Loano

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Loano
comune
Loano – Stemma Loano – Bandiera
Loano – Veduta
Panorama di Loano dal Monte Carmo
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Liguria.svg Liguria
ProvinciaProvincia di Savona-Stemma.png Savona
Amministrazione
SindacoLuigi Pignocca (centro-destra) dal 6-6-2016
Data di istituzione1861
Territorio
Coordinate44°07′44.41″N 8°15′35.36″E / 44.129003°N 8.259822°E44.129003; 8.259822 (Loano)Coordinate: 44°07′44.41″N 8°15′35.36″E / 44.129003°N 8.259822°E44.129003; 8.259822 (Loano)
Altitudinem s.l.m.
Superficie13,48 km²
Abitanti10 977[1] (31-5-2020)
Densità814,32 ab./km²
FrazioniVerzi
Comuni confinantiBardineto, Boissano, Borghetto Santo Spirito, Giustenice, Pietra Ligure
Altre informazioni
Cod. postale17025
Prefisso019
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT009034
Cod. catastaleE632
TargaSV
Cl. sismicazona 3 (sismicità bassa)[2]
Cl. climaticazona C, 1 337 GG[3]
Nome abitantiloanesi
Patronosan Giovanni Battista
Giorno festivo24 giugno
SoprannomeIsola del Ponente
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Loano
Loano
Loano – Mappa
Posizione del comune di Loano nella provincia di Savona
Sito istituzionale

Loano (AFI: /loˈano/[4]; Löa[5] o Lêua[6] in ligure /'lø:a/[7]) è un comune italiano di 10 977 abitanti[1] della provincia di Savona in Liguria, il sesto comune della provincia in ordine di popolosità.

La fascia della Riviera delle Palme Loanese (Loano, Balestrino, Boissano, Borghetto Santo Spirito, Borgio Verezzi e Pietra Ligure) conta circa 38 000 residenti ed ha come principale centro Loano, facendone de facto la quarta città della provincia[8], dopo il capoluogo, Albenga e Cairo Montenotte.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Territorio[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Loano è situato sulla costa della Riviera delle Palme, alla foce del torrente Nimbalto, fra i comuni di Pietra Ligure e Borghetto Santo Spirito.

Clima[modifica | modifica wikitesto]

Il clima è temperato di tipo mediterraneo. Rispetto ad altre località del Savonese, il clima di Loano è molto favorevole, in quanto la zona è meno esposta ai venti provenienti dai quadranti settentrionali.

La sua posizione, protetta da un arco di montagne di cui la più alta è il monte Carmo (1389 m), fa sì che Loano possa godere di una situazione climatica particolarmente favorevole, peculiare, dal momento che il territorio loanese risulta molto più riparato dai freddi venti di tramontana rispetto ai territori limitrofi, situazione che rende il clima più simile a quello del Ponente estremo (Sanremo, Bordighera, Ospedaletti). In virtù delle sue caratteristiche climatiche, oltre che per la peculiarità della sua storia antica di feudo della famiglia Doria, Loano può essere considerata come un'isola: "isola del Ponente"[9][10].

LOANO Mesi Stagioni Anno
Gen Feb Mar Apr Mag Giu Lug Ago Set Ott Nov Dic InvPriEst Aut
T. max. mediaC) 11,212,314,517,220,824,628,027,924,820,715,312,111,917,526,820,319,1
T. mediaC) 7,08,010,212,916,420,022,922,820,116,211,38,07,713,221,915,914,7
T. min. mediaC) 2,83,75,98,712,115,517,917,815,411,77,34,03,58,917,111,510,2
Precipitazioni (mm) 8383847766392045651129874240227104275846

Storia[modifica | modifica wikitesto]

«(Loano) DANTE solo poeta degno di te, o GARIBALDI, saluta con un suo verso la madre tua ROSA RAIMONDI che ebbe il natale in questo paesello sorriso dalla natura e illuminato dalla tua gloria : Benedetta colei che in te s'incinse. Epigrafe di Mario Rapisardi»

Di origini preromane (sono recenti i ritrovamenti preistorici presso il colle di San Damiano e preromani presso l'attuale città vecchia), durante l'epoca romana il territorio loanese era costellato da ville anche di un certo rilievo; un mosaico romano di età imperiale è visibile presso il piano nobile di palazzo Doria.

Nell'VIII secolo per donazione carolingia il territorio denominato Lovenis (corrispondente al primo toponimo loanese) fu donato al monastero benedettino di San Pietro in Varatella (Toirano) che fondarono nei pressi del porto la chiesa-santuario di Nostra Signora di Loreto.

