Carcere di Marassi

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Casa circondariale di Genova
Carcere di Marassi.jpg
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneLiguria Liguria
LocalitàGenova
IndirizzoPiazzale Marassi, 2
Coordinate44°25′03.66″N 8°57′03.88″E / 44.417683°N 8.951079°E44.417683; 8.951079Coordinate: 44°25′03.66″N 8°57′03.88″E / 44.417683°N 8.951079°E44.417683; 8.951079
Informazioni generali
CondizioniIn uso
Inaugurazione1902
Usocarcere
Realizzazione
CostruttoreMinistero di Grazia e Giustizia
ProprietarioMinistero della giustizia

La casa circondariale di Genova si trova nel quartiere di Marassi in Piazzale Marassi, 2 a Genova in Val Bisagno nei pressi dello Stadio Luigi Ferraris. Il carcere venne costruito a fine '800 e ristrutturato nel 1990, nel maggio 2002 fu teatro di una rivolta in seguito a un suicidio di un carcerato.

Il carcere è solo maschile e al 2005 ospitava circa 670 detenuti e la metà di questi erano stranieri, inoltre il 70% di loro sono tossicodipendenti. Nel 2011 i detenuti erano 800 a fronte di una capienza di 435 e a fine luglio 2011 all'interno del carcere è stata scoperta una distilleria clandestina di grappa, fatta da alcuni detenuti[1].

Dal 12 aprile 1947 nel carcere fu detenuto per qualche giorno il mafioso Lucky Luciano, che era stato espulso da Cuba in attesa di venire trasferito al carcere dell'Ucciardone di Palermo su un treno speciale scortato da cinque carabinieri. Luciano venne rimesso in libertà già il 14 maggio e si trasferì a Napoli dove morì nel 1962[2].

Eventi bellici[modifica | modifica wikitesto]

La notte tra il 2-3 dicembre 1944 Siegfried Engel, Comandante Aussenkommando Sicherheitsdienst di Genova fece prelevare 22 partigiani dalla sezione IV (prigionieri politici) del carcere e fucilare nei pressi di Portofino in risposta all'uccisione pochi giorni prima nella notte del 30 novembre di 21 militari e aderenti alla Repubblica Sociale Italiana[3].

La notte tra il 22-23 marzo 1945 lo stesso Engel fa prelevare nuovamente 20 detenuti dalla stessa sezione, da fucilare come rappresaglia per l'uccisione, a Cravasco, di nove tedeschi in uno scontro con la brigata partigiana Balilla. Il fatto viene così raccontato nel Diario da Marassi del detenuto Gen. Remigio Vigliero:

«Chi può descrivere i sentimenti dei detenuti politici in questa giornata? Poco prima della mezzanotte si sente giungere un automobile dal quale discendono alcuni ufficiali che si portano nell'ufficio, ove si sente parlare concitatamente e dal quale escono verso la una. Alle 2,30 entrano in cortile automezzi, alle 3 si aprono le celle e vengono chiamati alcuni individui che poco dopo partono con gli automezzi. Dalla nostra cella esce Bernardi. In seguito si sa che sono partiti il t. col. Capitò, lo avv. Panevino, Diodati, il ragionier Campi, complessivamente venti, tra cui uno mutilato di una gamba ed altro mutilato di un braccio. La giornata è trascorsa in continua apprensione. Durante la notte si era certi che i chiamati fossero stati inviati alla fucilazione; poi una voce ha assicurato che erano stati cambiati con altrettanti prigionieri tedeschi; ma verso sera è confermata la fucilazione, avvenuta per rappresaglia essendo stati uccisi nove tedeschi a Cravasco.[4]»

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Carcere di Genova: scoperta distilleria grappa in cella
  2. ^ Lucky Luciano su Italia Mistero, su italiamistero.blogspot.it.
  3. ^ Copia archiviata, su istitutoresistenza-ge.it. URL consultato il 4 febbraio 2017 (archiviato dall'url originale il 4 marzo 2016).
  4. ^ R. Vigliero, Diario da Marassi, in Liguria Alpina, ottobre 1977

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giorgio Chiavola, SS-IVª Sezione - Drammi nelle carceri naziste, Genova, Semaforo, 1945.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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