Chiesa di San Filippo Neri (Genova)

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Coordinate: 44°24′47.93″N 8°55′45.88″E / 44.413314°N 8.929411°E44.413314; 8.929411

Chiesa di San Filippo Neri
DSCF8151.JPG
Facciata
Stato Italia Italia
Regione Liguria
Località Genova
Religione Cristiana cattolica di rito romano
Diocesi Arcidiocesi di Genova
Stile architettonico barocco
Inizio costruzione 1674
Completamento XVIII secolo

La chiesa convento di San Filippo Neri è un complesso religioso situato al limite orientale del quartiere di Prè, nel centro storico di Genova. Il complesso si trova in via Lomellini, quasi all’incrocio con via Bensa. Il convento ospita la sede genovese della Confederazione dell'oratorio di San Filippo Neri che tranne due brevi interruzioni nell’Ottocento officia la chiesa dalla sua fondazione.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

I finanziamenti per la realizzazione del complesso di San Filippo hanno origine dal cospicuo legato che il nobile genovese Camillo Pallavicini, padre filippino, deceduto a Palermo nel 1644, lasciò perché fosse istituita una sede della congregazione anche a Genova, cosa che avvenne il 1º luglio 1645, presso la Chiesa di San Pancrazio. Decimata dalla peste nel 1656-1657, la comunità fu ricostituita nel 1659 e si trasferì in via Lomellini, in un palazzo acquistato dalla famiglia Lomellini in cui aveva abitato S. Caterina Fieschi, presso il quale costruirono inizialmente una piccola chiesa.[1]

La costruzione dell’attuale complesso, di cui la chiesa rappresenta la più importante testimonianza di architettura tardo-barocca a Genova, ebbe inizio nel 1674, dopo la demolizione del precedente palazzo e l’acquisizione di altri edifici. Il progetto è attribuito a Pietro Antonio Corradi. I lavori furono completati nel 1712, anche se la facciata fu realizzata solo nel 1738, mentre l’annesso oratorio fu edificato intorno alla metà del XVIII secolo. Per tutto il secolo, grazie ai contributi dei Padri del Comune e di famiglie patrizie, la chiesa si arricchì di preziose opere d’arte.

La chiesa fu consacrata il 28 gennaio 1721 da Giovanni Domenico Cavagnari, vescovo di Sagona, in Corsica. Il complesso passò indenne le soppressioni napoleoniche di fine Settecento, ma nel 1810, al tempo della dominazione francese fu espropriato e trasformato in un museo, in cui erano state fatte confluire le opere d’arte di numerose chiese e conventi chiusi dalle disposizioni napoleoniche. I Filippini poterono farvi ritorno nel 1815, dopo la caduta di Napoleone. Fu nuovamente espropriato nel 1866 per le nuove leggi emanate dal governo sabaudo, tornando però in uso ai padri filippini nel 1868. Questa situazione fa sì che oggi il complesso (chiesa, convento e oratorio) appartenga in parte al comune di Genova e in parte alla congregazione dei Filippini.[2][3]

Descrizione artistica[modifica | modifica wikitesto]

Esterno[modifica | modifica wikitesto]

Nella facciata concava della chiesa, ad intonaco grezzo, è collocata la statua dell'”Immacolata e gloria d’angeli”, di Pasquale Bocciardo e sopra il portale d’ingresso un medaglione raffigurante S. Filippo neri, di Carlo Cacciatore; il prospetto dell’adiacente convento (che ospita anche una scuola materna) è caratterizzato da paraste, timpani e numerose stelle a otto punte, simbolo dei Filippini.[4][5]

Interno[modifica | modifica wikitesto]

L’interno, formato da un’unica navata con un’alta volta a botte e quattro cappelle laterali, è decorato ad affresco, in un tardo-barocco genovese il cui linguaggio si esprime anche con intagli lignei e marmorei ed un trionfo di stucchi dorati e dipinti.[2][4] Il pavimento con intarsi di marmi multicolori venne eseguito nel 1737.[6]

Opere d’arte[modifica | modifica wikitesto]

Tra le opere presenti nella chiesa si ricordano la prospettiva e gli ornati di Antonio Maria Haffner, confratello nella Congregazione filippina, l'affresco della volta che raffigura La Gloria di San Filippo Neri, eseguito da Marcantonio Franceschini insieme ai dipinti a tempera posti sotto il cornicione rappresentanti i Miracoli e fatti della vita del santo del 1714.