Nel corso dei secoli XI-XII fu dominio vescovile della vicina Albenga e durante l'episcopato di Lanfranco Dinegro (1263) il territorio di Loano fu investito ad Oberto Doria che come vassallo dotò il feudo, ancora sviluppato lungo le pendici dell'entroterra per paura delle sempre più frequenti scorrerie dei pirati, di autonomia giuridica e amministrativa e, soprattutto, non soggetto alle dipendenze di una Repubblica di Genova che iniziò da tale secolo la sua espansione territoriali verso il ponente ligure. Intorno al 1300 fu il nuovo signore Raffo Doria, figlio di Oberto, a concedere ai capi famiglia del Poggio nuovi spazi terrieri più verso la costa dove, nel tempo, cominciarono a sorgere nuovi nuclei urbani e attività commerciali e manifatturieri.

Antica cartolina della spiaggia di Loano
Palazzo Doria agli inizi del XX secolo

La dominazione doriesca su quella che di fatto fu un'autonoma contea perdurò per tutto il XV secolo e nel 1505 il principe Corrado III Doria vendette al conte Gian Luigi Fieschi "il vecchio" la proprietà feudale su Loano - confermata con il diploma imperiale del 1514 di Carlo V - che rimase nelle mani della famiglia di Lavagna, pur dimorando raramente nel territorio loanese, fino alla metà del XVI secolo. A seguito della congiura dei Fieschi nel 1547, l'imperatore tolse loro il feudo ponendolo sotto la giurisdizione del governatore di Milano prima ed infeudandolo successivamente ad Andrea Doria[11]. Iniziò così vita la lunga signoria della famiglia sulla città, che sarebbe durata fino al 1737.

Con l’acquisizione da parte dei Doria cambiò radicalmente il ruolo che Loano ebbe all’interno del contesto ligure. Essa infatti, da base militare per il controllo del territorio, spesso attraversato da lotte di fazioni, divenne un possedimento di prestigio, una residenza estiva per i Doria, ora inseriti nell’entourage della corte imperiale[12]. La strutture difensive della città tuttavia non vennero meno, anzi esse acquisirono una funzione cerimoniale nel rappresentare il simbolo della potenza militare del feudatario.

Alla morte di Andrea Doria nel 1560 la signoria su Loano passò al nipote Pagano (1544-1574)[13] che tuttavia non si occupò direttamente della gestione del feudo, in quanto impegnato sia in attività militari[14], sia nella causa giudiziaria relativa ad alcuni feudi, lasciatigli in eredità da Andrea Doria[15]. Mentre il possesso di Loano non fu mai messo in discussione, su altri possedimenti gravava l’accusa di usurpazione, il nuovo Conte dovette quindi adoperarsi per il recupero dei feudi confiscati e occupati dal governatore di Milano. Nell’ottobre 1571, dopo aver partecipato alla battaglia di Lepanto, Pagano decise di entrare nell’Ordine di San Giovanni di Gerusalemme e donò al fratello Giovanni Andrea i feudi in suo possesso. Il fratello tuttavia rinunciò alla donazione di Pagano e, in seguito ad un compromesso tra i due, i feudi vennero venduti alla madre Ginetta Centurione che, all’eventuale morte di Pagano senza figli, li avrebbe ceduti a Giovanni Andrea[16]. Pagano sarebbe morto nel 1574 durante la difesa della Goletta a Tunisi; come da accordi gli succedette il fratello Giovanni Andrea (1575-1606) che fece di Loano la sua residenza estiva.

Fu con Giovanni Andrea Doria che iniziarono i disegni, condivisi dalla moglie Zenobia del Carretto, per la trasformazione del borgo in una città imperiale e ideale dotata di una forte impronta classicista. Questo progetto prevedeva la costruzione e la rifondazione di numerosi edifici, molti dei quali oggi perduti. A importanti lavori che riguardarono l’ospedale, la stamperia, il monte di pietà e la polveriera, si affiancarono opere di canalizzazione idrica (con lavori all’acquedotto e la creazione di un pozzo urbano) e la rifondazione di chiese extraurbane. Altri interventi riguardarono la zecca – a Loano, infatti, i Doria godevano del diritto di battere moneta[17]. Le attività di costruzione e rifondazione furono accompagnate dall’introduzione di numerosi ordini secolari, volti ad arricchire il feudo anche dal punto di vista religioso. Gli interventi più importati a livello urbanistico riguardarono la trasformazione della vecchia rocca vescovile in una villa extraurbana, la realizzazione del castello, la costruzione del palazzo Doria[18] e l’edificazione della chiesa di Sant’Agostino (eretta tra il 1588 e il 1598). Il processo di rinnovamento non fu solamente di natura architettonica: nel 1602 infatti la città fu dotata di nuovi statuti civili e criminali, che portarono ad un inasprimento dell’azione penale e al rafforzamento giuridico del ruolo del feudatario imperiale[19].

