moderno è stata consacrata negli anni ottanta del XX secolo.
  • Chiesa parrocchiale di San Vincenzo Ferreri[13] ad Alassio. Eretta lungo l'antica via Aurelia, fu costruita nel 1938. All'interno sono conservati tre dipinti databili al XVII secolo e un contemporaneo altare in marmo policromo.
  • Convento di Sant'Andrea ad Alassio, del XVIII secolo.
  • Monastero di Santa Chiara ad Alassio.
  • Ex chiesa anglicana ad Alassio. Edificata sul finire dell'Ottocento, è sede di mostre, convegni e concerti musicali dopo il cambio di destinazione d'uso del luogo di culto a sala polivalente.
  • Cappella di San Rocco ad Alassio. Originariamente dedicata alla Madonna della Consolazione dalla data della sua edificazione - 1253 - cambiò nell'odierna intitolazione all'incirca nel corso del Cinquecento. Secondo le note storiche tramutò tale denominazione a seguito della sosta di san Rocco nell'Ospitium Pauperum della chiesa della Carità. All'interno è presente una pala, sull'altare in marmo, di scuola genovese del XVII secolo raffigurante la Madonna col Bambino e ai lati i santi Sebastiano e Rocco. Altre raffigurazioni di Santi sono presenti nelle pareti laterali.
  • Cappella ai caduti del mare ad Alassio. Chiamata semplicemente "la Cappelletta" è situata su uno sperone di roccia sui resti di un'antica torre di guardia o di avvistamento. Sita adiacente il porto turistico "Luca Ferrari" è stata benedetta ed inaugurata l'8 settembre del 1929.
  • Chiesa di Sant'Anna in Borgo Barusso. Eretta nel 1730 dagli abitanti, conserva alcune opere artistiche del XVIII secolo e un Crocifisso ligneo dello scultore Anton Maria Maragliano sopra l'altare maggiore.
  • Chiesa della Madonna delle Grazie in Borgo Castello. Venne eretta nel 1266 e parzialmente ricostruita nel 1488. Fu in seguito rimaneggiata in epoche successive.
  • Oratorio della Madonna del Popolo e di Sant'Erasmo in Borgo Coscia, costruito grazie alla spese dei pescatori alassini di corallo nel 1614. Nel portico sottostante il pavimento è composto da ciottoli di mare raffiguranti barche e tonni del 1640.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Ferrero de Gubernatis Ventimiglia nel centro storico di Alassio, risalente al XVIII secolo, recentemente restaurato; secondo le fonti storiche qui pernottò Napoleone Bonaparte durante l'occupazione francese sul finire del Settecento.
  • Palazzo Brea nel centro storico alassino.
  • Palazzo Scofferi, del XVIII secolo, nel centro storico alassino. All'interno è conservato un crocifisso attribuito allo scultore fiammingo Jean de Boulogne detto Giambologna.
  • Palazzo Bonfante del XVII secolo.
  • Palazzo del Comune, del 1904, sede dell'ente municipale.
  • Muretto di Alassio.
  • Ciclo scultoreo di Fernando Bassani, che conta alcune opere di grandi dimensioni distribuite negli spazi pubblici cittadini.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

Il "Torrione Saraceno" o "della Coscia".

Nel territorio alassino sono presenti due torri d'avvistamento, tra cui il più celebre è il "Torrione Saraceno" o "Torrione della Coscia". Costruito dalla Repubblica di Genova nel XVI secolo adiacente il mare nel Borgo Coscia, fu eretto principalmente per la difesa della costa dalle eventuali e frequenti incursioni dei pirati.

Di origine molto più antica è la Torre di Vegliasco dove il primo proprietario fu Aleramo del Monferrato. Raffigurata nello stemma cittadino, si presenta a forma conica, la cui sommità è abbellita da una corona caditoie.