Nel presbiterio vi sono le statue del santo con angeli degli scultori Domenico Guidi ed Honoré Pelle; le statue del frontone sono attribuite a Giacomo Antonio Ponsonelli mentre gli affreschi nella volta del coro, del 1712, alla mano di Stefano Maria Legnani.

Nelle cappelle sono da segnalare alcune opere: nella prima cappella di destra le statue della Mansuetudine e dell'Amor Divino di Domenico Parodi; nella pareti laterali le sculture di Giacomo Boni ed Enrico Vaymer raffiguranti la Vita di San Francesco di Sales. Nella seconda cappella gli affreschi sono del Boni mentre l'opera Riposo della Sacra Famiglia è attribuita alla mano del Franceschini. Nella seconda cappella di sinistra è presente il dipinto di Domenico Piola raffigurante Gesù con la croce appare a Santa Caterina con ai lati episodi di vita della santa ad opera del Boni. Nella prima cappella le statue degli Angeli sono opera di Daniele Solari mentre Pio V venera le spoglie di San Francesco è del Piola. Il gruppo ligneo della Pietà è opera di Anton Maria Maragliano.[4][6][5]

Organo[modifica | modifica wikitesto]

Sull'ampia cantoria in controfacciata, si trova l'organo a canne, costruito da Giuseppe II Serassi nel 1816. Lo strumento, restaurato nel 1995 dalla ditta organaria Dell'Orto & Lanzini, è a trasmissione meccanica. L'organo ha un'unica tastiera di 50 note con prima ottava scavezza ed una pedaliera a leggio scavezza di 17 costantemente unita al manuale; la divisione fra bassi e soprani è al S12-Do3. Di seguito la sua disposizione fonica in base alla posizione delle manette dei vari registri nelle due colonne della registriera:

Colonna di sinistra - Concerto
Uccelliera
Cornetto I Soprani
Cornetto II Soprani
Trombe Basse
Trombe Soprane
Corno Inglese Soprani
Viola Bassi
Corni di Tuba dolce Soprani
Flauto Traversiere Soprani
Flauto in Duodecima Soprani
Flauto in Ottava Bassi
Flauto in Ottava Soprani
Ottavino Bassi
Ottavino Soprani
Voce Umana Soprani
Rollante al Pedale
Colonna di destra - Ripieno
Terza Mano
Principale [8'] Bassi
Principale [8'] Soprani
Principale II Bassi
Principale II Soprani
Ottava Bassi
Ottava Soprani
Duodecima
Decimaquinta
Decimanona
Vigesimaseconda
Ripieno 4 file
Contrabbassi con Ottave al Pedale
Timballi al Pedale
Tromboni al Pedale
Principale Bassi al Pedale[7]

Oratorio di San Filippo[modifica | modifica wikitesto]

Accanto alla chiesa sorge l’oratorio di San Filippo, costruito nel 1749 su progetto attribuito a Giovanni Battista Montaldo. All’interno, a pianta ellittica, un ambiente in stile rococò perfettamente conservato, si trova una pregevole statua dell'Immacolata realizzata da Pierre Puget. Interessanti anche gli affreschi eseguiti da Giacomo Boni e la tela raffigurante San Filippo in estasi di Simon Dubois.[4]

L'oratorio, per la sua ottima acustica, è stato utilizzato fin dal XVIII secolo per concerti di musica sacra e da camera, attività che prosegue ancora ai nostri giorni. Tra gli altri vi tennero rappresentazioni celebri artisti come Luigi Boccherini, Niccolò Paganini e il sopranista Carlo Scalzi.[1][6]

Galleria fotografica[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il complesso di S. Filippo sul sito www.oratoriosanfilippo.org
  2. ^ a b Il complesso di S. Filippo sul sito www.sbapge.liguria.beniculturali.it
  3. ^ Giornale degli studiosi di lettere, scienze, arti e mestieri, Genova, 1870
  4. ^ a b c d Touring Club Italiano, Guida d'Italia - Liguria, 2009
  5. ^ a b La chiesa di S. Filippo Neri sul sito www.stoarte.unige.it
  6. ^ a b c G.B. Cevasco, in "Descrizione di Genova e del Genovesato", Tipografia Ferrando, Genova, 1846
  7. ^ Corrisponde alla prima ottava della pedaliera

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Nadia Pazzini Paglieri, Rinangelo Paglieri, Chiese in Liguria, Genova, Sagep Editrice, 1990, ISBN 88-7058-361-9.
  • Guida d’Italia - Liguria, Milano, TCI, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]