Il figlio e successore di Giovanni Andrea, Andrea II (1606-1612), proseguì le operazioni del padre, riqualificando parte del borgo, ad esempio attraverso la costruzione del Palazzo del Comandante, e portando a termine la costruzione del Convento di Monte Carmelo, il cui cantiere, iniziato nel 1602, terminò nel 1609. A conferma delle attività volte all’arricchimento del contesto religioso, in questa struttura, si tennero i primi stati generali dell’ordine carmelitano. Il convento inoltre fu oggetto di una scelta importante e simbolica: esso infatti sarebbe stato il luogo di sepoltura del Conte e dei successori, come stabilito nel testamento dello stesso Andrea II[20].

Alla morte del sovrano seguì un periodo particolarmente complesso per la successione; il figlio e futuro conte, Giovanni Andrea era infatti ancora minorenne. Si aprì il periodo di reggenza della madre Giovanna Colonna ma il giovane erede Doria non riuscì mai a prendere possesso della contea, dato che morì prematuramente nel 1618.

Il possesso di Loano passò al fratello, Pagano, che assunse il nome di Giovanni Andrea II e fu Signore della città dal 1618 al 1640[21]. Fu lui che tra il 1633 e il 1637 decise di edificare la nuova e attuale parrocchiale, mentre il vecchio edificio venne trasformato nella sede della confraternita di Nostra Signora del Rosario alle Cappe Turchine. La nuova chiesa fu arricchita con decorazioni pittoriche da parte di molti artisti del genovesi del Seicento tra cui Giovanni Andrea Ansaldo, Orazio de Ferrari, Luciano Borzone, Domenico Fiasella e Giovanni Domenico Cappellino. L’attenzione mostrata nella realizzazione della chiesa mirava a superare il disegno della precedente sede, la cui struttura era ritenuta troppo banale dal Conte, armonizzandola con gli altri edifici voluti dai predecessori. La signoria di Giovanni Andrea II non ebbe altri eventi di rilievo ad eccezione della breve occupazione sabauda nel 1625, del sacco saraceno di Ceriale (a poca distanza di Loano) nel 1637 e del suicidio del poeta Antonio Ricciardi, segretario del principe Doria, accusato di truffa[22].

Con il successore, Andrea III (1640-1654), si ebbe una ripresa dell’attività religiosa con la congregazione generale degli agostiniani, tenutasi nel 1644 nella chiesa di Sant’Agostino e con la fondazione, fuori dalle mura cittadine, della chiesa e del convento dei Santi Antonio e Francesco ai Cappuccini, nel 1650.

La dominazione Doria su Loano come feudatari imperiali, si concluse con il lungo regno di Giovanni Andrea Doria III (1654-1737), caratterizzato, in un primo momento, dalla reggenza della madre Violante Lomellini. In questo periodo, ad eccezione dell’ampliamento del Santuario di Loreto (sede dei turchini e dei cappuccini) come voto dopo la fine della peste del 1657, gli altri interventi seguirono una logica di conservazione della struttura della città.

Con il trattato dell'Aia del 1720, Carlo VI d'Asburgo determinò la nascita del Regno di Sardegna dei Savoia: al re di Sardegna spetteranno i feudi imperiali nel Ponente ligure, tra cui Loano nel 1737. Il sovrano sabaudo, tuttavia, la sub-infeudò nuovamente alla famiglia doriesca. Con le costituzioni caroline del 1770 cessarono i diritti feudali vantati dalla famiglia e il dominio diretto passò allo stato piemontese[23], di cui seguì le sorti durante il periodo napoleonico e dopo la restaurazione. Il 23 novembre 1795 a Loano si combatté la prima battaglia tra l'esercito francese contro quello austro-sardo che, con la vittoria dei soldati napoleonici, aprì la strada al generale Napoleone verso il nord Italia, una vittoria così importante da essere ricordata ancora oggi sull'Arco di Trionfo (Parigi).

Con la dominazione francese il territorio di Loano rientrò dal 2 dicembre 1797 nel Dipartimento della Maremola, con capoluogo Pietra, all'interno della Repubblica Ligure. Dal 28 aprile del 1798 fece parte del III cantone, con capoluogo Pietra, della Giurisdizione delle Arene Candide e dal 1803 centro principale del VI cantone della Maremola nella Giurisdizione di Colombo. Annesso al Primo Impero francese, il territorio di Loano dal 13 giugno 1805 al 1814 fu inserito nel Dipartimento di Montenotte.

Nel 1815 fu inglobato nella provincia di Albenga del Regno di Sardegna, così come stabilì il Congresso di Vienna del 1814, e successivamente nel Regno d'Italia dal 1861. Dal 1859 al 1927 il territorio fu compreso nel VII mandamento omonimo del circondario di Albenga facente parte della provincia di Genova; nel 1927 con la soppressione del circondario ingauno passò, per pochi mesi, nel circondario di Savona e, infine, sotto la neo costituita provincia di Savona.

