Istituto italiano di tecnologia

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IIT - Istituto Italiano di Tecnologia
Istituto Italiano di Tecnologia
Iit official logo.png
Istituto Italiano di Tecnologia, Morego - Bolzaneto, Genova.jpg
La sede centrale dell'IIT a Genova.
Abbreviazione IIT
Tipo centro statale di ricerca scientifica
Fondazione operativo dall'ottobre 2005
Scopo avanzamento della scienza
Sede centrale Italia Genova
Altre sedi Genova, Ferrara, Lecce, Milano, Napoli, Parma, Pisa, Pontedera, Roma, Torino, Trento, Boston
Area di azione robotica, nanotecnologie e altro
Presidente Gabriele Galateri di Genola
Direttore generale: Simone Ungaro
scientifico: Roberto Cingolani
Bilancio 96 milioni di euro annuali[1]
Impiegati 1.500 circa[2]
Motto Technology with human touch
Sito web 

L'Istituto Italiano di Tecnologia (IIT) è un centro statale di ricerca scientifica, creato per l'avanzamento della scienza in Italia.
La sede scientifica è a Genova Bolzaneto, mentre quella amministrativa si trova a Roma. Centri distaccati di ricerca sono inoltre attivi in diverse città (dodici in Italia e due a Boston negli Stati Uniti), in collaborazione con diverse università.

Il direttore scientifico è il fisico Roberto Cingolani.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La fondazione è stata creata alla fine del 2003[3] su volontà degli allora ministri Giulio Tremonti e Letizia Moratti.

Dalla sua nascita nel 2003, si sono subito scatenate numerose polemiche: molti membri delle comunità scientifica, industriale e politica italiane si sono divisi in favorevoli e contrari al progetto. Tra le varie opinioni espresse in quel periodo, vanno ricordati tra i contrari Carlo Rubbia[4], Tullio Jappelli e Marco Pagano[5], il direttore de Le Scienze Marco Cattaneo[6], Francesco Sylos Labini del CNR[7], Renato Ugo dell'Associazione Italiana per la Ricerca Industriale (AIRI)[8], Giorgio Squinzi di Confindustria,[9] e Alfonso Fuggetta del Cefriel.[10] La testata lavoce.info s'è occupata del tema IIT sin dall'inizio del progetto, pubblicando sia articoli critici sia articoli favorevoli.

Invece, tra gli entusiasti e tra chi ha creduto dall'inizio nel progetto, va registrato tra gli altri l'economista Francesco Giavazzi,[11] che così scriveva nel 2003 sul Corriere della Sera:[9]

« L'IIT è uno strumento per far compiere un salto al paese, perché introdurrà la competizione nel mondo dell'università e della ricerca e romperà lobby e baronie. »
("Una Cambridge anche in Italia", Francesco Giavazzi, Corriere della Sera, 3 novembre 2003)

Finanziato dallo Stato italiano (100 milioni all'anno secondo quanto stabilito dalla legge,[12]) l'IIT è nato con lo scopo di diventare un centro di riferimento internazionale per la ricerca scientifica ad alto contenuto tecnologico, attirando il contributo di ricercatori ed esperti da tutto il mondo, oltre a fornire un'importante piattaforma per il rientro dei cosiddetti "cervelli in fuga" italiani emigrati all'estero.

In fase di costituzione, le città candidate ad ospitare l'istituto erano Genova e Pisa. La scelta cadde sul capoluogo ligure in quanto sede industriale d'importanti aziende quali Ansaldo, Siemens, Ericsson, ed altre.

La struttura organizzativa e contrattuale dell'istituto è ispirata da quella del Max Planck Institut in Germania.