Siti archeologici[modifica | modifica wikitesto]

Nel corso dei lavori di restauro della chiesa di Sant'Anna ai Monti, effettuati intorno agli anni sessanta del XX secolo, sono stati scoperti sull'antica strada romana collinare collegante Alassio e Albenga diversi reperti archeologici. Secondo un primo studio, effettuati dagli storici locali, tali ritrovamenti possono essere risalenti ad un primo impianto urbano dell'IX secolo. Nei sentieri escursionisti collinari alle pendici del monte Pisciavino sono visibili delle Casone (o caselle), tipiche costruzioni in pietra che servivano da rifugio ai pastori[14].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Panorama

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[15]


Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Il litorale alassino

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2014, i cittadini stranieri residenti ad Alassio sono 1 174[16], pari al 10,67% della popolazione totale, così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[17]:

  1. Romania, 294
  2. Marocco, 154
  3. Albania, 149
  4. Egitto, 108
  5. Ucraina, 51
  6. Bangladesh, 44
  7. Polonia, 36
  8. Germania, 33
  9. Moldavia, 33
  10. Cina, 32

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità dei servizi del porto turistico ("Marina di Alassio") nel 2016.

Raccolta differenziata[modifica | modifica wikitesto]

Vige il sistema di raccolta differenziata dei rifiuti urbani. Dati:

Recycling symbol.svg 2006 2007 2008 2009 2010 2011 2012
Alassio[18] 17.1% 22.8% 34.9% 35.3% 36.3% 41.2% 52.2%

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

La spiaggia in notturna

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Scuole[modifica | modifica wikitesto]

Alassio è sede dell'Istituto professionale statale per i servizi alberghieri e ristorazione "Francesco Maria Giancardi" e del paritario Liceo scientifico e Liceo delle scienze umane salesiano "Madonna degli Angeli Don Bosco".

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Biblioteca Civica "Renzo Deaglio"[modifica | modifica wikitesto]

La biblioteca civica “Renzo Deaglio”, affacciata sulla centrale piazza Airaldi e Durante e sulle spiagge alassine, raccoglie l'eredità ideale della biblioteca dell'ex chiesa anglicana costituita dai lasciti librari dei turisti inglesi che frequentavano la città ad inizio Novecento, con collezioni librarie di pregio. Dotata di wi-fi per la connessione internet gratuita e di una sala multimediale, ospita da alcuni anni gli incontri letterari in precedenza realizzati in varie aree della città ed oggi trasferiti nell'auditorium intitolato a Roberto Baldassarre, ex direttore della biblioteca.[19]

Media[modifica | modifica wikitesto]

Cinema[modifica | modifica wikitesto]

Ad Alassio, Alfred Hitchcock girò brevi scene de Il labirinto delle passioni (The Pleasure Garden) film muto del 1925.

Nel 1943, Vittorio De Sica vi girò alcune sequenze (spiaggia e ferrovia soprattutto) del suo I bambini ci guardano.

Nel 1958 il regista inglese Guy Green filmò ad Alassio il thriller Delitto in tuta nera (The Snorkel), con riconoscibili inquadrature di Villa della Pergola, della spiaggia di Punta Murena, dell'isola Gallinara, del palazzo del Comune, dell'Hotel Suisse e dell'Hotel Europa & Concordia. Benché si tratti di un B-movie, sfortunatamente in bianco e nero, il film di Green è indubbiamente quello dove si vedono in assoluto più scorci e vedute di Alassio.

Infine, ad Alassio sono state girate alcune sequenze del fantasy Inkheart - La leggenda di cuore d'inchiostro del 2008 di Iain Softley, con protagonisti Brendan Fraser, Andy Serkis e Helen Mirren.

Cucina[modifica | modifica wikitesto]

I baci di Alassio

Oltre ai noti piatti della cucina ligure vi sono particolari prodotti:

Persone legate ad Alassio[modifica | modifica wikitesto]