Subisce gli ultimi aggiustamenti al territorio comunale nel 1878[24] quando gli fu unito il soppresso comune di Verzi Pietra.

Dal 1973 al 31 dicembre 2008 ha fatto parte della Comunità montana Pollupice. Dal 2014 al 2016 ha fatto parte dell'Unione dei comuni della Riviera delle Palme e degli ulivi.

Simboli[modifica | modifica wikitesto]

Loano-Stemma.png
Loano-Bandiera.png

«In campo azzurro, un castello con torri mattonate sostenenti aste con bandiere rosse e nere, con basamento su roccia marrone chiaro. I merli sono alla ghibellina e su quello centrale vi è un uovo d'argento. Il tutto incorniciato da un cartiglio mistilineo e sovrastato da una corona dorata»

(Descrizione araldica dello stemma[25])

«Drappo partito di rosso e di nero, con impresso lo stemma civico di Loano»

(Descrizione araldica del gonfalone[25])

«Vessillo rettangolare partito di rosso e di nero, con impresso al centro lo stemma civico della città di Loano»

(Descrizione araldica della bandiera cittadina)

I colori ricorrenti sia nello stemma araldico comunale, che nella bandiera civica, sono il rosso e il nero, i colori della famiglia Doria, conti di Loano, dinastia storicamente ghibellina e fedele all'imperatore.

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

Palazzo Doria, sede del comune
Ponte Du Niciu (1870)

Architetture religiose[modifica | modifica wikitesto]

  • Duomo di Loano nel centro storico. Sede vicariale, la chiesa decagonale fu eretta tra il 1633 e il 1638 dai Doria. Al suo interno conserva molte opere pittoriche, tra queste tele degli artisti seicenteschi Orazio De Ferrari, Giovanni Andrea Ansaldo e Domenico Fiasella.
  • Oratorio di Nostra Signora del Rosario, nei pressi del duomo loanese, edificato nel corso del 1660 e sede della Confraternita dei Disciplinanti "Turchini".
  • Oratorio di San Giovanni Battista nel centro storico loanese, sede della Confraternita dei Disciplinanti "Bianchi" fondata nel 1262. Al suo interno si trova un'urna con porzione delle ceneri di san Giovanni Battista e altri martiri.
  • Complesso conventuale di Sant'Agostino nel centro storico loanese. Costituito dalla chiesa, dal convento e dal chiostro fu eretto nel XVI secolo su progetto dell'architetto Giovanni Ponzello e seguito nell'opera di costruzione dal capomastro Bartolomeo Lanardo. L'interno della chiesa, intitolata alla Madonna delle Misericordie, è diviso in tre navate e conserva statue monumentali degli evangelisti. Parte del monastero è sede di uffici della curia vescovile di Albenga-Imperia, mentre nel convento, seminario agostiniano, vi è una ricca biblioteca; il complesso include la chiesa rettoria a ordinamento speciale.
  • Complesso conventuale di Monte Carmelo al di fuori del centro abitato di Loano. Eretto tra il 1603 e il 1608 è costituito dalla chiesa, dal convento, dal chiostro, dalla torre di difesa e dal palazzo principesco. La chiesa, a croce latina a pianta basilicale, presenta al suo interno dipinti e quadri del Cinquecento e del Seicento. Il convento venne fatto erigere dalla stessa famiglia Doria. Nella cripta numerose tombe degli appartenenti alla famiglia Doria. All'interno del convento vennero tenuti i primi stati generali dell'ordine carmelitano e numerosi prelati della chiesa furono novizi in questa abbazia.
  • Chiesa-santuario di Nostra Signora di Loreto e della Madonna della Neve nella zona del porto. L'edificio venne eretto in un periodo variabile tra il 775 e il 1171 dai monaci benedettini dell'abbazia di San Pietro in Varatella (Toirano) in quella zona che, col tempo, sarebbe diventata l'area portuale della marina loanese. La chiesa, oltre la celebrazione del culto religioso, aveva funzione in passato di ricovero dei pellegrini e dei monaci e conservava un gran numero di ex voti donati per grazie ricevute.
  • Chiesa del monastero femminile e casa generalizia di Nostra Signora della Visitazione a Loano.
  • Chiesa del monastero femminile e casa generalizia delle Suore Cappuccine a Loano.
  • Chiesa parrocchiale di San Pio X nel quartiere Ponente di Loano. Eretta negli anni ottanta del XX secolo e recentemente completata dalla moderna torre campanaria.
  • Convento e chiesa parrocchiale dei Frati Cappuccini, al di fuori del centro storico. Al suo interno si venera la statua della Madonna Immacolata che, nel 1864, avrebbe mosso gli occhi e lacrimato mentre le leggi anticlericali piemontesi costringevano i Cappuccini a lasciare Loano[26].
  • Santuario dei Santi Cosma e Damiano presso il Poggio di San Damiano, a settentrione del convento di Monte Carmelo. Circondata da una zona panoramica dominata da alberi di ulivo, la primitiva chiesa fu edificata intorno al 1070 e stando a una tradizione popolare (non confermata da fonti cartacee) qui trovarono rifugio i primi abitanti di Loano in fuga dalla costa per le sempre più frequenti incursioni dei pirati. L'attuale struttura, in stile semplice e campestre e ad unica navata, venne riedificata nel XVII secolo. All'interno del santuario è conservata un'immagine dei due santi.
  • Chiesetta di Nostra Signora della Mercede, conosciuta localmente come chiesetta delle Rolandette, nei pressi dell'ex ospedale Marino Piemontese.
  • Chiesa parrocchiale di Nostra Signora delle Grazie nella frazione di Verzi. Risalente al 1471 fu rivista in stile barocco.

