Strada statale 10 Padana Inferiore

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Strada statale 10
Padana Inferiore
Strada Statale 10 Italia.svg
Denominazioni precedentiStrada nazionale 2 Padana Inferiore
Denominazioni successiveStrada regionale 10 Padana Inferiore (in Veneto)
Strada provinciale 10 Padana Inferiore (in Piemonte)
Strada provinciale ex SS 10 (in Lombardia)
Strada provinciale 10 R (in Emilia-Romagna)
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioniPiemonte Piemonte
Lombardia Lombardia
Emilia-Romagna Emilia-Romagna
Veneto Veneto
Italia - mappa strada statale 10.svg
Dati
ClassificazioneStrada statale
InizioTorino
FineMonselice (PD)
Lunghezza373,500 km
Provvedimento di istituzioneLegge 17 maggio 1928, n. 1094
GestoreTratte ANAS: nessuna (dal 2001 la gestione è passata alla Regione Piemonte, alla Regione Lombardia, alla Regione Emilia-Romagna e alla Regione Veneto, che hanno ulteriormente devoluto le competenze alle rispettive province; dal 2007 il tratto in Piemonte è divenuto interamente di competenza provinciale, come in Lombardia ed Emilia-Romagna)

La ex strada statale 10 Padana Inferiore (SS 10), ora strada regionale 10 Padana Inferiore (SR 10) in Veneto, strada provinciale 10 Padana Inferiore (SP 10) in Piemonte, strada provinciale ex SS 10 (SP ex SS 10) in Lombardia e strada provinciale 10 regionale (SP 10 R) in Emilia-Romagna, è una delle più note arterie stradali del Nord Italia. Ha origine a Torino e termina a Monselice innestandosi nella strada statale 16 Adriatica, dopo aver attraversato da ovest ad est la parte meridionale (inferiore) della pianura padana (da cui il nome). La strada, con il suo tracciato di 373,5 km, interessa le regioni Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, e Veneto.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La SS 10 venne istituita nel 1928 con il seguente percorso: "Torino - Moncalieri - Poirino - Alessandria - Tortona - Casteggio - Piacenza - Cremona - Mantova - Monselice."[1]

Nel 1956, in seguito all'inaugurazione del traforo del Pino, il tratto iniziale in uscita da Torino venne modificato: divenne parte della SS 10 la tratta da Torino a Villanova d'Asti attraverso il traforo, Pino, Chieri e Riva[2], mentre la tratta abbandonata per Moncalieri divenne parte della SS 29 da Torino a Poirino[3], e costituì la nuova SS 29 racc da quest'ultima località a Villanova[4].

A dispetto del ruolo di primo piano nella rete delle comunicazioni stradali nazionali, in seguito al decreto legislativo n. 112 del 1998, dal 2001, la gestione è passata dall'ANAS alle regioni. Piemonte e Veneto la classificarono come strada regionale (anche se la gestione è delle rispettive province); pertanto nei settori che rientrano nei confini di tali regioni la strada venne denominata SR 10 (anziché SS 10). Lombardia ed Emilia-Romagna hanno invece classificato la strada come provinciale, e pertanto ogni singola provincia interessata dall'ex SS 10 ha provveduto a cambiarne la classificazione e la numerazione secondo le proprie disposizioni in materia. Per esempio, in provincia di Piacenza la sigla ufficiale utilizzata fu "SP 10 R" mentre in provincia di Cremona fu "SP CR ex SS 10". Nonostante il declassamento a strada regionale o provinciale, una parte della segnaletica non è ancora stata aggiornata e indica tuttora la vecchia numerazione ANAS, cioè SS 10.

Nel 2007, con la legge regionale Piemonte 6 agosto 2007 n. 18 (BUR 9/8/2007 n. 32)[5] e con la conseguente soppressione dell'ARES (Agenzia Regionale Strade) di cui faceva parte il tratto piemontese, venne infine classificata anche in Piemonte (allo stesso modo di Lombardia ed Emilia-Romagna) come strada provinciale con il nome di "strada provinciale 10 Padana Inferiore (SP 10) o (SP 10 R)".

Percorso[modifica | modifica wikitesto]

Il ponte in ferro a Cremona con cui la SS 10 scavalca il Po

Il tracciato della strada statale 10 si snoda prevalentemente su terreno pianeggiante; solo il tratto iniziale, da Torino ad Alessandria, è caratterizzato dai caratteristici saliscendi tipici dei territori collinari. Tra Torino e Chieri c'è l'unica galleria di tutto il percorso (traforo del Pino), realizzata tra il 1949 e il 1956[6] per evitare l'attraversamento del centro di Pino Torinese, collocato in cima alla Collina di Torino, e la tortuosa strada che lo raggiungeva attraverso la valle di Reaglie.

Nel tratto piemontese attraversa le città di Chieri, Asti, Alessandria e Tortona. Presso Alessandria vengono superati i fiumi Tanaro e Bormida, a Tortona il torrente Scrivia e a Pontecurone il torrente Curone.