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Miss Muretto.
Il "Muretto di Alassio"
  • Miss Muretto (fine agosto). Concorso di bellezza che si teneva annualmente dal 1953, ma è stato soppresso nel 2014. Tra le vincitrici: Simona Ventura e Maria Teresa Ruta.
  • Festa patronale di sant'Ambrogio, il 7 dicembre.
  • Festa della Madonna della Neve il 6 agosto nella frazione di Caso.
  • Festa di san Bartolomeo il 24 agosto nella frazione di Caso.
  • Gara dei castelli di sabbia, ad agosto.
  • Spettacolo pirotecnico sul pontile "Mario Bestoso", 15 agosto.
  • Premio letterario "Un autore per l'Europa", a settembre.
  • Premio per case editrici "Un editore per l'Europa", a settembre.
  • Sagra delle biscette l'ultima domenica di marzo e l'ultimo weekend di luglio, nella frazione di Solva.
  • Sagra della ventre di tonno (prima domenica di agosto), in frazione Moglio.
  • "Una gnoccata più che mai" (seconda domenica di agosto), in frazione Moglio.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Si basa principalmente sul turismo alberghiero, molto attivo nel periodo estivo. Nei mesi invernali, Alassio continua ad essere meta di numerosi turisti provenienti in particolare dai paesi dell'Europa settentrionale.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio comunale di Alassio è attraversato principalmente dalla strada statale 1 Via Aurelia che permette il collegamento con Albenga, ad est, e Laigueglia ad ovest. Ulteriori collegamenti viari sono la provinciale 18 per Andora e la 55 per Villanova d'Albenga.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Alassio è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea Ventimiglia-Genova nel tratto locale compreso tra Ventimiglia e Savona. È in progetto l'interramento della ferrovia con una stazione sotterranea sullo stile di quella di Sanremo.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Il municipio
Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1985 1987 Bernardo Grollero Partito Comunista Italiano Sindaco
1987 1990 Traiano Testa Lista civica "Unione Alassina" Sindaco
1990 1992 Domenico Giraldi Partito Socialista Italiano Sindaco
1992 1993 Giampaolo Mela Democrazia Cristiana Sindaco
1993 1993 Sergio Grandesso Silvestri Commissario straordinario [20]
1993 1997 Roberto Avogadro Lega Nord Sindaco
1997 2001 Roberto Avogadro Lega Nord Sindaco
2001 2006 Marco Melgrati Casa delle Libertà Sindaco
2006 17 maggio 2010 Marco Melgrati Casa delle Libertà, poi Il Popolo della Libertà Sindaco [21]
17 maggio 2010 16 maggio 2011 Giovanni Aicardi Vicesindaco [22]
2011 1º febbraio 2013 Roberto Avogadro Lista civica di Centro "A come Alassio" Sindaco [23]
20 febbraio 2013 27 maggio 2013 Paolo Ceccarelli Commissario straordinario [24]
2013 in carica Enzo Canepa Lista civica di Centro-destra "Canepa sindaco" Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Alassio è gemellata con:

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Scorcio del centro storico alassino

Nel 1983 si svolse ad Alassio la settima coppa Italia di calcio da tavolo.

Per il ciclismo, nel 1951 Alassio è stata sede di arrivo della seconda tappa del Giro d'Italia vinta da Antonio Bevilacqua.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1921 fu fondato lo Sport Club Alassio, oggi Baia Alassio Calcio, militante nel campionato di Prima Categoria. I colori sociali scelti furono il giallo e il nero e, come simbolo, una vespa. Altra società che milita nel medesimo campionato è l'A.S.D. Alassio F.C.. Lo stadio comunale "Sandro Ferrando" nel 1982 ha ospitato il ritiro pre-mondiale della Nazionale italiana, campione del mondo nei Mondiali di calcio 1982.

Vela[modifica | modifica wikitesto]

Il 3 giugno del 1925 venne fondato il Circolo Nautico "Al Mare" di Alassio, denominato in questo modo perché la prima sede era appunto situata vicino alla spiaggia nei pressi del Pontile Bestoso; dagli anni sessanta la sede è stata trasferita presso il porticciolo "Luca Ferrari".

Sodalizio sportivo dilettantistico tra i più attivi in tutta Europa ha dato allo sport italiano numerosi campioni che hanno partecipato a varie edizioni dei Giochi Olimpici, oltre a dirigenti nazionali e allenatori federali. Tra i più noti Giuseppe "Pino" Zucchinetti olimpionico a Città del Messico 1968 (Acapulco); Giampiero Dotti e Francesco Sibello olimpionici a Monaco 1972 (Kiel); Gianni e Agostino Sommariva (riserve) ai giochi olimpici di Seoul 1988 (Pusan); Walter e Marco Pirinoli olimpionici ad Atlanta 1996 (Savannah; Pietro e Gianfranco Sibello olimpionici ad Atene 2004, Pechino 2008 (Tsingtao), Londra 2012.