Architetture civili[modifica | modifica wikitesto]

  • Palazzo Doria nel centro storico di Loano. Oggi sede del municipio fu costruito nel corso del XVI secolo, fra il 1574 e il 1578 e forse su progetto dell'architetto Galeazzo Alessi. Presenta un portale cinquecentesco in ardesia, una loggia con pitture sul fianco sinistro e un pavimento a mosaico risalente al III secolo, proveniente dagli scavi archeologici della zona. Negli anni 1685-1687 Taddeo Carlone, destinate al giardino, realizzò la marmorea fontana Giovanna e una seconda in pietra del Finale.
  • Palazzo Richeri nel centro storico loanese.
  • Palazzo del Comandante nel centro storico loanese, eretto nel 1606.
  • Palazzo Kursaal a Loano. Sede della Biblioteca Civica, della Pro Loco e di numerose associazioni e del Museo del Mare e del Ponente ligure.
  • Porta Passorino. Risalente alla dominazione del principe conte di Loano Gianandrea Doria, è una delle quattro porte della città che ne chiudevano il borgo storico a ponente. Nella torretta, posizionata nel 1774, presenta un bell'affresco con lo stemma di Casa Savoia, un orologio e una piccola campanella.
  • Ponte "du niciu" (Ponte "della nicchia"). Eretto nel 1691 da Andrea III Doria; dedicato a san Sebastiano la cui statua (tardiva) era nella nicchia lato monte: questa la ragione del nome dato dai Loanesi al ponticello. La posizione sopra il Fossato (Nimbalto) consentiva l'attraversamento del torrente dal retro del palazzo Doria alla via delle Fontane e quindi raggiungere il convento di Monte Carmelo. Questa funzione è resistita per secoli. Il 14 luglio 2013 è crollato il parapetto a monte con la nicchia e la statua del santo. Il ponte, dopo un lungo restauro, è stato riaperto nel 2015 quando è stata riposta nella nicchia una copia della statua di San Sebastiano distrutta nel crollo.

Architetture militari[modifica | modifica wikitesto]

La torre pentagonale, datata al 1602.
  • Castello dei Doria a Borgo Castello. Costruito nel XII secolo dai vescovi di Albenga come avamposto e rocca fortificata, con la dominazione dei principi e conti di Loano Doria ne divenne la loro residenza; tra il XVI e il XVII secolo la struttura prese la forma attuale di palazzo in stile rinascimentale. Assoggettato ai Fieschi dal 1505 al 1547 (dopo la congiura di Gian Luigi Fieschi Loano e il palazzo ritornarono nelle mani della famiglia doriesca), la proprietà del maniero passò infine al Regno di Sardegna (1736).
  • Torre Pentagonale: eretta nel 1602 per difendere le mura di cinta è collegata, tramite un ballatoio, con il palazzo comunale Doria.

Aree naturali[modifica | modifica wikitesto]

Tra i territori comunali di Loano, Bardineto, Bormida, Boissano, Calizzano, Castelvecchio di Rocca Barbena, Giustenice, Magliolo, Osiglia, Pietra Ligure, Rialto e Toirano è presente e preservato un sito di interesse comunitario, proposto dalla rete Natura 2000 della Liguria, per il suo particolare interesse naturale, faunistico e geologico. Il sito è collocato nell'area boschiva tra il monte Carmo di Loano e il monte Settepani in cui insistono foreste, praterie, versanti rupestri, cavità di interesse speleologico e formazioni carsiche; nella stessa area è presente la Foresta regionale della Borbottina. Oltre alle zone boschive comprensivi di faggi, pini silvestri e abeti bianchi, sono segnalate le presenze del rododendro, del ginepro nano del Bric Agnellino, la campanula di Savona (Campanula sabatia), la genziana ligure (Gentiana ligustica), le orchidee, la primula marginata (Primula marginata), lo zafferano ligure (Crocus ligusticus) e l'arnica montana (Arnica montana). Tra le specie animali il pesce sanguinerola (Phoxinus phoxinus) e il gambero di fiume (Austropotamobius pallipes); tra i mammiferi il gatto selvatico (Felis silvestris) e alcuni rinolofi della specie dei chirotteri (Rhinolophus ferrumequinum, Rhinolophus euryale, Rhinolophus hipposideros)[27].