L'istituto è attivo dall'ottobre 2005.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

Roberto Cingolani, Direttore scientifico IIT

Sebbene l'IIT sia un istituto completamente statale (di proprietà del Ministero dell'Economia italiano), è governato da una fondazione che segue le regole del diritto privato, a differenza di altre istituzioni quali università pubbliche italiane e CNR, che invece seguono regole di diritto pubblico.[13] Questa scelta fu dettata dalla necessità dell'istituto di poter operare attraverso una struttura più simile a quella aziendale, come avviene per il Max Planck Institut in Germania.[14] Per questo motivo, il direttore scientifico Roberto Cingolani viene anche considerato il massimo esponente scientifico dell'istituto.[15]

La struttura di ricerca, presso la sede genovese, è articolata in vari dipartimenti e laboratori:

Dalla fondazione dell'istituto fino al 2010 è stato attivo anche un dipartimento di telerobotica, chiuso poi per il mancato raggiungimento degli obiettivi prefissati.[17]

Sul piano contrattuale, l'istituto ha scelto di seguire l'impostazione del Max Planck Institut tedesco: per gli scienziati e i ricercatori non esistono posizioni a tempo indeterminato, ma soltanto contratti con validità quinquennale, rinnovabili soltanto nel caso in cui lo scienziato abbia raggiunto gli obiettivi prefissati.

L'amministrazione prevede un consiglio e un comitato esecutivo. Il programma di dottorato di ricerca viene gestito dall'IIT insieme all'Università di Genova.

Centri IIT[modifica | modifica wikitesto]

Oltre alla sede centrale di Genova, l'IIT opera in diversi centri distaccati siti presso alcune università italiane e statunitensi. Presso questi centri, gli scienziati IIT collaborano con ricercatori dell'università ospitante il centro, perseguendo obiettivi scientifici comuni all'istituto e all'ateneo.

Uffici amministrativi dell'IIT in Roma, via Guidubaldo del Monte, 54

Attualmente, l'elenco dei centri comprende:

All'inizio era previsto anche l'avvio d'un centro per neuroscienze molecolari presso l'Ospedale San Raffaele di Milano.[20] Il progetto fu però abbandonato nell'estate 2006, e non si conoscono i motivi di questa scelta.

Nel resoconto relativo all'attività scientifica del 2012, curato dal direttore scientifico Roberto Cingolani e pubblicato nell'estate 2013 sul sito web dell'istituto, si annuncia l'imminente avvio d'un nuovo laboratorio IIT@Harvard presso il Dipartimento di Neurobiologia della Harvard University sempre a Boston negli Stati Uniti.[21]

Nel novembre 2013 un accordo di collaborazione scientifica è stato firmato tra l'IIT e istituto scientifico russo Skoltech (Skolkovo Institute of Science and Technology), situato a Skolkovo, vicino a Mosca.[22]

Agli inizi del 2014 Roberto Cingolani ha dichiarato l'intenzione del centro di ricerca scientifica da lui diretto d'aprire un laboratorio dedicato alla robotica riabilitativa nel parco scientifico tecnologico degli Erzelli a Genova.[23]

Nel novembre 2015 il Presidente del Consiglio dei ministri Matteo Renzi annuncia che l'Istituto Italiano di Tecnologia avrà un ruolo centrale nel nuovo parco scientifico-tecnologico in costruzione nell'area post EXPO 2015.[24]

Controversie[modifica | modifica wikitesto]

Sin dalla sua nascita, l'IIT ha ricevuto diverse critiche per la quantità di fondi statali, considerata da alcuni eccessiva rispetto alle dotazioni di altri istituti universitari e di ricerca.[25].
Quando a novembre 2011 il presidente del centro, Vittorio Grilli, è stato nominato Viceministro dell'Economia, per prevenire il rischio di conflitto di interessi a dicembre[26] Gabriele Galateri di Genola gli è subentrato.