L'alassino Sergio Gaibisso che fu presidente del Circolo Nautico "Al Mare" per più di 30 anni è stato anche presidente della Federazione Italiana Vela per 16 anni; l'attuale presidente del circolo nautico è Ennio Pogliano che ha sostituito Rinaldo Agostini già allenatore e coordinatore della squadra olimpica di Vela ai Giochi Olimpici di Atlanta 1996 (Savannah) e Sydney 2000. Il Circolo Nautico "Al Mare" di Alassio ha organizzato negli anni ben 4 campionati del Mondo delle classi Flying Dutchman (2) (1967 e 1982 e Finn (Gold Cup 1982) e D-ONE (2012, oltre a numerosi campionati europei, nazionali e tantissime regate internazionali.

È attiva da 43 anni la scuola di Vela famosa in tutto il mondo per avere avviato allo sport della vela centinaia di giovani che hanno poi proseguito sino a giungere a disputare i Giochi Olimpici, uno dei suoi istruttori più famosi è stato "Lillo" Gaibisso pluricampione Italiano dei mitici Dinghy 12p.

Pallavolo[modifica | modifica wikitesto]

Da anni Alassio si presenta come la cittadina che ospita gli allenamenti estivi della Nazionale di pallavolo femminile. Alassio, inoltre, organizza un torneo internazionale di pallavolo: la Challenge Cup, che si disputa al Palalassio "Lorenzo Ravizza".

Bocce[modifica | modifica wikitesto]

La più partecipata e tradizionale gara di bocce italiana, e tra le più rinomate anche a livello internazionale, si tiene ogni anno dal 1954 ad Alassio. La "Targa d'Oro", competizione a quadrette organizzata sotto l'egida della FIB ha, infatti, toccato cifre record di ben 407 formazioni partecipanti.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat al 31/12/2015
  2. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Torino, UTET, 2006, pp. 15-16.
  4. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  5. ^ Fonte dallo statuto comunale di Alassio, comune.alassio.sv.it. URL consultato il 18 giugno 2014.
  6. ^ a b c d e f g h i Fonte dallo sito istituzionale del Comune di Alassio-Storia, alassio.eu. URL consultato il 18 giugno 2014.
  7. ^ «Albertus de alascio sacri imperii notarius»: cfr. Liber iurium reipublicae genuensis, I, in Historiae Patriae Monumenta, Torino, Tipografia Regia, 1854, col. 973 (n. DCCXLI). Consultabile anche su Google Libri.
  8. ^ Fonte dallo sito istituzionale del Comune di Alassio-Burgum Alaxii, alassio.eu. URL consultato il 18 giugno 2014.
  9. ^ Legge Regionale n° 23 del 29 dicembre 2010
  10. ^ Fonte sulla soppressione delle comunità montane
  11. ^ Fonte dal sito Araldica Civica.it, araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  12. ^ Approfondimenti sul sito della Parrocchia di Sant'Ambrogio
  13. ^ a b Approfondimenti sul sito della Parrocchia di San Vincenzo Ferreri
  14. ^ Comune di Alassio, scheda e guida agli itinerari turistici
  15. ^ Statistiche I.Stat ISTAT  URL consultato in data 28-12-2012.
  16. ^ Dato Istat al 31/12/2014
  17. ^ Dati superiori alle 20 unità
  18. ^ Dati Rifiuti Ambienteinliguria.it
  19. ^ Biblioteca Civica "Renzo Deaglio" sul sito del Comune
  20. ^ Vice prefetto di Savona
  21. ^ Si dimette dalla carica amministrativa in quanto eletto consigliere regionale della Liguria
  22. ^ Subentra con Decreto del Presidente della Repubblica del 15 luglio 2010 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 186 dell'11 agosto 2010
  23. ^ Dopo le dimissioni di undici consiglieri la giunta cade per la mancanza del numero legale
  24. ^ Nominato con Decreto del Presidente della Repubblica del 20 febbraio 2013 e pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 56 del 7 marzo 2013

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN242673083
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