Società[modifica | modifica wikitesto]

Porta Passorino nel centro storico loanese

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[28]

Etnie e minoranze straniere[modifica | modifica wikitesto]

Secondo i dati Istat al 31 dicembre 2017, i cittadini stranieri residenti a Loano sono 1 181[29], così suddivisi per nazionalità, elencando per le presenze più significative[30]:

  1. Albania, 354
  2. Romania, 131
  3. Perù, 88
  4. Marocco, 83
  5. Cina, 64
  6. Ecuador, 52
  7. Egitto, 40
  8. Bangladesh, 38
  9. Ucraina, 25
  10. Moldavia, 24
  11. Kosovo, 21
  12. Colombia, 21
  13. Bosnia ed Erzegovina, 21

Qualità della vita[modifica | modifica wikitesto]

Il Comune di Loano ha conseguito la certificazione del proprio sistema di Gestione Ambientale conformemente alla norma ISO 14000[31]. La località ha ottenuto dalla FEE-Italia (Foundation for Environmental Education) il conferimento della Bandiera Blu per la qualità delle sue spiagge e per la qualità dei servizi del porto turistico ("Marina di Loano") nel 2017.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Panorama del litorale loanese

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Loano è sede di una scuola secondaria di secondo grado. Anche se in un unico edificio, inizialmente la scuola era formata da due storici corsi separati (per geometri e per ragionieri), unitesi nel 2001 in un unico istituto intitolato a "Giovanni Falcone", in onore del giudice.

Dal 1º agosto 2007 è aperta la nuova sede della biblioteca civica, presso il palazzo Kursaal.

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Già nei primi anni del Novecento a Loano esistevano due complessi musicali e da una di questa, nel secondo dopoguerra, fu fondata la Filarmonica "Luigi Cirenei" che ebbe vita fino al 1963. L'attuale Corpo Bandistico Parrocchiale "Santa Maria Immacolata" è stato costituito nel 1979 e tuttora presente.

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • Premio nazionale "Città di Loano" per la musica popolare italiana, fine luglio.
  • CarnevaLoa, il più grande Carnevale della Liguria, Febbraio (due sfilate) e luglio, sfilata serale.
  • Festa delle Basue, festa delle streghe, metà agosto.

Geografia antropica[modifica | modifica wikitesto]

Resti delle antiche mura

Il territorio comunale è costituito dai due principali agglomerati urbani di Loano e di Verzi - quest'ultima situata nell'entroterra della valle del Nimbalto - per una superficie territoriale è di 13,48 km².[32] Fanno altresì parte del comune le località e borgate storiche di Borgo Castello, Centro Storico, Ponente-Ponte Romano, Porto e Vignasse.

Confina a nord con il comune di Bardineto, a sud è bagnato dal mar Ligure, ad ovest con Boissano e Borghetto Santo Spirito, ad est con Pietra Ligure.

La città di Loano, nel suo insieme è costituito da tante frazioni, quartieri e borgate, che nei secoli e negli anni sono andati a formare l'intero centro abitato. I principali quartieri sono:

  • Borgo Castello: il nucleo medievale della città, si trova più a nord del centro, è un borgo tipicamente ligure, costituito da stretti "carruggi" in pietra, importante è il castello, antica fortificazione, oggi appare come una sontuosa villa.
  • Centro storico: è tutta la fascia abitata che costeggia la lunga spiaggia sabbiosa dalla stazione fino al porto. È distinto in due parti ben distinguibili: il Borgo di Dentro, cintato da mura cinquecentesche a pianta pentagonale; il Borgo di Fuori, più a ponente, che comincia dalla porta dell'Orologio (o porta Passorino) e arriva fino a piazza Massena. Il primo è la parte più antica della città, dove si stabilirono, a partire dal 19 luglio 1309, 71 famiglie rispondendo all'invito del feudatario Raffo Doria: qui, intorno alle attuali via Boragine e via Doria si costituì il primo nucleo di case, tra cui "casa Richeri" del 1310 (la grande casa con il portico in mattoni a vista di piazza Rocca) cui si addosarono nei secoli altre case e palazzi voluti dai Doria; al suo interno si trovano i principali palazzi della città: palazzo Doria, oggi sede municipale, la parrocchiale di San Giovanni (il cosiddetto duomo di Loano), la casa del Comandante, gli oratori dei Turchini e dei Bianchi. Il secondo (Borgo di Fuori) ha origine tra la seconda metà del Seicento e la prima del Settecento: tra le case più notevoli la casa Maccagli (1711), ben identificabile dal mare per la doppia terrazzata con porticato e il colore rosa. Nel suo giardino (da anni soppresso per far posto alla passeggiata a mare) si trovava, fino al 1943, la palma più alta d'Europa.[7]
  • Ponente-Ponte Romano: è la zona residenziale più a ponente della città, sorta intorno ai resti dell'antico ponte romano chiamato "Pontasso", di cui restano ben visibili le grandiose arcate in pietra; lo scavo archeologico è vincolato dalla Soprintendenza Archeologica ligure. Qui si trovano la colonia marina "Città di Torino", il bocciodromo comunale, l'istituto superiore "Giovanni Falcone" e il grande parco delle Rose.
  • Porto: è tutta la zona che si trova sulle rive del Porto di Loano, uno dei più grandi porti della riviera di Ponente, qui si trova la piccola chiesa della Madonna di Loreto, protettrice dei marinai.
  • Verzi: è la frazione più collinare della città, da qui partono i sentieri che portano alla cima del monte Carmo di Loano, la vetta più alta del comprensorio; ultimamente si sta trasformando in zona residenziale privilegiata.
  • Vignasse: la zona più a levante di tutta la città, qui dominano distese di campi di olivi e di agrumeti, le principali piantumazioni che sorgono rigogliose nella piana di Loano. Sulle alture sorge l'ex ospedale Marino Piemontese, in disuso, ma oggetto di un piano di recupero.