Al km 127,250 la strada entra in Lombardia passando nella parte meridionale della Provincia di Pavia (Oltrepò Pavese) dove attraversa la città di Voghera (qui supera il fiume Staffora e incrocia l'ex Strada Statale 461 del Passo Penice). In questa zona, il tratto fra Tortona e Casteggio è in comune con l'ex Strada statale 35 dei Giovi. Al km 164,930 entra in Emilia-Romagna, in provincia di Piacenza, e attraversa le città di Castel San Giovanni (dove interseca l'ex strada statale 412 della Val Tidone) e Piacenza (dove supera il fiume Trebbia e s'innestano la SS 9, la SS 45 e l'ex SS 654). La strada rientra nuovamente in Lombardia al km 216,999 attraversando, nei pressi di Cremona, il fiume Po con un ponte in ferro risalente al 1892 e ricostruito dopo i bombardamenti della Seconda guerra mondiale. A Cremona s'innestano le ex strade statali 45 bis, 234, 415 e 498. Da qui la strada, che fino a questo punto si era sempre mantenuta a sud del Po, prosegue verso Mantova, mantenendosi d'ora in poi sempre a nord del fiume. Tale tratta, fino quasi a Isola Dovarese, ospitò fra il 1889 e 1955 il binario delle tranvie Cremona-Ostiano e Cremona-Asola, gestite in ultimo dalla società Tramvie Provinciali Cremonesi (TPC)[7].

A Piadena la strada interseca l'ex Strada statale 343 Asolana. Poco prima di Bozzolo la strada entra in provincia di Mantova, poi attraversa il fiume Oglio. A Mantova (dove incrocia le ex strade statali 62, 236 bis, 420 e 482) supera i Laghi di Mantova attraverso il Ponte di San Giorgio che divide il Lago di Mezzo dal Lago Inferiore. A Susano (comune di Castel d'Ario) ha inizio l'ex Strada statale 249 Gardesana Orientale.

Al km 306,718, dopo aver superato Castel d'Ario, la SS 10 entra in Veneto, in provincia di Verona, di cui attraversa come centri principali Nogara (dove s'incrocia la SS 12), Cerea e Legnago (dove incrocia la strada statale 434 Transpolesana). Qui a Legnago la strada attraversa il fiume Adige, poi a San Vito (frazione di Legnago) c'è il bivio dell'ex SS 500 per Cologna Veneta, Lonigo e Vicenza. Dopo il paese di Bevilacqua, la strada entra in provincia di Padova e raggiunge Montagnana (che aggira passando all'esterno delle mura), Saletto, Ospedaletto Euganeo ed Este (dove s'innesta l'ex strada statale 247 Riviera), per poi terminare a Monselice innestandosi nella SS 16.

Pietra miliare del chilometro 326 della SS 10, in centro a Cerea

L'attraversamento di Este e Monselice è ora evitabile in seguito all'apertura di una variante a corsia singola, ma priva di intersezioni a raso, che ha inoltre lo scopo di collegare l'ex strada statale con l'arteria che collega Monselice a Chioggia.

La quasi totalità del percorso è a carreggiata unica a due corsie; fanno eccezione alcuni tratti a quattro corsie, tra cui quello in uscita da Alessandria, che passa per le frazioni Ghezzi e Lungafame (circa 6 km), e la tangenziale di Cremona (7 km) che però va considerata come tratto urbano di scorrimento.

Le interconnessioni con la rete autostradale si trovano in corrispondenza delle stazioni di Villanova d'Asti, Asti ovest, Asti est, Felizzano - Quattordio, Alessandria ovest, Alessandria est, Tortona (A7), Voghera, Casteggio - Casatisma, Broni - Stradella (A21), Castel San Giovanni, Piacenza ovest, Piacenza sud (A1), Caorso, Castelvetro Piacentino, Cremona, Mantova nord (A22) e Monselice (A13), situati sull'A21 ove non diversamente specificato.

Varianti a scorrimento veloce[modifica | modifica wikitesto]

Tangenziale di Cremona[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Tangenziale di Cremona.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Legge 17 maggio 1928, n. 1094
  2. ^ Legge 27 novembre 1956, n. 1402, articolo 1, in materia di "Classificazione a statale della strada Torino-Villanova d'Asti e riordinamento degli accessi alla zona sud-est della città di Torino."
  3. ^ Legge 27 novembre 1956, n. 1402, articolo 2, in materia di "Classificazione a statale della strada Torino-Villanova d'Asti e riordinamento degli accessi alla zona sud-est della città di Torino."
  4. ^ Legge 27 novembre 1956, n. 1402, articolo 3, in materia di "Classificazione a statale della strada Torino-Villanova d'Asti e riordinamento degli accessi alla zona sud-est della città di Torino."
  5. ^ http://www.nonprofitonline.it/tid/4539517%7CLegge regionale n. 18
  6. ^ Inaugurazione del Traforo del Pino, su museotorino.it.
  7. ^ Mario Albertini e Claudio Cerioli, Trasporti nella Provincia di Cremona - 100 anni di storia, 2ª edizione, Editrice Turris, Cremona, 1994. ISBN 88-85635-89-X.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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