Dopo i primi anni, numerose critiche sono inoltre cadute sull'IIT riguardo alla scarsità di risultati rispetto all'alto numero di fondi pubblici ricevuti.[27] Così scrive Angelo Leopardi in un articolo per LeRagioni.it nel novembre 2010:

« [...] Consideriamo uno dei dipartimenti, quello di robotica (Advanced Robotics), e prendiamo come anno di riferimento il 2009. Risultano 52 pubblicazioni, di queste solo 9 sono articoli su riviste con revisione paritaria ("peer review"), 2 sono contributi su libro e ben 41 sono articoli presentati a convegni. Se ripetiamo lo stesso esercizio per gli altri gruppi di ricerca troviamo una situazione migliore. In totale nel 2009 i ricercatori IIT hanno prodotto circa 200 articoli su riviste internazionali, un risultato sicuramente buono anche se non eccezionale, considerando che, sommando i componenti di tutti i gruppi di ricerca, si arriva a circa 300 persone. Passiamo alle richieste di brevetto: anche qui abbiamo un risultato buono, ma sicuramente non sconvolgente: 12 richieste di brevetto nel 2009.

Per comprendere questi numeri dobbiamo confrontarli con quelli di strutture di ricerca con analoghi finanziamenti. I ricercatori del Politecnico di Torino (che ha un Fondo di Finanziamento Ordinario poco superiore ai 100 milioni di euro / anno, quindi quasi uguale a quello dell'IIT) hanno prodotto circa 700 articoli su rivista nell’anno 2009. I brevetti sono stati 18. »

("Che fine ha fatto l’Istituto Italiano di Tecnologia? Una “storia italiana”", di Angelo Leopardi, 2010-11-08, LeRagioni.it[27])

Nel febbraio 2015 una norma (di cui si ignora chi ne fosse l'autore) introdotta nella bozza del decreto legge "Misure urgenti per il settore bancario e per gli investimenti", approvato del Consiglio dei Ministri, intendeva affidare all'Istituto tecnologico il monopolio su tutti i brevetti delle università e degli enti di ricerca. La norma ipotizzata, a detta di Valentina Santarpia del Corriere della Sera, "ha fatto infuriare tutti: politici, università, enti di ricerca".[28] [29] Lo stesso Istituto ha diramato una nota ufficiale in cui "all'unisono con il mondo della ricerca" esprime la sua "perplessità sulla norma sia nel merito che nel metodo".[30] Il Ministro dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca Stefania Giannini, in una nota ufficiale, ha dichiarato di non essere stata coinvolta nella stesura della norma, dichiarandola "incompatibile con l'autonomia sia delle Università che degli Enti pubblici di ricerca".[31]

Secondo Edoardo Segantini, editorialista del Corriere della Sera, l'IIT sarebbe il migliore centro di ricerca Italiano.[32][33] Secondo Elena Dusi de la Repubblica, invece, nonostante i finanziamenti, la produttività scientifica media dei suoi ricercatori sarebbe molto bassa (0.34 articoli annuali a persona) rispetto a simili istituti.[34] Riguardo a queste critiche, Roberto Cingolani ha spiegato che quel calcolo erroneamente considerava lo staff dell'IIT come 1.500 persone sin dalla sua fondazione nel 2003, quando invece vi lavoravano solo 50 persone. Considerando invece il numero di pubblicazioni annuali diviso per il numero ricercatori in forza all'istituto ogni anno, si arriva ad una cifra di circa 1.1 pubblicazioni annuali per ogni ricercatore, quindi in linea con i migliori centri di ricerca scientifica italiani.[35]

Valutazione della Corte dei Conti[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre 2013 la Corte dei Conti ha approvato la relazione sulla gestione finanziaria dell'IIT, relativa agli esercizi 2011-2012, segnalando un'ottima gestione anche sul piano della spesa.[36]