Economia[modifica | modifica wikitesto]

Oggi Loano è una cittadina a forte vocazione turistica, grazie alle lunghe spiagge per lo più sassose (sabbiose solo alcune), al villaggio e al grande porto. Discreta anche la produzione agricola, grazie alla presenza di molte aziende e attività nel settore. Importante è anche il settore dell'artigianato locale, che vede sempre più espandersi grazie all'internazionalizzazione del turismo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Strade[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio di Loano è attraversato dalla strada statale 1 Via Aurelia che permette il collegamento stradale con Pietra Ligure ad est e Borghetto Santo Spirito ad ovest. La strada provinciale 25 collega il centro loanese con il territorio comunale di Boissano.

Ferrovie[modifica | modifica wikitesto]

Loano è dotata di una stazione ferroviaria sulla linea Genova-Ventimiglia.

Porti[modifica | modifica wikitesto]

Il porto di Loano è uno dei più grandi della Riviera di Ponente con una disposizione di 827 posti da diporto stanziale da 8 a 65 m, 100 posti al transito da 8 a 40 m, 93 posti per nautica sociale convenzionata sino a 7,5 m, 34 posti per pescherecci professionali e 3 posti per vedette 12 m della Guardia Costiera. Al suo interno sono in funzione un grande cantiere navale, numerose attività commerciali e pubblici esercizi, lo YCML Marina di Loano e un grande stabilimento balneare a levante della struttura.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
1928 1934 Ottavio Borsarelli Partito Nazionale Fascista Podestà
nd nd Giuseppe Rinonapoli Partito Nazionale Fascista Podestà
nd 1945 Vincenzo Lisi Comm. straord.
1945 1946 Stefano Carrara Partito Comunista Italiano-Partito Repubblicano Italiano-Partito d'Azione Sindaco [33]
1946 1946 Giuseppe Canepa Democrazia Cristiana Sindaco
1946 1951 Felice Vignola Democrazia Cristiana Sindaco
1951 1951 Gerolamo Bossi Democrazia Cristiana Sindaco
1951 1962 Pietro Ciarlo Democrazia Cristiana Sindaco
1962 1967 Felice Elice Democrazia Cristiana Sindaco
1967 1967 Felice Elice La Palma
(lista civica)
Sindaco
1967 1974 Mario Rembado Democrazia Cristiana Sindaco
1974 1978 Giuseppe Guzzetti Democrazia Cristiana Sindaco
1978 1988 Eliodoro Garassini Democrazia Cristiana Sindaco
15 ottobre 1988 7 giugno 1993 Mario Rembado Democrazia Cristiana Sindaco
7 giugno 1993 28 aprile 1997 Francesco Cenere Democrazia Cristiana Sindaco
28 aprile 1997 14 maggio 2001 Francesco Cenere Polo per le Libertà Sindaco
14 maggio 2001 30 maggio 2006 Angelo Vaccarezza Casa delle Libertà Sindaco
30 maggio 2006 17 maggio 2011 Angelo Vaccarezza Il Popolo della Libertà Sindaco [34]
17 maggio 2011 7 giugno 2016 Luigi Pignocca Il Popolo della Libertà Sindaco
7 giugno 2016 in carica Luigi Pignocca Pignocca sindaco
(lista civica di centro-destra)
Sindaco

Gemellaggi[modifica | modifica wikitesto]

Sport[modifica | modifica wikitesto]

Loano è stata "Comune europeo dello sport" nel 2010.

