Funicolare Sant'Anna

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Funicolare Sant'Anna
Il binario visto dalla stazione a monte
Il binario visto dalla stazione a monte
Localizzazione
Stato Italia Italia
Località Genova
Dati tecnici
Tipo funicolare
Stato attuale In uso
Apertura 1891
Gestore AMT Genova
Percorso
Stazione a valle Piazza Portello
Stazione a monte Via Bertani-Corso Magenta
Lunghezza 357 m
Dislivello 54,18 m
Pendenza max 17%
Trasporto a fune

La funicolare Sant'Anna è una linea di trasporto funicolare della città di Genova che collega piazza del Portello a via Bertani nei pressi dell'incrocio con corso Magenta. È gestita da AMT Genova.

Sistema integrato delle linee metropolitane e ferroviarie della città di Genova

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La stazione superiore in una cartolina di inizio Novecento

Quello di Sant'Anna è il più antico degli impianti genovesi; inaugurato il 26 novembre 1891, l'impianto aveva all'epoca finalità turistiche[1]. Era stato progettato con un sistema di funzionamento ad acqua basato sul principio dei contrappesi: il conducente della vettura a monte riempiva il grande serbatoio posizionato nella parte bassa del veicolo calcolando la quantità d'acqua sulla base del numero di passeggeri a bordo delle due vetture[2]. Il maggior peso della vettura a monte consentiva il trascinamento di quella a valle a essa collegata tramite una fune che scorreva su una puleggia. Sulla massicciata erano presenti tre rotaie, quella centrale, a dentiera, era utilizzata per l'impianto frenante[3]; le vetture erano inoltre dotate di un ulteriore freno a contrappeso che sarebbe entrato in funzione in caso di rottura della fune.

Mentre la stazione a valle fu inglobata all'interno di un palazzo, dove si trova tuttora, quella a monte che sarà soprannominata, per la presenza di una rivendita di latte fresco, "vaccheria" dagli utilizzatori della funicolare, era stata costruita con l'utilizzo prevalente di legno e cotto che gli davano l'aspetto di uno chalet.

La ricostruzione del 1979[modifica | modifica wikitesto]

Vettura in arrivo in via Bertani

Nuove normative di sicurezza per gli impianti a fune furono emanate nel 1975, e portarono alla richiesta di conversione alla trazione elettrica da parte della Motorizzazione Civile: in un primo momento AMT tentò di concordare con il Ministero dei Trasporti alcune modifiche che avrebbero consentito di mantenere il funzionamento ad acqua motivandolo anche con il fatto che l'impianto era rimasto l'unico in Italia a utilizzarlo dopo la chiusura della funicolare di Orvieto, la prima ad adottare questo sistema. Nonostante alcune manifestazioni da parte della cittadinanza, nell'ottobre 1978 il ministero non concesse ulteriori deroghe e l'impianto, che ormai da alcuni decenni si era trasformato in un vero e proprio servizio di trasporto urbano, fu chiuso.

Nel 1979 AMT decise il rifacimento dell'impianto a trazione elettrica[4]; del vecchio impianto rimasero le opere murarie mentre le stazioni a valle e a monte furono modificate e adattate al nuovo funzionamento così come l'officina intermedia. La sala macchine fu realizzata al di sotto della stazione a monte che mantenne comunque il suo aspetto originale; furono sostituite le cabine con altre più piccole ma più veloci e che, pur essendo entrambe dotate di posto guida, potevano essere guidate da un solo agente presente su una delle due. L'impianto così rinnovato entrò in servizio nel 1980.

L'incendio del 1989[modifica | modifica wikitesto]

Il 16 novembre 1989 la stazione a monte, il bar presente al suo interno e la vettura in sosta furono completamente distrutte da un incendio le cui cause non furono mai stabilite con certezza; si rese pertanto necessario un intervento di revisione generale e la costruzione di un nuovo edificio[5].

I ruderi della stazione a monte furono completamente demoliti e sostituiti da un più semplice capolinea all'aperto presso il quale fu ricavato un nuovo gabbiotto dal quale vengono ora gestite entrambe le vetture, anch'esse ricostruite; i lavori terminarono nel gennaio 1991 e la funicolare fu riaperta al servizio nel luglio successivo[6].

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Head station
Via Bertani-Corso Magenta  
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End station
Piazza del Portello

Le stazioni a valle e a monte hanno rispettivamente un'altitudine di 20 e 74 m s.l.m., per un dislivello di 54,18 metri coperto da un percorso di 357 metri dalla pendenza media di 15,33% che raggiunge al massimo il valore del 17%.

A metà percorso, presso l'incrocio, sono presenti alcune installazioni per la manutenzione delle vetture; queste, ciascuna della capacità di 30 passeggeri, percorrono la tratta a una velocità di 4 m/s.

Il binario è a scartamento 1200 mm e il cavo di trazione presenta un diametro di 18 millimetri.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ C. Bozzano, R. Pastore e C. Serra, Genova in salita, op. cit., p. 18.
  2. ^ C. Bozzano, R. Pastore e C. Serra, Genova in salita, op. cit., pp. 23, 41.
  3. ^ C. Bozzano, R. Pastore e C. Serra, Genova in salita, op. cit., p. 24.
  4. ^ C. Bozzano, R. Pastore e C. Serra, Genova in salita, op. cit., pp. 43-44.
  5. ^ Alessandro Sasso, notizia su Mondo Ferroviario, n. 62, agosto 1991, p. 67.
  6. ^ C. Bozzano, R. Pastore e C. Serra, Genova in salita, op. cit., p. 48.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Elisabetta Capelli, Franco Gimelli, Mauro Pedemonte, Dall'acqua all'elettricità, in Trasporto pubblico a Genova fra cronaca e storia, De Ferrari, Genova, 1981, pp. 301–304, ISBN 88-7172-017-2.
  • Corrado Bozzano, Roberto Pastore e Claudio Serra, Genova in salita, Nuova Editrice Genovese, Genova, 2014, ISBN 978-88-88963-10-5.
  • Giuseppe Viscardi, Genova oltre le ferrovie, in I Treni , n. 346, marzo 2012, pp. 30–32.
  • Giovanni Cornolò e Francesco Ogliari, La funicolare di Sant'Anna a Genova, in Si viaggia… anche all'insù. Le funicolari d'Italia. Volume primo (1880-1900), Ed. Arcipelago Edizioni, Milano, 2004, pp. 282–301, ISBN 88-7695-261-6.
  • La funicolare Sant'Anna, in Storia del trasporto pubblico a Genova, SAGEP Editrice, Genova 1980, pp. 131–138.

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