Nel marzo 2015 la Corte dei Conti ha approvato la relazione sulla gestione finanziaria IIT per l'esercizio 2014 formulando anche un invito a meglio evidenziare in termini contabili il valore creato dalla voluminosa attività di ricerca e brevetti.[37]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Relazione Corte dei Conti sulla gestione 2013
  2. ^ ilSecoloXIX.it - Tutti i numeri dell'IIT
  3. ^ con l'art 4, decreto-legge 30 settembre 2003, n. 269, convertito con Legge 326 del 24 novembre 2003
  4. ^ Rubbia: piano oscuro, no al Mit italiano
  5. ^ [1]
  6. ^ Istituto Italiano Tremonti
  7. ^ L'eccellenza de' noantri
  8. ^ Corriere Economia, 3 novembre 2003, pag 2
  9. ^ a b Corriere.it - Domani farà ricerca pura, oggi fa litigare (3 novembre 2003)
  10. ^ Corriere.it - IIT bisognava copiare NSF
  11. ^ Corriere.it - Una Cambridge anche in Italia, Francesco Giavazzi (25 ottobre 2003)
  12. ^ Legge 326/2003
  13. ^ PrimoCanalale.it - Intervista a Roberto Cingolani, 17 gennaio 2015
  14. ^ PrimoCanalale.it - Intervista a Roberto Cingolani, 17 gennaio 2015
  15. ^ RadioRadicale.it - Audizione di Roberto Cingolani e Gabriele Galateri di Genola alla Commissione Attività Produttive della Camera dei Deputati sulla questione della partecipazione dell'IIT alle startup, marzo 2015
  16. ^ OggiScienza - http://oggiscienza.wordpress.com/2014/07/02/iit-nikon-supermicroscopio/
  17. ^ A Genova l'IIT perde 50 ricercatori - La telerobotica non centra gli obiettivi di eccellenza e rinuncia a rinnovare gli accordi (PDF), scienzainrete.it. URL consultato il 06/03/2012.
  18. ^ BjLiguria.it - Al San Martino un laboratorio di neuroscienze: accordo Università-IIT-San Martino
  19. ^ Estense.com - iit@UniFe, nuovo centro innovativo a Ferrara
  20. ^ HSR.it - Research Unit of Molecular Neuroscience
  21. ^ iit.it, il 7º anno
  22. ^ ilSecoloXIX.it - Patto IIT-Skoltech
  23. ^ TeleNord.it - IIT punta ad Erzelli
  24. ^ Wired.it - Matteo Renzi dopo expo
  25. ^ LaVoce.info - "Domande e risposte sull'iit" di Daniele Checchi e Tullio Jappelli, 27 luglio 2005
  26. ^ Vertici dell'Istituto Italiano di Tecnologia
  27. ^ a b "Che fine ha fatto l'Istituto Italiano di Tecnologia? Una “storia italiana”", di Angelo Leopardi, 2010-11-08, LeRagioni.it
  28. ^ Brevetti all'Istituto di tecnologia Scoppia la bufera, atenei in rivolta su corriere.it
  29. ^ Il giallo della privatizzazione dei brevetti su lastampa.it
  30. ^ Ipotesi centralizzazione brevetti snatura la missione di IIT su iit.it
  31. ^ IIT, Giannini: norma brevetti incompatibile con autonomia università ed enti ricerca comunicato stampa del 25 gennaio 2015, Ministero dell'Istruzione, dell'Università e della Ricerca
  32. ^ Corriere della Sera: "La facoltà immobile che rinuncia ad innovare", di Edoardo Segantini, dicembre 2014
  33. ^ genova La facoltà «immobile» che rinuncia a innovare
  34. ^ - "Ecco i campioni della ricerca in Italia e a sorpresa il Cnr arriva solo terzo" di Elena Dusi
  35. ^ Corriere della Sera, Italians, I numeri di IIT
  36. ^ AgenParl.it - IIT: CORTE DEI CONTI, SI CONFERMA ISTITUTO DI ECCELLENZA
  37. ^ "Con riferimento al Technology Transfer, che rappresenta la missione dell'IIT legislativamente sancita, si osserva che, pur nella indubbia difficoltà di giungere ad una valutazione economica del portafoglio brevetti, appare opportuna una attenta analisi delle potenzialità economiche dei prodotti della ricerca scientifica nel momento del loro impiego pratico", Corte dei Conti, Relazione sulla gestione 2013 [2], 16 marzo 2015

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]