Calcio[modifica | modifica wikitesto]

  • A.S.D. Loanesi San Francesco, fondata nel 1905, militante nel campionato di Promozione. I suoi colori principali sono il blu e il rosso e la squadra gioca nello stadio comunale "Giorgio Ellena", in erba naturale.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 maggio 2020.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
  4. ^ Luciano Canepari, Loano, in Il DiPI – Dizionario di pronuncia italiana, Zanichelli, 2009, ISBN 978-88-08-10511-0.
  5. ^ Sergio Aprosio, Vocabolario ligure storico-bibliografico, Parte II, Volume I (Volgare e Dialetto), A-L (PDF), Savona, Marco Sabatelli Editore, 2002, p. 631.
  6. ^ Il toponimo dialettale è citato nel libro-dizionario del professor Gaetano Frisoni, Nomi propri di città, borghi e villaggi della Liguria del Dizionario Genovese-Italiano e Italiano-Genovese, Genova, Nuova Editrice Genovese, 1910-2002.
  7. ^ a b Paolo Geraci, Loano isola del Ponente Vol.1, Monboso Casa Editrice, 1999.
  8. ^ Powered by Google Documenti
  9. ^ Fonte dal libro di Paolo Geraci, Loano isola del Ponente. Volume 1, Monboso Casa Editrice, 1999.
  10. ^ https://comuneloano.it/vivere-la-citta/territorio/
  11. ^ Andrea Lercari, I domini doriani nella Riviera di ponente: Loano da signoria autonoma a feudo imperiale, in Cremonini Cinzia, Riccardo Musso (a cura di), I feudi imperiali in Italia tra XV e XVIII secolo, Atti del convegno di studi, Albenga- Finale Ligure – Loano, 27-29 maggio 2004, Roma, Bulzoni editore 2010, p. 301.
  12. ^ Ivi. p. 303.
  13. ^ In questo momento venne stabilita la successione per primogenitura.
  14. ^ Il Doria fu impegnato al servizio della Spagna e dell’Impero in diverse spedizioni militari contro l’impero Ottomano, tra cui l’assedio di Malta. Mariastella Ciappina Cavanna, Doria, Pagano, in Dizionario biografico degli Italiani, 41, Roma, Treccani, 1992.   
  15. ^ Nello specifico i Malaspina di Fabbrica accusarono Andrea Doria di aver usurpato il feudo di Gremiasco a cui poi si aggiunsero altre rivendicazioni. Lercari, I domini doriani nella Riviera di ponente, p. 308.
  16. ^ Ivi, pp. 310-311.
  17. ^ Il Conte Giovanni Andrea Doria scelse di raffigurare sui due lati della moneta la galera ammiraglia Doria e il suo profilo.
  18. ^ L’edificio, completato nel 1578 e dotato di una torre pentagonale, è l’attuale sede del municipio.
  19. ^ Andrea Spiriti, Loano città imperiale e ideale: problemi di metodo e tipologie, in Cremonini Cinzia, Riccardo Musso (a cura di), I feudi imperiali in Italia tra XV e XVIII secolo, Atti del convegno di studi, Albenga- Finale Ligure – Loano, 27-29 maggio 2004, Roma, Bulzoni editore 2010, pp. 321-332.
  20. ^ La scelta va contestualizzata con la volontà dei Doria di trasformare Loano arricchendo anche la città dal punto di vista spirituale, completando il progetto con la sepoltura dei suoi fondatori. Ivi, pp.332-336.
  21. ^ Ivi, p. 336.
  22. ^ Ibidem.
  23. ^ Ivi. p. 338.
  24. ^ Regio decreto 13 agosto 1878, n. 4493
  25. ^ a b Fonte dal sito Araldica Civica.it, su araldicacivica.it. URL consultato il 6 novembre 2011.
  26. ^ Rino Cammilleri, Tutti i giorni con Maria, calendario delle apparizioni, Edizioni Ares, 2020, p.98 (formato Kindle).
  27. ^ Fonte dal sito Rete Natura 2000 in Liguria, su natura2000liguria.it. URL consultato il 16 novembre 2012.
  28. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  29. ^ Dato Istat al 31/12/2017, su demo.istat.it. URL consultato il 14 agosto 2018.
  30. ^ Dati superiori alle 20 unità
  31. ^ Comune di Loano-Certificazione del Sistema di Gestione Ambientale, su comuneloano.it. URL consultato l'8 aprile 2014 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2014).
  32. ^ Fonte dallo statuto comunale di Loano, su comuneloano.it. URL consultato il 29 marzo 2014 (archiviato dall'url originale il 9 aprile 2014).
  33. ^ Insediato dal Comitato di Liberazione Nazionale
  34. ^ Dal 24 giugno 2009 è anche presidente della Provincia di Savona

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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